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Narratori delle pianure

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(252)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807013096 | Isbn-13: 9788807013096 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 2

    Giugno 2011: studiando per l'esame di Letteratura Italiana trovo citato un racconto di questo libro, Giovani umani in fuga, in cui dei ragazzi devono sbarazzarsi di un cadavere con una Pianura Padana nebbiosa sullo sfondo. Racconti fantastici, misteriosi e italiani: li voglio!
    Tre an ...continua

    Giugno 2011: studiando per l'esame di Letteratura Italiana trovo citato un racconto di questo libro, Giovani umani in fuga, in cui dei ragazzi devono sbarazzarsi di un cadavere con una Pianura Padana nebbiosa sullo sfondo. Racconti fantastici, misteriosi e italiani: li voglio!
    Tre anni e mezzo dopo, riesco a procurarmi questo libro in biblioteca e... Naa. Si legge in una giornata, ma non fatelo. Non vi perdete niente di speciale.

    Il problema principale di questo libro è che la maggior parte dei racconti sono scritti all'imperfetto, il che gli dà un tono un po' da cronaca e un po' da fiaba che non sarebbe neanche male se solo Celati non si dimenticasse di non usare l'imperfetto a sproposito, cioè tipo sempre. Due esempi plateali:

    «Molti anni dopo sua moglie moriva e la figlia andava ad abitare in una metropoli per studiare all'università. Qui incontrava uno studente con i capelli dritti e si metteva a vivere con lui.»
    (La ragazza di Sermide, pag. 81)

    «I quattro abbandonavano l'auto colpita e con l'altra fuggivano a fari spenti per i campi; decidevano di non tornare a casa per non essere arrestati.»
    (Giovani umani in fuga, pag. 140)

    Anche quando Celati non usa l'imperfetto, l'impressione è di leggere dei riassunti. Che non è esattamente la sostanza di cui sono fatti i racconti indimenticabili che ti fanno alzare gli occhi al cielo quando senti che le raccolte non vendono.

    Non fraintendetemi, alcuni racconti sono carini, ma se dovessi dare un voto a tutti andrebbero da una stellina a tre.
    Il mio preferito è Vivenza d'un barbiere dopo la morte. Da menzionare anche Bambini pendolari che si sono perduti, Meteorite dal cosmo, Come un fotografo è sbarcato nel Nuovo Mondo e il Giovani umani in fuga di cui sopra, e potrei rimpolpare la lista con qualcun altro se solo nel migliore dei casi non fossero prevedibili.
    Perfettamente trascurabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Storie carpite oralmente nella bassa padana fino alle foci del grande fiume e riproposti con toni sobri, schietti, propri delle genti di queste parti. Ho apprezzato molto, questione di affinità probabilmente.

    ha scritto il 

  • 2

    Il mio primo approccio - non proprio felice - con Gianni Celati.

    Devo dire che ho trovato parecchio interessante l'idea alla base, ossia creare delle micro-storie che potrebbero essere dei potenziali romanzi.
    Tutte storie abbastanza surreali o rocambolesche, dedicate a personaggi st ...continua

    Il mio primo approccio - non proprio felice - con Gianni Celati.

    Devo dire che ho trovato parecchio interessante l'idea alla base, ossia creare delle micro-storie che potrebbero essere dei potenziali romanzi.
    Tutte storie abbastanza surreali o rocambolesche, dedicate a personaggi strambi e in qualche modo emarginati.

    Aveva tutte le carte in regola per garbarmi, e invece ho quasi fatto fatica a finirlo.
    Mi è sembrato, appunto, un esperimento ganzo ma un po' fine a se stesso, forse anche un po' auto-celebrativo.

    Spero di potermi ricredere con altri racconti o romanzi del Celati.

    ha scritto il 

  • 4

    Storie del Po e delle sue terre, soprattutto a mare, annusati da poco... 'Meteorite dal cosmo' e 'Allo scoperto' sopra tutte.


    "Adesso vedeva che i suoi limiti erano diventati la sua strada, tracciata soltanto dalle sue infinite incapacità di fare altre cose."


    " Le ha detto come tutt ...continua

    Storie del Po e delle sue terre, soprattutto a mare, annusati da poco... 'Meteorite dal cosmo' e 'Allo scoperto' sopra tutte.

    "Adesso vedeva che i suoi limiti erano diventati la sua strada, tracciata soltanto dalle sue infinite incapacità di fare altre cose."

    " Le ha detto come tutte le cose appaiono diverse sentendosi allo scoperto, quando non c'è più il pensiero di potersi nascondere e così salvare da qualche parte."

    ha scritto il 

  • 4

    ...Avevano fatto tanta strada venendo da lontano in cerca di qualcosa che non fosse noioso, senza mai trovare niente, e adesso per giunta chissà quanto tempo ancora avrebbero dovuto restare nella nebbia, col freddo e la malinconia, prima di poter tornare a casa dai loro genitori. Allora è venuto ...continua

    ...Avevano fatto tanta strada venendo da lontano in cerca di qualcosa che non fosse noioso, senza mai trovare niente, e adesso per giunta chissà quanto tempo ancora avrebbero dovuto restare nella nebbia, col freddo e la malinconia, prima di poter tornare a casa dai loro genitori. Allora è venuto loro il sospetto che la vita potesse essere tutta così.

    ...Era ormai un uomo maturo, che quel giorno s'era pettinato, rasato, s'era messo una bella cravatta rossa, e gli era anche venuto in mente di sapere cos'è la vita: una trama di rapporti cerimoniali per tenere insieme qualcosa d'inconsistente.

    ha scritto il 

  • 3

    Serie di racconti, orientati dalla discesa verso la foce del po', sulle orme inverse del percorso della madre. alcuni ricordano Borges, altri Calvino, la maggior parte sono svolti in una prosa semplice, lineare e poco brillante, con poco spazio all'illuminazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Confesso che ho fatto molta fatica a leggere la raccolta di racconti Narratori delle pianure, scritti all'imperfetto e nello stile di un verbale dei Carabinieri. Ammetto la mia ignoranza di fronte a questo autore di cui probabilmente non ho colto l'essenza e la chiave di lettura. Non si scandaliz ...continua

    Confesso che ho fatto molta fatica a leggere la raccolta di racconti Narratori delle pianure, scritti all'imperfetto e nello stile di un verbale dei Carabinieri. Ammetto la mia ignoranza di fronte a questo autore di cui probabilmente non ho colto l'essenza e la chiave di lettura. Non si scandalizzino gli intellettuali ma la scrittura usata da Celati proprio non mi è piaciuta: semplicistica, elementare, quella di uno che racconta storie all'amico al bar. Probabilmente era proprio questo il risultato che voleva, "effetto cantastorie", l'essenzialità delle parole per dare maggiore risalto alla forza delle storie.
    Non mi pongo certamente di fronte a tale autore con velleità critiche: chi sono io per farlo? Esprimo solo un'impressione soggettiva a pelle. Perchè per me la lettura è questione anche di pelle e pur di fronte a storie curiose, visionarie, ironiche, un po' strambe che hanno soddisfatto il mio bisogno di affabulazione, il ritmo narrativo non mi ha toccato le corde giuste lasciandomi alla fine non soddisfatta e un po' perplessa.

    ha scritto il