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Nati per credere

Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin

Di ,,

Editore: Codice edizioni

4.0
(119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875781109 | Isbn-13: 9788875781101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro
La teoria darwiniana dell'evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente "progettato" per fraintendere il darwinismo e che l'ipotesi di una "mente creatrice superiore" sia per l'uomo più attraente e naturale. In questo volume uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l'uomo.
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  • 3

    La teoria dell'evoluzione di Darwin ha compiuto più di 150anni e nonostante il tempo e le nuove scoperte rimane la teoria scientifica più coerente, precisa e realistica sull'evoluzione dell'uomo. Perché allora tanta resistenza da parte dell'essere umano ad accettarla? Perché si stanno diffondendo ...continua

    La teoria dell'evoluzione di Darwin ha compiuto più di 150anni e nonostante il tempo e le nuove scoperte rimane la teoria scientifica più coerente, precisa e realistica sull'evoluzione dell'uomo. Perché allora tanta resistenza da parte dell'essere umano ad accettarla? Perché si stanno diffondendo sempre di più, soprattutto in America, le teorie creazioniste e quelle del Disegno Intelligente che nulla hanno di scientifico?

    Gli autori di questo libro analizzando studi di psicologia e neurobiologia offrono un'ipotesi di risposta interessante. Forse la mente dell'essere umano è stata plasmata dalla selezione naturale per fraintendere la teoria della seleziona naturale.

    Il nostro cervello, i nostri processi cognitivi e le nostre complesse strutture sociali non ci permettono di accettare completamente la teoria di Darwin se non con un notevole sforzo. L'inesistenza di un progetto intelligente, di una causa prima e di uno scopo ultimo della vita su questa Terra risulta per la nostra mente inaccettabile. Per questo motivo è molto più semplice credere a quelle storie che ci spiegano in modo semplice e chiaro che monti, alberi, animali e stelle sono stati creati da qualcuno nell'arco di soli 7 giorni.

    Gli autori riportano, descrivono e spiegano una notevole mole di esperimenti e dati scientifici per mostrare lo strano e specifico funzionamento della mente umana. Il linguaggio non è sempre di facile comprensione. Ma vale comunque la pena di leggerlo per scoprire qualcosa di più su come funziona la nostra mente e di come, in certi casi non siamo poi così diversi dagli animali.

    Resta il fatto che accettare completamente la teoria della selezione naturale è come affacciarsi su un abisso senza fondo e restare perfettamente lucidi non è così semplice. Forse la seleziona naturale stessa ha premiato quegli esseri e quei processi che hanno saputo inventarsi risposte più rassicuranti e funzionali.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è molto interessante e riesce a integrare bene le differenti prospettive dei tre autori: la psicologia cognitiva, la neurobiologia e la filosofia della scienza. Gli esempi portati all'attenzione del lettore sono di facile comprensione ed esplicativi. Trovo tuttavia che in alcuni punti il ...continua

    Il libro è molto interessante e riesce a integrare bene le differenti prospettive dei tre autori: la psicologia cognitiva, la neurobiologia e la filosofia della scienza. Gli esempi portati all'attenzione del lettore sono di facile comprensione ed esplicativi. Trovo tuttavia che in alcuni punti il libro sia abbastanza ripetitivo (nell'ottica degli autori si voleva forse evitare che la propria tesi di fondo fosse mal interpretata) e che il tema potesse essere ulteriormente approfondito. Per quanto mi riguarda il testo mi ha lasciato con la sensazione di aver più domande che risposte. Certamente però, dato il tema, il lettore non può pretendere una trattazione esaustiva. Personalmente ho preso il libro come un'introduzione ad una tematica che merita di essere sviluppato oltre tramite pubblicazioni più specifiche sull'argomento.

    ha scritto il 

  • 4

    Neuroteologia in pillole

    Ottimo libro, questo, se il tema che affronta lo si prende con la giusta considerazione. Quello che intendono fare Vallortigara, Pievani e Girotto altro non è che tentare di fornire una possibile spiegazione riguardo la 'credenza' umana, in questo caso diretta verso una qualche entità trascendent ...continua

    Ottimo libro, questo, se il tema che affronta lo si prende con la giusta considerazione. Quello che intendono fare Vallortigara, Pievani e Girotto altro non è che tentare di fornire una possibile spiegazione riguardo la 'credenza' umana, in questo caso diretta verso una qualche entità trascendentale. E lo fanno descrivendo, seguendo uno schema sistemico e ben ordinato, numerosi esperimenti e conoscenze provenienti dalla Psicologia dello Sviluppo, dalla Filosofia della Mente, dalla Psicologia Comparata e dalle Neuroscienze Cognitive. Ora, vorrei porre l'accento su alcune cose:
    - Seppur il testo sembra essere scritto con l'obiettivo di criticare il credere in date religioni o pratiche/esperienze per così dire trascendentali, così non è (almeno su carta). A più riprese sostengono (con ragione, oserei dire) come questo genere di 'percezione' rappresenti piuttosto la normalità (entro un certo dominio terminologico) dell'essere umano, psicologicamente ed evolutivamente parlando. Soprattutto, non c'è l'intendo di porre giudizi qualitativi nei riguardi delle religioni stesse: questo vuole essere, e gli autori lo sanno bene, un testo di divulgazione scientifica, non un testo riguardante la teologia.
    - Ho sentito e letto commenti secondo cui testi simili già esistono. È vero. Si potrebbero citare, a tal proposito, Persinger, Ramachandran, Jeeves, Newberg, Dawkins, Strassman, Aquili e altri autori/ricercatori. E io direi: ben venga. Non sono molti testi simili arrivati, ad oggi, in Italia. E i tre autori sopperiscono bene a questa mancanza. Anzi, a mio parere svolgono anche un lavoro più curato rispetto a quello di Dawkins. In particolar modo per un fattore: mentre Vallortigara e co. si sono occupati di divulgare conoscenze inerenti i propri rispettivi campi di ricerca (e specialmente non hanno osato parlare di teologia), lo scientista Dawkins (dacché lo è quasi senza dubbio) non di rado sfocia nella divulgazione di argomentazioni che non sottostanno al suo campo di indagine (ed è, a tutto dire, un genere di divulgazione abbastanza rischiosa).
    - Altro punto è, appunto, la sensazione da parte di certuni che questo testo tenti di screditare la credenza religiosa in generale e, in particolar modo, il fenomeno creazionista. Ora, mettendo da parte le conoscenze di genere scientifico che starebbero a dimostrare l'erroneità del creazionismo (che, non me ne vogliate, tanto mi sembra uno "scientismo teleologico" - non so cosa ho appena detto), "Nati per credere" non intende farlo (seppur l'opinione personale in rari frangenti può sembrare che compaia).
    Ciò che succede, tra le pagine, è che si tenta di dare una spiegazione psicobiologica (tanto entro domini cognitivi, dell'encefalo e della psiconeuroendocrinologia) alle esperienze trascendentali/spirituali e, appunto, al credere.
    Mi sembra tanto il genere di critica che venne anche mossa contro Franco Fabbro, uomo umilissimo che viene spesso frainteso (se non osteggiato) da molti nel suo tentare di descrivere e studiare, appunto, l'esperienza religiosa in termini fisici.

    Detto questo, finisco col dire che seppur non venga specificato (forse per rispetto accademico) questo è un piccolo testo di introduzione alla Neuroteologia - e infatti mancano molti esperimenti, conoscenze e teorie (nonché una certa critica). Un termine discutibile, certo (e infatti spesso non adottato se non per "facilitare la comunicazione"), ma i cui intenti sono ben chiari. E si tenta di raggiungerli usufruendo di una grande multidisciplinarietà.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante. L'argomento può sembrare ostico, e in alcuni punti richiede una lettura un po' più attenta, ma nel complesso scorre e interessa molto bene. In altri punti appassiona.
    Un buon compendio dello stato dell'arte del settore.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi limito a trascrivere l’inizio della introduzione e le frasi finali del saggio.


    “La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo. Eppure una percentuale molto alta di persone nei paesi occidentali fa mostra di rifiutarla e di credere i ...continua

    Mi limito a trascrivere l’inizio della introduzione e le frasi finali del saggio.

    “La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo. Eppure una percentuale molto alta di persone nei paesi occidentali fa mostra di rifiutarla e di credere in varie forme di creazionismo. Questo difetto di persuasività è per molti versi sorprendente. Dobbiamo forse attribuirlo al fatto che la teoria sia concettualmente complessa o lontana dal senso comune? La teoria della relatività è oltremodo complessa ( in effetti accessibile pienamente ai soli specialisti) e altrettanto lontana dal senso comune ( che cosa significa sostenere che il tempo non esiste se non come quarta dimensione dello spazio?).Il meccanismo mendeliano della trasmissione genetica della trasmissione ereditaria dei caratteri è pure esso lontano dal senso comune (perché un bimbo si ammala su base genetica, per esempio di cirrosi cistica, quando ha un padre e una madre che non mostrano segni della malattia?).Ciò nonostante queste teorie non soffrono e non hanno mai sofferto di un’opposizione preconcetta o di una così spiccata mancanza di persuasività presso il pubblico dei non specialisti di scienza.
    Il biologo inglese Richard Dawkins, tra il serio e il faceto, ha osservato in un’occasione che il nostro cervello sembra “ specificatamente progettato per fraintendere il darwinismo”. Probabilmente soltanto un’altra ipotesi scientifica incontra una simile difficoltà di accettazione tra le persone comuni: quella che la nostra attività mentale sia il risultato dei processi fisici che si svolgono nel nostro cervello. L’idea che verrà esplorata in questo libro è che ci sia più di un’analogia tra queste due difficoltà e che in realtà entrambe derivino dal modo in cui il nostro cervello è stato foggiato dalla selezione naturale.”

    “Qualcuno come Gould, si è spinto a immaginare quanto sarebbe più etica, ed emancipativa, una credenza alternativa e ben fondata: quella di chi accetta la contingenza e la finitudine della nostra presenza qui, cogliendone il fascino recondito. E’ un’altra possibilità, per noi “nati per credere”. Riducendo un po’ la laterizzazione dell’emisfero sinistro, guadagneremmo l’autonomia e l’umiltà di chi, non potendo delegare ad alcun agente intenzionale nascosto le ragioni della sua esistenza, sa che può contare soltanto sulla libertà e, insieme, sulla sua responsabilità.”

    ha scritto il 

  • 5

    Nati per Credere: uno di quei libri che ti aprono la mente e la illuminano facendo vedere con un poco più di chiarezza là dove prima tutto pareva sfocato!
    Parla di come l'irrazionale sia profondamente nelle nostre vite:
    contro ogni evidenza sperimentale e sensoriale continuiamo a cred ...continua

    Nati per Credere: uno di quei libri che ti aprono la mente e la illuminano facendo vedere con un poco più di chiarezza là dove prima tutto pareva sfocato!
    Parla di come l'irrazionale sia profondamente nelle nostre vite:
    contro ogni evidenza sperimentale e sensoriale continuiamo a credere non solo nelle religioni, ma anche al destino, alle benedizioni e al malocchio, agli UFO, ai maghi e compagnia bella. Ed ancora oggi accettiamo tutti senza esitazioni di essere figli di una ricombinazione di geni, ma non che questo sia il meccanismo dell'evoluzione.
    A quanto pare, spiegano uno psicologo cognitivo, un neuroscienziato e un filosofo della scienza, l'idea che ci sia qualcosa di più, uno scopo, un'influenza è parte del nostro essere, l'effetto collaterale di una strada vincente dell'evoluzione dei primati, una tentazione che è insita in ognuno di noi dalla prima infanzia, a cui è bene essere attenti poichè ha radici profondissime nella nostra mente.
    Un libro di facile lettura e ricchissimo di note per chi voglia approfondire che sia un esperto o no.

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè crediamo? Una domanda che molti si pongono ed alla quale questo libro cerca di dare una risposta scientifica.
    Dedicato a chi crede e vuole capire un po' meglio i meccanismi fisiologici che stanno alla base delle religioni e dedicato anche a chi non crede, e non riesce a spiegarsi per ...continua

    Perchè crediamo? Una domanda che molti si pongono ed alla quale questo libro cerca di dare una risposta scientifica.
    Dedicato a chi crede e vuole capire un po' meglio i meccanismi fisiologici che stanno alla base delle religioni e dedicato anche a chi non crede, e non riesce a spiegarsi perchè, prima o dopo, si fa sempre sentire una vocina che spinge verso la religione...

    ha scritto il 

  • 1

    della serie: chi non la pensa come me è stupido...

    Geniale! Tre professori dell'intellighenzia nostrana che ci deliziano con un libro tautologico in cui si postula surrettiziamente quello che si sostiene di voler dimostrare.
    Il tono generale delle argomentazioni del libro è del tipo: 'i bimbi piccoli la pensano diversamente da noi, anche i ...continua

    Geniale! Tre professori dell'intellighenzia nostrana che ci deliziano con un libro tautologico in cui si postula surrettiziamente quello che si sostiene di voler dimostrare.
    Il tono generale delle argomentazioni del libro è del tipo: 'i bimbi piccoli la pensano diversamente da noi, anche i malati di Alzheimer e i lobotomizzati chirurgicamente. Questo dimostra come sia normale e non una colpa pensarla diversamente da noi, ne avete tutto il diritto anche voi, non preoccupatevi'.
    Fantastico! Quale magnanimità!
    Scherzi a parte, in questo libro vengono raccontati una serie di esperimenti psicologici che dovrebbero dimostrare che Dio non esiste e la vita è dovuta solo al caso. La teoria Darwiniana sull'evoluzione invece è assolutamente vera e incontrovertibile. Fico! Una nuova religione!
    La banalità rasenta il grottesco quando si arriva alla frase:
    'Insomma, sembra proprio che sia l'evoluzione che ha creato Dio e non, come credono i creazionisti e i cultori del disegno intelligente, Dio che ha creato l'evoluzione'
    Io aggiungerei: 'Gallina vecchia fa buon brodo'
    Non si sentiva il bisogno di banalità del genere nel 2011, accompagnate dalla saccenza di giudicare credenze quelle degli altri e verità le proprie assimilando ai creazionisti tutte le persone che si permettono di ipotizzare una dottrina filosofica basata sulla causalità invece che sulla casualità (sempre, ovviamente, ad eccezion fatta di quel tanto di causalità compatibile con il Darwinismo, che invece è accettabile).
    Praticamente in ogni pagina si usa la lingua italiana per far passare per dato di fatto quello che si sostiene di voler dimostrare.
    Si tratta di tattiche ben consolidate nelle dittature e dai politici nostrani.
    Basta piazzare frasi del tipo:
    -una persona con bassa scolarizzazione non sa come stanno le cose quindi va da sé che non creda nel Darwinismo.
    Geniale come si è infilato il verbo: 'sapere' al posto giusto per non lasciare adito a dubbi su dove sia la verità assoluta.
    altra tecnica interessante è quella di fare passare per premessa assodata e autoevidente, necessaria al ragionamento, quello che in realtà il ragionamento vorrebbe dimostrare:
    -Siccome sappiamo tutti che chi non la pensa in un certo modo ha una tara mentale ne consegue che è giusto pensarla in quel certo modo.
    Fastidioso inoltre l'utilizzo dell'attributo: 'scientifico' per inferenze induttive o per semplici ipotesi.
    Ogni nuovo esperimento psicologico proposto presuppone almeno un postulato che gli autori si guardano dal dichiarare come tale.
    Trovo comunque abbastanza fastidiosa in generale la tendenza a credere che dando a una qualsiasi argomentazione l'attributo: 'scientifico' questa acquisisca automaticamente più importanza.
    Una delle cose a cui spesso si associa tale attributo è la psicologia.
    Personalmente ritengo importante il contributo della psicologia alla nostra evoluzione ma sono anche convinto che una disciplina si possa definire scienza solo se utilizza un particolare metodo di indagine della realtà: il metodo ipotetico-deduttivo appunto.
    Risulta evidente il fraintendimento di cosa sia il metodo ipotetico-deduttivo (seppur citato).
    Gli esperimenti scientifici nel metodo ipotetico-deduttivo sono volti a mettere alla prova una teoria e non a costituire una massa critica di prove indiziarie a suo sostegno.
    Mi pare che in questo libro si faccia poco di più che proporre una continua riaffermazione dogmatica di un concetto cercando così di renderlo verità.
    Il libro mi ha fatto venire voglia di diventare Creazionista: che sia stato commissionato dal Vaticano? :)

    A parte la rabbia per il metodo da MinCulPop utilizzato nello scrivere c'è dell'altro.
    C'è che apprezzo molto di più chi cerca delle riposte a chi ha già delle risposte.
    Questo lo dico perché purtroppo ogni volta che si vanno a scoprire le carte di chi ha tutte queste risposte scopri il nulla.
    Scopri nuove forme di dogmatismo che nascondono forse la necessità di darsi delle risposte tout court o forse l'incapacità di porsi le domande, non saprei.
    Per fortuna abbiamo una lunga storia del pensiero che propone dottrine sia analoghe che opposte a questa ma sostenute da logiche più stringenti e con più onestà nell'indicare ipotesi e tesi e i passaggi logici per arrivare dalle une alle altre.

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè, evolutivamente parlando, crediamo

    Un ottimo lavoro italiano, che illustra, con metodo scientifico e raccogliendo vari esperimenti svolti nel tempo e nel mondo, i motivi per cui il nostro cervello tende " a credere" piuttosto che il contrario.
    Una serie di capitoli chiari ma per niente banali (anzi...) ci porta sulla strada ...continua

    Un ottimo lavoro italiano, che illustra, con metodo scientifico e raccogliendo vari esperimenti svolti nel tempo e nel mondo, i motivi per cui il nostro cervello tende " a credere" piuttosto che il contrario.
    Una serie di capitoli chiari ma per niente banali (anzi...) ci porta sulla strada delle credenze religiose "nel nostro cervello". Come ogni serio lavoro scientifico non conclude con una risposta definitiva, ma con una frase che però dà il segno della qualità del lavoro. Parlando della lateralizzazione dell'emisfero sinistro (cosè? leggere il libro...) "guadagneremmo l'autonomia e l'umiltà di chi, non potendo delegare alcun agente intenzionale nascosto le ragioni della sua esistenza, sa che può contare soltanto sulla libertà e, insieme, sulla sua responsabilità".

    ha scritto il 

  • 4

    Dunque, per la mia opinione un bel libro, che tratta tematiche di cui non avevo mai letto, quindi senza dubbio interessanti per me che ovviamente non ho comunque le competenze per fare confronti. Non tutti i temi sono ugualmente piacevoli e leggibili, la opinione è un po' "a senso unico" e lo si ...continua

    Dunque, per la mia opinione un bel libro, che tratta tematiche di cui non avevo mai letto, quindi senza dubbio interessanti per me che ovviamente non ho comunque le competenze per fare confronti. Non tutti i temi sono ugualmente piacevoli e leggibili, la opinione è un po' "a senso unico" e lo si capisce dall'inizio, ma per me rimane un buon libro, visto anche che trovo condivisibile la loro tesi!

    ha scritto il