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Nei boschi eterni

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(3461)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 391 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8806192965 | Isbn-13: 9788806192969 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole", come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...
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  • 4

    Dopo la brutta avventura canadese, ero curiosa di vedere quanto Adamsberg fosse cambiato, diventando più adeguato alla splendida Camille e al suo nuovo ruolo di padre. La risposta è interlocutoria, ma in compenso la Vargas ci regala un altro grande assassino narcisista, uno che seguendo un antico ...continua

    Dopo la brutta avventura canadese, ero curiosa di vedere quanto Adamsberg fosse cambiato, diventando più adeguato alla splendida Camille e al suo nuovo ruolo di padre. La risposta è interlocutoria, ma in compenso la Vargas ci regala un altro grande assassino narcisista, uno che seguendo un antico ricettario medioevale vuole addirittura ottenere la pozione della vita eterna.
    Come al solito il racconto della Vargas è scoppiettante di trovate, ci sono tombe violate, cervi uccisi, leggende medioevali, fantasmi settecenteschi, scorci di vita di campagna in Normandia.
    E c’è un inaspettato rivale di Adamsberg, il Nuovo, guascone come lui, dal cognome di un vitigno, Veyrenc de Bihlc. C’è un segreto tra di loro che si svelerà solo alla fine del romanzo, ma che forse, se fossi stata francese e avessi conosciuto Racine, avrei potuto intuire.

    Ecco la Vargas fa rimpiangere di non conoscere a sufficienza la cultura e la lingua francese per riuscire a godersi fino in fondo l’ intelligenza della sua scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Nei boschi eterni

    Mio primo libro di questa medievalista francese. Sono rimasto piacevolmente colpito dal personaggio dell'ispettore (azzeccatissimo) e dalla trama articolata ma chiara.

    Leggerò altro :)

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro della serie del commissario Adamsberg che leggo e, adesso, piano piano, mi sono messa in testa di leggere anche gli altri.
    Personaggi interessanti e ben delineati, anche quelli che dovrebbero essere di secondo piano assumono connotazioni e ruoli di rilievo.
    La narraz ...continua

    E' il primo libro della serie del commissario Adamsberg che leggo e, adesso, piano piano, mi sono messa in testa di leggere anche gli altri.
    Personaggi interessanti e ben delineati, anche quelli che dovrebbero essere di secondo piano assumono connotazioni e ruoli di rilievo.
    La narrazione è ben orchestrata e intraprende strade originali, facendo così onore al genere -il poliziesco- arricchito da atmosfere notturne e torbide.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle, non tanto per la trama, che ho trovato comunque interessante, quanto per lo stile della scrittura, per l'umorismo originale, per la descrizione dei personaggi e dei loro dialoghi....bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo libro di Fred Vargas che leggo e che mi ha fatto venir una gran voglia di leggerne altri in modo da poter ritrovare il simpatico commissario e i suoi interessanti colleghi. Ben scritta la storia: scorrevole, misteriosa e avvincente e un gradito colpo di scena finale! Buona lettura a tutt ...continua

    Il primo libro di Fred Vargas che leggo e che mi ha fatto venir una gran voglia di leggerne altri in modo da poter ritrovare il simpatico commissario e i suoi interessanti colleghi. Ben scritta la storia: scorrevole, misteriosa e avvincente e un gradito colpo di scena finale! Buona lettura a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Tralasciando il particolare che l'autrice sembra fregarsene della gestione del punto di vista, è una storia strepitosa con personaggi eccellenti. Chapeaux (e pazienza per i punti di vista, lei può...)

    ha scritto il 

  • 4

    Altalenante l'opera della signora Vargas. Alcuni suoi mi piacciono assai, mentre altri mi paion sul limite della ciofeca.
    Ti viene il dubbio:
    li scriverà tutti lei?
    se così fosse quelli che scrive lei sono le quasi ciofeche o sono quelli belli?
    oppure soffre di sdoppiament ...continua

    Altalenante l'opera della signora Vargas. Alcuni suoi mi piacciono assai, mentre altri mi paion sul limite della ciofeca.
    Ti viene il dubbio:
    li scriverà tutti lei?
    se così fosse quelli che scrive lei sono le quasi ciofeche o sono quelli belli?
    oppure soffre di sdoppiamento o triplicamento della personalità?
    Il mistero rimane.
    Pazienza, questo era uno di quelli belli:)

    ha scritto il 

  • 5

    La saga di Adamsberg la sto leggendo tutta, in ordine rigorosamente adamsberghiano, vale a dire incominciando dall'ultimo poi prendendo roba in mezzo e quindi tornando all'inizio.
    "Spalatore di nuvole" infatti, l'appellativo di Adamsberg, è lo stesso dei miei compaesani, appioppato dai pae ...continua

    La saga di Adamsberg la sto leggendo tutta, in ordine rigorosamente adamsberghiano, vale a dire incominciando dall'ultimo poi prendendo roba in mezzo e quindi tornando all'inizio.
    "Spalatore di nuvole" infatti, l'appellativo di Adamsberg, è lo stesso dei miei compaesani, appioppato dai paesani del circondario, non si sa quando non si sa come. Al destino non ci credo però questa cosa è curiosa.
    E più che altro Vargas scrive bene, è molto avvincente.
    Uno alla volta li leggeròo tutti e comprerò quelli irrunciabili, li rileggerò magari nella versione in lingua originale, perché non è mai troppo tardi.

    Nei boschi eterni è veramente bello, da non perdere.

    ha scritto il 

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