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Nati per credere

Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin

By Telmo Pievani,Vittorio Girotto,Giorgio Vallortigara

(243)

| Paperback | 9788875781101

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Book Description

La teoria darwiniana dell'evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo Continue

La teoria darwiniana dell'evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente "progettato" per fraintendere il darwinismo e che l'ipotesi di una "mente creatrice superiore" sia per l'uomo più attraente e naturale. In questo volume uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l'uomo.

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    La teoria dell'evoluzione di Darwin ha compiuto più di 150anni e nonostante il tempo e le nuove scoperte rimane la teoria scientifica più coerente, precisa e realistica sull'evoluzione dell'uomo. Perché allora tanta resistenza da parte dell'essere um ...(continue)

    La teoria dell'evoluzione di Darwin ha compiuto più di 150anni e nonostante il tempo e le nuove scoperte rimane la teoria scientifica più coerente, precisa e realistica sull'evoluzione dell'uomo. Perché allora tanta resistenza da parte dell'essere umano ad accettarla? Perché si stanno diffondendo sempre di più, soprattutto in America, le teorie creazioniste e quelle del Disegno Intelligente che nulla hanno di scientifico?

    Gli autori di questo libro analizzando studi di psicologia e neurobiologia offrono un'ipotesi di risposta interessante. Forse la mente dell'essere umano è stata plasmata dalla selezione naturale per fraintendere la teoria della seleziona naturale.

    Il nostro cervello, i nostri processi cognitivi e le nostre complesse strutture sociali non ci permettono di accettare completamente la teoria di Darwin se non con un notevole sforzo. L'inesistenza di un progetto intelligente, di una causa prima e di uno scopo ultimo della vita su questa Terra risulta per la nostra mente inaccettabile. Per questo motivo è molto più semplice credere a quelle storie che ci spiegano in modo semplice e chiaro che monti, alberi, animali e stelle sono stati creati da qualcuno nell'arco di soli 7 giorni.

    Gli autori riportano, descrivono e spiegano una notevole mole di esperimenti e dati scientifici per mostrare lo strano e specifico funzionamento della mente umana. Il linguaggio non è sempre di facile comprensione. Ma vale comunque la pena di leggerlo per scoprire qualcosa di più su come funziona la nostra mente e di come, in certi casi non siamo poi così diversi dagli animali.

    Resta il fatto che accettare completamente la teoria della selezione naturale è come affacciarsi su un abisso senza fondo e restare perfettamente lucidi non è così semplice. Forse la seleziona naturale stessa ha premiato quegli esseri e quei processi che hanno saputo inventarsi risposte più rassicuranti e funzionali.

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    Enkidu said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro è molto interessante e riesce a integrare bene le differenti prospettive dei tre autori: la psicologia cognitiva, la neurobiologia e la filosofia della scienza. Gli esempi portati all'attenzione del lettore sono di facile comprensione ed esp ...(continue)

    Il libro è molto interessante e riesce a integrare bene le differenti prospettive dei tre autori: la psicologia cognitiva, la neurobiologia e la filosofia della scienza. Gli esempi portati all'attenzione del lettore sono di facile comprensione ed esplicativi. Trovo tuttavia che in alcuni punti il libro sia abbastanza ripetitivo (nell'ottica degli autori si voleva forse evitare che la propria tesi di fondo fosse mal interpretata) e che il tema potesse essere ulteriormente approfondito. Per quanto mi riguarda il testo mi ha lasciato con la sensazione di aver più domande che risposte. Certamente però, dato il tema, il lettore non può pretendere una trattazione esaustiva. Personalmente ho preso il libro come un'introduzione ad una tematica che merita di essere sviluppato oltre tramite pubblicazioni più specifiche sull'argomento.

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    Davide Gobbo said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Neuroteologia in pillole

    Ottimo libro, questo, se il tema che affronta lo si prende con la giusta considerazione. Quello che intendono fare Vallortigara, Pievani e Girotto altro non è che tentare di fornire una possibile spiegazione riguardo la 'credenza' umana, in questo ca ...(continue)

    Ottimo libro, questo, se il tema che affronta lo si prende con la giusta considerazione. Quello che intendono fare Vallortigara, Pievani e Girotto altro non è che tentare di fornire una possibile spiegazione riguardo la 'credenza' umana, in questo caso diretta verso una qualche entità trascendentale. E lo fanno descrivendo, seguendo uno schema sistemico e ben ordinato, numerosi esperimenti e conoscenze provenienti dalla Psicologia dello Sviluppo, dalla Filosofia della Mente, dalla Psicologia Comparata e dalle Neuroscienze Cognitive. Ora, vorrei porre l'accento su alcune cose:
    - Seppur il testo sembra essere scritto con l'obiettivo di criticare il credere in date religioni o pratiche/esperienze per così dire trascendentali, così non è (almeno su carta). A più riprese sostengono (con ragione, oserei dire) come questo genere di 'percezione' rappresenti piuttosto la normalità (entro un certo dominio terminologico) dell'essere umano, psicologicamente ed evolutivamente parlando. Soprattutto, non c'è l'intendo di porre giudizi qualitativi nei riguardi delle religioni stesse: questo vuole essere, e gli autori lo sanno bene, un testo di divulgazione scientifica, non un testo riguardante la teologia.
    - Ho sentito e letto commenti secondo cui testi simili già esistono. È vero. Si potrebbero citare, a tal proposito, Persinger, Ramachandran, Jeeves, Newberg, Dawkins, Strassman, Aquili e altri autori/ricercatori. E io direi: ben venga. Non sono molti testi simili arrivati, ad oggi, in Italia. E i tre autori sopperiscono bene a questa mancanza. Anzi, a mio parere svolgono anche un lavoro più curato rispetto a quello di Dawkins. In particolar modo per un fattore: mentre Vallortigara e co. si sono occupati di divulgare conoscenze inerenti i propri rispettivi campi di ricerca (e specialmente non hanno osato parlare di teologia), lo scientista Dawkins (dacché lo è quasi senza dubbio) non di rado sfocia nella divulgazione di argomentazioni che non sottostanno al suo campo di indagine (ed è, a tutto dire, un genere di divulgazione abbastanza rischiosa).
    - Altro punto è, appunto, la sensazione da parte di certuni che questo testo tenti di screditare la credenza religiosa in generale e, in particolar modo, il fenomeno creazionista. Ora, mettendo da parte le conoscenze di genere scientifico che starebbero a dimostrare l'erroneità del creazionismo (che, non me ne vogliate, tanto mi sembra uno "scientismo teleologico" - non so cosa ho appena detto), "Nati per credere" non intende farlo (seppur l'opinione personale in rari frangenti può sembrare che compaia).
    Ciò che succede, tra le pagine, è che si tenta di dare una spiegazione psicobiologica (tanto entro domini cognitivi, dell'encefalo e della psiconeuroendocrinologia) alle esperienze trascendentali/spirituali e, appunto, al credere.
    Mi sembra tanto il genere di critica che venne anche mossa contro Franco Fabbro, uomo umilissimo che viene spesso frainteso (se non osteggiato) da molti nel suo tentare di descrivere e studiare, appunto, l'esperienza religiosa in termini fisici.

    Detto questo, finisco col dire che seppur non venga specificato (forse per rispetto accademico) questo è un piccolo testo di introduzione alla Neuroteologia - e infatti mancano molti esperimenti, conoscenze e teorie (nonché una certa critica). Un termine discutibile, certo (e infatti spesso non adottato se non per "facilitare la comunicazione"), ma i cui intenti sono ben chiari. E si tenta di raggiungerli usufruendo di una grande multidisciplinarietà.

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    Vittorio Carannante said on Dec 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto interessante. L'argomento può sembrare ostico, e in alcuni punti richiede una lettura un po' più attenta, ma nel complesso scorre e interessa molto bene. In altri punti appassiona.
    Un buon compendio dello stato dell'arte del settore.

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    Xander Lavelle said on Oct 16, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Mi limito a trascrivere l’inizio della introduzione e le frasi finali del saggio.

    “La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo. Eppure una percentuale molto alta di persone nei paesi occidenta ...(continue)

    Mi limito a trascrivere l’inizio della introduzione e le frasi finali del saggio.

    “La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo. Eppure una percentuale molto alta di persone nei paesi occidentali fa mostra di rifiutarla e di credere in varie forme di creazionismo. Questo difetto di persuasività è per molti versi sorprendente. Dobbiamo forse attribuirlo al fatto che la teoria sia concettualmente complessa o lontana dal senso comune? La teoria della relatività è oltremodo complessa ( in effetti accessibile pienamente ai soli specialisti) e altrettanto lontana dal senso comune ( che cosa significa sostenere che il tempo non esiste se non come quarta dimensione dello spazio?).Il meccanismo mendeliano della trasmissione genetica della trasmissione ereditaria dei caratteri è pure esso lontano dal senso comune (perché un bimbo si ammala su base genetica, per esempio di cirrosi cistica, quando ha un padre e una madre che non mostrano segni della malattia?).Ciò nonostante queste teorie non soffrono e non hanno mai sofferto di un’opposizione preconcetta o di una così spiccata mancanza di persuasività presso il pubblico dei non specialisti di scienza.
    Il biologo inglese Richard Dawkins, tra il serio e il faceto, ha osservato in un’occasione che il nostro cervello sembra “ specificatamente progettato per fraintendere il darwinismo”. Probabilmente soltanto un’altra ipotesi scientifica incontra una simile difficoltà di accettazione tra le persone comuni: quella che la nostra attività mentale sia il risultato dei processi fisici che si svolgono nel nostro cervello. L’idea che verrà esplorata in questo libro è che ci sia più di un’analogia tra queste due difficoltà e che in realtà entrambe derivino dal modo in cui il nostro cervello è stato foggiato dalla selezione naturale.”

    “Qualcuno come Gould, si è spinto a immaginare quanto sarebbe più etica, ed emancipativa, una credenza alternativa e ben fondata: quella di chi accetta la contingenza e la finitudine della nostra presenza qui, cogliendone il fascino recondito. E’ un’altra possibilità, per noi “nati per credere”. Riducendo un po’ la laterizzazione dell’emisfero sinistro, guadagneremmo l’autonomia e l’umiltà di chi, non potendo delegare ad alcun agente intenzionale nascosto le ragioni della sua esistenza, sa che può contare soltanto sulla libertà e, insieme, sulla sua responsabilità.”

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    Paeonia in Horto said on Mar 20, 2012 | 4 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Nati per Credere: uno di quei libri che ti aprono la mente e la illuminano facendo vedere con un poco più di chiarezza là dove prima tutto pareva sfocato!
    Parla di come l'irrazionale sia profondamente nelle nostre vite:
    contro ogni evidenza speriment ...(continue)

    Nati per Credere: uno di quei libri che ti aprono la mente e la illuminano facendo vedere con un poco più di chiarezza là dove prima tutto pareva sfocato!
    Parla di come l'irrazionale sia profondamente nelle nostre vite:
    contro ogni evidenza sperimentale e sensoriale continuiamo a credere non solo nelle religioni, ma anche al destino, alle benedizioni e al malocchio, agli UFO, ai maghi e compagnia bella. Ed ancora oggi accettiamo tutti senza esitazioni di essere figli di una ricombinazione di geni, ma non che questo sia il meccanismo dell'evoluzione.
    A quanto pare, spiegano uno psicologo cognitivo, un neuroscienziato e un filosofo della scienza, l'idea che ci sia qualcosa di più, uno scopo, un'influenza è parte del nostro essere, l'effetto collaterale di una strada vincente dell'evoluzione dei primati, una tentazione che è insita in ognuno di noi dalla prima infanzia, a cui è bene essere attenti poichè ha radici profondissime nella nostra mente.
    Un libro di facile lettura e ricchissimo di note per chi voglia approfondire che sia un esperto o no.

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    Alicearth said on Sep 26, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Paperback 203 Pages
  • ISBN-10: 8875781109
  • ISBN-13: 9788875781101
  • Publisher: Codice edizioni
  • Publish date: 2008-11-01
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