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Nei boschi eterni

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(3505)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 391 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8806192965 | Isbn-13: 9788806192969 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole", come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...
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  • 4

    11-2015

    Ho iniziato questo libro di Fred Vargas dopo la tragedia dell'aereo Germanwings. Volevo atmosfere alla Adamsberg, nei boschi inviolati dell'interno francese, un pò come in "L'uomo a rovescio" che era ...continua

    Ho iniziato questo libro di Fred Vargas dopo la tragedia dell'aereo Germanwings. Volevo atmosfere alla Adamsberg, nei boschi inviolati dell'interno francese, un pò come in "L'uomo a rovescio" che era ambientato sul Mercantour. In realtà "Nei boschi eterni" si svolge a Parigi e in Normandia, ed è parte della seconda trilogia Adamsberg. Il nostro commissario è al meglio di sè, e vien fuori anche parte della sua infanzia. Per appassionati di Fred Vargas ma anche per chi volesse provare per la prima volta questa autrice dallo pseudonimo maschile.

    ha scritto il 

  • 5

    Beh che dire anche questa quarta lettura della Vargas non mi ha deluso per nulla… anzi… trama avvincente, scrittura veloce e dinamica, momenti di suspance e di pura azione soprattutto verso la fine.
    H ...continua

    Beh che dire anche questa quarta lettura della Vargas non mi ha deluso per nulla… anzi… trama avvincente, scrittura veloce e dinamica, momenti di suspance e di pura azione soprattutto verso la fine.
    Ho adorato ogni singolo personaggio e per la loro ben chiara descrizione è un romanzo che non si fa fatica a leggere.
    Mi ha colpito molto la parte finale in cui si capisce perché Adamsberg ci lascia un pezzo di cuore…
    Perché se da una parte c’è il commissario dall’altro c’è l uomo e in questo romanzo si nota bene la differenza ( anche se si tratta sempre dello stesso personaggio).
    Adoro!!! Adoro!!! Adoro!!! Non vedo l ora di leggerli tutti!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro lo spalatore di nuvole

    E' il primo libro che leggo della Vargas e sicuramente non sarà l'ultimo. La storia non è male, ma se devo dire la verità in questa lettura gli ho dato un valore secondario. La mia attenzione era tutt ...continua

    E' il primo libro che leggo della Vargas e sicuramente non sarà l'ultimo. La storia non è male, ma se devo dire la verità in questa lettura gli ho dato un valore secondario. La mia attenzione era tutta rivolta al commissario Adamsberg, personaggio fuori dagli schemi e a mio avviso del tutto eccezionale. Come si fa a non essere rapiti da questo personaggio letterario? Irrazionale, umano, pieno di difetti, disordinato, paziente, privo di preconcetti e aperto ad ogni soluzione, lo spalatore di nuvole per me è stata una folgorazione, un pò come mi era già successo qualche tempo fa con Pennac ed il suo Malaussene. E' divertente seguirlo nelle sue passeggiate lungo la Senna, impegnato com'è a seguire il volo dei gabbiani e a sbrogliare l'intrico dei suoi pensieri. E quando Danglard gli dice che è arrivato in ritardo ad un appuntamento lui cosa risponde? Che aveva un appuntamento molto più importante con la primavera. Eccezionale. Come eccezionale è un altro personaggio, il comandante Danglard, sempre depresso, impaurito dalla vita, ma provvisto di una cultura fuori dal normale e devoto all'ispettore nonostante la sua spiccata razionalità. Poi c'è Violette Retancourt, una donna immensa che pare avere doti divine che la rendono quasi immortale.E poi ancora ci sono i siparietti tra Adamsberg ed il suo bimbo di nove mesi: letture di libri sull'architettura medioevale, storie di camosci e stambecchi e sottintese perle di saggezza del tipo:se non sai una cosa chiama Danglard. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Forzoso

    Scritto schietto, essenziale, stringato; fluido solo dopo che ci si è assuefatti, o meglio dire , adattati. Personaggi abbozzati, che si schiariscono con il progredire degli eventi, complessi, variopi ...continua

    Scritto schietto, essenziale, stringato; fluido solo dopo che ci si è assuefatti, o meglio dire , adattati. Personaggi abbozzati, che si schiariscono con il progredire degli eventi, complessi, variopinti, poliedrici, quasi forzatamente, o forse , era nell’intenzione dell’autrice sottolineare che forse la vera normalità non esiste, ed è proprio nella bizzarria che sta la chiave per capire gli uomini, la bizzarria occultata dalla tenebra, risolvere i misteri. Quella tenebra che attrae e atterrisce, come le giornate piovose, cupe, disagevoli, che intensificano i cupi pensieri. Ecco, solo questo ho trovato degno di nota in questo romanzo, per il resto mi è parso un po’ tutto troppo forzoso, le coincidenze, gli indizi piovuti dal cielo, l’intersecarsi di personalità, il gatto che corre per decine di km inseguito da elicotteri e volanti della polizia , tra statali, tangenziali, passaggi a livello, senza venir spiaccicato, alla ricerca di una poliziotta in fin di vita (ovviamente se fosse morta, non si avrebbe avuto la chiave del mistero)! Qualcuno mi disse che la Vargas era tra le migliori autrici oggi in circolazione, una volta terminata quest’opera mi ha assalito lo sconforto, subito svanito pensando che per fortuna, esistono i classici. Lettura gradevole, ma dimenticabilissima.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo la brutta avventura canadese, ero curiosa di vedere quanto Adamsberg fosse cambiato, diventando più adeguato alla splendida Camille e al suo nuovo ruolo di padre. La risposta è interlocutoria, ma ...continua

    Dopo la brutta avventura canadese, ero curiosa di vedere quanto Adamsberg fosse cambiato, diventando più adeguato alla splendida Camille e al suo nuovo ruolo di padre. La risposta è interlocutoria, ma in compenso la Vargas ci regala un altro grande assassino narcisista, uno che seguendo un antico ricettario medioevale vuole addirittura ottenere la pozione della vita eterna.
    Come al solito il racconto della Vargas è scoppiettante di trovate, ci sono tombe violate, cervi uccisi, leggende medioevali, fantasmi settecenteschi, scorci di vita di campagna in Normandia.
    E c’è un inaspettato rivale di Adamsberg, il Nuovo, guascone come lui, dal cognome di un vitigno, Veyrenc de Bihlc. C’è un segreto tra di loro che si svelerà solo alla fine del romanzo, ma che forse, se fossi stata francese e avessi conosciuto Racine, avrei potuto intuire.

    Ecco la Vargas fa rimpiangere di non conoscere a sufficienza la cultura e la lingua francese per riuscire a godersi fino in fondo l’ intelligenza della sua scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Nei boschi eterni

    Mio primo libro di questa medievalista francese. Sono rimasto piacevolmente colpito dal personaggio dell'ispettore (azzeccatissimo) e dalla trama articolata ma chiara.

    Leggerò altro :)

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro della serie del commissario Adamsberg che leggo e, adesso, piano piano, mi sono messa in testa di leggere anche gli altri.
    Personaggi interessanti e ben delineati, anche quelli che d ...continua

    E' il primo libro della serie del commissario Adamsberg che leggo e, adesso, piano piano, mi sono messa in testa di leggere anche gli altri.
    Personaggi interessanti e ben delineati, anche quelli che dovrebbero essere di secondo piano assumono connotazioni e ruoli di rilievo.
    La narrazione è ben orchestrata e intraprende strade originali, facendo così onore al genere -il poliziesco- arricchito da atmosfere notturne e torbide.

    ha scritto il 

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