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Nella testa di Steve Jobs

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.6
(382)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: eBook

Isbn-10: 8873392318 | Isbn-13: 9788873392316 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Biography , Business & Economics , Computer & Technology

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Descrizione del libro
Dagli anni Settanta a oggi Steve Jobs ha rivoluzionato l'informatica, il cinema d'animazione e la musica digitale con creazioni che non sono solo campioni di vendite, ma veri e propri oggetti di culto. Non c'è quindi da stupirsi se molti lo venerano come un dio. Oltre che per le geniali intuizioni, Jobs è famoso per la personalità a dir poco difficile: grandissimo egocentrico, fanatico del controllo, autentico sociopatico, di lui si è detto questo e altro. Ma chi è il vero Steve Jobs? Qual è il segreto del suo successo? Questo libro lo spiega addentrandosi nella mente del "papà" del business più clamoroso dei nostri tempi. Jobs è uno spirito elitario ma i suoi prodotti sono "a prova di stupido". È pessimo nel gestire i rapporti umani, eppure riesce a circondarsi dei migliori collaboratori di caratura internazionale. Si professa buddista e antimaterialista ma sforna oggetti di massa dalle fabbriche asiatiche e li promuove grazie a un'impareggiabile padronanza dello strumento di comunicazione più "grossolano", la pubblicità. Da questa lunga serie di contraddizioni Jobs ha tratto una filosofia di business che ha portato la sua azienda a conquistare impensabili traguardi in nuovi mercati, attraverso una reale pratica dell'innovazione. Dalla nascita del primo Mac a quella dell'I-Phone, l'autore ripercorre le tappe della vita professionale e privata di Steve Jobs, in una biografia che è anche fonte di spunti per creare il proprio stile di management vincente.
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  • 1

    l'autore tocca diversi punti dell'ascesa di Jobs da quando è rientrato in Apple e ha rilanciato l'impresa, portandola dal quasi fallimento al successo mondiale. Si può quindi dire che i contenuti ...continua

    l'autore tocca diversi punti dell'ascesa di Jobs da quando è rientrato in Apple e ha rilanciato l'impresa, portandola dal quasi fallimento al successo mondiale. Si può quindi dire che i contenuti sono molto interessanti, gli argomenti trattati, gli eventi, le decisioni e il modus-operandi di Jobs, c'è tutto quanto e si scoprono molte cose interessanti. Peccato che l'autore sia totalmente privo della capacità di catturare il lettore con il racconto, prolissi, lento, noioso, ripetitivo fino allo sfinimento.

    Peccato, l'idea di base non era male, ma è stata affossata da uno stile di scrittura davvero pessimo.

    Sconsigliatissimo...

    ha scritto il 

  • 3

    “Nella testa di Steve Jobs” è uno dei libri di una nuova collana di Sperling&Kupfer dedicata al filone Apple. Scritto da Leander Kahney, fondatore di Cult of Mac ed editore in Wired, racconta ...continua

    “Nella testa di Steve Jobs” è uno dei libri di una nuova collana di Sperling&Kupfer dedicata al filone Apple. Scritto da Leander Kahney, fondatore di Cult of Mac ed editore in Wired, racconta alcuni avvenimenti storici professionali del CEO di Apple. Un libro che cerca di spiegare la personalità complicata e contraddittoria di Steve Jobs, ma che completamente non ci riesce. Il libro è a metà tra la biografia e un saggio; nelle pagine si legge del periodo complicato che la Apple ha attraversato, per arrivare al 1997, quando Jobs riprende in mano le redini per ridonargli nuovo splendore, benessere, attraverso numerosi stravolgimenti d’immagine, di personale, di produzione. Sì narrano anche le manie, le ossessioni, le continue paranoie di Steve, si approfondisce la vita personale dal lato spirituale e religioso. Molto spazio si dà anche alle azioni di marketing intraprese dalla Apple, e delle decisioni che hanno portato a tali cambiamenti. Sono inseriti anche molti nomi dei collaboratori che Steve scelse di assumere e anche quelle che mandò a casa. I capitoli non hanno un ordine preciso, la storia è una sorta di flash che ripercorre a salti alternati l’evoluzione Apple. Una cosa che non ho molto apprezzato, sono state l’appendici a fine di ogni capitolo che iniziano con “Steve insegna”…e che vogliono apparire come dei consigli di Jobs, ma che in realtà poi sono dell’autore. Lo consiglio per chi è appassionato dell’Apple, e dell’informatica in generale, per chi non è amante del genere, può risultare noioso a volte.

    ha scritto il 

  • 3

    Scritto quand’era ancora vivo Jobs, un libro di taglio giornalistico che descrive (con toni positivi, a volte addirittura enfatici, e qualche limitatissimo chiaroscuro) il modus operandi di SJ. Per ...continua

    Scritto quand’era ancora vivo Jobs, un libro di taglio giornalistico che descrive (con toni positivi, a volte addirittura enfatici, e qualche limitatissimo chiaroscuro) il modus operandi di SJ. Per me che non conoscevo quasi niente della storia della Apple e delle sue innovazioni, è stata una lettura istruttiva. Ho imparato che devo ringraziare Jobs per un sacco di cose. Però non posso dire di provare una smisurata ammirazione per lui. A parte quella storia del Campo di Distorsione della Realta, l’immagine che ne esce non è limpidamente rosea:

    Circolano storie – probabilmente false – che raccontano di come Jobs bloccasse i dipendenti negli ascensori, interrogandoli sul loro ruolo all’interno dell’organizzazione. Se la risposta non gli appariva soddisfacente, i malcapitati venivano licenziati su due piedi. La procedura divenne ben presto nota come «essere stevizzati». L’espressione fa ora parte del gergo aziendale, per indicare un qualsiasi progetto che venga interrotto senza preavviso. […] Jobs tende comunque a dividere tutto in due categorie: ha una penna preferita, per esempio, che è una Pilot, mentre tutte le altre sono «una schifezza»; e lo stesso con le persone: o sono dei geni o sono degli idioti. […] La cultura aziendale della Apple proviene direttamente da Steve Jobs. Così come lui è estremamente esigente con le persone di cui è responsabile, anche i manager di livello intermedio richiedono lo stesso standard di altissime prestazioni ai loro subalterni. Il risultato è un regno del terrore, in cui tutti sono costantemente preoccupati di perdere il posto. La chiamano l’«altalena genio-idiota»: un giorno uno è un genio, il giorno dopo è un idiota. […] Stando alle dichiarazioni di diversi dipendenti con cui ho avuto occasione di parlare, alla Apple si avverte una costante tensione tra il timore di essere licenziati e lo zelo messianico di chi è convinto di lasciare la propria impronta nell’universo. […] come ha detto Richard Nixon, «le persone reagiscono alla paura, non all’amore. Non è una cosa che insegnano al catechismo, ma è la verità».

    Ora, io non sono un manager e non ho né la capacità ne là pretesa di raggiungere i risultati di Jobs, e so che da noi si sbaglia nel senso opposto (l’ipertutela dei diritti dei lavoratori sfocia nell’impossibilità di sanzionare gli incapaci); ma so altresì che le persone normalmente hanno uno spettro d’intelligenza un po’ più vasto dei due poli genio-idiota, e ho qualche sospetto sul fatto che questo regno del terrore sia, lavorativamente parlando, il migliore dei mondi possibili.

    ha scritto il 

  • 3

    Ripetitivo

    se Jobs ha avuto la grande dote di puntare all'essenziale, non si può dire lo stesso di questo libro che tende a ripetere spesso gli stessi concetti e a dirne alcuni di poco spessore. In ogni caso, ...continua

    se Jobs ha avuto la grande dote di puntare all'essenziale, non si può dire lo stesso di questo libro che tende a ripetere spesso gli stessi concetti e a dirne alcuni di poco spessore. In ogni caso, capire qualche cosa in più di Steve Jobs non fa male

    ha scritto il 

  • 2

    Fino a metà ho retto bene ma dopo che Solfa !Ogni pagina è stata un macigno e molte le ho saltate. L'ho trovato molto ripetitivo e non mi è piaciuta per niente la struttura, continua a saltare da ...continua

    Fino a metà ho retto bene ma dopo che Solfa !Ogni pagina è stata un macigno e molte le ho saltate. L'ho trovato molto ripetitivo e non mi è piaciuta per niente la struttura, continua a saltare da un anno all'altro, tornando sempre sugli stessi argomenti, principi e prodotti. Che noia!

    ha scritto il 

  • 2

    Se letto successivamente alla biografia ufficiale di Jobs non aggiunge niente che non sia già stato trattato nell'ottimo libro di Isaacson. L'autore a tratti sembra quasi voler trasformare il modus ...continua

    Se letto successivamente alla biografia ufficiale di Jobs non aggiunge niente che non sia già stato trattato nell'ottimo libro di Isaacson. L'autore a tratti sembra quasi voler trasformare il modus operandi di Jobs in una dottrina per aspiranti manager di successo (vedi i punti chiave alla fine di ogni capitolo preceduti dal titolo Steve insegna..) giustificando qualsiasi tipo di comportamento nell'ottica del risultato. Se il vostro capo un giorno all'improvviso perde le staffe e vi manda aff***** probabilmente sta mettendo in pratica i consigli di questo libro! ;-)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il sottotitolo è: "La gente non sa cosa vuole, lui sì". Quest'affermazione è densa di verità. E' chiaro che per entrare nel mondo del marketing, per portare avanti un'azienda, risollevarla, ...continua

    Il sottotitolo è: "La gente non sa cosa vuole, lui sì". Quest'affermazione è densa di verità. E' chiaro che per entrare nel mondo del marketing, per portare avanti un'azienda, risollevarla, rendendone i prodotti irresistibili, è necessario avere una "testa" come la sua. Questo è un libro culto negli Stati Uniti. L'ideologia dell'uomo che ha rivoluzionato l'informatica, il cinema d'animazione e la musica digitale con creazioni come Apple II, Mac, Pixar, iPod, iTunes e iPhone. Leggere questo libro è stato come scoprire che un uomo, considerato una leggenda, sotto sotto è un tipo normale con intuizioni, sesto senso, abitudini e quotidianità.

    ha scritto il 

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