Nei luoghi oscuri

Di

Editore: Piemme

3.7
(417)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 433 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Greco , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8858508262 | Isbn-13: 9788858508268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Murgia

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Libby aveva sette anni quando la madre e le sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere l'autore della strage. Ventiquattro anni dopo, Ben è in carcere e Libby vive grazie alle donazioni di alcune associazioni di beneficenza. A cambiare le carte in tavola sarà il Kill Club, una società segreta di "feticisti del crimine" i cui soci sono convinti dell'innocenza di Ben e rintracciano Libby perché lo scagioni. Libby è infastidita da quei pagliacci fanatici che ficcano il naso nella sua memoria, ma i soldi che le offrono per tornare a scavare nel suo passato le servono. Così inizia una dolorosa ricerca attraverso la quale, a poco a poco, i ricordi riaffiorano da quei luoghi della mente che fino a ora Libby aveva volutamente oscurato. Saranno gli oggetti della sua infanzia e i racconti delle persone che avevano conosciuto la sua famiglia ad aiutarla a ricostruire gli avvenimenti che portarono all'eccidio e a fare affiorare insospettabili verità.
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  • 4

    Il libro mi è piaciuto molto, mi ha affascinato dall'inizio alla fine, i personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, inoltre come negli altri libri dell'autrice ribalta l'idea comune della donna v ...continua

    Il libro mi è piaciuto molto, mi ha affascinato dall'inizio alla fine, i personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, inoltre come negli altri libri dell'autrice ribalta l'idea comune della donna vittima o femme fatale. Tutti i personaggi sono caratterizzati anche dai propri difetti, non si troveranno quindi eroi-detective dal passato tormentato ma figure tutto sommato più credibili che sono anche capaci di essere meschini.

    ha scritto il 

  • 4

    Troppe coincidenze sfortunate

    Questo romanzo è caratterizzato da una storia intricata, che l’autrice è stata in grado di gestire con cura e attenzione. I tanti fili che si dipanano nella stesura della trama si uniscono poi alla fi ...continua

    Questo romanzo è caratterizzato da una storia intricata, che l’autrice è stata in grado di gestire con cura e attenzione. I tanti fili che si dipanano nella stesura della trama si uniscono poi alla fine.
    Il passaggio tra le due linee temporali avviene sempre in maniera intelligente, tenendo il lettore incollato al libro. Non a caso aspettavo con piacere di mettermi a leggere, prima di andare a dormire.
    Forse il ritmo con cui la storia si sviluppa è un po’ lento e ciò mi rendeva un po’ troppo impaziente di andare oltre per sapere cosa sarebbe accaduto. Non sono riuscita a legare con il personaggio della voce narrante (Libby), ma mi è piaciuto molto quello del fratello, anche se ha avuto dei momenti di incoerenza ingiustificata.
    A mio parere, il problema principale di questo romanzo è la presenza di eccessive coincidenze, sfortune e cattiverie. Davvero troppe, tutte concentrate nel lasso di un unico giorno.
    Il finale poi è sotto tono. Una volta chiarito cosa è accaduto, l’autrice smette di mostrare e inizia a raccontare, come se non vedesse l’ora di chiudere il libro. Ciò mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 3

    null

    Un thriller molto bello

    Parola chiave: RICORDO

    I ricordi di Libby e degli altri componenti della famiglia Day sono il nodo fondamentale del romanzo: l’impostazione del libro, in cui si alternano due p ...continua

    Un thriller molto bello

    Parola chiave: RICORDO

    I ricordi di Libby e degli altri componenti della famiglia Day sono il nodo fondamentale del romanzo: l’impostazione del libro, in cui si alternano due piani temporali, ovvero da una parte il presente di Libby che viene contattata da Lyle e deve scoprire il vero colpevole dell’eccidio della sua famiglia, e dall’altra il giorno dell’eccidio
    . Questo perchè la storia viene paragonata ad un puzzle che, andando avanti nella lettura, viene a mano a mano risolto, fino al colpo di scena finale.

    In quest'opera tutti i personaggi vengono analizzati in maniera molto realistica e il filo della storia è molto coerente e reso in maniera fluida e lineare. Tra tutti i personaggi quello di Libby mi è rimasto più impresso, vuoi perché molto complesso, soprattutto in relazione a ciò che ha passato; nonostante all’inizio venga descritta come una ragazza la cui unica aspirazione nella vita sia quella di rimanere a letto e bere mentre vive con i soldi di varie associazioni, e di vivere una “non-vita”, con il procedere della trama tira fuori le unghie e fa di tutto per vendicare i “suoi” morti, fino anche a rischiare nuovamente la vita.

    Altro personaggio che mi è piaciuto molto è quello di Patty Day, la madre di Libby: donna forte e orgogliosa, che ha passato la sua vita adulta a mantenere in vita la fattoria dei genitori, dopo che il suo ex-marito ha prosciugato tutto il loro capitale, e che prova in tutti i modi a crescere al meglio i suoi quattro figli, nonostante sia costretta a dichiarare bancarotta. E anche il rapporto con i suoi figli è stato reso a mio parere alla perfezione: dalla relazione stretta con le sue tre figlie femmine, ai problemi che avrebbe qualunque madre ad affrontare da sola un figlio maschio in età puberale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo rende bene l'idea.

    Non ho ancora letto "L'amore bugiardo", ma ho visto il film, e l'ho trovato di una genialità unica. Non so se il romanzo sia allo stesso livello, ed un giorno lo scoprirò. Comunque, data la fama dell' ...continua

    Non ho ancora letto "L'amore bugiardo", ma ho visto il film, e l'ho trovato di una genialità unica. Non so se il romanzo sia allo stesso livello, ed un giorno lo scoprirò. Comunque, data la fama dell'autrice, quando mi son ritrovata davanti questo libro, scritto precedentemente, non ho avuto dubbi: ero proprio incuriosita.
    E' una storia "dark", e per 'dark' intendo che è davvero oscura. La protagonista, Libby, non è una donna facile e non ha avuto un'infanzia tipica: la maggior parte della sua famiglia è stata uccisa quando aveva solo sette anni, lei è riuscita a fuggire in tempo ed il colpevole pare essere suo fratello maggiore, Ben. Non il tipico quadretto idilliaco, insomma. Crescendo, però, scopre che forse non è come ha sempre creduto, che i suoi ricordi sono offuscati, che quello che a volte appare in un modo può anche non esserlo: con un gruppo di appassionati di omicidi - un gruppo di svitati, insomma! - indaga a fondo sul suo passato, fino ad arrivare alla verità su quella notte.
    Ciò che mi ha lasciato questo romanzo è espresso esattamente nel titolo: oscurità. Le descrizioni sono inquietanti e crude al punto giusto, anche per una persona come me, ben poco impressionabile. Se volete immergervi nel nero, ed uscirne tutti impiastricciati, ve lo consiglio.

    ps: il film invece non è al livello, purtroppo.

    ha scritto il 

  • 4

    Effettivamente fa venire gli incubi, letteralmente, però è un bel libro davvero. La Flynn non ha fatto fuori la famiglia del Mulino Bianco, troppo facile provare empatia per gente così, no la famiglia ...continua

    Effettivamente fa venire gli incubi, letteralmente, però è un bel libro davvero. La Flynn non ha fatto fuori la famiglia del Mulino Bianco, troppo facile provare empatia per gente così, no la famiglia Day è del tutto disfunzionale, ma in ogni caso meritano pietà perchè vittime. Runner Day è un padre assente e violento, Patty Day è, a voler essere buoni, una donna in grande difficoltà a vari livelli e infatti i figli sono tutt'altro che centrati. La povertà dei Day, economica, culturale e relazionale, è sconcertante e lo è ancora di più perchè tutte queste povertà portano a quella notte terrificante. Il libro è lento, meticoloso, forse troppo e piuttosto crudo, il finale è poco scontato (niente lieto fine conclamato, i Day dovranno sudarselo ancora un po') e accelera troppo nel finale, ma in definitiva un bel libro da leggere quando non si è a casa da soli.

    ha scritto il 

  • 3

    Unica sopravvissuta, da bambina, alla strage in cui la sua famiglia è stata massacrata ad opera del fratello adolescente (poi condannato a vita proprio grazie alla sua testimonianza) Libby è una ragaz ...continua

    Unica sopravvissuta, da bambina, alla strage in cui la sua famiglia è stata massacrata ad opera del fratello adolescente (poi condannato a vita proprio grazie alla sua testimonianza) Libby è una ragazza che si lascia vivere: arida, apatica, isolata, sempre sull’orlo dell’alcoolismo o del suicidio, incapace di risollevarsi da quello stato di vuoto e di perenne desolazione in cui è caduta da quel giorno terribile. La sua unica certezza nella vita è la colpevolezza del fratello: le sembra quindi assurdo che un giorno di 24 anni dopo qualcuno si presenti alla sua porta per affermarne la probabile innocenza e per chiederle sostegno per la revisione del processo.

    La storia corre su due piste convergenti: una, nel presente, narra il viaggio incerto e tortuoso della riluttante Libby alla ricerca di persone che possano ancora gettare luce su quei fatti, che possano ancora rivelare qualcosa che le frettolose indagini della polizia al tempo hanno trascurato. Parallelamente scorre il film particolareggiato degli ultimi due giorni di vita delle vittime, mostrando la difficile situazione familiare di Libby e le persone che ruotavano loro intorno.

    La lettura non è molto scorrevole, sia per il ritmo lentissimo della ricerca di Libby, sia per la minuziosità esasperante con cui vengono descritti gli antefatti del crimine, quasi minuto per minuto. E’ come guidare tutto il tempo col freno a mano tirato. Cioè quasi tutto il tempo, perché, come in ogni thriller che si rispetti (e questo lo è), l’avvicinarsi della conclusione porta a una decisa accelerazione.

    La convergenza dei due filoni narrativi, riunendo finalmente il passato e il presente, condurrà alla tragica verità dietro la strage, verità che ovviamente non può che essere sconvolgente, in un crescendo finale che compensa di quasi tutte le lungaggini precedenti.

    Altri punti di forza del libro sono nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nella descrizione (deprimente ma efficace) di un’America provinciale e dei suoi abitanti, gente comune spesso senza scampo di fronte alla povertà per la mancanza di opportunità, per l’ignoranza diffusa, per la violenza strisciante.

    ha scritto il 

  • 3

    Durante un rito satanico vengono uccise una madre e due delle sue figlie.
    La figlia più piccola, sopravvissuta alla strage accusa il fratello maggiore che viene condannato all'ergastolo.
    24 anni dopo ...continua

    Durante un rito satanico vengono uccise una madre e due delle sue figlie.
    La figlia più piccola, sopravvissuta alla strage accusa il fratello maggiore che viene condannato all'ergastolo.
    24 anni dopo i soldi che la piccola aveva ereditato dalla assicurazione sono finiti e lei si trova a dover pensare a come tirare avanti.
    Nel frattempo riceve una lettera di un gruppo chiamato "Kill club" che sostiene l'innocenza del fratello e le offre dei soldi per aiutarlo a riaprire il caso.
    Da quel momento viene rimesso in discussione tutto quello che è successo, con dei risvolti inaspettati.
    Bel thriller, brava la Flynn nella caratterizzazione dei personaggi, in particolare della protagonista.
    Tre stellette e mezza.

    ha scritto il 

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