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Nel cuore del paese

Di

Editore: Einaudi (Tascabili letteratura, 1308)

3.6
(186)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8806168452 | Isbn-13: 9788806168452 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franca Cavagnoli

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
In una sperduta fattoria del Sudafrica, Magda, la protagonista di questo romanzo feroce e appassionato contempla la vita da cui è stata esclusa. Ignorata da un padre indifferente, disprezzata e temuta dalla servitù, è una donna intelligente e disillusa, la cui mansuetudine esteriore nasconde il disperato proposito di "non essere tra chi è stato dimenticato dalla Storia". Nella narrazione la realtà si confonde con i timori e le angosce visionarie di Magda, dove esplodono le tensioni tra colonizzatore e colonizzato e tra gli struggenti desideri europei e l'immensità e la solitudine dell'Africa. Una prosa ricca e drammatica, in cui l'autore trasforma una vicenda familiare nel cuore del Sudafrica in uno specchio amaro dell'esperienza coloniale.
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  • 4

    Retrato de Sudáfrica duro y amargo.
    El tormento agónico de una mujer, que se siente sometida por la ruda disciplina infringida por su padre desde la más tierna infancia.
    La incomunicación, las extrañas relaciones con su madrastra y los escasos criados.
    Un círculo cerrado que con el transcurso de ...continua

    Retrato de Sudáfrica duro y amargo. El tormento agónico de una mujer, que se siente sometida por la ruda disciplina infringida por su padre desde la más tierna infancia. La incomunicación, las extrañas relaciones con su madrastra y los escasos criados. Un círculo cerrado que con el transcurso de los años conduce a la demencia, a lo irreal, y a la locura. No es de fácil lectura, ya que su estilo es bastate árido y sórdido.

    ha scritto il 

  • 3

    Presa da fascinazione per la protagonista!

    Dopo due o tre capitoli la donna si rivela un'assassina! Un'assasina?! Un'assassina nel bel mezzo del nulla, delirante, barocca, primitiva, sconvolgente... rispetto all'algido Maestro di San Pietroburgo, questa è una storia caldissima, anzi abbacinante!

    ha scritto il 

  • 4

    Molto duro. Molto triste. Magda vive in una fattoria sperduta, nel deserto di pietra: è una donna sola, anche quando ha qualcuno accanto; racconta le poche esperienze e i mille pensieri, in un intreccio inestricabile di realtà e fantasia. È un fiume di parole, ma fatto solo delle sue. “È possi ...continua

    Molto duro. Molto triste. Magda vive in una fattoria sperduta, nel deserto di pietra: è una donna sola, anche quando ha qualcuno accanto; racconta le poche esperienze e i mille pensieri, in un intreccio inestricabile di realtà e fantasia. È un fiume di parole, ma fatto solo delle sue. “È possibile - si chiede - che io sia prigioniera non della fattoria solitaria e del deserto di pietra ma del mio freddo monologo?” È possibile. Prigioniera… e incompiuta, per troppa solitudine: perché - Magda lo sa, lo saprebbe - “non è la parola che fa dell’uomo un uomo, ma la parola degli altri”. Dovrebbe agire, Magda, non aspettare tutta la vita. Dovrebbe andare, incontro a questi “altri” così lontani: ma non lo fa.

    ha scritto il 

  • 4

    La più profonda solitudine

    Una donna, una solitudine assoluta. Una vita che è “una linea che scorre lentamente dal nulla verso il nulla, senza inizio né fine.”- roba che a me è venuto in mente la linea piatta sul monitor del moribondo passato a miglior vita. Fissa e inesorabile.
    Una vita di parole, un’identità costruita d ...continua

    Una donna, una solitudine assoluta. Una vita che è “una linea che scorre lentamente dal nulla verso il nulla, senza inizio né fine.”- roba che a me è venuto in mente la linea piatta sul monitor del moribondo passato a miglior vita. Fissa e inesorabile. Una vita di parole, un’identità costruita di parole, di dialogo interiore, di parole violente che vengono in soccorso, a scalfire la linea piatta, a portare piccole tracce adrenaliniche per vivere qualcosa, anche solo nella mente, affinché sul monitor compaia la punta zigzagata di un battito di vita. Spersa, fra realtà e visioni, Magda si aggira in una fattoria isolata del Sudafrica col suo corpo secco e arido in uno spreco di tempo lineare angoscioso, fra un padre padrone in sentore d’incesto e inservienti di colore in promiscuità malsana.

    Un libro opprimente che arriva a toccare le corde più profonde della solitudine.

    Bravissimo Coetzee a darne degna voce.

    ha scritto il 

  • 4

    Coetzee mi ricorda McCarthy per la follia dei suoi personaggi e per le immagini crude che descrive. l'isolamento e la solitudine che conducono alla pazzia. E' un romanzo difficile da leggere ma lascia il segno...

    ha scritto il 

  • 4

    Viscerale e pulsante, il dramma del colonialismo e di un apartheid di riflesso (sessuale, razziale, familiare) in un libra che brulica di vita, di poesia tra le parole e le immagini dure. Visionario e stratificato per finire in un desolato canto di solitudine totale che diventa metalinguaggio. ...continua

    Viscerale e pulsante, il dramma del colonialismo e di un apartheid di riflesso (sessuale, razziale, familiare) in un libra che brulica di vita, di poesia tra le parole e le immagini dure. Visionario e stratificato per finire in un desolato canto di solitudine totale che diventa metalinguaggio.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente. Dopo il meraviglioso "Vergogna", Coetzee ha fatto un deciso passo indietro nella mia lista per demerito di questo testo, con il quale non sono mai entrato in sintonia.
    Strutturato in brevissimi e numerosissimi capitoli rappresentanti in maggioranza il flusso di pensiero della protagoni ...continua

    Deludente. Dopo il meraviglioso "Vergogna", Coetzee ha fatto un deciso passo indietro nella mia lista per demerito di questo testo, con il quale non sono mai entrato in sintonia. Strutturato in brevissimi e numerosissimi capitoli rappresentanti in maggioranza il flusso di pensiero della protagonista che un'azione (sempre però mediata attraverso il racconto della stessa), il romanzo narra di una storia di desolazione, anzi di tante "desolazioni" o "deserti", il deserto geografico (il veld, la steppa sudafricana dove si svolge l'azione), il deserto dei sentimenti di una donna che non ha conosciuto l'amore materno, che non riesce a conoscere l'amore paterno, e che non ha ancora conosciuto l'amore fisico, il deserto incolmabile della differenza di status che il colore della pelle fa tra il baas, il padrone e la servitù ottentotta. Tutto ciò però con un linguaggio barocco, a volte crudo, a volte diretto, troppo spesso relativo a proiezioni, visioni ed astrazioni della protagonista che derapano da un percorso lineare e digeribile, con il risultato finale di rendere storia, scenario e protagonista molto artificiosi, ed in particolare la figura di Magda, un essere che la segregazione fisica rende ignara delle cose del mondo, e capace di farsi guidare da pulsioni primitive ma allo stesso tempo dissertare come la più eletta dei filosofi, zitella acida e bambina troppo cresciuta, donna intelligente e donna illogica all'ennesima potenza, né carne, né pesce. Leggerò sicuramente altro di Coetzee, ma mi impegnerò a documentarmi meglio su cosa scegliere.

    ha scritto il 

  • 3

    Come definire questo libro? Non è un romanzo, ma un nugolo di riflessioni e visioni di una donna che è l'emblema della solitudine più bruciante. Vorresti interromperlo...ma poi ti accorgi che ti ha catturato e che comunque lo devi portare a termine, e quando lo finisci... tiri un sospiro di solli ...continua

    Come definire questo libro? Non è un romanzo, ma un nugolo di riflessioni e visioni di una donna che è l'emblema della solitudine più bruciante. Vorresti interromperlo...ma poi ti accorgi che ti ha catturato e che comunque lo devi portare a termine, e quando lo finisci... tiri un sospiro di sollievo!

    ha scritto il 

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