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Nascita del superuomo

Urania 62

By Theodore Sturgeon

(38)

| Paperback

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Book Description

54 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La prima parte è stupenda! è vero forse ricorda un po' l'urlo e il furore, ma perlomeno è leggibile :-)a parte gli scherzi, Sturgeon è poetico e immaginifico rimanendo ai confini del genere SF, la dove i termini science o speculative si mischiano e a ...(continue)

    La prima parte è stupenda! è vero forse ricorda un po' l'urlo e il furore, ma perlomeno è leggibile :-)a parte gli scherzi, Sturgeon è poetico e immaginifico rimanendo ai confini del genere SF, la dove i termini science o speculative si mischiano e alla fine scompaiono del tutto.
    Nella seconda e terza parte i contenuti di genere si fanno più presenti e ci sono anche un paio di piccole incongruenze, ma lo stile e la profondità indagatrice con cui l'autore esplora l'immaginario a cui ha dato vita sono gli stessi.

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    Ettore BilBo said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima Premessa: tutto mi è sembrato tranne un romanzo di fantascienza, piuttosto metafisico.
    Seconda Premessa: o è tradotto da culo oppure Sturgeon si è fatto troppo di Faulkner (e giuro che l’ho pensato prima della comparsa del bimbo down, plagio d ...(continue)

    Prima Premessa: tutto mi è sembrato tranne un romanzo di fantascienza, piuttosto metafisico.
    Seconda Premessa: o è tradotto da culo oppure Sturgeon si è fatto troppo di Faulkner (e giuro che l’ho pensato prima della comparsa del bimbo down, plagio dall’urlo e il furore).
    La vicenda, ampia e circolare, è ambiziosissima, peccato che per i motivi di cui sopra la prosa cigola.
    Dei tre atti ho trovato eccellente il secondo, il primo buono per prendere l’abbrivio allo stile e alla storia, l’ultimo passa troppo tempo nell’attesa di svelare il passapartout dell’intero romanzo. Il tutto molto arzigogolato con un ritmo a dir poco farraginoso.
    Per molti questo libro è un capolavoro, a me ha lasciato un po’ il sapore in bocca del vorrei ma non posso, il finale lascia al di là della trama degli interrogativi profondissimi sul modello etico (confesso le ultime pagine le ho lette con le palpebre cascanti, quindi i neuroni non erano proprio riscaldati), però, dico io, se tu vuoi fare un libro così importante non puoi pensare di scriverlo in questa maniera e svelare i problemi dell’universo nelle ultime 15 pagine.
    Insomma non so se mi è piaciuto abbastanza o non ho capito abbastanza. In secondo luogo dubito che il libro sia nato già in forma di romanzo, la sensazione è che il legame fra i tre racconti sia stato trovato successivamente. Poi mettiamoci che la fantascienza non è il mio genere e la sensazione di incompletezza è raggiunta.
    E alla fine io che tipo di “homo” sono?….omm’ e panza direi!

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    Mingamarco said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Less Than Novel

    Uno dei più famosi romanzi di Theodore Sturgeon, vincitore dell'International Fantasy Award nel 1954 e nominato nel 2004 per il Retro Hugo del 1954 (assegnato, secondo me giustamente, a Fahrenheit 451).

    Il libro è nato da un racconto (Baby ...(continue)

    Uno dei più famosi romanzi di Theodore Sturgeon, vincitore dell'International Fantasy Award nel 1954 e nominato nel 2004 per il Retro Hugo del 1954 (assegnato, secondo me giustamente, a Fahrenheit 451).

    Il libro è nato da un racconto (Baby is three) a cui l'autore ha attaccato un prologo (The fabulous idiot) e una conclusione (Morality), più o meno della stessa lunghezza del racconto originale.

    Lo stile di Sturgeon è buono e l'idea di fondo bella e suggestiva, anche se a tratti sconclusionata e mai veramente approfondita. Tra l'altro, ho capito che questo è un tratto saliente dell'autore, visto che la stessa cosa accade anche in Cristalli silenziosi, libro peraltro molto più bello di questo.

    In ogni caso, il romanzo l'ho trovato parecchio noioso. Inoltre, nella lettura emergono chiaramente le tracce della genesi, con alcune sezioni nella prima parte "appiccicate" alla bell'è meglio solo in funzione di raccordo con le parti successive.

    Il racconto da cui tutto è nato, e che costituisce la parte centrale del romanzo, è l'unica cosa che merita veramente. La terza ed ultima parte è invece quella peggiore: inutilmente prolissa, sconclusionata e a tratti irritante.

    Il mio consiglio: leggete solo il racconto originale, oppure solo la seconda parte del romanzo lasciando stare le altre due, tanto le sezioni sono relativamente autonome.

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    Ignatius Reilly said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avevo letto dell'homo supersapiens o dell'homo sapiens sapiens....
    tuttavia quest'homo "Gestalt" li batte proprio tutti!!!

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    Andy Gold said on May 5, 2014 | Add your feedback

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