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Necropoli

By Boris Pahor

(263)

| Paperback | 9788881127191

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Book Description

171 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un incredibile viaggio nelle molteplici crudeltà dell’essere umano.

    La crudeltà del sopraffare e quella del sopravvivere per poi passare tra la crudeltà della memoria, del ricordo e quella del nascondere del negare, la crudeltà dell’egoismo, della forza e della debolezza.
    Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma fo ...(continue)

    La crudeltà del sopraffare e quella del sopravvivere per poi passare tra la crudeltà della memoria, del ricordo e quella del nascondere del negare, la crudeltà dell’egoismo, della forza e della debolezza.
    Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma forse vale la pena di leggere Pahor nel suo viaggio nel era crematoria per interpretare le nostre bassezze, ognuno a modo nostro.
    Un era a righe, bicolore, triste, fredda, dove o si urla o si tace sperando che finisca, alcune volte senza porsi il problema del come finirà.
    La speranza più grande è che alla fine la crudeltà della memoria domini il rischio del ritorno di quella tragica era.
    Pahor semina nel suo raccontare momenti, emozioni, convincimenti che piano piano diventano più intensi per colore e potenza positiva, dove l’essere umano deve muoversi alla solidarietà, malgrado la crudele memoria del male passato.

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    Franco said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    <<E l'uomo europeo ha accettato questo perché, nonostante le sue esclamazioni altisonanti, in verità e' indolente e pauroso, talmente abituato a tirare avanti con comodo e a ridurre tutto quanto a sistema da non trovare lo spazio per inserire, ...(continue)

    <<E l'uomo europeo ha accettato questo perché, nonostante le sue esclamazioni altisonanti, in verità e' indolente e pauroso, talmente abituato a tirare avanti con comodo e a ridurre tutto quanto a sistema da non trovare lo spazio per inserire, nel proprio ordine di preoccupazioni misurato col bilancino, il bisogno di un atto di fierezza.>>

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    Flavia said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    L'autore ritorna al campo di concentramento in cui è stato prigioniero tanti anni prima. Ogni angolo, un ricordo che affiora.

    Non so come ha fatto, ma è riuscito a trasformare l'orrore in qualcosa di molto vicino alla poesia. I ricordi sono doloros ...(continue)

    L'autore ritorna al campo di concentramento in cui è stato prigioniero tanti anni prima. Ogni angolo, un ricordo che affiora.

    Non so come ha fatto, ma è riuscito a trasformare l'orrore in qualcosa di molto vicino alla poesia. I ricordi sono dolorosi, ma lui non si lascia trascinare nel vortice, né vuole trascinarci il lettore. Anche se è stato protagonista diretto, guarda e descrive i fatti come se fosse un osservatore. Osserva invece che subire. E in fondo a tutto il dolore, c'è sempre l'amore per la vita che non viene mai del tutto distrutto, neanche nei momenti peggiori.
    Sará per questo che a 100 anni è ancora vivo.

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    mikisong said on Jul 21, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    già mi sembra un sacrilegio dare un giudizio alle memorie di un sopravvissuto... detto questo, se non se ne può fare a meno Pahor rimane complesso, denso e sempre intimista, riflessivo, non sempre facile da seguire. lentamente nella sua visita ai luo ...(continue)

    già mi sembra un sacrilegio dare un giudizio alle memorie di un sopravvissuto... detto questo, se non se ne può fare a meno Pahor rimane complesso, denso e sempre intimista, riflessivo, non sempre facile da seguire. lentamente nella sua visita ai luoghi del suo orrore ti porta nel gorgo scurdo dei ricordi, ti porta nel labirinto dal quale temi di non poter uscire più. Difficile guardare a lungo sull'orlo dell'abisso senza perdere l'equilibrio e la speranza. Non c'è limite all'orrore dell'animo umano, l'essere umano non si pone limiti nella sua brutale capacità di orrore.. e come resistere, come mantenere il filo sottile che ti porta fuori, che ti fa soppravvivere. Nessuno lo sa, i sopravvisuti cercano di fare i conti con i ricordi e il senso di colpa per di loro non è tornato.

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    Ferminadaza said on May 12, 2013 | Add your feedback

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