Nei boschi eterni

Di

Editore: Einaudi (Stile libero - big)

4.0
(3684)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 386 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8806186647 | Isbn-13: 9788806186647 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole",come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...
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  • 4

    Impossibile resistere al fascino di Jean-Baptiste Adamsberg, malgrado la Vargas lo descriva fisicamente in maniera anonima e poco attraente (non alto, colore di occhi e capelli castano-scuri, lineame ...continua

    Impossibile resistere al fascino di Jean-Baptiste Adamsberg, malgrado la Vargas lo descriva fisicamente in maniera anonima e poco attraente (non alto, colore di occhi e capelli castano-scuri, lineamenti irregolari, vestiti sgualciti).
    È la sua anima a spiccare e catturare, c'è poco da fare, basta incontrarlo una volta e si resta impigliati nel suo concentrato di belle qualità.
    Affettuoso e buono come Benjamin Malaussène, seducente e ironico come Barney Panofsky, la sua apparente svagatezza viene continuamente agitata dai sassi che realmente e metaforicamente raccoglie tanto nei fiumi quanto nel suo genio.
    È abbastanza ingenuo da non sorprendersi per la schiera di singolari personaggi di cui la sua autrice lo circonda e che, a proposito di gradevoli parallelismi, somigliano tanto alle strambe creature di Stefano Benni, soprattutto gli abitanti dei boschi della Normandia che, in quanto a magia e leggende, tanto diversi non sono da quelli dell'Appennino emiliano.
    Spero vivamente un giorno di conoscere la Vargas, da quel che leggo di lei questa scrittura stravagante e fascinosa riflette autenticamente la sua persona.

    ha scritto il 

  • 5

    Tous se tient

    È tutto un ricamo di dettagli in cui perdersi (e come fai a rimproverare l'alto "tasso di evanescenza" di Adamsberg?).
    Tutta un'impalcatura di difetti invidiabili in cui immedesimarsi, “umori e capric ...continua

    È tutto un ricamo di dettagli in cui perdersi (e come fai a rimproverare l'alto "tasso di evanescenza" di Adamsberg?).
    Tutta un'impalcatura di difetti invidiabili in cui immedesimarsi, “umori e capricci totalmente estranei agli obiettivi prefissati” (il gatto, i cuscini, il vino nascosto, gli strani capelli, i brutti caratteri, " le mancanze sociali").
    E il bar di Haroncourt, i dialoghi normanno- bearnesi con le didascalie che Vargas gentilmente fornisce per noi stranii.
    Ho riso tanto e ho riletto molte pagine. È il piu bello letto finora, mi sa che mi tocca avventurarmi in Un luogo incerto.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplicemente molto bello

    Cosa altro dire senza rovinare il piacere della lettura di questo libro? Scritto in maniera magistrale, sofisticato nell'intreccio, con continui sbalzi di tensione. Ottima la caratterizzazione dei per ...continua

    Cosa altro dire senza rovinare il piacere della lettura di questo libro? Scritto in maniera magistrale, sofisticato nell'intreccio, con continui sbalzi di tensione. Ottima la caratterizzazione dei personaggi e la calibrazione di un'erudizione mai pedante.
    Primo libro letto della Vargas, sicuramente non l'ultimo.

    ha scritto il 

  • 4

    “ Se solo il mondo assomigliasse ai sogni delle vecchie mamme.”

    Un'altra indagine del commissario Adamsberg che coadiuvato dalla suo ormai collaudata squadra , alla quale si è aggiunto questa volta un nuovo tenente dai capelli bicolori e dalla rima facile , si rit ...continua

    Un'altra indagine del commissario Adamsberg che coadiuvato dalla suo ormai collaudata squadra , alla quale si è aggiunto questa volta un nuovo tenente dai capelli bicolori e dalla rima facile , si ritrova alle prese con “Ombre” vaganti , con resti di cervi massacrati apparentemente senza ragione , con tombe violate , e con altri fatti che non rivelerò per non “spoilerare” troppo in una storia misteriosa nella quale si trova un po' di tutto e per la quale sembra veramente arduo trovare una soluzione.
    Ma mescolando sapientemente tutti gli ingredienti , aggiungendo una giusta dose di stregoneria appena stemperata da una vena ironica che farà sdegnosamente storcere il naso ai “puristi del noir” ma che io apprezzo molto , aggiungendo una spruzzata quanto basta di cultura e sostenuta nell'opera dalla sua consueta bravura , l'autrice riesce a sorprendere con un valido intreccio che un finale a sorpresa rende ancora migliore .

    ha scritto il 

  • 5

    Harry Potter giallo

    Non me ne intendo.
    Non leggo gialli.
    Non leggo polizieschi.
    Non leggo horror.
    Perché poi me li sogno di notte.
    E infatti son tre notti che mi sogno Adamsberg. Però....è scritto benissimo, forbito e sc ...continua

    Non me ne intendo.
    Non leggo gialli.
    Non leggo polizieschi.
    Non leggo horror.
    Perché poi me li sogno di notte.
    E infatti son tre notti che mi sogno Adamsberg. Però....è scritto benissimo, forbito e scorrevole. Tiene incollati alle pagine, incalza e assorbe la mente. Ha una caratterizzazione dei personaggi notevole. E' poetico. E' un po' dark e decisamente malinconico. E' anche lieve, a volte.
    Da quello che capisco qui su anobii è il quinto libro di una saga e io ci sono piombata dentro per caso. Non lo so, ma ho l'impressione che, come per Harry Potter - dove la storia evolve e i protagonisti crescono ma ogni libro fa storia a sé, rendendo grandiosa l'opera della Rowling - questo valga anche per Adamsberg. Lode allora alla Vargas. E' solo una sensazione, visto che non ho ancora letto gli altri. Ma lo farò è sicuro.
    Leggetelo. Per primo o per quinto o per unico. Ma leggetelo se avete voglia di scrollarvi di dosso un periodo di letture scialbe.

    ha scritto il 

  • 4

    Un noir perfetto

    Il commissario Adamsberg non mi è risultato simpatico ma ne riconosco la genialità. Così come è davvero notevole la scrittura di Fred Vargas, ricca di citazioni colte, di rimandi, di giochi di parole ...continua

    Il commissario Adamsberg non mi è risultato simpatico ma ne riconosco la genialità. Così come è davvero notevole la scrittura di Fred Vargas, ricca di citazioni colte, di rimandi, di giochi di parole e polisemie (spesso perse nella traduzione) . Una piacevole scoperta.

    ha scritto il 

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