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Nei boschi eterni

Di

Editore: Einaudi (Stile libero - big)

4.0
(3541)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 386 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8806186647 | Isbn-13: 9788806186647 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole",come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...
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  • 5

    Che dire? Non posso che inchinarmi a tanta maestria, nello svolgimento dell'intreccio, nei riferimenti culturali e nell'uso sapiente della lingua (e complimenti anche alla traduttrice), ma soprattutto ...continua

    Che dire? Non posso che inchinarmi a tanta maestria, nello svolgimento dell'intreccio, nei riferimenti culturali e nell'uso sapiente della lingua (e complimenti anche alla traduttrice), ma soprattutto nel complesso condurci nelle profondità degli animi umani.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto durante una rilassante vacanza in Grecia. Vargas rifugge sempre dai luoghi comuni e mescola sacro e profano con un pizzico di horror. Il Commissario Adamsberg è alle prese con la morte apparente ...continua

    Letto durante una rilassante vacanza in Grecia. Vargas rifugge sempre dai luoghi comuni e mescola sacro e profano con un pizzico di horror. Il Commissario Adamsberg è alle prese con la morte apparentemente naturale di due uomini che vivono ai margini della società. Il suo infallibile intuito lo convincerà che si tratta di due assassinii ed il romanzo segue la sua ricerca di tracce di una presunta signora morte, che lo porterà a scoprire che la verità del caso è più vicina a lui di quanto immagini. Il tutto accompagnato dalle chiacchiere da bar di francesi veraci, dalla storia triste di cervi ammazzati e dalla presenza silenziosa della intramontabile Camille e del piccolo Tom. Apprezzabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Ritorno alle origini

    Dopo aver letto la serie sugli evangelisti, questo romanzo della serie su Adamsberg è un lieto ritorno alle origini. E’ un romanzo completo e anche un po’ più spesso, sia come contenuto che come numer ...continua

    Dopo aver letto la serie sugli evangelisti, questo romanzo della serie su Adamsberg è un lieto ritorno alle origini. E’ un romanzo completo e anche un po’ più spesso, sia come contenuto che come numero di pagine, di quelli della serie degli Evangelisti che, a confronto, sembrano quasi delle bozze.
    Qui anche i personaggi secondari vengono approfonditi, sia come descrizione fisica che caratteriale, che come storia personale.
    Lo stile è quello ormai conosciuto della Vargas, scorrevole e non prolisso, i colpi di scena non mancano e, in questo romanzo si ha accesso anche al passato di Adamsberg: un suo vecchio antagonista, infatti, tra a farsi vivo portando con se diverse domande ed enigmi. Sarà un antagonista anche nel presente?
    Ancora una volta, inoltre, viene messo in risalto il contrasto fra il commissario Adamsberg e il comandante Danglard, una sorta di amore odio in cui i due sembrano quasi una coppia di vecchi coniugi che hanno imparato ad amare anche i difetti dell’altro anche se questi continuano comunque a dar loro fastidio.
    La vita privata dei personaggi entra a far parte della trama e non rimane più solo una parte dello sfondo.
    L’unica nota dolente sembra essere una forzatura nella licenza poetica per arrivare alla risoluzione del caso. Alcuni risultati e prove sembrano un po’ spinti verso i nostri eroi da una mano invisibile e provvidenziale (quella della scrittrice).
    A parte questo il libro è davvero degno di nota e lo ritengo una lettura da consigliare.
    Per assaporare appieno le rivelazioni sui personaggi, tuttavia, lo sconsiglierei come primo libro a chi si accosta a questa autrice per la primissima volta e suggerirei di leggere i suoi romanzi in ordine cronologico.

    ha scritto il 

  • 4

    11-2015

    Ho iniziato questo libro di Fred Vargas dopo la tragedia dell'aereo Germanwings. Volevo atmosfere alla Adamsberg, nei boschi inviolati dell'interno francese, un pò come in "L'uomo a rovescio" che era ...continua

    Ho iniziato questo libro di Fred Vargas dopo la tragedia dell'aereo Germanwings. Volevo atmosfere alla Adamsberg, nei boschi inviolati dell'interno francese, un pò come in "L'uomo a rovescio" che era ambientato sul Mercantour. In realtà "Nei boschi eterni" si svolge a Parigi e in Normandia, ed è parte della seconda trilogia Adamsberg. Il nostro commissario è al meglio di sè, e vien fuori anche parte della sua infanzia. Per appassionati di Fred Vargas ma anche per chi volesse provare per la prima volta questa autrice dallo pseudonimo maschile.

    ha scritto il 

  • 5

    Beh che dire anche questa quarta lettura della Vargas non mi ha deluso per nulla… anzi… trama avvincente, scrittura veloce e dinamica, momenti di suspance e di pura azione soprattutto verso la fine.
    H ...continua

    Beh che dire anche questa quarta lettura della Vargas non mi ha deluso per nulla… anzi… trama avvincente, scrittura veloce e dinamica, momenti di suspance e di pura azione soprattutto verso la fine.
    Ho adorato ogni singolo personaggio e per la loro ben chiara descrizione è un romanzo che non si fa fatica a leggere.
    Mi ha colpito molto la parte finale in cui si capisce perché Adamsberg ci lascia un pezzo di cuore…
    Perché se da una parte c’è il commissario dall’altro c’è l uomo e in questo romanzo si nota bene la differenza ( anche se si tratta sempre dello stesso personaggio).
    Adoro!!! Adoro!!! Adoro!!! Non vedo l ora di leggerli tutti!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro lo spalatore di nuvole

    E' il primo libro che leggo della Vargas e sicuramente non sarà l'ultimo. La storia non è male, ma se devo dire la verità in questa lettura gli ho dato un valore secondario. La mia attenzione era tutt ...continua

    E' il primo libro che leggo della Vargas e sicuramente non sarà l'ultimo. La storia non è male, ma se devo dire la verità in questa lettura gli ho dato un valore secondario. La mia attenzione era tutta rivolta al commissario Adamsberg, personaggio fuori dagli schemi e a mio avviso del tutto eccezionale. Come si fa a non essere rapiti da questo personaggio letterario? Irrazionale, umano, pieno di difetti, disordinato, paziente, privo di preconcetti e aperto ad ogni soluzione, lo spalatore di nuvole per me è stata una folgorazione, un pò come mi era già successo qualche tempo fa con Pennac ed il suo Malaussene. E' divertente seguirlo nelle sue passeggiate lungo la Senna, impegnato com'è a seguire il volo dei gabbiani e a sbrogliare l'intrico dei suoi pensieri. E quando Danglard gli dice che è arrivato in ritardo ad un appuntamento lui cosa risponde? Che aveva un appuntamento molto più importante con la primavera. Eccezionale. Come eccezionale è un altro personaggio, il comandante Danglard, sempre depresso, impaurito dalla vita, ma provvisto di una cultura fuori dal normale e devoto all'ispettore nonostante la sua spiccata razionalità. Poi c'è Violette Retancourt, una donna immensa che pare avere doti divine che la rendono quasi immortale.E poi ancora ci sono i siparietti tra Adamsberg ed il suo bimbo di nove mesi: letture di libri sull'architettura medioevale, storie di camosci e stambecchi e sottintese perle di saggezza del tipo:se non sai una cosa chiama Danglard. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

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