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Navi e poltrone

Di

Editore: Longanesi

3.9
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000014880 | Data di pubblicazione: 

Genere: History

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Descrizione del libro
Durante la seconda guerra mondiale, l'Italia aveva un esercito fiaccato dall'emorragia di mezzi causata dalle guerre di Etiopia e di Spagna, ma aveva ancora una marina militare in efficienza, che invece rimase quasi sempre ferma nei porti, magari a farsi bombardare passivamente come avvenne a Taranto. Poco dopo la fine della guerra, il libro di un ex ufficiale dell'aviazione, Antonino Trizzino, "Navi e poltrone", documentò la connivenza con la Gran Bretagna del Ministero della Marina Militare italiana dell'epoca (che allora si faceva chiamare pomposamente Supermarina). Antonino Trizzino fu anche assolto in un processo intentatogli per calunnia a causa delle sue accuse. Successivamente è venuta alla luce l'appartenenza di molti ammiragli alle logge massoniche anglofile.
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  • 4

    Un ottimo libro di denuncia

    Questo di Trizzino è uno dei primi libri di denuncia e di analisi critica sul comportamento delle nostre forze armate (nello specifico della Marina militare) durante la seconda guerra mondiale. E' un ...continua

    Questo di Trizzino è uno dei primi libri di denuncia e di analisi critica sul comportamento delle nostre forze armate (nello specifico della Marina militare) durante la seconda guerra mondiale. E' un libro scritto diversi decenni fa, quindi alcune informazioni sono datate (manca qualsiasi riferimento alla forzatura della macchina Enigma da parte degli inglesi, ma ai tempi della stesura del libro la notizia non era di pubblico dominio). E' un libro scritto con cognizione di causa: l'autore è un ex ufficiale della marina, che aveva lavorato allo sviluppo del siluro aviolanciato (secondo i suoi detrattori arrivando ad intestarsene interamente il merito e per questo entrando in conflitto con i vertici della Marina) e, nella sua analisi, niente viene risparmiato. Dalla dilettantesca condotta di guerra del duce (che dichiara guerra mentre un terzo del nostro naviglio mercantile è in mare, costringendolo ad internarsi o alla cattura o all'affondamento), alla mancanza di previsione della Marina, che fa la guerra all'aerosilurante, proprio un campo nel quale l'Italia era all'avanguardia (eravamo l'unico Paese al mondo ad essere riusciti a sviluppare un siluro lanciabile da 80 metri di quota; non appena venne firmato il patto d'acciaio i tedeschi si precipitarono a comprarne 300 per studiarli) facendo entrare il Paese in guerra senza una sola squadriglia di aerosiluranti (e senza un aereo progettato allo scopo) fino alla notte di Taranto, quando gli inglesi ci fecero capire a cosa servivano. Sempre da imputare alla Marina la scellerata decisione di non scortare i convogli mercantili diretti verso la Libia, consentendone la decimazione da parte dei sommergibili e della flotta inglesi. Ma sopratutto, l'autore pone sotto la sua lente una serie di decisioni incomprensibili da parte degli alti gradi della Marina, che sembravano dirette a sabotare la nostra condotta di guerra. Dal mancato coordinamento con l'Aeronautica (che a volte si levava in volo per suo conto per cercare di intercettare il nemico, dato che la Marina non ne segnalava i movimenti o non richiedeva aiuto) agli ordini contraddittori o palesemente errati ai comandanti sul campo fino alla resa inspiegabile delle piazzaforti di Pantelleria ed Augusta, l'autore non esita a ipotizzare il reato di alto tradimento per i vertici della nostra Marina, vertici che dopo la guerra vennero in diversi casi decorati dagli Alleati. L'autore fu denunciato per vilipendio delle Forza Armate per queste tesi e condannato in primo grado, ma poi assolto in appello: nel libro il testo della sentenza di assoluzione è riportato per intero. Libro che a suo tempo fece scandalo e sensazione e che è tuttora attualissimo (è stato citato da diversi altri storici, tra cui Alfio Caruso in "Arrivano i nostri"). Sono presenti alcune imprecisioni (come quando l'autore afferma che avevamo aerei di prim'ordine, mentre invece erano nettamente inferiori a quelli inglesi: tuttavia, la sproporzione delle forze a nostro favore fa rimanere valide le tesi che fino al 1942 avremmo potuto cacciare gli inglesi dal Mediterraaneo). Consigliato

    ha scritto il 

  • 5

    Attacco alla Marina

    Un libro denuncia che ai tempi della sua uscita, cioè nel dopoguerra (Seconda Guerra Mondiale) fece molto scalpore. Perché Trizzino subì un processo, e lo vinse, per avere accusato i vertici della Mar ...continua

    Un libro denuncia che ai tempi della sua uscita, cioè nel dopoguerra (Seconda Guerra Mondiale) fece molto scalpore. Perché Trizzino subì un processo, e lo vinse, per avere accusato i vertici della Marina Italiana se non proprio di essersi venduti ai nemici per lo meno di avere agito con grande incapacità nel corso di tutta la guerra. Una lettura interessante. Peccato, per me, avere un'edizione Longanesi senza sovracoperta... Ma all'interno del libro, che acquistai dal venditore di libri usati che un po' di anni fa c'era in piazzale Dateo, a Milano, ho trovato alcuni ritagli relativi proprio al processo e alle vicissitudini di Trizzino. Fu una bella sorpresa, lo devo ammettere...

    ha scritto il 

  • 4

    Rabbia e lucidità

    Un piccolo saggio molto ben documentato sulle gravi manchevolezze della marina militare italiana durante la seconda guerra mondiale. I toni usati dall'autore sono spesso molto forti e le accuse sono t ...continua

    Un piccolo saggio molto ben documentato sulle gravi manchevolezze della marina militare italiana durante la seconda guerra mondiale. I toni usati dall'autore sono spesso molto forti e le accuse sono tutte ben documentate da una ricostruzione degli eventi molto accurata. Le accuse mosse(tutte adeguatamente giustificate) hanno un destinatario completo di nome e cognome, con colpe che vanno dalla negligenza all'incompetenza, fino al tradimento. Non per niente l'uscita del libro venne accolta da una salva di querele e persino una denuncia per vilipendio delle forze armate, da cui tuttavia Trizzino uscì assolto.
    L'unica pecca del libro è quella di non aver esaminato a sufficienza anche gli episodi sconcertanti a ridosso dell'8 settembre, dallo scandaloso abbandono della piazzaforte di Augusta alla consegna della flotta italiana agli alleati.
    Ottimo libro per appassionati di storia contemporanea e storia militare.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile rigido e la forza polemica non inficia più di tanto un'opera interessante ma non fondamentale sulla Seconda Guerra Mondiale italiana, leggendola si arriva a capire che la meritocrazia in Ital ...continua

    Lo stile rigido e la forza polemica non inficia più di tanto un'opera interessante ma non fondamentale sulla Seconda Guerra Mondiale italiana, leggendola si arriva a capire che la meritocrazia in Italia non c'è mai stata, con le tragiche conseguenze di morte e sprechi.

    ha scritto il 

  • 4

    storia militare (ma anche politica, per certi aspetti, pure importanti)

    Per chi è interessato alla storia militare (e della marina soprattutto), alla II Guerra mondiale, alla storia del Ventennio, questo libro è senz'altro consigliato. Per chi non sapesse o ricordasse, la ...continua

    Per chi è interessato alla storia militare (e della marina soprattutto), alla II Guerra mondiale, alla storia del Ventennio, questo libro è senz'altro consigliato. Per chi non sapesse o ricordasse, la flotta da guerra dell'Italia nella II Guerra mondiale ebbe parte risicata e infelice, benchè sulla carta avesse i numeri per essere la più potente e moderna del Mediterraneo (avete letto bene).
    Come mai a guerra iniziata e in corso da mesi mezza flotta veniva lasciata inerte a Taranto, finchè un attaco di aerosiluranti inglesi, preparato e studiato lungamente con tutto comodo, non ne distrusse buona parte? Come mai lo studio dettagliato di diverse battaglie navali dà la netta impressione che lo stato maggiore inglese conoscesse in anticipo i piani e i movimenti della flotta italiana? Come mai nel corso di tutta la guerra la marina e l'aviazione italiane non hanno mai (dicasi mai) saputo o voluto comunicare con efficacia e tempestività, nè tanto meno studiare piani comuni?
    A tutte queste domande il libro offre risposte convincenti e sempre ben documentate.

    ha scritto il 

  • 0

    letto da ragazzino, ne ricordo solo le grandi linee, e averlo visto in un'altra libreria mi induce a recuperarlo. Mio padre, che ne sapeva (Capitano di Corvetta durante la guerra), lo trovava "insulta ...continua

    letto da ragazzino, ne ricordo solo le grandi linee, e averlo visto in un'altra libreria mi induce a recuperarlo. Mio padre, che ne sapeva (Capitano di Corvetta durante la guerra), lo trovava "insultante" e falso, ed il solo nominare Trizzino lo innervosiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta di un saggio ormai praticamente introvabile (purtroppo), in cui un ex ammiraglio della Marina Italiana racconta il suo punto di vista sui motivi per cui l'Italia ha perso la guerra nel Medit ...continua

    Si tratta di un saggio ormai praticamente introvabile (purtroppo), in cui un ex ammiraglio della Marina Italiana racconta il suo punto di vista sui motivi per cui l'Italia ha perso la guerra nel Mediterraneo.<br />Questo libro ha inoltre per me un valore affettivo particolare, dato che, in un capitolo, racconta dell'affondamento degli incrociatori Di Giussano e Da Barbiano, dove si trovava mio nonno, all'epoca marinaio.

    ha scritto il