Necropoli

Di

Editore: Fazi

4.1
(684)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Olandese , Inglese

Isbn-10: 8881127199 | Isbn-13: 9788881127191 | Data di pubblicazione: 

Curatore: E. Martin

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Necropoli?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Abbiamo già letto tutto sui campi di concentramento? Siamo saturi di queste storie?
    No, non lo saremo mai di fronte a scrittori come Pahor, che uniscono la crudezza del reale con un afflato lirico mai ...continua

    Abbiamo già letto tutto sui campi di concentramento? Siamo saturi di queste storie?
    No, non lo saremo mai di fronte a scrittori come Pahor, che uniscono la crudezza del reale con un afflato lirico mai marcato, ma sempre lieve e presente.
    Pagine senza un capoverso e senza direzione cronologica, in cui ci troviamo nel flusso dei pensieri e dei movimenti da un campo all'altro, cadaveri viventi che non possono coltivare speranza per non morirne.

    ha scritto il 

  • 0

    Non credo di essere l'unica ma non ce la faccio a leggere questo libro in maniera continuativa.. lo prendo a pezzi piccoli, per renderlo un pò più 'digeribile'. E' così crudo, duro, amaro che davvero ...continua

    Non credo di essere l'unica ma non ce la faccio a leggere questo libro in maniera continuativa.. lo prendo a pezzi piccoli, per renderlo un pò più 'digeribile'. E' così crudo, duro, amaro che davvero va preso a piccole dosi, e in momenti dedicati interamente al libro. E per me rimane comunque un libro a cui non si può dare punteggio, non riesco a dare un voto alla testimonianza di un'esperienza drammatica come quella del campo di concentramento.

    ha scritto il 

  • 3

    L'eternità del ricordo: questa l'essenza di tutto il libro, in cui l'autore ripercorre da "turista" le vicende che ha vissuto anni prima da deportato. Tutto si traspone tra il passato e il presente e ...continua

    L'eternità del ricordo: questa l'essenza di tutto il libro, in cui l'autore ripercorre da "turista" le vicende che ha vissuto anni prima da deportato. Tutto si traspone tra il passato e il presente e non può fare a meno di contaminare i due momenti, come se tutto rivivesse al momento in cui è narrato. Forse ho trovato il racconto a tratti troppo intimo, come se le diverse emozioni dell'autore rispetto a quelle degli estranei fossero talmente sue da voler escludere anche il lettore, come se a nessuno possa essere concesso di partecipare a così tanto dolore. Ma forse è questa l'essenza dell'olocausto: una pagina di storia in cui chi non l'ha vissuta non potrà immedesimarsi mai

    ha scritto il 

  • 5

    Un incredibile viaggio nelle molteplici crudeltà dell’essere umano.

    La crudeltà del sopraffare e quella del sopravvivere per poi passare tra la crudeltà della memoria, del ricordo e quella del nascondere del negare, la crudeltà dell’egoismo, della forza e della debole ...continua

    La crudeltà del sopraffare e quella del sopravvivere per poi passare tra la crudeltà della memoria, del ricordo e quella del nascondere del negare, la crudeltà dell’egoismo, della forza e della debolezza.
    Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma forse vale la pena di leggere Pahor nel suo viaggio nel era crematoria per interpretare le nostre bassezze, ognuno a modo nostro.
    Un era a righe, bicolore, triste, fredda, dove o si urla o si tace sperando che finisca, alcune volte senza porsi il problema del come finirà.
    La speranza più grande è che alla fine la crudeltà della memoria domini il rischio del ritorno di quella tragica era.
    Pahor semina nel suo raccontare momenti, emozioni, convincimenti che piano piano diventano più intensi per colore e potenza positiva, dove l’essere umano deve muoversi alla solidarietà, malgrado la crudele memoria del male passato.

    ha scritto il 

  • 0

    < ...continua

    <<E l'uomo europeo ha accettato questo perché, nonostante le sue esclamazioni altisonanti, in verità e' indolente e pauroso, talmente abituato a tirare avanti con comodo e a ridurre tutto quanto a sistema da non trovare lo spazio per inserire, nel proprio ordine di preoccupazioni misurato col bilancino, il bisogno di un atto di fierezza.>>

    ha scritto il 

  • 5

    L'autore ritorna al campo di concentramento in cui è stato prigioniero tanti anni prima. Ogni angolo, un ricordo che affiora.

    Non so come ha fatto, ma è riuscito a trasformare l'orrore in qualcosa di ...continua

    L'autore ritorna al campo di concentramento in cui è stato prigioniero tanti anni prima. Ogni angolo, un ricordo che affiora.

    Non so come ha fatto, ma è riuscito a trasformare l'orrore in qualcosa di molto vicino alla poesia. I ricordi sono dolorosi, ma lui non si lascia trascinare nel vortice, né vuole trascinarci il lettore. Anche se è stato protagonista diretto, guarda e descrive i fatti come se fosse un osservatore. Osserva invece che subire. E in fondo a tutto il dolore, c'è sempre l'amore per la vita che non viene mai del tutto distrutto, neanche nei momenti peggiori.
    Sará per questo che a 100 anni è ancora vivo.

    ha scritto il 

  • 4

    già mi sembra un sacrilegio dare un giudizio alle memorie di un sopravvissuto... detto questo, se non se ne può fare a meno Pahor rimane complesso, denso e sempre intimista, riflessivo, non sempre fac ...continua

    già mi sembra un sacrilegio dare un giudizio alle memorie di un sopravvissuto... detto questo, se non se ne può fare a meno Pahor rimane complesso, denso e sempre intimista, riflessivo, non sempre facile da seguire. lentamente nella sua visita ai luoghi del suo orrore ti porta nel gorgo scurdo dei ricordi, ti porta nel labirinto dal quale temi di non poter uscire più. Difficile guardare a lungo sull'orlo dell'abisso senza perdere l'equilibrio e la speranza. Non c'è limite all'orrore dell'animo umano, l'essere umano non si pone limiti nella sua brutale capacità di orrore.. e come resistere, come mantenere il filo sottile che ti porta fuori, che ti fa soppravvivere. Nessuno lo sa, i sopravvisuti cercano di fare i conti con i ricordi e il senso di colpa per di loro non è tornato.

    ha scritto il 

Ordina per