Nemesi

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.0
(1044)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 183 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Tedesco , Greco , Francese

Isbn-10: 8806200941 | Isbn-13: 9788806200947 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Estate 1944. Nel «caldo annichilente della Newark equatoriale» imperversa una spaventosa epidemia di polio che minaccia di menomazione e perfino di morte i figli della cittadina del New Jersey.Bucky Cantor, l'animatore ventitreenne di un campo giochi della città, combatte la sua guerra privata contro la malattia nel tentativo di opporsi alla catastrofe.Fra le pagine di questa storia si agitano le cupe domande che ricorrono ossessive in tutti e quattro i recenti romanzi brevi di Roth: Everyman, Indignazione, L'umiliazione e ora Nemesi. Quali sono le scelte che imprimono una svolta fatale a un'esistenza?In che modo un individuo può resistere alla forza degli eventi?
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  • 5

    Philip Roth - Nemesi

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai p ...continua

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai più con la sua scrittura. Nemesi è prima di tutto lontano da quanto scritto precedentemente da Roth, non c’è ironia, non c’è satira, non c’è sesso né battute dissacranti o personaggi amorali. C’è invece una storia che è tanto dura quanto vera, un romanzo che mi ha fatto riflettere su Dio, sui sensi di colpa e sui sacrifici che un uomo è costretto a fare per salvaguardare le persone a cui vuole bene.

    Nemesi narra della grande epidemia di poliomelite che colpì gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Una malattia che ha creato panico e scompiglio come solo sanno fare quei mali la cui provenienza e diffusione è prevalentemente ignota ai più. In questa epidemia Roth si focalizza sulla figura di Bucky Cantor, animatore di un gruppo di bambini che inizieranno a contrarre la poliomelite. Le sue vicende saranno la pietra angolare del libro che, come detto in precedenza, mi ha portato a riflettere su molti temi. Il primo tema è sicuramente Dio, il motivo per cui certe disgrazie possano capitare nonostante siano così terribili. Un altro tema molto importante è il senso di colpa, sentimento che spesso capita di provare anche se magari non direttamente coinvolti, sintomo, in casi come questo, di animi fin troppo premurosi a volte. Infine l’ultimo grande tema di questo romanzo riguarda i sacrifici che a volte siamo in grado di compiere per salvaguardare le persone a cui vogliamo bene, sacrifici che comportano anche la rinuncia alla nostra felicità, perché spesso la nostra felicità passa prima di tutto attraverso la felicità delle persone che amiamo.

    L’ultimo romanzo di Philip Roth è un lavoro molto duro che non può lasciare indifferenti visti i temi trattati. E’ un romanzo che esula dagli usuali temi trattati da questo autore ma forse per questo risulta ancora più bello e autentico. Da leggere, come detto in apertura un piccolo gioiello.

    ha scritto il 

  • 4

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovan ...continua

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovane insegnante di ginnastica, serio e responsabile quanto il suo progenitore letterario, lo Svedese di Pastorale Americana. Alla soglia di una vita adulta ricca di soddisfazioni i dardi del male (nello specifico una delle violente epidemie di polio che colpirono Europa ed USA durante e dopo la seconda guerra mondiale) colpiscono i ragazzini del campo estivo gestito dal protagonista. Non ha potuto arruolarsi perché miope ed avrebbe l'occasione di rendersi utile in città, ma...
    Roth ci racconta un'altra volta la storia di un giusto colpito dal Fato, da Dio, dal caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di p ...continua

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di polio. Il protagonista è propr­io l'insegnante di questi ragazzi che si ammalano uno dopo l'altro. Nella prima ­parte Roth si dilunga volutamente sulla ­ciclicità delle giornate vissute dal pro­tagonista e sul suo carattere cosi retto­ e invidiabile. Un ragazzo di un'integri­tà e senso del dovere senza eguali potre­mmo dire. La seconda parte poi prende il­ via fino all'epilogo. Una volta entrati nella scrittura e nella storia si capisce perché Roth venga considerat­o uno dei più grandi scrittori viventi. ­Al di là di quello che racconta...

    ha scritto il 

  • 0

    Schifezza patriottica stelle strisce

    Il peggior libro che ho letto di Philip Roth (che normalmente stimo). Retorico, melenso ma soprattutto pieno di apologia del bravo americano patriottico ed eroico. Anche no.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartier ...continua

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartiere, si trova ad affrontare l'emergenza di una epidemia di poliomielite, che colpisce i suoi ragazzi uno dopo l'altro, senza che lui possa fare qualcosa per fermare quella carneficina. La paura e la sensazione di impotenza di fronte alla malattia che colpisce, talvolta uccidendo, e più spesso lasciando il corpo devastato e invalido a vita, fa decidere Bucky a lasciare la città e raggiungere la sua ragazza, per recarsi al campo estivo di Indian Hill, sulle vette delle Pocono Mountains. Lì è un vero paradiso, splendidi panorami e un lago dalle acque cristalline e, cosa più importante, nessuna epidemia, nessun virus. Ma il paradiso presto diventa inferno, la malattia infatti fa capolino e travolge diversi ragazzi, lo stesso Bucky, che scopre anche di essere il portatore del contagio. Da allora, Bucky, l'atleta eccelso, l'uomo forte, di sani principi, rispettato ed amato da tutti, distrutto nel corpo e tormentato dalla “colpa”, rinuncia a vivere, ad essere felice, rinuncia all'amore, egli non accetterà mai l'idea che il virus che l'ha reso invalido e che ha devastato la vita di molti bambini sia una tragedia, una semplice e tragica fatalità. La sua vita sarà un'eterna ricerca di un perché senza risposta ed è questa la nemesi di cui Roth ci mette a parte in questo romanzo breve, ma intenso. Nemesi intesa come indignazione di fronte ad una malattia che colpisce, che devasta il fisico, e che fa sentire Bucky Cantor vittima impotente, in balia di una giustizia divina incomprensibile e ingiustificata.
    http://www.youtube.com/watch?v=i2AgdxJYP74&sns=em

    ha scritto il 

  • 4

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a m ...continua

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a molto. Perchè nella vita, a volte, la volontà non basta. E non serve incolpare il karma, Dio o te stesso...

    Bello. Amaro. Roth.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'e ...continua

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'esercito ma diligente insegnante di educazione fisica, si trova a vedere i suoi allievi colpiti dalla malattia, della quale si ignorano ancora vie di trasmissione e modalità di prevenzione, e viene a sua volta colpito. A distanza di anni, lo ritroviamo menomato nel fisico ma soprattutto vittima di sensi di colpa insuperabili. Lettura consigliata a tutti i genitori che nutrono dubbi sulla vaccinazione.

    ha scritto il 

  • 4

    ome sempre Roth non delude. Basta l'ultimo capitolo, venti pagine al massimo, per fare di questo libro una perla. L'animatore sportivo che si ammala di poliomielite dopo che molti suoi ragazzi sono mo ...continua

    ome sempre Roth non delude. Basta l'ultimo capitolo, venti pagine al massimo, per fare di questo libro una perla. L'animatore sportivo che si ammala di poliomielite dopo che molti suoi ragazzi sono morti o si sono ammalati gravemente, e che trascorre la sua vita con il senso di colpa e con una rabbia infinita verso dio, è la rappresentazione perfetta di come sia
    Difficile fare i conti con i propri sbagli e con le
    Proprie imperfezioni.

    ha scritto il 

  • 4

    La freccia invisibile

    “Ma adesso non era più un bambino, ed era in grado di comprendere che la ragione per cui le cose non avrebbero potuto essere diverse andava imputata a Dio. Se non fosse stato per Dio, se non fosse sta ...continua

    “Ma adesso non era più un bambino, ed era in grado di comprendere che la ragione per cui le cose non avrebbero potuto essere diverse andava imputata a Dio. Se non fosse stato per Dio, se non fosse stato per la natura di Dio, le cose sarebbero state diverse”.

    Escluso dalla guerra, orfano di madre e segnato da un'inestinguibile senso del dovere, Bucky Cantor vive con eroismo e ostinazione la torrida estate del New Jersey che segnerà per sempre la sua irrecuperabile e terribile esistenza. Siamo nel 1944, la seconda guerra mondiale non risparmia nessuno, nemmeno chi combatte una guerra interna contro un nemico che assume fattezze metafisiche, tale quale un flagello divino, la poliomielite. Malattia epidemica che contagia come una nemesi i bambini, falcidiandone i corpi innocenti e le giovani speranze. Ed è così che il protagonista affronta la tragedia, con spirito di sacrificio e determinazione, come da severa educazione del nonno: se non che, mentre una luminosa forza resta sospesa tra senso di colpa e vergogna, aprendo le porte a un'esistenza felice, la vita si rivela più crudele della più maligna delle previsioni e si trasforma in maniera irreparabile in qualcosa di ineluttabile: un'assenza senza repliche, un esilio perpetuo, un rifiuto inevitabile.

    “Ma nessuno è più irrecuperabile di un bravo ragazzo che si è rovinato. Per troppo tempo se n'era stato da solo con il suo senso della realtà – e senza tutto quello che aveva così disperatamente voluto – perché io potessi cancellare la sua interpretazione del terribile evento della sua vita o modificare la sua relazione con esso”.

    ha scritto il 

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