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Nero a Manhattan

Di

Editore: Rizzoli

3.4
(756)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale

Isbn-10: 8817029335 | Isbn-13: 9788817029339 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Michele Foschini

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l'imprevisto si chiama Rune, ha vent'anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, "Nero a Manhattan", che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei - che con il vecchio ha stretto un'improbabile quanto sincera amicizia - a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con "Nero a Manhattan" Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e d'atmosfera come un noir degli anni Quaranta, che avviene svelando il volto di una New York insolita e affascinante.
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  • 4

    Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possan ...continua

    Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l'imprevisto si chiama Rune, ha vent'anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, "Nero a Manhattan", che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei - che con il vecchio ha stretto un'improbabile quanto sincera amicizia - a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con "Nero a Manhattan" Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e d'atmosfera come un noir degli anni Quaranta che avviene svelando il volto di una New York insolita e affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo e' stato il mio primo libro di Jeffery Deaver e leggendo le recensioni di altri lettori, uno dei peggiori. A me non e' dispiaciuto anche se in alcune scene l'ho trovato un po'irreale. Tutto sommato un libro che leggero che ti porta fino alla fine della storia in modo scorrevole.

    ha scritto il 

  • 0

    Aspettativa delusa

    Amo Deaver , ha uno stile di scrittura unico e scorrevole. Questo libro è stato una totale delusione, lento, noioso e poco avvincente. Conoscendolo non mi sembra il suo stile.

    ha scritto il 

  • 2

    ho acquistato questo libro da Feltrinelli perché cercavo qualcosa di Deaver che non avesse come protagonista il criminologo Lincoln Rhyme, il mio occhio è caduto su questo libro dalla copertina molto intrigante, peccato che di intrigante c'era solo la copertina, ne sono rimasta delusissima, avevo ...continua

    ho acquistato questo libro da Feltrinelli perché cercavo qualcosa di Deaver che non avesse come protagonista il criminologo Lincoln Rhyme, il mio occhio è caduto su questo libro dalla copertina molto intrigante, peccato che di intrigante c'era solo la copertina, ne sono rimasta delusissima, avevo letto opinioni contrastanti su questo libro e non posso che confermare il pensiero di chi afferma che non è all'altezza rispetto ad altre sue opere. A dire il vero non ho quasi riconosciuto lo stile di deaver, mi è sembrato di leggere un chick lit travestito da libro giallo, la protagonista sicuramente poco credibile, sembrava la sorella di Backy Bloomwood protagonista di i love shopping e le ultime pagine poi mi hanno lasciata letteralmente interdetta. Non mi aspettavo assolutamente una storia così, magari sono stata influenzata dall'opinione che ho di deaver che per me resta un grande, ma sento il bisogno di ritornare al mio porto sicuro, ossia il mitico Linc che sono certa non mi deluderà mai

    ha scritto il 

  • 3

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/


    In tutta onestà, un libro senza lode e senza infamia.


    Un buon thriller, con alcuni aspetti davvero fantasiosi e con le fila che alla fine tornano correttamente.


    Però... non coinvolge. Non me almeno. ...continua

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/

    In tutta onestà, un libro senza lode e senza infamia.

    Un buon thriller, con alcuni aspetti davvero fantasiosi e con le fila che alla fine tornano correttamente.

    Però... non coinvolge. Non me almeno.

    La storia è abbastanza complessa, ci sono scambi di persona, killer, agenti FBI, semplici cittadini, tutti che sembrano cercare la stessa cosa, salvo poi scoprire che, invece, la prospettiva era sbagliata.

    Su alcuni passaggi ho avuto qualche dubbio (sulla coerenza o meno), ma il romanzo scorreva bene e non sono tornata indietro a controllare.

    La mia totale ignoranza in fatto di cinema non mi ha permesso di apprezzare i tanti riferimenti che popolano questo libro (il titolo stesso fa riferimento ad un film citato nella racconto e che sembra tratto da una storia vera), ma anche senza questi, seguire la trama è davvero facile.

    Nonostante il numero dei personaggi sia quello necessario per sviluppare un thriller, l'autore segue principalmente Rune, con pochi cambi di vista, portandolo a sembrare un racconto soggettivo. Vedere tutto con i suoi occhi (o quasi) permette all'autore di giocarsi un paio di colpi di scena con effetto sorpresa assicurato, peccato che non siano proprio originalissimi.

    Forse anche questo ha tolto in parte bellezza alla lettura.

    Sì, ci sono elementi un po' più nuovi, ma non li ho considerati come colpi di scena.

    Una domanda continua a girarmi nella testa: ma davvero nessuno la butta fuori di là???

    Personaggi: Rune, la protagonista, è una ragazza fin troppo fantasiosa. Vive in un mondo tutto suo dove è la regista di film particolarissimi, ma che non le permettono di vedere la realtà. Non ho saputo trovarla né simpatica, né antipatica, e la inserirei volentieri tra le protagoniste anonime. Richard è un 'finto fantasioso', nel senso che sembra seguire le idee di Rune, lasciarsi trasportare dalle idee come lei, ma, in realtà, è razionale e cerca anche di imporre un po' di buon senso e di visione reale su Rune. Haarte e Zane sono una coppia davvero malefica e personalmente avrei preferito vederli un po' di più. L'autore ha ritagliato loro davvero pochi spazi.

    Stile: Piuttosto scorrevole e in alcuni punti anche insinuante. Un misto che permette di far scorrere le pagine senza appesantirle e senza annoiare. Come dicevo manca un po' di coinvolgimento del lettore. Sembra davvero di assistere ad un film senza che ci venga permesso di immergersi nella storia. Forse lamenterei una certa scarsità di vocabolario e un registro non proprio medio, ma concedo il beneficio del dubbio: forse l'autore ha uniformato il modo di narrare ai personaggi che vi compaiono.

    Giudizio finale complessivo: Per il viaggio in treno in cui mi ha accompagnato, è andato più che bene, ma alla fin fine ho un po' rimpianto che non mi sia capitato qualcosa di un po' meglio. Non l'ho trovato né brutto, né noioso, ma neanche particolarmente originale o divertente. Diciamo che la base era comunque buona, ma andavano curati di più certi particolari e approfondito meglio l'aspetto psicologico ed emotivo della vicenda e dei protagonisti. Di contro mi sembra ottimo quando si cerca qualcosa senza impegno, quando si è stanchi e quando non ci si vuole far prendere troppo. Un libro che si può lasciare e riprendere a piacimento.

    Voto: 6/10

    ha scritto il 

  • 4

    <<ooh, che bagno elgante.C'erano le iniziali di qualcuno sulla porta : WC. Il tizio che ha costruito la casa , pensò.>>

    Primo capitolo della serie che vede come protagonista Rune.
    Facile provare simpatia per la "piccola" Rune, una ragazza che vive alla giornata, immersa nelle sue amate favole. Libro che si legge molto facilmente e velocemente. Anche se non è il Deaver ai livelli della serie Rhyme , è comun ...continua

    Primo capitolo della serie che vede come protagonista Rune.
    Facile provare simpatia per la "piccola" Rune, una ragazza che vive alla giornata, immersa nelle sue amate favole. Libro che si legge molto facilmente e velocemente. Anche se non è il Deaver ai livelli della serie Rhyme , è comunque un bel libro, con i tipici colpi di scena che lo rendono un grande autore di questo genere! ..
    .. Bravo Jeff!

    ha scritto il 

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