Nascita di un guru

Di

Editore: Mondadori

3.1
(241)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8804569131 | Isbn-13: 9788804569138 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Brambilla

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Kazuo è messo proprio male: ha appena perso il lavoro, la sua ragazza lo halasciato per un altro e, per di più, è tormentato internamente da grandiinterrogativi metafisici. Quando, per caso, si imbatte in una strana comunitàreligiosa che fa riferimento a un guru, si aggrappa disperatamente ad essacome a una scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta. Ma le cose non vannocompletamente lisce. Il capo della setta non è del tutto a posto e il suoassistente è un cinico senza scrupoli. I seguaci, dal canto loro, sembranocercare l'elevazione spirituale nei bar e nei bordelli. Non fa niente. Kazuo,imperterrito, decide di proseguire per questa strada. Ma il destino ha inmente grandi cose per lui, in men che non si dica gli eventi prendono unastrana piega e lui si ritrova a occupare un ruolo assolutamente inatteso...
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  • 3

    Non male ma lascia perplessi

    Per me è così: se uno non sapesse che questo libro è di Kitano, non lascererebbe chissà quale traccia.
    L'argomento è interessante, i personaggi anche ma è l'architettura del libro e il suo stile un pò ...continua

    Per me è così: se uno non sapesse che questo libro è di Kitano, non lascererebbe chissà quale traccia.
    L'argomento è interessante, i personaggi anche ma è l'architettura del libro e il suo stile un pò didascalico che lasciano perplessi.
    Morale della favola (ovvero del libro): la religione può essere un mezzo per arricchirsi, avere speranza nel futuro, rifugio da una vita di umiliazioni e non appagante. Dio è un'idea che ti deve spingere a dare il meglio di te ( e magari lasciare diversi oboli perchè questo accada più facilmente) e non deve essere personificato, perchè in ogni caso sfuggente alla logica umana in quanto essere soprannaturale. E in ultima istanza, attraverso al religione l'inganno è lecito e le persone sono facilmente manipolabili.
    Tutto giusto ma questo non è sufficiente a dare un'anima a questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Ognuno ha la sua religione

    Questo libro è rimasto in casa per anni prima che fosse il tempo di leggerlo, poi non riuscivo a fermarmi. Ogni pagina una sorpresa. Mi ha stupito, passo dopo passo. Tre figure disparate che cercano i ...continua

    Questo libro è rimasto in casa per anni prima che fosse il tempo di leggerlo, poi non riuscivo a fermarmi. Ogni pagina una sorpresa. Mi ha stupito, passo dopo passo. Tre figure disparate che cercano il loro posto al mondo e hanno la loro visione di Dio. Ognuno con le sue ragioni e il suo specchio.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante storia di un ragazzo che si avvicina, per problemi personali, ad una "setta religiosa". Entrerà in questo mondo e vedrà cose che non avrebbe mai immaginato. Quanto l'immaginazione e l'ill ...continua

    Interessante storia di un ragazzo che si avvicina, per problemi personali, ad una "setta religiosa". Entrerà in questo mondo e vedrà cose che non avrebbe mai immaginato. Quanto l'immaginazione e l'illusione può condizionare le persone.
    "La religione è un commercio: riceviamo qualcosa di tangibile, diamo in cambio l'invisibile. Soldi o altro, non si rifiuta niente. E' il mestiere del guru, quello di ricevere senza limitazioni" Senza parole...
    Ad maiora!

    ha scritto il 

  • 2

    Takeshi's flop

    Mah...non son tanto sicuro di averlo capito fino in fondo...però non sono nemmeno tanto sicuro che ci sia, un fondo.
    Libro scritto con un registro semplicissimo, proprio terra terra. Tema potenzialmen ...continua

    Mah...non son tanto sicuro di averlo capito fino in fondo...però non sono nemmeno tanto sicuro che ci sia, un fondo.
    Libro scritto con un registro semplicissimo, proprio terra terra. Tema potenzialmente un sacco interessante, ma trattato in modo alquanto banale.
    Ferocemente antireligioso. O forse no.
    Molto meglio guardare Kitano in Hana-bi, o anche solo in Takeshi's Castle...

    ha scritto il 

  • 2

    Become a guru for dummies!!

    Dio non rientra nella sfera della conoscenza umana. Non esiste un dio che possa essere concepito, sarebbe necessariamente un dio mediocre. Chiunque si vanti di potersi avvicinare a dio, è vittima dell ...continua

    Dio non rientra nella sfera della conoscenza umana. Non esiste un dio che possa essere concepito, sarebbe necessariamente un dio mediocre. Chiunque si vanti di potersi avvicinare a dio, è vittima dell'inganno di dio, anzi del proprio orgoglio.

    Storia ironica sulla vita in una comunità religiosa giapponese, la sua affiliazione, la crescita vertiginosa in essa. L'ironia però è molto orientale ed a me trasmette più inezia, apatia, stupore.

    Un ragazzo senza problemi particolari, unico dispiacere l’essersi appena separato dalla fidanzata, si fa coinvolgere anima e corpo in una nuova setta pseudo-religiosa capeggiata da un taciturno ed evanescente guru. Il suo ardore puro cozzerà, senza un reale scontro, con una realtà assai più prosaica di vizi e invenzione tesa a dare alle persone ciò che le stesse cercano, adeguandovisi fino ai massimi valori.

    Di per sé godibile senza particolari picchi, resta piatto e dà un alto senso di giapponesità nelle situazioni e soprattutto nei dialoghi: tale e tanta inconcludenza ed apparente incoerenza ha ben poco di italiano, come pure la passività del nostro protagonista, apparentemente attivo ma che affida il suo essere e le sue decisioni ad altri.

    Letto in abbinamento con Underground – racconto a più voci dell’attentato alla metropolitana di Tokyo di Haruki Murakami assume un retrogusto amaro, svela qualcosa della psiche della comunità o almeno ci permette di riflettervi in modo assai impietoso e prosaico.

    Colpisce come spesso necessità sentite da molti, in primis quella di non adeguarsi ai ritmi della società capitalistica, spingano in direzioni programmate da altri, ad adeguarsi a stereotipi, di rinuncia del sé per poter poi procrastinare anche le proprie decisioni ad altri. Sconsolante e disilluso in questo.

    ha scritto il