Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Nei giardini d'acqua

Di

Editore: Piemme

3.8
(117)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838468818 | Isbn-13: 9788838468810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Isabella Vaj

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Nei giardini d'acqua?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ismail ha nove anni, i capelli e gli occhi scuri come la sua terra, la Turchia. Quello è un giorno importante per lui: infatti a Gölcük, il sobborgo di Istanbul dove si trova la sua casa, lo aspetta la cerimonia della circoncisione, l’evento più importante per un bambino musulmano. Certo, l’idea di soffrire non gli va molto giù, ma riceverà un sacco di doni e quella mattina si è fatto portare in città da suo padre, che gli ha anche regalato uno scettro. Ora è il re di Istanbul e di tutta la Turchia. Finiti i festeggiamenti, però, la vita di Ismail e della sua famiglia cambia per sempre. La terra comincia a vibrare con violenza, i muri si squarciano, i palazzi cadono come fossero di sabbia: è il terremoto. Quasi per miracolo, Ismail e i suoi cari riescono a salvarsi, ma nessuno di loro sarà più lo stesso. Ismail, rimasto sepolto sotto le macerie per tre giorni e salvato da una vicina, resterà profondamente segnato da quell’incontro con la morte; suo padre Sinan, curdo e fervente musulmano, dovrà accettare l’aiuto di chi considera da sempre suo nemico; sua sorella Irem, quindici anni, innamorata di un coetaneo americano, si troverà tragicamente divisa tra il proprio sentimento e il rispetto per il padre e le sue regole. Emarginati nel loro stesso mondo, costretti a prove terribili e a decisioni estreme, proveranno sulla propria pelle cosa significa scegliere tra tradizione e libertà, tra fede e amore, tra l’orgoglio per le proprie origini e la necessità di sopravvivere.
Ordina per
  • 3

    Quando termino un libro che per qualche verso mi lascia dei dubbi leggo tutti i giudizi che riesco a trovare in Anobii e, da quando ho per le mani questo bellissimo Kindle, anche in Amazon; raramente cerco il parere di “esperti” perché preferisco quello di persone che, come me, leggono esclusiva ...continua

    Quando termino un libro che per qualche verso mi lascia dei dubbi leggo tutti i giudizi che riesco a trovare in Anobii e, da quando ho per le mani questo bellissimo Kindle, anche in Amazon; raramente cerco il parere di “esperti” perché preferisco quello di persone che, come me, leggono esclusivamente per il piacere di farlo e commentano per desiderio di condivisione, senza nulla avere da guadagnarci, persone che, per diverse estrazione culturale e sociale, fede politica o religiosa, sesso, età ed interessi possono offrire un panorama ricchissimo di opinioni. Anche per questo trovo difficile commentare questo libro: la maggior parte dei commenti da me letti ne parla in modo molto positivo se non addirittura entusiasta. Personalmente non posso dire sia scritto male (anche se “bene” è un’altra cosa), tratta di un argomento che mi interessa ma, a parte avermi spinto ad approfondire il tema della lotta curda e del PKK dei quali sapevo pochissimo, motivo per cui non rimpiango di averne terminato la lettura, a me non ha dato molto altro e davvero non mi capacito di come in tanti abbiano potuto paragonarlo al Cacciatore di aquiloni, con il quale, a mio parere, ha in comune solo il fatto di essere edito da Piemme. Ho avuto l’impressione che questo romanzo avrebbe voluto far vivere al lettore lo scontro (confronto?) tra due culture e religioni, due concezioni della vita radicalmente differenti, rese ancora più complesse ed articolate per le nuove generazioni volte al nuovo ma legate, spesso fatalmente, alle convinzioni della società di appartenenza; penso avrebbe voluto essere più di una storia d’amore, concentrando la stessa attorno alla chiarissima accusa agli Stati Uniti (ma con questi anche a tutti i volontari americani …) di utilizzare pretesti umanitari esclusivamente per scopi diversi, descrivendo il tormento di un uomo dilaniato tra l’odio verso un popolo e la dovuta riconoscenza verso una famiglia di “nemici” con la quale avrà un debito impagabile. A mio sentire, tuttavia, Drew non è riuscito egregiamente in nessuno di questi intenti. Ecco, adesso, mentre scrivo, trovo la parola che cercavo: questo libro mi fa rabbia perché, con latente ed apatica demagogia, generalizza concetti troppo importanti, perché spesso è superficiale e poco coraggioso perché insinua dubbi ma non da risposte. L’amaro in bocca a me è rimasto non per il tragico finale, ma per il messaggio sociale che poteva celarsi nella storia e non ha avuto il coraggio di uscire, condannando profondamente da una sola parte e scivolando, quasi giustificando, su un modo di concepire la donna senza diritti e senza una reale identità di essere umano. Detestabili, in alcuni punti, le figure di Sinan e della moglie Nilufer, per lo più inconsistenti quelle del giovane Dylan e di suo padre. Sicuramente mi è sfuggito qualche cosa; spero che qualcuno di voi lo legga e me la spieghi.

    ha scritto il 

  • 3

    Deludente

    Attratta dal tipo di argomento e convinta di aver fatto una buona scelta, inizialmente ne ho avuto conferma: il contrasto tra le culture e le religioni mi ha sempre molto interessata. Salvo poi restare delusa quando ha iniziato a prendere una piega inaspettata, fino a una conclusione che lascia d ...continua

    Attratta dal tipo di argomento e convinta di aver fatto una buona scelta, inizialmente ne ho avuto conferma: il contrasto tra le culture e le religioni mi ha sempre molto interessata. Salvo poi restare delusa quando ha iniziato a prendere una piega inaspettata, fino a una conclusione che lascia diversi punti di domanda: con queste 373 pagine, quale messaggio intendeva far passare l'autore? Che i ragazzi americani sono soliti stuprare le povere ragazze musulmane ignoranti? Che gli americani, insieme agli aiuti umanitari, portano anche l'indottrinamento per una ipotetica conversione al Cristianesimo? Francamente sono rimasta male e le 3 stelle forse sono anche troppe per un libro tutto sommato scritto male, con una trama assurda che lascia l'amaro in bocca e una fine senza senso che crea diversi dubbi, dubbi che però non meritano neanche di essere tolti, perdendo del tempo ulteriore a quello già perso a leggere questa storia piena di incongruenze e assurdità...

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di una famiglia che, dopo aver subito un terremoto, si trova a scontrarsi, all'interno di un accampamento, con la cultura, le tradizioni e la religione occidentali. Attraverso i vari punti di vista si dispiega una vicenda malinconica ed intensa.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia inizia narrandoci di Ismail, un bambino turco di nove anni, il giorno della sua circoncisione. Ma presto entra in gioco tutta la famiglia, raccontata nei suoi conflitti interiori fra vita vera e tradizione. Molto vero.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nei giardini d'acqua è ambientato in Turchia,dove conosciamo subito Ismail, un bambino di 9 anni e la sua famiglia, una famiglia di religione musulmana,legatissima alle tradizioni...
    Insieme a tutte le persone che conoscono, la vita di Ismail e della sua famiglia viene sconvolta dal terremoto,che ...continua

    Nei giardini d'acqua è ambientato in Turchia,dove conosciamo subito Ismail, un bambino di 9 anni e la sua famiglia, una famiglia di religione musulmana,legatissima alle tradizioni... Insieme a tutte le persone che conoscono, la vita di Ismail e della sua famiglia viene sconvolta dal terremoto,che distrugge la loro casa,uccide i loro amici e per miracolo il piccolo Ismail sopravvive... Da quel momento in poi la loro vita non sarà più la stessa; l'autore si concentra sulla famiglia di Ismail: il padre Sinan,dedito alla sua religione che cerca in tutti i modi di tenere insieme la sua famiglia e sopratutto di tenere legata sua figlia Irem,innamorata di un americano, alle tradizioni. La moglie Nilufer,è una donna profondamente legata alle tradizioni e al suo ruolo di madre e disapprova il comportamento della figlia che vorrebbe essere felice e vivere la sua vita come preferisce,a discapito delle tradizioni. Ismail,invece dopo essere sopravvissuto al terremoto stringe amicizia con un uomo americano,con cui instaurerà un bel rapporto di amicizia.E' molto interessante la contrapposizione tra Irem e sua madre,due donne nate nello stesso luogo ed educate alla stessa maniera,ma delle quali una accetta senza problemi la sua condizione,mentre l'altra malvolentieri accetta la sua posizione,anzi più di una volta tenta di ribellarsi alle tradizioni che la fanno sentire imprigionata... L'autore ci trascina in Turchia,tra la povertà,le severe tradizioni e una cultura che ci è totalmente estranea, ma riesce comunque a farci comprendere perfettamente lo stato d'animo e i sentimenti dei protagonisti di questo struggente racconto. Nei Giardini d'acqua è un libro che attira il lettore,trasportandolo in luoghi che non conosce fino ad arrivare ad un finale che si intuisce già da metà libro, ma che comunque quando arriva lascia un groppo in gola!

    ha scritto il 

  • 5

    Comprato quasi per caso, ho tenuto questo libro sullo scaffale,senza interessarmene. A un certo punto, ho deciso di leggerlo ed è stato una rivelazione. In esso vengono portati in luce i conflitti tra diverse mentalità degli esseri umani. Non si esprimono giudizi. Lo scrittore cerca di farci me ...continua

    Comprato quasi per caso, ho tenuto questo libro sullo scaffale,senza interessarmene. A un certo punto, ho deciso di leggerlo ed è stato una rivelazione. In esso vengono portati in luce i conflitti tra diverse mentalità degli esseri umani. Non si esprimono giudizi. Lo scrittore cerca di farci mettere nel cuore di ognuno nell'intento -credo- di mostrarci il perché dei comportamenti. Lo consiglio.

    ha scritto il