Negro Ebreo Comunista, ma si potrebbe continuare: ardito del popolo, sommergibilista, operaio, rivoluzionario di professione, agente segreto, miliziano, partigiano, gappista. La banda Carità non poteva uccidere di meglio. Non l'hanno potuto torturare, ma gli hanno strappato due denti d'oro, da mortoContinue
Negro Ebreo Comunista, ma si potrebbe continuare: ardito del popolo, sommergibilista, operaio, rivoluzionario di professione, agente segreto, miliziano, partigiano, gappista. La banda Carità non poteva uccidere di meglio. Non l'hanno potuto torturare, ma gli hanno strappato due denti d'oro, da morto. Con tanti nomi: Sinigaglia, Verga, Gallone, Epoca, Garroni... personalità multipla, per essere unicamente comunista.
Mauro Valeri disseppellisce questa storia dimenticata, occultata intanto dal partito che si è cibato dei suoi figli migliori, sempre disposto a “migliorare” i rapporti con i nemici di classe. Solo medaglia d'argento, a disonore anche della Repubblica. Quel partito è scomparso, nell'ignominia. Rimangono le storie dei suoi figli.
A narrare le quali si ricompone il quadro dell’antagonismo, molto composito, dagli incerti contorni, perché alimentato da linfe meticce, da apporti eterogenei, parlante lingue diverse, dilaniato tra il bisogno di libertà e l’esigenza di organizzazione.
Fiorentino e russo, svizzero e spagnolo, uomo dalle tante culture, dalle molte lingue e qualche dialetto, come uno Zelig lo troviamo accanto a Secchia, Longo, Colorni e pure Igor Markevitch – per la gioia di qualche dietrologo – defilato ma sempre al posto giusto, meno l’ultimo. Ma, a ben guardare, anche all’ultima stazione ha scelto lui come scrivere la parola fine: non l’ha lasciata ai suoi carnefici.
Mauro Valeri (Vittorito 1960), sociologo e psicoterapeuta, ha diretto l’Osservatorio Nazionale sulla Xenofobia dal 1992 al 1997 e dal 2005 dirige l’Osservatorio sul razzismo e l’antirazzismo nel calcio. Ha curato diverse voci del Dictionary of Race, Ethnicity & Culture, Sage 2003, e del Dizionario delle diversità, Edup 2004, oltre a saggi sul tema delle comunità migranti e delle seconde generazioni. Sul legame tra sport, razzismo e “meticciato”, ha pubblicato La razza in campo. Per una storia della rivoluzione nera nel calcio, Edup 2005; Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra, Palombi 2006; Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico, Palombi 2006. Collabora con la cattedra di Sociologia delle Relazioni Etniche dell’Università “La Sapienza” di Roma.