Nero.

Di

Editore: Camunia

3.3
(476)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8877671513 | Isbn-13: 9788877671516 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

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  • 3

    Romanzo particolare e, proprio per questo, genuinamente sclaviano. D'altra parte particolare è praticamente tutto quello che ha scritto Sclavi. Strano, straniante, diverso dalla massa, allucinato e di ...continua

    Romanzo particolare e, proprio per questo, genuinamente sclaviano. D'altra parte particolare è praticamente tutto quello che ha scritto Sclavi. Strano, straniante, diverso dalla massa, allucinato e divertente, a tratti grottesco (MOLTO grottesco), così surreale da non farti capire se, di volta in volta, dovresti ridere o piangere: questo e molto altro è "Nero". Fuori dal coro perfino nel modo in cui è scritto, al punto da sembrare più una sceneggiatura cinematografica che un romanzo (e forse lo è, chiedere a Castellitto al riguardo).
    In realtà non sfigurerebbe neanche come sceneggiatura per un fumetto e, visto il contenuto, in particolare per un albo di Dylan Dog, la più famosa e fortunata delle creature di Sclavi, e a cui deve buona parte del suo successo. Gli ingredienti ci sono tutti: c'è l'orrore, un po' di splatter, c'è quella sottile inquietudine data da un mondo e una realtà che sembrano divenire sempre più assurdi attorno a noi senza che si possa fare nulla per fermare questo cambiamento, c'è quella anonimizzazione della persona comune che ha reso capolavori albi come "Memorie dall'Invisibile" o "Storia di Nessuno".
    Significa, dunque, che sia un capolavoro anche "Nero"?
    In realtà no. Si tratta sicuramente di un romanzo originale, diverso dalla massa per un sacco di motivi diversi e, altrettanto sicuramente, si tratta di un libro consigliato ai fan dello scrittore dell'Oltrepo' Pavese. Rispetto ad alcuni numeri dell'Indagatore dell'Incubo (quelli sì, veri capolavori), manca un certo approfondimento dei personaggi, un certo spessore degli attori coinvolti, delle loro motivazioni e dell'impatto, anche emotivo, che la storia ha sulle loro vite. Di riflesso, quindi, anche sul lettore l'impatto è minore, perché ci si sente meno trasportati, meno empatici nei confronti del destino che attende i protagonisti. "Nero" sembra, più che altro, un divertissement che racconta una storiellina a tratti assurda, a tratti grottesca, a tratti ironica, un bell'incastro di scatole cinesi che, però, una volta aperte mostrano ben poco contenuto.
    "Nero", dunque, si rivela un bel romanzo: originale e particolare, consigliato a tutti i fan di Dylan Dog, di Sclavi e a chi vuole leggere qualcosa fuori dall'ordinario. Al di là dell'intreccio narrativo, però, manca quella profondità che avrebbe potuto farlo salire a ben altri livelli qualitativi. Per quelli bisogna rivolgersi ad altri romanzi sclaviani come "La Circolazione del Sangue" o "Il Tornado di Valle Scuropasso", se solo si riuscisse a metterci sopra le mani.

    ha scritto il 

  • 1

    L'avevo letto a dieci anni un sabato sera dell'estate del '92 e mi aveva entusiasmato anche se, o proprio perché, la copia in mio possesso era rilegata in modo assurdo per un'inconveniente meccanico ...continua

    L'avevo letto a dieci anni un sabato sera dell'estate del '92 e mi aveva entusiasmato anche se, o proprio perché, la copia in mio possesso era rilegata in modo assurdo per un'inconveniente meccanico che amplificava involontariamente i giochi di flashback e flashforward del testo. Riletto tanti anni dopo ho ritrovato molto poco di quell'energia e notato troppi difetti. Però che nostalgia!

    ha scritto il 

  • 2

    Una delusione...A mio parere la storia fatica a decollare ed alla fine neanche ci riesce. A metà strada tra un romanzo ed una sceneggiatura, non soddisfa gli amanti di nessuno dei due generi. Da sfega ...continua

    Una delusione...A mio parere la storia fatica a decollare ed alla fine neanche ci riesce. A metà strada tra un romanzo ed una sceneggiatura, non soddisfa gli amanti di nessuno dei due generi. Da sfegatato amante del caro Old Boy e quindi grande estimatore di Sclavi sono rimasto un pò con l'amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    Una commedia nera surreale, se non vi piace l'humor nero ed il surrealismo non iniziate neanche a leggerlo perché non vi piacerà.
    Se invece amate le due cose allora Nero non vi deluderà, cercate di re ...continua

    Una commedia nera surreale, se non vi piace l'humor nero ed il surrealismo non iniziate neanche a leggerlo perché non vi piacerà.
    Se invece amate le due cose allora Nero non vi deluderà, cercate di reperirlo in tutti i modi anche se sarà difficile visto che, come tutti i libri di Sclavi, è veramente raro.
    Una recensione più accurata qua sul mio blog : http://capitolonero.blogspot.it/2011/12/nero-di-tiziano-sclavi.html

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo o fumetto?

    Più che un romanzo mi è sembrata la sceneggiatura di un fumetto e non è un caso, essendo l'autore il più grande sceneggiatore italiano di fumetti di ogni epoca.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutta colpa della crema anti-cellulite. Quella che si produce solo in Svizzera.

    Ecco lo Sclavi che preferisco.
    Quello che non si prende troppo sul serio, che non prende troppo sul serio ciò che scrive, che impedisce alla sua ironia di farsi retorica (e quante volte invece avveniv ...continua

    Ecco lo Sclavi che preferisco.
    Quello che non si prende troppo sul serio, che non prende troppo sul serio ciò che scrive, che impedisce alla sua ironia di farsi retorica (e quante volte invece avveniva in Dylan Dog...).
    Nero. non è un capolavoro monumentale, è un giochino, ma un bel giochino, piacevole, chiede solo che ci si lasci andare, ci si faccia trasportare dalla sua meccanica bizzarra, dal suo impasto di realismo quotidiano e irrealtà da sceneggiatura cinematografica (o fumettistica), da una comicità e una buffoneria sempre venate di malinconia e, più nel profondo, di un'amara disperazione, quando l'occhio dell'autore vede e a quello del lettore mostra che dietro il velo del non-sense disimpegnato sta in agguato, dura e minacciosa, l'insensatezza dell'esistere.

    Per me, tra quanto letto finora dello Sclavi romanziere, Nero. si piazza saldo al secondo posto; al primo, ben più in alto e lontano, ovviamente ci sta Tre.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile inconfondibile di Sclavi

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo.
    La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti.
    "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppell
    ...continua

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo.
    La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti.
    "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppellire lui e quell'altro".
    Francesca non risponde, indifferente.
    Zardo chiude. Mescola le carte. Mette il mazzo in mezzo al tavolo e dice:
    "Taglia"
    E SZOCK! La mannaia insanguinata si abbatte sul tavolo, tagliando letteralmente a metà il mazzo di carte.
    Zardo e Francesca urlano alzandosi e ritraendosi.
    D'Ambrosi, ridotto a una specie di zombi, gorgoglia sangue e cerca di estrarre la mannaia dal tavolo dove si è conficcata."

    Asciutto, privo di ridondanze e di ricercatezze linguistiche, lo stile di Sclavi riesce con poche battute efficaci da dipingere una situazione, a dare un quadro completo della situazione, della scena, dell'azione. Il lettore non legge con facilità, come seguissero svolgersi di un film, ne intuisce le immagini, i colori, i suoni; non deve operare particolari direzioni per comprendere il significato delle sue incursioni nel fantastico.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve a metà fra un fumetto e una sceneggiatura cinematografica, basato sullo scambio di identità. Piacevole e d'impatto visivo, ottimo anche "Film", il romanzo breve che si trova in appendice ...continua

    Romanzo breve a metà fra un fumetto e una sceneggiatura cinematografica, basato sullo scambio di identità. Piacevole e d'impatto visivo, ottimo anche "Film", il romanzo breve che si trova in appendice, che è stato il primo scritto da Sclavi.

    ha scritto il