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Nero.

Di

Editore: Camunia

3.3
(445)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8877671513 | Isbn-13: 9788877671516 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 2

    Una delusione...A mio parere la storia fatica a decollare ed alla fine neanche ci riesce. A metà strada tra un romanzo ed una sceneggiatura, non soddisfa gli amanti di nessuno dei due generi. Da sfegatato amante del caro Old Boy e quindi grande estimatore di Sclavi sono rimasto un pò con l'amaro ...continua

    Una delusione...A mio parere la storia fatica a decollare ed alla fine neanche ci riesce. A metà strada tra un romanzo ed una sceneggiatura, non soddisfa gli amanti di nessuno dei due generi. Da sfegatato amante del caro Old Boy e quindi grande estimatore di Sclavi sono rimasto un pò con l'amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    Una commedia nera surreale, se non vi piace l'humor nero ed il surrealismo non iniziate neanche a leggerlo perché non vi piacerà.
    Se invece amate le due cose allora Nero non vi deluderà, cercate di reperirlo in tutti i modi anche se sarà difficile visto che, come tutti i libri di Sclavi, è verame ...continua

    Una commedia nera surreale, se non vi piace l'humor nero ed il surrealismo non iniziate neanche a leggerlo perché non vi piacerà. Se invece amate le due cose allora Nero non vi deluderà, cercate di reperirlo in tutti i modi anche se sarà difficile visto che, come tutti i libri di Sclavi, è veramente raro. Una recensione più accurata qua sul mio blog : http://capitolonero.blogspot.it/2011/12/nero-di-tiziano-sclavi.html

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo o fumetto?

    Più che un romanzo mi è sembrata la sceneggiatura di un fumetto e non è un caso, essendo l'autore il più grande sceneggiatore italiano di fumetti di sempre.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutta colpa della crema anti-cellulite. Quella che si produce solo in Svizzera.

    Ecco lo Sclavi che preferisco.
    Quello che non si prende troppo sul serio, che non prende troppo sul serio ciò che scrive, che impedisce alla sua ironia di farsi retorica (e quante volte invece avveniva in Dylan Dog...).
    Nero. non è un capolavoro monumentale, è un giochino, ma un bel ...continua

    Ecco lo Sclavi che preferisco. Quello che non si prende troppo sul serio, che non prende troppo sul serio ciò che scrive, che impedisce alla sua ironia di farsi retorica (e quante volte invece avveniva in Dylan Dog...). Nero. non è un capolavoro monumentale, è un giochino, ma un bel giochino, piacevole, chiede solo che ci si lasci andare, ci si faccia trasportare dalla sua meccanica bizzarra, dal suo impasto di realismo quotidiano e irrealtà da sceneggiatura cinematografica (o fumettistica), da una comicità e una buffoneria sempre venate di malinconia e, più nel profondo, di un'amara disperazione, quando l'occhio dell'autore vede e a quello del lettore mostra che dietro il velo del non-sense disimpegnato sta in agguato, dura e minacciosa, l'insensatezza dell'esistere.

    Per me, tra quanto letto finora dello Sclavi romanziere, Nero. si piazza saldo al secondo posto; al primo, ben più in alto e lontano, ovviamente ci sta Tre.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile inconfondibile di Sclavi

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo.
    La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti.
    "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppellire lui e quell'altro".
    Francesca non risponde, indifferente.
    Zardo chiude. Mescola le carte.
    ...continua

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo. La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti. "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppellire lui e quell'altro". Francesca non risponde, indifferente. Zardo chiude. Mescola le carte. Mette il mazzo in mezzo al tavolo e dice: "Taglia" E SZOCK! La mannaia insanguinata si abbatte sul tavolo, tagliando letteralmente a metà il mazzo di carte. Zardo e Francesca urlano alzandosi e ritraendosi. D'Ambrosi, ridotto a una specie di zombi, gorgoglia sangue e cerca di estrarre la mannaia dal tavolo dove si è conficcata."

    Asciutto, privo di ridondanze e di ricercatezze linguistiche, lo stile di Sclavi riesce con poche battute efficaci da dipingere una situazione, a dare un quadro completo della situazione, della scena, dell'azione. Il lettore non legge con facilità, come seguissero svolgersi di un film, ne intuisce le immagini, i colori, i suoni; non deve operare particolari direzioni per comprendere il significato delle sue incursioni nel fantastico.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve a metà fra un fumetto e una sceneggiatura cinematografica, basato sullo scambio di identità. Piacevole e d'impatto visivo, ottimo anche "Film", il romanzo breve che si trova in appendice, che è stato il primo scritto da Sclavi.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile inconfondibile di Sclavi.

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo.
    La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti.
    "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppellire lui e quell'altro".
    Francesca non risponde, indifferente.
    Zardo chiude. Mescola le carte.
    ...continua

    "Stanno giocando a scala quaranta sul tavolo. La porta finestra che da sul balconcino è aperta, loro due hanno i cappotti. "Pesca... Si aspetta che faccia buio, poi lo portiamo giù e andiamo a seppellire lui e quell'altro". Francesca non risponde, indifferente. Zardo chiude. Mescola le carte. Mette il mazzo in mezzo al tavolo e dice: "Taglia" E SZOCK! La mannaia insanguinata si abbatte sul tavolo, tagliando letteralmente a metà il mazzo di carte. Zardo e Francesca urlano alzandosi e ritraendosi. D'Ambrosi, ridotto a una specie di zombi, gorgoglia sangue e cerca di estrarre la mannaia dal tavolo dove si è conficcata."

    Asciutto, privo di ridondanze e di ricercatezze linguistiche, lo stile di Sclavi riesce con poche battute efficaci a dipingere una situazione, a dare un quadro completo della situazione, della scena, dell'azione. Il lettore legge con facilità, come seguissero svolgersi di un film, ne intuisce le immagini, i colori, i suoni; non deve operare particolari direzioni per comprendere il significato delle sue incursioni nel fantastico.

    ha scritto il