Napoli, Eremo dei Camaldoli; Vincenzo Lamia, editore fallito e morfinomane, scopre l'archetipo di tutti i libri sacri, Nekros. “È il più sconosciuto dei testi poiché contiene la chiave di tutti gli altri; è alla portata di chiunque ma nessuno sa dove Continue
Napoli, Eremo dei Camaldoli; Vincenzo Lamia, editore fallito e morfinomane, scopre l'archetipo di tutti i libri sacri, Nekros. “È il più sconosciuto dei testi poiché contiene la chiave di tutti gli altri; è alla portata di chiunque ma nessuno sa dove sia”. Pubblicarlo sarà pericoloso: niente inchiostro né carta, solo sangue e pelle umana. Un vecchio avventuriero gesuita, una vedova avvenente e un amico ben armato, lo seguiranno per aiutarlo; o per impedirgli di rivoluzionare ogni principio teologico.
“Che ad un personaggio come Vinicio Lamia, editore sui generis, uomo senza qualità per eccellenza, che evade solo grazie a un'inedita sostanza stupefacente, capiti fra le mani il libro-che-non-esiste per antonomasia rivelatosi, per interposta persona (un restauratore falsario), alla fine esistente e addirittura una specie di sunto edulcorato di un testo archetipico, Nekros, già di per sé è una bella idea. Che poi la caccia al testo scateni una vera bibliofollia con morti ammazzati, è un altra bella trovata. Che infine il falso testo ideato da Lovecraft abbia una sua vera funzione, addirittura accanto al Vecchio Testamento, è abbastanza geniale”.
Gianfranco de Turris