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Neonomicon

Di

Editore: Bao Publishing

3.9
(228)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8865430354 | Isbn-13: 9788865430354 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Michele Foschini ; Illustratore o Matitista: Jacen Burrows

Genere: Comics & Graphic Novels , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sesso, splatter e Cthulhu, ovvero: come molti di noi avrebbero (segretamente) voluto che fossero i racconti di H.P. Lovecraft. Sì, perché laddove il genio del terrore di Providence giocava tutto sul non-detto, Alan Moore non lascia proprio nulla all'immaginazione.


    Siamo nella Brooklyn dei ...continua

    Sesso, splatter e Cthulhu, ovvero: come molti di noi avrebbero (segretamente) voluto che fossero i racconti di H.P. Lovecraft. Sì, perché laddove il genio del terrore di Providence giocava tutto sul non-detto, Alan Moore non lascia proprio nulla all'immaginazione.

    Siamo nella Brooklyn dei giorni nostri, dove l'agente Aldo Sax, specializzato nella teoria delle anomalie, indaga sotto copertura su tredici omicidi a sfondo rituale compiuti da tre assassini diversi: un commesso di libreria con dodici mani nel congelatore, un quindicenne che dopo aver sterminato i membri della sua famiglia ne ha conservato i pollici, un barbone che se ne andava in giro con tre teste umane in un sacchetto. Sax segue la pista di alcune anomalie riscontrate nel profilo dei colpevoli fino a risalire a un ambiguo locale, lo Zotique, dov'è convinto avvenga lo spaccio di una nuova sostanza allucinogena. È qui che scopre l'aklo... ed è da qui che, qualche anno dopo, gli agenti federali Lamper e Brears riprenderanno l'indagine fino a giungere a Salem, in un sexy shop molto particolare.

    Continua su:

    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/07/neonomicon-alan-moore-jacen-burrows.html

    ha scritto il 

  • 4

    Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire.

    Sesso, splatter e Cthulhu, ovvero: come molti di noi avrebbero (segretamente) voluto che fossero i racconti di H.P. Lovecraft. Sì, perché laddove il genio del terrore di Providence giocava tutto sul non-detto, Alan Moore non lascia proprio nulla all'immaginazione.


    Siamo nella Brooklyn dei ...continua

    Sesso, splatter e Cthulhu, ovvero: come molti di noi avrebbero (segretamente) voluto che fossero i racconti di H.P. Lovecraft. Sì, perché laddove il genio del terrore di Providence giocava tutto sul non-detto, Alan Moore non lascia proprio nulla all'immaginazione.

    Siamo nella Brooklyn dei giorni nostri, dove l'agente Aldo Sax, specializzato nella teoria delle anomalie, indaga sotto copertura su tredici omicidi a sfondo rituale compiuti da tre assassini diversi: un commesso di libreria con dodici mani nel congelatore, un quindicenne che dopo aver sterminato i membri della sua famiglia ne ha conservato i pollici, un barbone che se ne andava in giro con tre teste umane in un sacchetto. Sax segue la pista di alcune anomalie riscontrate nel profilo dei colpevoli fino a risalire a un ambiguo locale, lo Zotique, dov'è convinto avvenga lo spaccio di una nuova sostanza allucinogena. È qui che scopre l'aklo... ed è da qui che, qualche anno dopo, gli agenti federali Lamper e Brears riprenderanno l'indagine fino a giungere a Salem, in un sexy shop molto particolare.

    Alan Moore, appassionato di esoterismo, riesce a mantenere ottimamente l'atmosfera perturbante dei cicli di Cthulhu rivestendola di nuovi sensi:

    «Lovecraft era schizzinoso riguardo al sesso; si limitava a parlare di “certi rituali innominabili”. Oppure usava eufemismi: “rituali blasfemi”. È piuttosto ovvio, dal momento che molte delle sue storie descrivevano i prodotti di questi “rituali blasfemi”, che probabilmente da qualche parte vi era coinvolto anche il sesso. Ma questo non compare mai nelle storie di Lovecraft, se non come indizio appena accennato. Perciò ho pensato: eliminiamo tutta quella spiacevole roba razzista e mettiamoci il sesso. Inventiamoci un po' di genuini “rituali innominabili” e diamo loro un nome.»
    [Fonte: TheSkinny, traduzione mia]

    Il risultato, pienamente raggiunto, è una splendida graphic novel che trasla l'immaginario malato - ma pur sempre ottocentesco - di H.P. Lovecraft tra le follie dei giorni nostri.
    Sicuramente non consigliato agli stomaci delicati o alle menti pudiche, Neonomicon può vantare i testi del sempre ottimo Alan Moore (creatore, per chi non lo sapesse, di V per Vendetta e Watchmen) e i buoni disegni di Jacen Burrows, che rende un po' meglio – a mio parere – nelle illustrazioni statiche piuttosto che nelle scene d'azione.
    La bella edizione ne rende un ottimo regalo (da fare o da farsi) per gli appassionati dell'orrore.

    Recensione pubblicata anche sul blog
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/07/neonomicon-alan-moore-jacen-burrows.html

    ha scritto il 

  • 4

    Una graphic novel horror di Alan Moore (quello di V for Vendetta e Watchmen, per intenderci, non il primo pivello che passa per la strada...). Come tutti i film dell'orrore, ruota attorno a un presunto serial killer e parte in sordina, per arrivare al suo culmine nelle pagine centrali, con alcune ...continua

    Una graphic novel horror di Alan Moore (quello di V for Vendetta e Watchmen, per intenderci, non il primo pivello che passa per la strada...). Come tutti i film dell'orrore, ruota attorno a un presunto serial killer e parte in sordina, per arrivare al suo culmine nelle pagine centrali, con alcune tavole così piene di sesso e violenza da risultare disturbanti, e certamente non adatte a chi è debole di stomaco. Molto bello l'omaggio a Lovecraft fatto dall'autore e tutti i vari riferimenti alle sue opere; finale nella norma.

    ha scritto il 

  • 4

    Dialogo su Neonomicon:

    G: "una mezza schifezza. Un patetico porno di ambientazione Cthulhu"
    F: "Se avessero scritto questo in quarta di copertina ne avrei comprate cinque copie"

    Ecco, forse il mio giudizio è tarato. Si vende bene la parte erotica, l'ambientazione cthulhoide mi ...continua

    Dialogo su Neonomicon:

    G: "una mezza schifezza. Un patetico porno di ambientazione Cthulhu"
    F: "Se avessero scritto questo in quarta di copertina ne avrei comprate cinque copie"

    Ecco, forse il mio giudizio è tarato. Si vende bene la parte erotica, l'ambientazione cthulhoide mi piace, magari ho finito per dare al libro un voto che non merita.

    Poi ci ripenso e no, al di là delle battute il libro a me è piaciuto davvero. L'ambientazione lovercraftiana è sfruttata e reinterpretata da Moore come a suo tempo sfruttò e reinterpretò i supereroi. Il senso dell'orrore che emerge in Neonomicon è estremamente moderno, secondo me.

    ha scritto il 

  • 3

    Così così. Parte bene, continua male, finisce quasi molto bene. Resta il fatto che ci fu evidentemente un motivo se Lovecraft scelse di fare intravedere l'orrore piuttosto che sbatterlo in faccia ai suoi lettori. Moore non lo capisce. Oppure, conoscendo Moore, lo capisce ma magari pensa che il le ...continua

    Così così. Parte bene, continua male, finisce quasi molto bene. Resta il fatto che ci fu evidentemente un motivo se Lovecraft scelse di fare intravedere l'orrore piuttosto che sbatterlo in faccia ai suoi lettori. Moore non lo capisce. Oppure, conoscendo Moore, lo capisce ma magari pensa che il lettore di oggi abbia bisogno di altra roba. Comunque, l'orrore di Moore perde quasi tutto l'aspetto cosmologico originario e risulta, rispetto a quello di Lovecraft, molto meno incisivo.

    Una recensione interessante: http://lovecraftzine.com/2012/03/29/eroticizing-the-outer-totemic-invocations-in-alan-moores-the-courtyard-and-neonomicon-1-4/

    E qui un paio di intriganti speculazioni su cosa effettivamente dicono Carcosa e il Deep One a metà libro: http://www.bleedingcool.com/2011/01/05/rereading-and-translating-neonomicon-3/

    ha scritto il 

  • 3

    Complessivamente un bel volume, disegnato benissimo e con una sceneggiatura solida. Solo che... in qualche modo Lovecraft, con i suoi "indicibile" e "indescrivibile" riusciva a trascendere i limiti di una visione, sì, truculenta e a tratti disturbante, ma forse per questo meno incisiva rispetto a ...continua

    Complessivamente un bel volume, disegnato benissimo e con una sceneggiatura solida. Solo che... in qualche modo Lovecraft, con i suoi "indicibile" e "indescrivibile" riusciva a trascendere i limiti di una visione, sì, truculenta e a tratti disturbante, ma forse per questo meno incisiva rispetto ai racconti del maestro di Providence. Un omaggio, da Moore a Lovecraft. Ma entrambi hanno prodotto di meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    In una parola: disturbante.
    In un'altra parola: capolavoro.

    Non vedo l'ora di leggere il sequel/prequel e non capisco tutto questo clamore per le tematiche sessuali visto che le "unioni inenarrabili" sono un elemento clou della produzione di HPL e Moore non ci fa vedere niente più e ...continua

    In una parola: disturbante.
    In un'altra parola: capolavoro.

    Non vedo l'ora di leggere il sequel/prequel e non capisco tutto questo clamore per le tematiche sessuali visto che le "unioni inenarrabili" sono un elemento clou della produzione di HPL e Moore non ci fa vedere niente più e niente meno di quello che garbatamente Howard ci faceva intuire. O forse sono io che sono tarata e m'ero immaginata cose ben peggiori... Ia, Padre Dagon.
    Andate e moltiplicatevi ;P

    ha scritto il 

  • 4

    Se pensiamo a quanto scritto da Moore in passato, ai suoi innumerevoli capolavori, possiamo ritenere questo lavoro un progetto minore, un piccolo omaggio a Lovecraft, ben disegnato e non un capolavoro. Se poi pensiamo che la maggiorparte degli autori di oggi non riuscirebbe neanche lontanamente a ...continua

    Se pensiamo a quanto scritto da Moore in passato, ai suoi innumerevoli capolavori, possiamo ritenere questo lavoro un progetto minore, un piccolo omaggio a Lovecraft, ben disegnato e non un capolavoro. Se poi pensiamo che la maggiorparte degli autori di oggi non riuscirebbe neanche lontanamente a scrivere e sceneggiare una storia così allora ci si rende conto ancor di più della bontà di questo fumetto.

    ha scritto il