Estate 1944. Nel «caldo annichilente della Newark equatoriale» imperversa una spaventosa epidemia di polio che minaccia di menomazione e perfino di morte i figli della cittadina del New Jersey.Bucky Cantor, l'animatore ventitreenne di un campo ... Continua
Ha scritto il 22/06/17
La scrittura di Roth è sempre qualcosa di molto simile alla perfezione, sempre un piacere profondo leggere le sue parole, e anche questo romanzo non mi ha delusa.
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Ha scritto il 31/05/17
il senso della malatia e della vita
Roth riesce a far vivere al lettore l'ansia e le paure della polio come pochi, bella la seconda parte con il confronto tra l'ex insegnate e il suo alievo, entranbi sopravissuti alla polio ma con un approccio alla vita da invaliso molto diversa, ..." Continua...
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Ha scritto il 11/05/17
Forse il miglior Roth, il che e' tutto dire!!
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Ha scritto il 23/04/17
la polio come la peste, Cantor come Edipo
Io che non sono rothiana dico "libro da leggere" perché Bucky Cantor siamo noi oggi che abbiamo paura del contagio ma che siamo i primi ad avere il male dentro senza vederlo. Quando gli dei decidono di farcelo capire dicono a Roth di scrivere e lui ..." Continua...
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Ha scritto il 24/03/17
SPOILER ALERT
Nemesi
Di Philip Roth si è detto di tutto e di più. Lo scrittore statunitense di origine ebraica è, probabilmente, il più grande narratore vivente ed anche in questo libro mantiene fino in fondo le aspettative.Siamo nel luglio del 1944. Mentre la ..." Continua...
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Ha scritto il Apr 02, 2015, 14:37
Una persona così è condannata. Niente di ciò che fa è all'altezza dell'ideale che nutre dentro di sé. Non sa mai dove finisce la sua responsabilità. Non accetta i propri limiti perché, gravato da un'austera bontà naturale che gli impedisce ... Continua...
Pag. 178
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Ha scritto il Apr 02, 2015, 14:30
Quando vivi a bordocampo, l'adolescenza diventa dolorosa.
Pag. 174
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Ha scritto il Apr 02, 2015, 14:28
La paura ci degrada. Far sì che si abbia meno paura... questo è il tuo compito, e il mio.
Pag. 69
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Ha scritto il Apr 02, 2015, 14:27
all'epoca in cui aveva dovuto mettere il suo primo paio d'occhiali, all'età di otto anni, il nonno, che dei propri svantaggi non si era mai dato troppo pensiero, lo aveva informato che adesso ci avrebbe visto bene come chiunque altro. E ... Continua...
Pag. 15
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Ha scritto il May 13, 2012, 17:41
Ma quando riagganciò, gli si pararono di fronte i suoi ideali - ideali di forza e sincerità instillati in lui dal nonno, ideali di ardimento e sacrificio condivisi con Jake e Dave, ideali nutriti fin dall'infanzia e intesi a lasciarsi alle spalle ... Continua...
Pag. 87
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