Nemici miei

Consigli utili per difendersi da scrittori, editori e giornalisti inutili

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"Non se ne può più - si legge nella quarta di copertina, polemica come il libro - dei Faletti, dei Piperno, delle Melisse e delle Parrelle, delle fiction di Camilleri e di Aldo Nove. Ed ecco quindi questo vero e proprio manuale che ...Continua
Ha scritto il 01/11/07
il libro in se' non e' nulla di speciale: denuncia vizi e magagne dell'editoria italiana che chiunque conosce. se la prende anche con autori che non mi dispiacciono e a volte e' troppo semplice (sparare a zero sulla tamaro, su melissa, sulla santacro ...Continua
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Ha scritto il 25/10/07

“Io continuo a fare la solita vita, qui a Piombino, lavoro in banca, sputo veleno sulla vita e sul mondo letterario, scrivo romanzi, spedisco pacchi celeri alle case editrici e attendo. Un giorno o l’altro smetterò, forse. Ma per adesso no. Pe

“Io continuo a fare la solita vita, qui a Piombino, lavoro in banca, sputo veleno sulla vita e sul mondo letterario, scrivo romanzi, spedisco pacchi celeri alle case editrici e attendo. Un giorno o l’altro smetterò, forse. Ma per adesso no. Per fortuna qualcuno risponde. E a me ne restano ancora di cose da dire”

“Nemici miei” denuncia mode, corruzione e decadenza dell’editoria e della letteratura italiana, si va dall’avversione nei confronti degli editori al disdegno per i corsi di scrittura creativa, dall’ostilità nei confronti delle stampa mainstream, quotidiana e periodica, al teppismo a danno delle peggiori (e più pubblicizzate) pubblicazioni.
Nel libro si smascherano impostori vestiti da agenti letterari. “quelli veri non domandano denari perché guadagneranno solo e soltanto dalla vendita del manoscritto".
Molti sono gli autori citati, e affondati da Lupi: l’atroce Santacroce e la scadente Melissa P.. Ammaniti, che esalta Lansdale senza averne titolo: chi è Ammaniti?, Capossela per i suoi strapromossi racconti da poco, Brizzi di “Jack Frusciante”, la Cochetti per il pressappochismo de “L’autore in cerca di editore”, Balestra e Coelho; la Vinci che plagia “Giardino di cemento” di McEwan nel suo “Brother and Sister”, Avoledo che per diletto parla di costume su un periodico, De Carlo che sta riscrivendo “Due di due” da circa ventuno anni, la Ciabatti da Orbetello che campa per stroncature a tutta pagina;

Continua su: http://www.ruah.altervista.org/Recensioni/varie/gordiano_lupi.htm ...Continua

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Ha scritto il 24/10/07
E' ovvio che Lupi, sparando nel mucchio, centra parecchi bersagli. Il problema è che, anche quando dice qualcosa di giusto, lo dice per i motivi sbagliati. Sempre se si ricorda di argomentare; più spesso si limita all'invettiva, o a un umorismo da un ...Continua
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