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Nemesi

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1006)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Tedesco , Greco , Francese

Isbn-10: 8858404327 | Isbn-13: 9788858404324 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Fra le pagine di questa storia si agitano le cupe domande che ricorrono ossessive in tutti e quattro i recenti romanzi brevi di Roth: Everyman , Indignazione, L'umiliazione e ora Nemesi .
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartier ...continua

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartiere, si trova ad affrontare l'emergenza di una epidemia di poliomielite, che colpisce i suoi ragazzi uno dopo l'altro, senza che lui possa fare qualcosa per fermare quella carneficina. La paura e la sensazione di impotenza di fronte alla malattia che colpisce, talvolta uccidendo, e più spesso lasciando il corpo devastato e invalido a vita, fa decidere Bucky a lasciare la città e raggiungere la sua ragazza, per recarsi al campo estivo di Indian Hill, sulle vette delle Pocono Mountains. Lì è un vero paradiso, splendidi panorami e un lago dalle acque cristalline e, cosa più importante, nessuna epidemia, nessun virus. Ma il paradiso presto diventa inferno, la malattia infatti fa capolino e travolge diversi ragazzi, lo stesso Bucky, che scopre anche di essere il portatore del contagio. Da allora, Bucky, l'atleta eccelso, l'uomo forte, di sani principi, rispettato ed amato da tutti, distrutto nel corpo e tormentato dalla “colpa”, rinuncia a vivere, ad essere felice, rinuncia all'amore, egli non accetterà mai l'idea che il virus che l'ha reso invalido e che ha devastato la vita di molti bambini sia una tragedia, una semplice e tragica fatalità. La sua vita sarà un'eterna ricerca di un perché senza risposta ed è questa la nemesi di cui Roth ci mette a parte in questo romanzo breve, ma intenso. Nemesi intesa come indignazione di fronte ad una malattia che colpisce, che devasta il fisico, e che fa sentire Bucky Cantor vittima impotente, in balia di una giustizia divina incomprensibile e ingiustificata.
    http://www.youtube.com/watch?v=i2AgdxJYP74&sns=em

    ha scritto il 

  • 4

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a m ...continua

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a molto. Perchè nella vita, a volte, la volontà non basta. E non serve incolpare il karma, Dio o te stesso...

    Bello. Amaro. Roth.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'e ...continua

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'esercito ma diligente insegnante di educazione fisica, si trova a vedere i suoi allievi colpiti dalla malattia, della quale si ignorano ancora vie di trasmissione e modalità di prevenzione, e viene a sua volta colpito. A distanza di anni, lo ritroviamo menomato nel fisico ma soprattutto vittima di sensi di colpa insuperabili. Lettura consigliata a tutti i genitori che nutrono dubbi sulla vaccinazione.

    ha scritto il 

  • 4

    ome sempre Roth non delude. Basta l'ultimo capitolo, venti pagine al massimo, per fare di questo libro una perla. L'animatore sportivo che si ammala di poliomielite dopo che molti suoi ragazzi sono mo ...continua

    ome sempre Roth non delude. Basta l'ultimo capitolo, venti pagine al massimo, per fare di questo libro una perla. L'animatore sportivo che si ammala di poliomielite dopo che molti suoi ragazzi sono morti o si sono ammalati gravemente, e che trascorre la sua vita con il senso di colpa e con una rabbia infinita verso dio, è la rappresentazione perfetta di come sia
    Difficile fare i conti con i propri sbagli e con le
    Proprie imperfezioni.

    ha scritto il 

  • 4

    La freccia invisibile

    “Ma adesso non era più un bambino, ed era in grado di comprendere che la ragione per cui le cose non avrebbero potuto essere diverse andava imputata a Dio. Se non fosse stato per Dio, se non fosse sta ...continua

    “Ma adesso non era più un bambino, ed era in grado di comprendere che la ragione per cui le cose non avrebbero potuto essere diverse andava imputata a Dio. Se non fosse stato per Dio, se non fosse stato per la natura di Dio, le cose sarebbero state diverse”.

    Escluso dalla guerra, orfano di madre e segnato da un'inestinguibile senso del dovere, Bucky Cantor vive con eroismo e ostinazione la torrida estate del New Jersey che segnerà per sempre la sua irrecuperabile e terribile esistenza. Siamo nel 1944, la seconda guerra mondiale non risparmia nessuno, nemmeno chi combatte una guerra interna contro un nemico che assume fattezze metafisiche, tale quale un flagello divino, la poliomielite. Malattia epidemica che contagia come una nemesi i bambini, falcidiandone i corpi innocenti e le giovani speranze. Ed è così che il protagonista affronta la tragedia, con spirito di sacrificio e determinazione, come da severa educazione del nonno: se non che, mentre una luminosa forza resta sospesa tra senso di colpa e vergogna, aprendo le porte a un'esistenza felice, la vita si rivela più crudele della più maligna delle previsioni e si trasforma in maniera irreparabile in qualcosa di ineluttabile: un'assenza senza repliche, un esilio perpetuo, un rifiuto inevitabile.

    “Ma nessuno è più irrecuperabile di un bravo ragazzo che si è rovinato. Per troppo tempo se n'era stato da solo con il suo senso della realtà – e senza tutto quello che aveva così disperatamente voluto – perché io potessi cancellare la sua interpretazione del terribile evento della sua vita o modificare la sua relazione con esso”.

    ha scritto il 

  • 4

    NEMESI

    Siamo nel 1944. Mentre i giovani americani partono per la guerra, "Bucky" Cantor non viene arruolato a causa di seri problemi alla vista. Riverserà allora tutta la sua esuberanza ed il proprio entusia ...continua

    Siamo nel 1944. Mentre i giovani americani partono per la guerra, "Bucky" Cantor non viene arruolato a causa di seri problemi alla vista. Riverserà allora tutta la sua esuberanza ed il proprio entusiasmo giovanile nell’attività di animatore di un campo giochi. Ma una virulenta epidemia di polio, della quale si riterrà responsabile, si diffonderà tra i suoi ragazzi ponendolo in conflitto con Dio e con se stesso. E mentre l'Onnipotente rimarrà un interlocutore muto, Bucky si farà carico di colpe non commesse, in una sorta di esaltata sublimazione. Un Roth spietato. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    la sfiga è endemica in talune situazioni e in altre siamo abili a costruircela anche da soli, non dovesse bastare quella che già c'è

    Mr Cantor, protagonista dei primi due capitoli del romanzo è un uomo che si fa molti problemi e, in una situazione in cui lui è riuscito a scampare alla guerra e ha l'occasione di scappare dalla città ...continua

    Mr Cantor, protagonista dei primi due capitoli del romanzo è un uomo che si fa molti problemi e, in una situazione in cui lui è riuscito a scampare alla guerra e ha l'occasione di scappare dalla città infestata dalla poliomelite, lui pensa bene di rovinarsi il piacere di andare a chiedere in sposa la sua fidanzata...e per cosa poi? Il sospetto che striscia è che Roth abbia punito questo implacabile bestemmiatore che non crede nel Dio degli ebrei, facendogli capitare il peggio, ma quel che è peggio e a cui non c'è rimedio è l'arroganza con la quale mr Cantor si proclama unico artefice delle sue, a suo dire meritate, disgrazie e si accolla tutti i morti di polio che hanno avuto la sfortuna di esser stati in contatto con lui....ci manca poco che si accolli anche la morte del suo amico caduto in Francia durante il D-Day...
    non c'è che dire: se Roth stesso odia il suo protagonista come può mai accadere che chi legge lo possa mai amare?
    nel terzo a ultimo capitolo il narratore racconta la sua visuale dello sfortunato mr Cantor....ma non è abbastanza perchè a questo punto al lettore interessi più nulla di questo odioso, piccolo uomo, un omuncolo tormentato e onnipotente a suo dire, in realtà impotente come tutti...e umano assai meno della media...

    ha scritto il 

  • 4

    È il terzo libro di Roth che leggo. È il terzo protagonista che pareva invincibile e che, invece, viene travolto tragicamente dal suo destino. Ciò che resta è la necessità per l'uomo di dare una rispo ...continua

    È il terzo libro di Roth che leggo. È il terzo protagonista che pareva invincibile e che, invece, viene travolto tragicamente dal suo destino. Ciò che resta è la necessità per l'uomo di dare una risposta al perchè è accaduta la tragedia proprio a lui. E la ragione più convincente è dare la colpa a se stesso. Roth spietato.

    ha scritto il 

  • 5

    Maledetto Roth.

    Niente da dire, scrive maledettamente bene. Un singolo episodio di per sé tragico ma non epocale, serve da scandaglio per attraversare insieme ai protagonisti l'intreccio tra il caso e le decisioni fa ...continua

    Niente da dire, scrive maledettamente bene. Un singolo episodio di per sé tragico ma non epocale, serve da scandaglio per attraversare insieme ai protagonisti l'intreccio tra il caso e le decisioni fatali che determinano la condizione umana, scendendo giù, giù, sempre più addentro alla psiche più recondita. ogni tanto ti verrebbe da gridare: no, non farlo!, e da sperare in una nemesi all'inverso,
    Ma Roth è intelligente e non te la concede mai. Tanto vale rinunciare, come nella vita.

    Alcune citazioni:
    "A volte si è fortunati e a volte non lo si è. Ogni biografia è guidata dal caso e, a partire dal concepimento, il caso - la tirannia della contingenza - è tutto. E' al caso che ritengo Mr. Cantor si riferisse quando vituperava quel che lui chiamava Dio" (pag. 150).

    "Pareva che quel raccontare per lui non fosse né piacevole né spiacevole - erano fiotti di parole di cui perdeva in fretta il controllo, non uno sfogo e neppure un risarcimento ma piuttosto il doloroso ritorno di un esule nella sua irrecuperabile patria, nell'amata terra natia che era stata il teatro della sua rovina" (pag. 155)

    ha scritto il 

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