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Nati due volte

Di

Editore: Mondadori (Oscar BestSeller 1169)

3.8
(1833)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880449543X | Isbn-13: 9788804495437 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Che cosa succede in una famiglia quando nasce un figlio handicappato, come sievolvono le paure, le speranze, l'angoscia, le normali esperienze di tutti igiorni. Come reagiscono i familiari, gli amici, i medici, "la gente", e ilpadre, la madre, il fratello. I bambini disabili, come suggerisce il titolo,nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è unarinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri. Coloro chenascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno, più degli altriil proprio diritto alla felicità. Il libro è un romanzo coraggioso eanticonformista che alterna a pagine tese, drammatiche e commoventi altreeccentriche o decisamente comiche.
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  • 1

    Deludente

    Il libro, al di là di frasi ad effetto, è frammentario. Vorrebbe affrontare la vicenda disabilità da diversi punti di vista, secondo le varie persone che la incontrano. In realtà il risultato è un'accostamento di situazioni venato da una scrittura sarcastica e grottesca che trovo fuori luogo.
    Pao ...continua

    Il libro, al di là di frasi ad effetto, è frammentario. Vorrebbe affrontare la vicenda disabilità da diversi punti di vista, secondo le varie persone che la incontrano. In realtà il risultato è un'accostamento di situazioni venato da una scrittura sarcastica e grottesca che trovo fuori luogo. Paolo, il ragazzino con la paralisi cerebrale, è in ombra per tutto il romanzo. E sì che dovrebbe essere il fulcro da cui nascono tutte le esperienze.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo in casa, non lo ricordavo nemmeno più. L'ho trovato un gran libro, che affronta in maniera profonda e intelligente la disabilità, i rapporti familiari, la crescita. Lo consiglio tantissimo, peraltro Pontiggia è un vero fuoriclasse.

    ha scritto il 

  • 4

    4,5 stelle

    “Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera.
    È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazion ...continua

    “Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza."

    "Riconoscere la diversità non è razzismo. È un dovere che abbiamo tutti. Il razzismo però deduce dalla diversità degli uomini la diversità dei diritti. Noi invece pensiamo che i diritti siano gli stessi per tutti gli uomini."

    Ma non è solo questo: è un libro pieno di lezioni, pur non avendo la pretesa di insegnare.

    Qui la recensione:

    http://www.ilmiogiornale.org/nati-due-volte-di-giuseppe-pontiggia-il-libro/

    http://www.ilmiogiornale.org/nati-due-volte-di-giuseppe-pontiggia-il-percorso/

    ha scritto il 

  • 3

    La brava cattiveria

    Pontiggia ha stile e la composizione dell’opera è tranquillamente audace: al centro c’è Paolo, un figlio con delle limitazioni fisiche, e attorno a lui ci sono gli altri con le loro limitazioni psichiche non altrettanto evidenti, però, e perciò prese per buone, perché le forti limitazioni fisiche ...continua

    Pontiggia ha stile e la composizione dell’opera è tranquillamente audace: al centro c’è Paolo, un figlio con delle limitazioni fisiche, e attorno a lui ci sono gli altri con le loro limitazioni psichiche non altrettanto evidenti, però, e perciò prese per buone, perché le forti limitazioni fisiche sono comunque casi eccezionali: molto più usuale è la forte limitazione intellettuale, così diffusa che nemmeno la si nota. L’anomalia è l’intelligenza, la norma è il sottosviluppo mentale.

    Però l’opera complessivamente è debole, leggerina, presa di striscio, tenuta, infine, alla lontana, raccontata nei riflessi degli altri, e la discriminazione più amara resta nella preoccupazione maggiore del padre di Paolo: - Sarà intelligente? Il padre di Paolo può accettare un figlio fisicamente disabile, ma uno scemo dal parto no. No??? Chiaro che lo scemo totale è il padre.

    C’è questa moda epigonale dell’intelligenza, che recita: “Muto, povero, malato, ebreo o persino donna, sono disposto a essere tutto!, ma scemo no” non accorgendosi che una frase così la può dire solo uno scemo. Tutti che girano con il metro taroccato a propria immagine e somiglianza in tasca per misurare la vita degli altri e decidere, secondo criteri ragionevoli, quanto deve essere lunga e secondo quale dimensione, per poterne dire sì-questa-è-vita oppure no-questa-non-è-vita.

    Una curiosità però questo romanzo me l’ha lasciata: chissà che padre sarà, Paolo.

    ha scritto il 

  • 5

    duro, puro, vero, crudele fino alla realtà. solita grande scrittura aforistica e paradossale. è certamente con calvino uno dei grandi contemporanei. da rileggere sempre. per capire qualcosa in più sempre sull'essere umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Gruppo diviso sul giudizio di questo libro: per metà dei lettori è stato toccante ed emozionante nella narrazione, senza pietismi e autocommiserazione, veritiero nell'affrontare un tema così delicato come l'handicap.
    Per l'altra metà, invece, il tema è stato trattato con troppo distacco e superfi ...continua

    Gruppo diviso sul giudizio di questo libro: per metà dei lettori è stato toccante ed emozionante nella narrazione, senza pietismi e autocommiserazione, veritiero nell'affrontare un tema così delicato come l'handicap. Per l'altra metà, invece, il tema è stato trattato con troppo distacco e superficialità. Per i primi il padre è una figura positiva e molto umana nella sua ambivalenza nei confronti del figlio; per i secondi questo padre è troppo egoista e egocentrico. Il dibattito è risultato quindi vivace e animato e alla fine ciascuno ha mantenuto - giustamente - la sua posizione. Ma il confronto è stato molto coinvolgente per tutti, mostrando diverse possibilità di interpretazione e di lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Pontiggia, in questo bellissimo libro, racconta la sua storia di padre di un figlio disabile. Un grande dolore e una grande fatica, prima di riuscire ad accettare questa dura realtà. E così, finalmente, il bambino nasce una seconda volta.

    ha scritto il 

  • 2

    È scritto bene, vanta un tema forte, frasi ad effetto, pensieri nei quali ci si può facilmente riconoscere, è furbo e non cade nel patetico, ma - c'è un ma- non emoziona, rimane freddo.

    ha scritto il 

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