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Nati per comprare

Salviamo i nostri figli, ostaggi della pubblicità

Di

Editore: Apogeo

4.0
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850323352 | Isbn-13: 9788850323357 | Data di pubblicazione: 

Genere: Health, Mind & Body , Social Science

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Descrizione del libro
Economista di formazione, Juliet B. Schor è docente di Sociologia al BostonCollege. In questo libro Schor analizza come un impegno di marketing enormeper dimensioni, campo d'azione ed efficacia, abbia creato una generazione di"bambini commercializzati". Ne esce uno studio quasi terrorizzante di quelloche stanno diventando i nostri figli, sotto gli attacchi di un marketingspietato e privo di scrupoli. Ma è anche un invito a genitori e insegnanti areagire, con indicazioni positive.
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  • 0

    Un po' "passato" (2005) ma interessante

    "La pubblicità migliore è quella che fa sentire alle persone che senza quei prodotti sono dei perdenti. I bambini sono molto sensibili a questo. Se dici loro di comprare qualcosa, allora fanno resistenza. Ma se dici loro che saranno degli sfigati se non lo comprano, allora hai fatto breccia nella ...continua

    "La pubblicità migliore è quella che fa sentire alle persone che senza quei prodotti sono dei perdenti. I bambini sono molto sensibili a questo. Se dici loro di comprare qualcosa, allora fanno resistenza. Ma se dici loro che saranno degli sfigati se non lo comprano, allora hai fatto breccia nella loro mente; in questo modo sveli la loro vulnerabilità emotiva, ed è molto facile farlo con i bambini, perché sono i più vulnerabili da un punto di vista emotivi."

    Questo libro presenta ricerche che evidenziano il potere seduttivo della televisione e della pubblicità nei confronti dei bambini. A conferma di quello che i genitori notano nel vedere i figli incantati davanti allo schermo e pronti a richiedere con insistenza qualsiasi prodotto ben reclamizzato.

    Il libro è di qualche anno fa (2005) e fa riferimento all'esperienza degli USA ma è un buon punto di partenza per una riflessione di quello che rischiano di essere le tendenze del marketing a livello globale.

    Il libro si può trovare anche presso le biblioteche pubbliche.

    ha scritto il 

  • 0

    [pag. 61] I membri dell'industria e gli osservatori esterni confermano la linea giovanilista in molte pubblicità rivolte ai ragazzi. Come mi ha spiegato un venditore: "I pubblicitari hanno buttato fuori i genitori. Si prendono gioco di loro..è segreto, pericoloso e appartiene solo al bambino". L' ...continua

    [pag. 61] I membri dell'industria e gli osservatori esterni confermano la linea giovanilista in molte pubblicità rivolte ai ragazzi. Come mi ha spiegato un venditore: "I pubblicitari hanno buttato fuori i genitori. Si prendono gioco di loro..è segreto, pericoloso e appartiene solo al bambino". L'analista dei media Mark Crispin Miller fa una considerazione simile: "Fa parte dell'opinione ufficiale del mondo della pubblicità che i genitori siano noiosi e gli insegnanti delle nullità e degli idioti. Ci si prende gioco delle figure autoritarie: nessuno può davvero capire i bambini tranne le corporation. Questa grande autorità è emersa nella cultura del consumo. E' questo il fattore più cool di tutti".

    [pag. 68] Il Pester power - Se tutto il resto fallisce, c'è sempre il nag factor, il fattore assillo, o ciò che gli addetti ai lavori in Inghilterra chiamano pester power, letteralmente il potere di assillare. Grazie all'influente ricerca Cheryl Idell sul nag factor e a numerose ricerche da questa derivate, questa ancestale tecnica dei bambini è diventata l'artiglieria pesante nell'arsenale dell'industria. Diversi gruppi di ricerca oggi dedicano molto tempo ed energia a capire come far si che i bambini convincano i propri genitori a comprare i prodotti.

    [pag.108] Alcuni tra i peggiori esempi di distorsione di programmi si sono avuti in alcune proposte ambientali delle corporation. All'inizio degli anni Novanta, società di energia o della carta e altre aziende che lavorano materie prime si sono accupate di fronteggiare quello che consideravano un atteggiamento eccessivamente ambientalista tra i giovani della nazione. Temevano che i programmi di istruzione ambientale esistenti stessero esasperando questi sentimenti. Così, le aziende hanno dato il via a un enorme e costoso sforzo di propaganda per nascondere la natura dei problemi ambientali del pianeta. La Consumers Union, per esempio, concluse che l'Energy Cube, l'elaborato programma della Exxon, "suggerisce che i combustibili fossili presentano un basso impatto ambientale e che l'energia alternativa e costosa e inaccessibile". Minimizza il problema del calo del petrolio e l'esaurimento minerario. I documenti della American Coal Foundation ignorano l'effetto serra affermando che la "Terra potrebbe trarre beneficio, anzichè essere danneggiata, dall'aumento di anidride carbonica". Un piano di conferenze della Chevron sosteneva un punto di vista simile e cercava di confutare l'esistenza di un allarme globale. Un programma di studi sui rifiuti definiva l'incenerimento della plastica come "riciclaggio". I materiale dal Pacific Logging Congress descrivevano l'abbattimento indiscriminato elgi alberi come "responsabile dal punto di vista ambinetale". La Procter&Gamble ha smesso di distribuire la sua Decision Earth, che insegnava che l'abbattimento indiscriminato di alberi fosse positivo per l'ambiente, dopo che ai procuratori generali di 11 stati fu chiesto di indagare sulla veridicità di quelle informazione. Complessivamente, la Consumers Union constatò: "Dietro queste costruzioni si nasconde una rappresentazione discriminante e distorta dei problemi".

    [pag.126] Ma il settore è andato molto al di là dell'eye-tracking, giungendo a nuove tecniche denominate neuromarketing. Il neuromarketing comprende l'impiego della ricerca scientifica sul cervello per determinare il modo migliore di vendere ai consumatori. Il BrightHouse Institute for Thought Science di Atlanta paga persone per avere le loro risonanze mentre guardano immagini o prodotti diversi.[...]
    Parte del lavoro di Scuff è stato svolto in collaborazione con lo psicologo dei media Robert Reiher, che utilizza il concetto di "cervello trino", vale a dire con i suoi elementi razionali, emotivi e istintivi. Reiher mi ha detto di essere molto preoccupato per il modo in cui la pubblicità può manipolare il meccanismo di attenzione degli spettatori e far "scalare le marce" del cervello, vale a dire, attivare il mesencefalo emotivo e i centri istintivi della reazione. Questa riduzione dell'attività cerebrale rende di fatto impossibile il pensiero critico e il ragionamento effettivo quando si sta guardando una pubblicità. Accanto al contenuto non appropriato all'età, Reiher ritiene che la riduzione d'attività possa avere un impatto negativo sullo sviluppo cerebrale dei bambini. A suo parere, "il 'muscolo' di metacognizione è la chiave dei processi intellettivi che possono venire compromessi da esperienze di intrattenimento molto conivolgenti, che mantengono il cervello impegnato nei modi emotivi e istintivi di elaborazione". Reiher teme che chi utilizza le tecniche di scansione MRI e altre tecnologie avanzate applicate al cervello stia cercando di scoprire le più efficaci tecniche di riduzione dell'attività cerebrale.
    Reiher continua a credere alle potenzialità positive dell'intrattenimento, ma è rimasto daluso dalle sue esperienze nel campo del marketing rivolto ai bambini. Aveva sperato di far passare il messaggio sul potenziale cattivo uso della scienza cerebrale e di incoraggiare un comportamento più etico da parte degli addetti al marketing, in relazione ai prodotti che essi scelgono di rappresentare e agli approcci che utilizzano. Si è reso conto che le sue argomentazioni non venivano recepite e che la maggior parte degli addetti al marketing era interessata a utilizzare la scienza cerebrale e lo studio psicologico dei media per vendere più prodotti.

    ha scritto il 

  • 4

    usato per il corso 2009-2010. scritto per essere letto dunque semplice e chiaro. gli argomenti sono spesso deprimenti ma vanno affrontati: le strategie dei pubblicitari sono sempre più raffinate...

    ha scritto il 

  • 4

    a mio parere un buon libro che con dati sul fenomeno e con interviste riesce a spiegare nel minimo dettaglio la situazione oggi del marketing rivolto ai giovani e giovanissimi. Un pò ripetitivo e luongo ma efficacie nel suo intento e minuzioso nei racconti e situazioni che affronta.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai guardare a destra

    Ospedali infantili intitolati a multinazionali del giocattolo, psicologi per l'infanzia assoldati negli uffici marketing, scuole elementari piene di cartelloni pubblicitari, aziende che sobillano i bambini (anzi tweens) per indurre i genitori a spendere.


    E' forse la visione allucinata di u ...continua

    Ospedali infantili intitolati a multinazionali del giocattolo, psicologi per l'infanzia assoldati negli uffici marketing, scuole elementari piene di cartelloni pubblicitari, aziende che sobillano i bambini (anzi tweens) per indurre i genitori a spendere.

    E' forse la visione allucinata di un narratore di distopie? No, è solo il lavoro documentato di una seria studiosa statunitense.

    P.S.: dopo averlo letto, quando si entra in un negozio, mai acquistare i primi prodotti a destra dopo l'entrata: sono proprio quelli che ci vogliono rifilare.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura utile... nonostante il sottotitolo

    Sottotitolo troppo allarmistico e schierato (ma perchè aggiungerlo se in originale non esiste??).
    Non sono ancora un genitore ma lo trovo molto interessante per approfondire i funzionamenti dei desideri, delle voglie, dei gusti...
    Ho scoperto di essere un downshifter nato, da sempre.

    ...continua

    Sottotitolo troppo allarmistico e schierato (ma perchè aggiungerlo se in originale non esiste??).
    Non sono ancora un genitore ma lo trovo molto interessante per approfondire i funzionamenti dei desideri, delle voglie, dei gusti...
    Ho scoperto di essere un downshifter nato, da sempre.

    "Esistono luoghi in cui le persone evadono dalle proprie preoccupazioni. Luoghi in cui sono indifese e in cui la felicità abbonda. Luoghi in cui le menti sono malleabili come il burro. Luoghi perfetti per inculcare in loro i vostri prodotti."

    ha scritto il