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Nati due volte

Di

Editore: Mondadori (Oscar BestSeller 1169)

3.8
(1873)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880449543X | Isbn-13: 9788804495437 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Che cosa succede in una famiglia quando nasce un figlio handicappato, come sievolvono le paure, le speranze, l'angoscia, le normali esperienze di tutti igiorni. Come reagiscono i familiari, gli amici, i medici, "la gente", e ilpadre, la madre, il fratello. I bambini disabili, come suggerisce il titolo,nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è unarinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri. Coloro chenascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno, più degli altriil proprio diritto alla felicità. Il libro è un romanzo coraggioso eanticonformista che alterna a pagine tese, drammatiche e commoventi altreeccentriche o decisamente comiche.
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  • 2

    Forse non l’ho capito, o mi aspettavo altro, ma non mi è piaciuto. Troppo superficiale e frammentato, con digressioni che non aggiungono nulla al libro. L’argomento dell’handicap è interessante ed è s ...continua

    Forse non l’ho capito, o mi aspettavo altro, ma non mi è piaciuto. Troppo superficiale e frammentato, con digressioni che non aggiungono nulla al libro. L’argomento dell’handicap è interessante ed è stato coraggioso l’autore ad esporsi in questo modo e posso capire tutti i turbamenti e le frustrazioni, ma è la scrittura che non mi ha convinta, forse anche troppo infarcita di paroloni che visto il tema mi sembrano superflui. Di sicuro come dice il titolo si nasce due volte in questi casi, nel bene e nel male.

    ha scritto il 

  • 4

    Contro natura

    http://youtu.be/adurtCVa8W4

    Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. ...continua

    http://youtu.be/adurtCVa8W4

    Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita"

    Questi bambini sono i disabili.
    E riguardo alla rinascita dei genitori, beh, non è vero niente!
    Per un genitore è un morire lento.
    Giorno dopo giorno i genitori dovranno fare i conti con la loro più grande sconfitta: sapere che quei figli non saranno mai indipendenti.
    E non è mica solo questo, quello che succede...
    Ogni principio cui si credeva viene capovolto: l'eccezione diventa la regola; il favoritismo sostituisce l'imparzialità; lo spirito di osservazione si acuisce...in negativo: si cercano situazioni peggiori che danno conforto alla propria -E poche cose sono più vili di quelle dove si trova consolazione nella sventura degli altri.
    L'accettazione dei limiti? E' roba per estranei, per chi vive il disabile in tempi e luoghi definiti. Per un genitore è contro natura. Perché sarebbe come rinunciare alla speranza di una guarigione -o di quel po' che possa portare questo figlio a essere in grado di badare a se stesso. Con quale stato d'animo un genitore può avvicinarsi alla vecchiaia sapendo che dovrà lasciare un figlio che avrà bisogno di cure per tutto il resto della sua vita?

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro di Pontiggia si può leggere la storia di un padre piegato dall'handicap del figlio. L'autore ripercorre a grandi balzi, in via anedottica, la storia del suo rapporto con la disabilità ...continua

    In questo libro di Pontiggia si può leggere la storia di un padre piegato dall'handicap del figlio. L'autore ripercorre a grandi balzi, in via anedottica, la storia del suo rapporto con la disabilità del figlio e tutto ciò che ne consegue. Non si tratta del romanzo sul rapporto padre/figlio, bensì sul rapporto padre/disabilità-del-figlio. La figura di Paolo è quasi di contorno: al centro si staglia, prepotente, la sua disabilità. Non vi sono vincitori, solo vinti. Il padre, consapevole dell'umana incapacità di rapportarsi realmente ed autenticamente con un figlio avvertito diverso perché diverso e di conseguenza vissuto come tale, è lo specchio di una società che tollera la disabilità, ma nel profondo ne è urtata e vorrebbe più che mai sanarla. Frigerio prega per la guarigione del figlio, all'inizio "totale, completa", poi anche solo "parziale": non vi è accettazione, ma adeguamento da parte sua. Il padre diventa quindi agli occhi del lettore lo specchio della comunità che, tra mille premure, sforzi vani, lotte impari, crisi e affetti sinceri, prova a destreggiarsi con l'immenso problema della disabilità avvertendone in continuazione la sua essenziale non naturalezza, che spinge a confidare in future guarigioni, mediche o miracolistiche. Un ritratto sincero e spietato del travagliato rapporto con l'a-normalità ed il costante desiderio dell'abile di cancellare ogni diversità insita nella disabilità, forse più a vantaggio di noi stessi che dell'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante il linguaggio colto, che in certi casi può risultare fastidioso, il libro è assai piacevole e si legge in poco tempo. La storia è incentrata sulla figura del padre che ne è l'assoluto prota ...continua

    Nonostante il linguaggio colto, che in certi casi può risultare fastidioso, il libro è assai piacevole e si legge in poco tempo. La storia è incentrata sulla figura del padre che ne è l'assoluto protagonista. Il figlio disabile rimane sullo sfondo, un pretesto per scrivere una storia.

    ha scritto il 

  • 2

    troppo edonistico

    Il libro è interessante perchè fa riflettere sulla disabilità e su cosa voglia dire essere diversi, se veramente esiste una normalità. E' scritto sotto forma di diario, in brevi capitoletti che facili ...continua

    Il libro è interessante perchè fa riflettere sulla disabilità e su cosa voglia dire essere diversi, se veramente esiste una normalità. E' scritto sotto forma di diario, in brevi capitoletti che facilitano la lettura.
    Il problema, a mio avviso, è che parla più del narratore (il padre del disabile) che del figlio stesso. E il padre sembra avere più problemi del figlio, a dire dalle elucubrazioni in cui lancia per spiegare il mondo. A volte questi ragionamenti sono interessanti, a volte meno e un po' contorti e saccenti.
    In generale il libro è piacevole per l'argomento e l'idea ma non credo di amare il modo in cui è stato scritto.

    ha scritto il 

  • 1

    Deludente

    Il libro, al di là di frasi ad effetto, è frammentario. Vorrebbe affrontare la vicenda disabilità da diversi punti di vista, secondo le varie persone che la incontrano. In realtà il risultato è un'acc ...continua

    Il libro, al di là di frasi ad effetto, è frammentario. Vorrebbe affrontare la vicenda disabilità da diversi punti di vista, secondo le varie persone che la incontrano. In realtà il risultato è un'accostamento di situazioni venato da una scrittura sarcastica e grottesca che trovo fuori luogo.
    Paolo, il ragazzino con la paralisi cerebrale, è in ombra per tutto il romanzo. E sì che dovrebbe essere il fulcro da cui nascono tutte le esperienze.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo in casa, non lo ricordavo nemmeno più. L'ho trovato un gran libro, che affronta in maniera profonda e intelligente la disabilità, i rapporti familiari, la crescita. Lo consiglio tantissimo, ...continua

    Ce l'avevo in casa, non lo ricordavo nemmeno più. L'ho trovato un gran libro, che affronta in maniera profonda e intelligente la disabilità, i rapporti familiari, la crescita. Lo consiglio tantissimo, peraltro Pontiggia è un vero fuoriclasse.

    ha scritto il 

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