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Nemico, amico, amante

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(1787)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Svedese

Isbn-10: 8806174681 | Isbn-13: 9788806174682 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Basso

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nove racconti perfetti: la musica del quotidiano, il gioco smorzato dei sentimenti e delle allusioni. Da Flannery O'Connor a Henry James, da Chechov a Tolstoj, non c'è un autore di racconti al quale Alice Munro non sia stata paragonata. Ma la sua capacità di dipanare in un lampo l'irriducibile complessità della natura umana è incomparabile. Questi racconti possiedono la straordinaria capacità di trascinare il lettore nei meandri di una memoria che non è la sua per risvegliare emozioni che sono di tutti. La scrittura della Munro è aperta, lussureggiante, fitta di accadimenti e particolari necessari. Il paesaggio canadese, la natura selvaggia del Nord Ovest partecipano alle emozioni dei personaggi, integrano la loro storia, determinano le loro decisioni.
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  • 3

    Ortiche a parte

    Sono tutti racconti sull’amore nelle sue molteplici forme, anzi nelle sue forme meno attese e prevedibili. Mi sono piaciuti molto due racconti dedicati all’amore solo immaginato. In particolare “Ortiche” su un sentimento appena abbozzato nell’infanzia, mai vissuto, solo sognato forse. Delicato qu ...continua

    Sono tutti racconti sull’amore nelle sue molteplici forme, anzi nelle sue forme meno attese e prevedibili. Mi sono piaciuti molto due racconti dedicati all’amore solo immaginato. In particolare “Ortiche” su un sentimento appena abbozzato nell’infanzia, mai vissuto, solo sognato forse. Delicato questo racconto, ti fa gustare l’amore proprio “come una goccia di miele”. L’altro racconto che mi ha colpito è stato “Quello che si ricorda”: un amore ripetuto nella memoria che porta con sé tutto il trasporto di un sentimento immaginato, raccontato, perfetto, senza pecche così diverso invece dall’amore coniugale e alla fine, nella quotidianità dell’immaginazione, tanto simile da diventare esso stesso una sorta di unione stabile.
    Lo stile della Munro è sorprendente, non c’è che dire. Pragmatico e senza fronzoli, ma allo stesso tempo avvolgente nelle sue descrizioni minuziose e circostanziate: riesce ad essere insieme essenziale ma ricca.
    Però, ed è gusto solo personale, mi è mancata tanto la trama. Brevi e molto introspettivi, questi racconti mi fanno però sentire l’assenza del compiersi di una storia, mi manca l’ampio respiro del romanzo, la sua compiutezza forse. La maggior parte dei racconti me li sono sciacquati via in fretta sebbene trattassero di temi profondi. Non mi hanno colpito e mi hanno lasciato solo un senso di incompletezza, di instabilità, di incertezza finale. Per questo motivo, do solo 3 stelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Nobel ben assegnato.

    Credo sia la prima volta che assegno 5 stelle ad un libro di novelle. Perché le novelle non mi piacciono. Ma in questo caso si tratta di brevi romanzi di 40 pagine, che, con astuzia tipografica spesso usata (purtroppo), potrebbero diventare di 100 pagine ed essere venduti a 10 €. Sono novelle mol ...continua

    Credo sia la prima volta che assegno 5 stelle ad un libro di novelle. Perché le novelle non mi piacciono. Ma in questo caso si tratta di brevi romanzi di 40 pagine, che, con astuzia tipografica spesso usata (purtroppo), potrebbero diventare di 100 pagine ed essere venduti a 10 €. Sono novelle molto diverse tra loro, caratterizzate da un incipit fotografico e scritte in un linguaggio fluido o ed armonico eccellente.
    Del che occorre dare marito anche alla traduttrice Susanna Basso.

    ha scritto il 

  • 5

    Quelli della Munro, perlomeno quelli presenti in questa bellissima raccolta "Nemico, amico, amante", più che racconti o romanzi brevi, sono crema di materiale narrativo, la parte essenziale di un lungo romanzo sfrondata delle pagine meno necessarie conservando intatto il resto: la costruzione di ...continua

    Quelli della Munro, perlomeno quelli presenti in questa bellissima raccolta "Nemico, amico, amante", più che racconti o romanzi brevi, sono crema di materiale narrativo, la parte essenziale di un lungo romanzo sfrondata delle pagine meno necessarie conservando intatto il resto: la costruzione di storia, personaggi e ambienti, il dare loro un'identità, un vissuto, un contesto sociale e familiare, l'ampio respiro e la solidità dell'impianto. Una volta creato il quadro, poi, l'Autrice ci prende per mano e ci porta a seguire solo quella fase della vita dei suoi personaggi che ritiene meriti di essere raccontata; la parentesi, il punto di svolta della loro esistenza da tramandare ai lettori, per poi tagliare corto col resto e passare ad altro.
    Temi ricorrenti: la morte o la malattia e l'amore, il distacco, la perdita e l'amore, Sentimenti e rimpianto, insomma, ma le storie raccontate son così diverse tra di loro che alla fine questa ripetitività non disturba né modifica il giudizio generale sull'opera. Quello che colpisce di più infatti, è la qualità della scrittura, la pulizia limpida della parola, la scorrevolezza della lettura. E poi la bellezza dei personaggi, umani, deboli, la loro fallacia, la coerenza di difetti e qualità. E lo sguardo lucido dell'autrice, la sua capacità di vedere dietro le apparenze e di raccontarlo.
    Difficile fare una classifica dei racconti ma "Mobili di famiglia" e "The Bear Came over the Mountain" sono due capolavori. I personaggi invece, sono tutti magnifici, nessuno escluso.
    Giudizio finale: bellissimo, immancabile. Tornerò a trovarla Signora Munro, può contarci.

    ha scritto il 

  • 5

    vivere attaccati ad un filo: la fragilità dell'essere umano

    Tutto ciò che sapevo sul conto di Alice Munro prima di trovarmi un suo libro fra le mani era ridotto a informazioni banali: premio Nobel per la letteratura nel 2013, quasi tutti racconti brevi e ambientati in Canada, nata nel 1931 e, ovviamente, donna. Non so quante volte ho visto la copertina di ...continua

    Tutto ciò che sapevo sul conto di Alice Munro prima di trovarmi un suo libro fra le mani era ridotto a informazioni banali: premio Nobel per la letteratura nel 2013, quasi tutti racconti brevi e ambientati in Canada, nata nel 1931 e, ovviamente, donna. Non so quante volte ho visto la copertina di Nemico, Amico, Amante... (2001, in Italia pubblicato per Einaudi) e mai avevo sentito l'impulso di leggere qualcosa (forse proprio a causa della copertina italiana). Prima di lei volevo assaggiare Flannery O'Connor e Katherine Mansfield così rimandavo sempre. Poi me lo sono trovato in valigia nell'ennesimo viaggio in treno verso Parigi. Ad oggi non ricordo di averlo comprato, ma probabilmente l'ho fatto nell'ultimo raid nella libreria di fiducia in Italia, e mai acquisto fu più saggio. Alice Munro ci racconta le vite ordinarie di persone comuni nell'esatto momento in cui qualcosa cambierà per sempre le loro vite. In modo implacabile mostra la fragilità dell'essere umano, le sue debolezze, ma anche la sua forza di fronte al dolore e all'imprevisto. Storie senza tempo e senza luogo in cui con delicatezza estrema Alice Munro ci prende per mano e ci spalanca le porte di questo suo incredibile mondo. Un'esperienza sconvolgente, nove racconti uno meglio dell'altro, perfetti dal punto di vista stilistico, ho rischiato più volte di perdere la fermata giusta della metro nei viaggi verso la Bibliothèque Nationale de France. Ogni racconto merita di essere letto e riletto per gustare in pieno la forza dei dettagli, l'atmosfera, la tensione che traspare tra le pagine. I personaggi saranno indimenticabili e una volta chiuso il libro, il desiderio di continuare a leggere i racconti di Alice Munro diventerà irresistibile.

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    Dall'ultimo racconto della raccolta, The bear came over the mountain è stato tratto un film nel 2006 diretto da Sarah Polley, Away from her. Sono molto curiosa di sapere come sarà stato interpretato il finale che, per quanto mi riguarda, è abbastanza ambiguo.

    http://facilientusiasmi.blogspot.fr/2014/12/alice-munro-la-fragilita-dellumano.html

    ha scritto il 

  • 3

    Dal 1968, da Dance of the happy shades, Alice Munro racconta il difetto nel quotidiano, quella crepa che è un ponte tra quello che siamo e quello che avremmo potuto essere. I suoi personaggi non vivono il presente, ma sono sempre voltati indietro a ricordare quello che hanno perso, quello che han ...continua

    Dal 1968, da Dance of the happy shades, Alice Munro racconta il difetto nel quotidiano, quella crepa che è un ponte tra quello che siamo e quello che avremmo potuto essere. I suoi personaggi non vivono il presente, ma sono sempre voltati indietro a ricordare quello che hanno perso, quello che hanno rischiato e quello che hanno ottenuto. Il ricordo è un elemento fondamentale nella produzione della Munro. C'è sempre, in ogni racconto, il momento in cui la protagonista si ferma e ricorda — un evento, un dolore, un amore — che lo costringe a fare i conti con se stesso, e con tutto il circostante.

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    ha scritto il 

  • 4

    La Munro scrive bene, anzi benissimo,scrive romanzi intimistici, crepuscolari ed evanescenti, appunto : evanescenti, ti lasciano la sensazione di aver intravisto un'ombra alle tue spalle, ti volti è non c'è più, semmai c'è stata.
    Diverso il primo racconto, che a ragione da il titolo all'ant ...continua

    La Munro scrive bene, anzi benissimo,scrive romanzi intimistici, crepuscolari ed evanescenti, appunto : evanescenti, ti lasciano la sensazione di aver intravisto un'ombra alle tue spalle, ti volti è non c'è più, semmai c'è stata.
    Diverso il primo racconto, che a ragione da il titolo all'antologia,semplicemente geniale!

    ha scritto il 

  • 5

    Amo Alice Munro. Premiata o no, la leggevo già. Come di consueto un'America profonda, dolente, disperata, come solo alcune storie americane sanno essere.
    Qui ci sono 3 o 4 racconti strepitosi, con dettagli che da soli fanno il racconto. Uno stile sempre preciso, leggero, denso quanto basta. ...continua

    Amo Alice Munro. Premiata o no, la leggevo già. Come di consueto un'America profonda, dolente, disperata, come solo alcune storie americane sanno essere.
    Qui ci sono 3 o 4 racconti strepitosi, con dettagli che da soli fanno il racconto. Uno stile sempre preciso, leggero, denso quanto basta. "Post and beam", "Quello che si ricorda" e l'ultimo sono per me i migliori.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto con fatica, ma vale la pena

    Devo dire che ho fatto fatica, ma lo imputo più alla forma dei racconti, che non alle storie. Alice Munro scrive davvero bene. Curata nei dettagli, innovativa nel descrivere le persone. La sensazione è che nei suoi racconti ci sia "troppo": non voglio dire eresie, ma ho letto questi testi spesso ...continua

    Devo dire che ho fatto fatica, ma lo imputo più alla forma dei racconti, che non alle storie. Alice Munro scrive davvero bene. Curata nei dettagli, innovativa nel descrivere le persone. La sensazione è che nei suoi racconti ci sia "troppo": non voglio dire eresie, ma ho letto questi testi spesso confusa dalle troppe informazioni, avrei avuto bisogno di più respiro. I miei preferiti: il primo e l'ultimo, in assoluto. Perché, Alice, non hai scritto qualche bel romanzo? Avevi sia le storie che le idee che la capacità narrativa. With love, ovviamente Voto: 7 e mezzo

    ha scritto il 

  • 3

    la Munro è un'ottima scrittrice, mi riprometto di leggergli un romanzo completo. I racconti del libro sono brevi, molto diversi tra loro (unica cosa in comune è il Canada) e proprio per la loro brevità lascino qualcosa di incompiuto, una voglia di approfondire i sentimenti e le sensazioni che si ...continua

    la Munro è un'ottima scrittrice, mi riprometto di leggergli un romanzo completo. I racconti del libro sono brevi, molto diversi tra loro (unica cosa in comune è il Canada) e proprio per la loro brevità lascino qualcosa di incompiuto, una voglia di approfondire i sentimenti e le sensazioni che si perdono con l'arrivo della fine dei racconti.

    ha scritto il 

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