Nausea

(New Directions Paperbook)

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Publisher: New Directions Publishing Corporation

4.1
(4537)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Catalan , Portuguese , Romanian , Finnish , Polish , Norwegian , Basque , Dutch , Swedish

Isbn-10: 0811201880 | Isbn-13: 9780811201889 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Book Description
Winner of the 1964 Nobel Prize in Literature. Jean-Paul Sartre, philosopher, critic, novelist and dramatist, hold a position of singular eminence in the world of French letters. Among readers and critics familiar with the whole of Sartre's work, it is generally recognized that his earliest novel, Le Nausée (first published in 1938), is his finest and most significant. It is unquestionably a key novel of the Twentieth Century and a landmark in Existentialist fiction.Nausea is the story of Antoine Roquentin, a French writer who is horrified at his own existence. In impressionistic, diary form he ruthlessly catalogues his every feeling and sensation about the world and people around him. His thoughts culminate in a pervasive, overpowering feeling of nausea which "spread at the bottom of the viscous puddle, at the bottom of our time—the time of purple suspenders and broken chair seats; it is made of wide, soft instants, spreading at the edge, like an oil stain." Roquentin's efforts to come to terms with his life, his philosophical and psychological struggles, give Sartre the opportunity to dramatize trhe tents of his Existentialist creed. he introduction for this edition of Nausea by Hayden Carruth gives background on Sartre's life and major works, a summary of the principal themes of Existentialist philosophy, and a critical analysis of the novel itself.
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    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La nausea. Tipo ieri quando sono andato a nuotare dopo una t ...continue

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La nausea. Tipo ieri quando sono andato a nuotare dopo una tazza di latte e cereali.

    said on 

  • 4

    Antonio Roquentin, nauseato dall'esistenza.

    Antonio Roquentin è uno storico che viaggia per il mondo. Decide di fermarsi in un paese della Francia, Bouville, per compiere studi su un personaggio storico del 700. Nauseato dal vuoto e dall'inutil ...continue

    Antonio Roquentin è uno storico che viaggia per il mondo. Decide di fermarsi in un paese della Francia, Bouville, per compiere studi su un personaggio storico del 700. Nauseato dal vuoto e dall'inutilità dell'esistenza, tenterà di sfuggire a questo lento logorio con le sole forze della scrittura e della rievocazione di vecchi amori.

    Some of these days
    you'll miss me honey.

    said on 

  • 4

    39

    Io si che ho avuto vere avventure. Non ne ritrovo alcun particolare ma scorgo la rigorosa concatenazione delle circostanze. Ho traversato i mari, lasciato indietro città, ho risalito fiumi, oppure mi ...continue

    Io si che ho avuto vere avventure. Non ne ritrovo alcun particolare ma scorgo la rigorosa concatenazione delle circostanze. Ho traversato i mari, lasciato indietro città, ho risalito fiumi, oppure mi sono addentrato in foreste, e sempre andavo verso altre città. Ho avuto delle donne, mi son battuto con dei tipi, e mai sono potuto ritornare indietro, così come un disco non può girare a rovescio. E dove mi conduceva tutto questo? A questo minuto, a questo sedile, in questa bolla di luce tutta ronzante di musica.

    And when you leave me...

    said on 

  • 4

    "Io non so approfittare dell'occasione: vado a caso, vuoto e calmo, sotto un cielo inutilizzato"

    L’inutilità dell’esistenza degli altri e di conseguenza anche della nostra. Da qui nasce la nausea, quel senso di disgusto verso noi stessi e tutto ciò che ci circonda.
    Cosa ci può salvare? Cosa ci di ...continue

    L’inutilità dell’esistenza degli altri e di conseguenza anche della nostra. Da qui nasce la nausea, quel senso di disgusto verso noi stessi e tutto ciò che ci circonda.
    Cosa ci può salvare? Cosa ci distingue gli uni dagli altri? Un pessimismo quello di Sartre che sembra davvero eccessivo, ma sfido chiunque a non aver avuto, almeno un solo attimo nella propria vita, pensieri del genere.
    E’ un libro difficilissimo da affrontare, ma che personalmente mi ha conquistata. Sono rimasta colpita dallo stile, dalle sue bellissime e intense frasi (“ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione"), dalle tante immagini meravigliosamente poetiche ("il vento esistente veniva a posarsi sull'albero come una grossa mosca e l'albero rabbrividì").
    Per il resto, il contenuto è molto soggettivo e capisco che questo possa non piacere a tutti. Come ho scritto sopra è una lettura non adatta a tutti, una lettura intelligente, interessante, con un finale bellissimo e coinvolgente, ma per la quale ci si deve essere portati, ecco.

    said on 

  • 4

    Ed io - fiacco, illanguidito, osceno, digerente, pieno di cupi pensieri - anch'io ero di troppo. Fortunatamente non lo sentivo, più che altro lo comprendevo, ma ero a disagio perché avevo paura di sen ...continue

    Ed io - fiacco, illanguidito, osceno, digerente, pieno di cupi pensieri - anch'io ero di troppo. Fortunatamente non lo sentivo, più che altro lo comprendevo, ma ero a disagio perché avevo paura di sentirlo (anche adesso ho paura - ho paura che questo mi prenda dietro la testa e mi sollevi come un'onda). Pensavo vagamente di sopprimermi, per annientare almeno una di queste esistenze superflue. Ma la mia stessa morte sarebbe stata di troppo. Di troppo il mio cadavere, il mio sangue su quei ciottoli, tra quelle piante, in fondo a quel giardino sorridente. E la carne corrosa sarebbe stata di troppo nella terra che l'avrebbe ricevuta, e le mie ossa, infine, ripulite, scorticate, nette e pulite come denti, sarebbero state anch'esse di troppo: io ero di troppo per l'eternità.

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  • 3

    Ad incastro.

    Bisogna trovare l'incastro per questo libro.
    Io non ero riuscita a leggerlo, in toto, fin quando non mi son trovata ironicamente nauseata e mi son detta ''ma si, proviamo.''. Quello è stato il mio mom ...continue

    Bisogna trovare l'incastro per questo libro.
    Io non ero riuscita a leggerlo, in toto, fin quando non mi son trovata ironicamente nauseata e mi son detta ''ma si, proviamo.''. Quello è stato il mio momento.
    E' un libro molto fine sotto diversi aspetti, e per assorbirlo serve partire senza un giudizio. Il vuoto.

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  • 4

    Questo testo racchiude in sè tutta la filosofia di Sartre,il suo pessimismo nei confronti dell'Uomo,la denuncia della crisi di valori della società,l'incomunicabilità tra le persone,il destino di soli ...continue

    Questo testo racchiude in sè tutta la filosofia di Sartre,il suo pessimismo nei confronti dell'Uomo,la denuncia della crisi di valori della società,l'incomunicabilità tra le persone,il destino di solitudine al quale la tecnologia e l'impoverimento condannano sempre più persone.Io ho sempre trovato sartre freddo e lucido come una lama di rasoio,troppo cerebrale,poco "empatico"e di conseguenza tutta la sua filosofia la trovo alquanto pessimista e raggelante.Però è stato giusto leggere alcuni suoi testi per capire meglio questo importante intellettuale ed il suo pensiero,che ha saputo dare un contributo notevole alla cultura mondiale.

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  • 2

    Io credo (ma soprattutto spero) di aver sbagliato tutto leggendo questo libro.
    Ma soprattutto spero di aver letto la cosa sbagliata nel momento sbagliato, perché non voglio credere che questo libro mi ...continue

    Io credo (ma soprattutto spero) di aver sbagliato tutto leggendo questo libro.
    Ma soprattutto spero di aver letto la cosa sbagliata nel momento sbagliato, perché non voglio credere che questo libro mi sia piaciuto così poco.
    Non voglio nemmeno provare a recensirlo o a spiegare perché non mi sia piaciuto, perché voglio piuttosto lasciar passae un po' di tempo e provare a cominciarlo di nuovo.
    Se devo essere sincera, in effetti, mi sono solo forzata a terminarlo, ma se ora ripenso a questo libro (che ho finito solo un paio di giorni fa, non sono certo passati mesi) ricordo solo un'immensa, terribile noia, una donna che scrive lettere con inchiostro verde e un uomo che legge tutti i libri di una biblioteca seguendo l'ordine alfabetico degli autori. E basta. Il nulla più totale.
    Direi che Sartre merita molta più attenzione, per cui mi riservo di riprendere in mano questo libro in un futuro più tranquillo, sperando che semplicemente questo non fosse il momento adatto.

    said on 

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