Nel cuore dell'oceano

La vera storia della baleniera Essex

Di

Editore: Garzanti Libri

4.2
(56)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Giapponese , Tedesco

Isbn-10: 8811677726 | Isbn-13: 9788811677727 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Caraffini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Storia , Non-narrativa , Viaggi

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Descrizione del libro
Nel 1819 la baleniera Essex parte da Nantucket. Quindici mesi più tardi accadel'impensabile: nel mezzo del sud Pacifico un enorme cetaceo sperona e affondail vascello. I 21 uomini dell'equipaggio iniziano così, a bordo di trescialuppe, un viaggio di tre mesi verso le coste dell'America meridionale:percorreranno più di 4500 miglia, nel corso delle quali soccomberanno uno auno davanti all'incubo del terrore, della fame, della sete, delle malattie edel cannibalismo.
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  • 5

    “Il cuore dell’oceano”, N. Philbrick. Duecento anni fa su una baleniera.

    Il commento originale si trova qui:
    http://www.amityexaminer.com/il-cuore...

    Certe atmosfere sono magiche. Certi luoghi hanno un fascino cui non si può sfuggire. “Moby Dick”, tanto il romanzo di Herma ...continua

    Il commento originale si trova qui:
    http://www.amityexaminer.com/il-cuore...

    Certe atmosfere sono magiche. Certi luoghi hanno un fascino cui non si può sfuggire. “Moby Dick”, tanto il romanzo di Herman Melville quanto il magnifico film di John Houston, ci hanno stregati e terrorizzati. Ed emozioni simili ce le ha regalate più recentemente “Master & Commander” di Peter Weir. Siamo quindi consapevoli, si, di avere un debole per le navi a vela di inizio ‘800.

    Una storia di duecento anni fa

    “Il cuore dell’oceano” narra l’epica avventura della Essex, baleniera che nel 1820 affondò nel cuore dell’oceano Pacifico, speronata da una balena di eccezionali dimensioni. I venti uomini dell’equipaggio rimasero alla deriva su tre scialuppe per quasi tre mesi, arrivando a praticare il cannibalismo al fine di sopravvivere, prima di giungere ad una rocambolesca salvezza.

    Il lavoro di Nathaniel Philbrick in realtà è di ampio respiro. Dietro la Essex c’è tutto l’universo di Nantucket, minuscola isola tra New York e Boston, che tra la seconda metà del XVIII e la prima del XIX secolo ha dominato gli oceani grazie al mercato dell’olio di balena. E Philbrick, bostoniano che in uno slancio d’amore si è trasferito con tutta la famiglia sull’isola, regala un affresco d’epoca che va ben oltre i ristrettissimi limiti del ponte di una nave. La stretta cronaca della vicenda della Essex, infatti, arriva ad occupare poco più della metà della pubblicazione.

    A inizio volume Philbrick si concentra su una dettagliata digressione storica circa le origini di Nantucket. Si scopre così come i primi coloni quaccheri dovettero rinunciare agli allevamenti di bestiame in favore della caccia alla balena, animale dal cui cranio si potevano estrarre barili e barili di preziosissimo olio (il termine “capodoglio” vi dice qualcosa?). Olio che, in un’epoca ancora priva di petrolio, fungeva da combustibile per l’illuminazione di mezza america.

    La parte conclusiva del libro, invece, è dedicata alla narrazione di quanto accade dopo il rientro a casa dei superstiti. Le inevitabili inchieste ufficiali in coda al naufragio; le vicissitudini familiari di marinai abituati ad alternare tre anni per mare con quattro mesi a casa; il difficile rapporto con il mare dei sopravvissuti alla tragedia. Il tutto dettagliatamente documentato, e con una attenzione particolare all’equilibrio dei giudizi, che fa di “Il cuore dell’oceano” un’opera intrigante in quanto onesta fino in fondo.

    Impeccabile stile giornalistico

    Un libro americano, che parla di storia americana, da cui si sa verrà tratto un film americano diretto nientemeno che da Ron Howard. Pregiudizi alla mano, c’era di che allarmarsi. Invece “Il cuore dell’oceano” si rivela semplicemente perfetto. Nessuna enfasi, nessuna voyeuristica indulgenza sugli aspetti più macabri e cruenti della vicenda, nessuna celebrazione delle gesta dei protagonisti.

    D’altra parte Philbrick è uno studioso di lingua e letteratura inglese, figlio di un accademico, e lo spirito analitico ha fortunatamente prevalso. Le sue fonti sono poi le migliori. In primis vanno ricordati due resoconti di prima mano: la celeberrima “Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso Capodoglio a largo nell’Oceano Pacifico”, scritta dal primo ufficiale Owen Chase un anno dopo il naufragio, dalla quale Melville prese ispirazione per alcuni episodi di “Moby Dick”. E il manoscritto, rinvenuto solo a metà del XX secolo, di Thomas Nickerson, mozzo quattordicenne all’epoca dei fatti. Senza contare, infine, la marea di documenti storici, economici e sociologici che Philbrick cita in una sterminata appendice al volume.

    Nonostante sia un saggio, il libro è decisamente accattivante grazie ad uno stile lineare e mai pesante, nonostante il linguaggio marinaresco possa a volte essere di ostacolo. Difficile appoggiarlo sul comodino: si ha voglia sempre di leggerne una pagina in più. E per un racconto che ha ormai duecento anni, non mi pare un dettaglio trascurabile.

    ha scritto il 

  • 0

    En 1819, el barco «Essex» zarpó del puerto de Nantucket, en la costa este de Estados Unidos, con el objetivo de cazar ballenas durante dos años. Quince meses después, mientras navegaba en pleno Pacífi ...continua

    En 1819, el barco «Essex» zarpó del puerto de Nantucket, en la costa este de Estados Unidos, con el objetivo de cazar ballenas durante dos años. Quince meses después, mientras navegaba en pleno Pacífico, el barco fue atacado por una ballena gigante, y la tripulación se vio obligada a refugiarse en tres botes salvavidas. Fue entonces cuando empezó la tragedia: por temor a las tribus caníbales que se creía que poblaban las islas del Pacífico, emprendieron una travesía camino al este. Tres meses después, la tripulación del barco «Dauphin» vio un pequeño bote a la deriva en las costas de Sudamérica. Al acercarse, descubrió un montón de huesos humanos junto a dos supervivientes. El hambre había obligado a los marineros a comerse a sus propios compañeros. Nathaniel Philbrick relata en este libro una de las crónicas más trágicas y emocionantes de la historia marítima. La de unos hombres al borde del horror cuyo coraje y lucha por sobrevivir fueron más allá de cualquier límite imaginable.

    ha scritto il 

  • 4

    In the Heart of the Sea: The Tragedy of the Whaleship Essex

    The author relates this somber story with great dignity and sensitivity. The reader discovers the sensibilities of an earlier era, a time which had no concern for animal rights, or any other consider ...continua

    The author relates this somber story with great dignity and sensitivity. The reader discovers the sensibilities of an earlier era, a time which had no concern for animal rights, or any other consideration than survival in a harsh environment. This urge to survive would lead some to the depths of sadness and cause them to violate some of the most basic principles of human behavior.
    Powerful reading, and in some cases more meaningful than its literary offspring, Moby Dick

    ha scritto il 

  • 5

    Lo scarno resoconto del primo ufficiale, pubblicato a suo tempo da Serra e Riva, fu molto interessante, ma questo cerca di dare qualcosa in più.
    Il libro nasce, a parte la mitologia marina della vice ...continua

    Lo scarno resoconto del primo ufficiale, pubblicato a suo tempo da Serra e Riva, fu molto interessante, ma questo cerca di dare qualcosa in più.
    Il libro nasce, a parte la mitologia marina della vicenda, dalla circostanza che il diario del più giovane imbarcato (e sopravvissuto) fu ritrovato solo negli anni 80 del secolo scorso.

    Un quadro dell’epoca, del lavoro che comportava trovarsi su una baleniera, di quelli che furono i tragici errori umani e dell’inspiegabile comportamento di un capodoglio.
    Un bestione di 26 metri, uno dei più grandi mai registrati, colpì, anzi attaccò, due volte la nave. E la seconda volta proprio nel solo modo in cui poteva affondarla.
    Tutto ciò divenne mito e l’archetipo di Moby Dick.
    Nella storia della caccia ai capodogli, si conosce solo un altro attacco “deliberato” di capodoglio, che affondò l’Alexander.

    Sopravvissuti? 3 su una lancia, 2 su un’altra e tre su un isolotto. Su 21 naufraghi.

    Pregiudizi e ignoranza li spinsero a scegliere un viaggio più lungo e non a favore di vento, piuttosto che l’approdo su isole che pensavano abitate da selvaggi cannibali.
    Visto come si trovarono a dover sopravvivere la cosa assume una valenza grottesca.

    Leggendo della difficoltà di superare l’inedia, pur nutrendosi della carne dei compagni, a causa della totale assenza di grassi (ormai nessuno ne aveva più), mi è tornata in mente la dieta E dei tedeschi in Ausmerzen.

    E poi il salvataggio ed il ritorno e le vite successive dei sopravvissuti. Nessuno, a suo modo, dimenticò.

    Interessanti anche l’ascesa e caduta dell’impero di Nantucket. Anche le note contengono informazioni.

    Certo, bisogna avere un po’ la fissa …..

    ha scritto il 

  • 3

    La baleniera Essex affonda nel novembre del 1820 al largo delle Isole Galapagos. La storia e l'avventura del suo equipaggio e dello sviluppo della caccia alle balene da Nauntaket

    ha scritto il 

  • 4

    una odissea incredibile. l'equipaggio di una baleniera naufragato in pieno oceano a causa dell'attacco da parte di un capodoglio. una storia vera alla quale sembra si sia ispirato Melville per il suo ...continua

    una odissea incredibile. l'equipaggio di una baleniera naufragato in pieno oceano a causa dell'attacco da parte di un capodoglio. una storia vera alla quale sembra si sia ispirato Melville per il suo Moby Dick.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro e' scritto bene. Scorre velocemente e se piace il genere lo consiglio fortemente. Si tratta di una vicenda accaduta veramente e questo mi ha catturato ancora di piu'. Eppoi, per una volta, c' ...continua

    Il libro e' scritto bene. Scorre velocemente e se piace il genere lo consiglio fortemente. Si tratta di una vicenda accaduta veramente e questo mi ha catturato ancora di piu'. Eppoi, per una volta, c'e' una balena che fa il mazzo ai balenieri......

    ha scritto il