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Nel turbine della storia

Riflessioni sul XXI secolo

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica)

3.8
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 880772233X | Isbn-13: 9788807722332 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: History , Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un po’ meno di Fallaci, un po’ meno di Terzani

    Che senso ha leggere un libro di analisi e riflessioni sulla storia del ventunesimo secolo adesso che l’autore è morto, sono passati anni, e insomma la storia ha continuato a turbinare, per prendere spunto dal titolo stesso? Nessuno, in realtà, e in effetti l’ho letto solo perché non avevo altro ...continua

    Che senso ha leggere un libro di analisi e riflessioni sulla storia del ventunesimo secolo adesso che l’autore è morto, sono passati anni, e insomma la storia ha continuato a turbinare, per prendere spunto dal titolo stesso? Nessuno, in realtà, e in effetti l’ho letto solo perché non avevo altro da leggere. No, scherzo, chiaramente. È vero però che questo libro ha aspettato per anni che io lo prendessi, e già in libreria c’era finito solo perché un amico l’aveva scordato a casa mia, quindi non è che fosse proprio ammantato da un’aura di fascino e aspettativa, ecco. Poi, tra gli attentati di matrice islamica e la guerra in Ucraina, due settori tradizionalmente caldi si sono incendiati nello stesso momento, e mi è venuta la curiosità di vedere se e quanto le analisi di Kapuscinski si rivelassero valide, alla luce di sviluppi che lui chiaramente non poteva prevedere. E in quest’ottica la lettura è stata molto interessante. Il libro è diviso in sezioni, in cui si raccolgono scritti e pensieri del giornalista nel corso di una carriera pluridecennale, e, potremmo dire, pluriculturale, dato che praticamente non c’è Paese in cui non sia stato, non c’è società che non abbia analizzato. La sezione dell’Africa è la più lirica e ispirata, forse per una predilezione personale di Kapuscinski, mentre la più riuscita è a mio parere quella relativa all’Europa. Il declino e la progressiva perdita di rilevanza di tutto un continente sono esaminati da una prospettiva ampia, che non tralascia nessun aspetto, fermandosi con particolare efficacia su quello mentale. Nell’arco di cinquant’anni un europeo è passato dal considerarsi il padrone del mondo all’emarginazione. Prima si poteva andare in qualsiasi continente e avvertire il peso del proprio dominio, culturale e militare: pochi decenni dopo, l’europeo è come un pensionato che si ritira in Florida, ricco, prospero e pieno di bei ricordi, ma sospettoso, impaurito e arrabbiato perché tutti si stanno scordando di lui. Un ritratto non certo incoraggiante, insomma. Poi c’è la parte relativa all’Asia, la meno sentita, un po’ raccogliticcia a posteriori, inserita probabilmente più per completare il mappamondo che per l’effettivo valore. E per quanto riguarda l’Ucraina e la questione islamica, che mi hanno dato lo spunto per leggere il libro? Di Ucraina non si parla molto, ma di Russia sì, e un certo spirito russo post sovietico viene ritratto alla perfezione, con parole quasi profetiche. Si parla di una tendenza all’imperialismo inestinguibile: un impulso al dominio e all’allargamento rimasto immutato dai tempi dello zar fino a Putin. L’analisi di Kapuscinski del “turbine” islamico è altrettanto fondata, alla luce degli sviluppi, ma forse pecca un po’ per difetto. Mi spiego meglio: non si può dire che non abbia rintracciato gli elementi di fondo che hanno poi portato agli attuali problemi, ma forse ai suoi tempi ha un po’ sottovalutato la virulenza degli scontri e l’impatto sulla nostra società del terrorismo. Ma del resto, chi può dire di non aver sottovalutato il pericolo, ai tempi?
    In definitiva, è un libro sicuramente valido, accurato e solido, in cui la passione di chi scrive non va mai a incrinare il rigore dello storico. E allora perché 3 stelle e non 4 o 5? Perché, come dicevo prima, nella scrittura non si avverte la furia e la passione di un’Oriana Fallaci, nell’argomentare non c’è la dolce partecipazione di un Tiziano Terzani. Due numi tutelari a cui Kapuscinski si avvicina, senza raggiungerli mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevolmente superficiale, in parte

    Piacevole, certo; ben scritto, naturalmente.
    Tuttavia lo stile giornalistico (ovvio, peraltro) impedisce al libro di essere davvero profondamente incisivo.Molte considerazioni sono interessanti e anche abbastanza originali, ma moltissime sono o datate (d'altra parte il libro è formato da st ...continua

    Piacevole, certo; ben scritto, naturalmente.
    Tuttavia lo stile giornalistico (ovvio, peraltro) impedisce al libro di essere davvero profondamente incisivo.Molte considerazioni sono interessanti e anche abbastanza originali, ma moltissime sono o datate (d'altra parte il libro è formato da stralci di corrispondenze diffuse in un arco di tempo molto ampio) o, in fondo, scontate.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Verso la fine del mio percorso scolastico, a un certo punto dovetti decidere se continuare gli studi storici e diventare un professore universitario di storia, oppure se dedicarmi a studiare la storia nel suo farsi, ossia al giornalismo. Scelsi questa seconda strada. Un giornalista è sempre uno ...continua

    “Verso la fine del mio percorso scolastico, a un certo punto dovetti decidere se continuare gli studi storici e diventare un professore universitario di storia, oppure se dedicarmi a studiare la storia nel suo farsi, ossia al giornalismo. Scelsi questa seconda strada. Un giornalista è sempre uno storico.”

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/04/10/nel-turbine-della-storia-r-kapuscinksi/

    ha scritto il 

  • 4

    una straordinaria raccolta di pensieri e considerazioni sulla storia del ventesimo secolo e soprattutto sul divenire attuale del mondo, considerazioni e idee da non lasciarsi sfuggire, direi che leggerlo è quasi una necessità!

    ha scritto il 

  • 3

    Appunti di vita e di viaggi

    Appunti di uno scrittore che ha scelto di vivere viaggiando e conoscendo, guardandosi attorno. Alcuni approfonditi,altri di meno. A volte tenero nella sua meraviglia di fronte alla crudeltà umana. Però rimangono appunti.

    ha scritto il 

  • 3

    Preferisco

    Preferisco il Kapuchinsky di quando si concentra su un argomento, di quando esplora con il suo sguardo competente e attento una situazione locale, di quelle che non ti aspetti ma che sono specchio del mondo, di quando apre finestre inattese. Qui si lancia sull'esame del... mondo. Un po' troppo, e ...continua

    Preferisco il Kapuchinsky di quando si concentra su un argomento, di quando esplora con il suo sguardo competente e attento una situazione locale, di quelle che non ti aspetti ma che sono specchio del mondo, di quando apre finestre inattese. Qui si lancia sull'esame del... mondo. Un po' troppo, e alla fine un po' troppo a galla.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro non si "giudica" dalla vita che ha condotto il suo autore, né dagli altri libri che ha scritto e di cui magari si ascoltano giudizi entusiastici. Ho trovato questo insieme di riflessioni in media molto banale, senza alcuna vera analisi: impressioni superficiali, a volte senza senso, a vo ...continua

    Un libro non si "giudica" dalla vita che ha condotto il suo autore, né dagli altri libri che ha scritto e di cui magari si ascoltano giudizi entusiastici. Ho trovato questo insieme di riflessioni in media molto banale, senza alcuna vera analisi: impressioni superficiali, a volte senza senso, a volte da bar sotto casa. L'impressione è quella di leggere una serie di luoghi comuni, e non era davvero quello che mi sarei aspettata da un giornalista di cui avevo sentito parlare tanto bene; è quasi sconcertante, diciamo peggio, che uno che ha fatto la vita che ha fatto Kapuscinski, che ha visto le cose che ha visto, non sappia trarne altro che generalizzazioni a tinte forti (ad es., nei confronti dei russi che sarebbero accomunati dal nazionalismo cieco e divisi e litigiosi, invece, su tutto, tanto che alle manifestazioni, a differenza che nella Polonia di Solidarnosc, ci sono 1000 bandiere diverse).
    Spero che la lettura di altri testi, come "Ebano", mi faccia ricredere almeno sulle qualità del giornalista, ma il giudizio su questo, di testo, resta negativo.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo libro di spunti e riflessioni. Non è il tipico libro di Kapuscinski. Questo è una raccolta di frammenti dei suoi scritti e delle sue interviste divisi per continenti.
    Il valore del libro, in mancanza di una struttura narrativa normale (sono paragrafi separati), è il fatto di esse ...continua

    Bellissimo libro di spunti e riflessioni. Non è il tipico libro di Kapuscinski. Questo è una raccolta di frammenti dei suoi scritti e delle sue interviste divisi per continenti.
    Il valore del libro, in mancanza di una struttura narrativa normale (sono paragrafi separati), è il fatto di essere una raccolta di pensieri e spunti da un uomo che ha vissuto i più grandi eventi della sua epoca in prima persona: ascesa e caduta del comunismo, lotte di indipendenza africane, lotte in America del sud, creazione dell'Europa, caduta del muro di Berlino...
    Gli spunti quindi sono, personali, ma preziosi. Sono riflessioni di un uomo sempre al centro della Storia, con un cervello vivo e brillante, nutrito da anni di confronti con culture diverse e da mille vicende che hanno segnato il XXI secolo. Quello che racconta è ciò che ha visto e sentito ma, ciò che rimane, va ben oltre i fatti. Da delle chiavi per comprendere forse anche il secolo che verrà.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono riflessioni preziose, di un cronista di razza, che sa vedere in anticipo quello che succede. Dovremmo imparare a fare una maggiore analisi, piuttosto che lasciarci trascinare dal turbine della storia.

    ha scritto il 

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