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Nessun dove

Di

Editore: Fanucci

4.2
(4198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Russo , Ceco , Giapponese , Polacco , Danese , Indonesiano

Isbn-10: 8834714474 | Isbn-13: 9788834714478 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elisa Villa

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Richard Mayhew è un giovane uomo d'affari: un singolo atto di generosità lo catapulta fuori da una vita tranquilla e prevedibile e lo proietta in un mondo che gli appare al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Incontra una ragazza di nome Porta, perseguitata da persone che vogliono ucciderla, un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, un signore, Old Bailey, che abita sui tetti. Scopre che esistono ratti intelligenti e un Conte, il cui seguito vive su una carrozza di un treno della metropolitana; che un ponte nella notte fa la guardia alla pericolosa via che conduce a Knightsbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; che esiste una Bestia in quel mondo sotterraneo dove è possibile sperimentare pericoli e piaceri che superano la più fervida immaginazione...
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  • 3

    我實在欣賞不了蓋曼的黑色幽默……不過連我也不得不承認,尼爾蓋曼功力之深厚是當代許多暢銷作家(不只限於奇幻)遠遠不及的。

    ha scritto il 

  • 4

    Era da un po' che non mi capitava di leggere un fantasy dalla struttura così classica. "Nessun dove" lo ha reso estremamente piacevole.
    Ho amato l'ambientazione e i personaggi, la leggerezza della scrittura e la sua capacità non solo di far sorridere, ma anche di fare male (- Mr Vandemar, gli fac ...continua

    Era da un po' che non mi capitava di leggere un fantasy dalla struttura così classica. "Nessun dove" lo ha reso estremamente piacevole. Ho amato l'ambientazione e i personaggi, la leggerezza della scrittura e la sua capacità non solo di far sorridere, ma anche di fare male (- Mr Vandemar, gli faccia male). Sì, ok, la struttura è classica, ma la trama inanella una serie di colpi di scena non scontati. Dall'incipit alla conclusione è una volata quasi ininterrotta, veramente difficile distogliere l'attenzione. E peraltro il finale dà una chiusura perfetta. Quando ho finito di leggere non ho potuto fare a meno di sorridere. Particolarissima la presenza della violenza. A volte è decisamente forte, altre volte semplicemente macabra. Nel complesso mi è risultata molto azzeccata, mi ha messo davanti a un mondo fantastico tutt'altro che idilliaco. Certi momenti della storia sono quasi crudeli, anzi. Ma fa parte del gioco, della personalità di Londra Sotto. I nomi di luoghi reali tradotti in luoghi e personaggi fantastici. L'eleganza e l'altezzosità di De Carabas. La determinazione di Porta, il colore strano dei suoi occhi e le sue risate quando si ubriaca con Richard. Il Richard che in apertura è a una festa in suo onore e non si diverte ed è lì che intraprende la strada per costruirsi una vita tranquilla. Hunter dalla pelle caramellata. Quei due stramaledetti bastardi di Croup e Vandemar. Professionali, comici e detestabili. Old Bailey, sugli amati tetti di Londra, impastranato nel suo cappotto di piume. La piccola Anestesia che parla coi ratti.

    Meglio fermarsi. Mi resta un oceano di ricordi molto vividi, dopo la lettura di questo romanzo. Mi sembra di essere stato lì, a Londra Sotto, con i protagonisti. Mi sembra di avvertire la spaccatura tra quel mondo e questo, con il pusto di vista di Richard. Con un bel po' di nostalgia. Forse qualche mancanza l'ho avvertita nei termini della mancanza di qualche pausa in più dedicata alla caratterizzazione dei personaggi (che un po' si appiattisce nel fluire degli eventi, anche se non in tutti i casi). Ma ciò non cambia l'impatto che il romanzo ha avuto su di me.

    Neil Gaiman approvato! Di sicuro leggerò altre sue fatiche.

    ha scritto il 

  • 4

    Personajes inolvidables, argumento muy bueno... pero aún así, sigo sin pillarle el punto a las historias de Gaiman.
    Me hubiera gustado que hubiera una mayor explicación sobre el mundo de abajo, pero te dejan con la miel en los labios, nombrando seres y lugares y luego nada.
    Es una historia que ...continua

    Personajes inolvidables, argumento muy bueno... pero aún así, sigo sin pillarle el punto a las historias de Gaiman. Me hubiera gustado que hubiera una mayor explicación sobre el mundo de abajo, pero te dejan con la miel en los labios, nombrando seres y lugares y luego nada. Es una historia que hubiera dado más de sí. Mucho más. Pero bueno, mejor eso a que hubiera terminado aburriendo.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti mi è sembrato un romanzo per ragazzi, è un fantasy molto semplice, ricco di personaggi pittoreschi che fanno da cornice ad una storia che scorre bene. Ho apprezzato la scrittura che, seppur senza vette stilistiche eccelse, ha un qualcosa delle vecchie fiabe con un'aggiunta di un certo um ...continua

    A tratti mi è sembrato un romanzo per ragazzi, è un fantasy molto semplice, ricco di personaggi pittoreschi che fanno da cornice ad una storia che scorre bene. Ho apprezzato la scrittura che, seppur senza vette stilistiche eccelse, ha un qualcosa delle vecchie fiabe con un'aggiunta di un certo umorismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un "viaggio" attraverso Londra.

    Bellissimo questo romanzo tragi-comico attraverso Londra, sia quella vera che quella "di Sotto" abitata da stranissimi personaggi. E' deliziosamente inglese, perchè leggendolo ho avuto proprio la sensazione di essere trasportata nella particolare atmosfera che solo la Gran Bretagna ha, indescrivi ...continua

    Bellissimo questo romanzo tragi-comico attraverso Londra, sia quella vera che quella "di Sotto" abitata da stranissimi personaggi. E' deliziosamente inglese, perchè leggendolo ho avuto proprio la sensazione di essere trasportata nella particolare atmosfera che solo la Gran Bretagna ha, indescrivibile a parole. Impossibile non adorare e non essere dalla parte del protagonista (super umano) Richard. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    La fantasia dell'autore è indiscussa, la trama del romanzo è leggendaria, ma dietro alle avventure di Richard e Porta ci sono lacune non da poco!

    Probabilmente, per molti fan o vecchi seguaci di Neil Gaiman, il romanzo Neverwhere rappresenta una delle più alte vette della produzione letteraria di quest’ultimo, tanto che la fama stessa del scrittore in questione viene il più delle volte associata a questo racconto. Tuttavia, magari, non tut ...continua

    Probabilmente, per molti fan o vecchi seguaci di Neil Gaiman, il romanzo Neverwhere rappresenta una delle più alte vette della produzione letteraria di quest’ultimo, tanto che la fama stessa del scrittore in questione viene il più delle volte associata a questo racconto. Tuttavia, magari, non tutti sanno che Gaiman prima di scrivere Nessun Dove, aveva buttato giù, nero su bianco, la sceneggiatura di una storia che non a caso poi si sarebbe trasformata nell’avventura che noi ora ci apprestiamo a recensire.

    La genesi, or dunque, di una delle prime opere di Gaiman, è per certi aspetti singolare, dato che si dal caso che questa sia stata concepita prima come copione per la serie televisiva della BBC omonima e poi, in un secondo momento, a causa di incomprensioni tra produttore e scrittore, rivisitata e (ri)scritta come romanzo vero e proprio.

    Sebbene la vicenda narrata sia indubbiamente fonte di ispirazione per molti nuovi scrittori Inglesi (e non) e abbia influenzato di non poco gli autori di romanzi posteriori ad essa, e sebbene abbia il grandissimo merito di aver dato una vera e propria folata di freschezza al genere fantasy, mischiando anche un po’ di horror, umorismo nero e sequenze a dir poco grottesche, va detto che l’opera, in fin dei conti, non può essere considerata il capolavoro enunciato dai più in passato e che a lungo andare risente principalmente e sopratutto il fatto di essere figlia dell’adattamento di un testo scritto per una serie tv.

    Il problema principale lo si riscontra prettamente nella narrazione, che se da un lato rimane sempre molto scorrevole nonché fluida, capace di proporsi senza tanti problemi ad un pubblico qualunque (e non solo adulto) e di qualsiasi età, complice anche uno stile estremamente povero di complessità tecniche, dall’altro il prodotto mostra lacune e debolezze abbastanza rivelanti e su cui è impossibile chiudere un occhio legate allo svolgersi degli eventi, poiché il ritmo è talmente sostenuto, per tutto il romanzo, che par sempre di leggere una storia incapace di godere di pause e momenti “morti” che possano far prendere respiro non solo al lettore, ma anche alla trama stessa. Tutti gli avvenimenti che accadono nelle trecento (e oltre) pagine di Neverwhere, corrono velici come un treno senza freni, lasciando, alla fine, ben poco nella testa di chi legge la storia di Richard Mayhew e di Porta accentuando sempre più la sensazione che le tante rocambolesche peripezie cariche di pathos e adrenalina funzionino bene unicamente sullo schermo e non quadrino poi più di tanto nel libro.

    I personaggi, inoltre, sono tanti, ognuno diverso dall’altro e con obbiettivi e peculiarità differenti; ma anche per questo aspetto della storia è bene chiarire fin da subito come persino alcuni dei protagonisti siano essenzialmente stereotipati o quanto meno poco approfonditi e che non godano di una introspezione psicologica tale da renderli concreti. Il tutto alla fine appare, di conseguenza, un insieme di uomini e donne costretti a convivere alla rinfusa e senza un preciso motivo o ordine, alcuni dei quali estrapolati, come Gaiman ci ha abituato, dalla letteratura classica e dai Miti antichi ove ognuno di essi fa parte della“Londra di Sotto”, avvolti da una storia ed un mistero che l’autore il più delle volte non vuole svelare aumentando così la curiosità nel lettore e in più casi la delusione, dato che molti personaggi secondari che popolano la “London Below” rimangono solo delle affascinanti “Comparse” e niente più. Qualcuno potrebbe obbiettare che è proprio il “non sapere”, questo strano alone di mistero attorno ai co-protagonisti a fare la forza del libro, ma così facendo l’autore è comunque ed erroneamente caduto in una trappola assai banale ovvero quello di rendere un minimo interessante i suoi beniamini e non, solo da un punto di vista estetico e apparente, lasciando poi poco o nulla dietro alle loro azioni o alle loro parole.

    Figlio dei libri che hanno formato Gaiman come “Le Cronache di Narnia”, “Alice Nel Paese delle Meraviglie”, “Il Mago di Oz” e “The Lord of the Ring” e tanti altri, Nessun Dove, ad ogni modo, non è assolutamente un fantasy moderno da buttare o disdegnare, poiché possiede comunque alcune particolarità interessanti quali ad esempio le tante citazioni estrapolate da Shakespeare o da film cult come “Il Cacciatore” oppure omaggi a Tolkien e Lewis, per non parlare delle tante descrizioni riguardo la città di Londra, luogo in cui è ambientata interamente la storia, momenti in cui la penna di Gaiman sembra trovare maggior ispirazione proprio quando è chiamata in causa per raccontare la storia dei luoghi antichi e tipici della capitale inglese, non perdendo al contempo occasione per muovere delle pesanti critiche verso di essa. In alcuni momenti, però, questo porta quasi a pensare di avere tra le mani più una piantina turistica che un romanzo fantasy o urban fantasy; affascinanti senza dubbio sono i momenti in cui la vicenda si svolge nelle fogne ove a farla da padrone ci sono gli abitanti di una Londra sotterranea molto più elettrizzante e viva di quella “sopra”.

    Con Neverwhere, Neil Gaiman, si conferma essere un grande narratore, ma non un altrettanto talentuoso scrittore, poiché non riesce a sfruttare appieno il proprio materiale di partenza e finisce il più delle volte di imbastire l’opera di momenti e personaggi che purtroppo non riescono ad avere un’importanza ed una profondità tale da renderli concreti o realistici. Per quanto oggi, il fantasy, in tutte le sue sfumature, sia un genere apprezzato da molti, rimane ad ogni modo forse uno dei più difficili con il quale la mente umana possa confrontarsi poiché chi scrive non solo, il più delle volte, deve creare mondi inesistenti, ma far credere a colui che legge che quel che la sua mente elabora sia vero o quanto meno possa esserlo.

    Con Nessun Dove si ha sempre, invece, il costante presentimento che tutto quello che Gaiman scrive possa trovare la giusta forma e rappresentazione solo attraverso uno schermo televisivo, mentre sulla carta faccia fatica a convincere appieno. La storia nel complesso è gradevole, con apprezzabili colpi di scena, anche se un lettore attento potrebbe giungere ad alcune conclusioni molto prima che queste vengano rivelate, ma la pessima gestione dei tempi e gli scarsi momenti di stallo portano il libro a farsi leggere tutto di un fiato, ma al contempo a non rimanere quasi per nulla impresso nella mente del lettore, con l’unica eccezione forse legata al fatto che il tutto si svolge a Londra (unica protagonista indiscussa della vicenda, ma troppo odiata e biasimata dall’autore).

    Un’occasione, per concludere, semi sprecata per certi aspetti, anche se va menzionato comunque il coraggio di voler proporre nel complesso un qualcosa di innovativo ed originale capace di staccarsi dalla tradizione del genere, che tuttavia ci porta a procrastinare una valutazione del tutto positiva, stavolta, sull’opera di Gaiman al quale, se un giorno per miracolo dovessimo incontrarlo, consiglieremo caldamente di cambiare Editor dato che, come egli stesso scrive nella prefazione della nuova edizione rivisitata ed ampliata, alcune scelte riguardo alla vicenda narrata sono figlie di quest’ultimo come ad esempio il “modificare battute affinché siano comprese appieno dai lettori americani” o “descrivere in maniera minuziosa l’uggiosa Londra affinché questi [gli americani] possano comprendere l’esatta ubicazione dei luoghi descritti”. Alcuni retroscena riguardo il mondo dell’editoria e dei libri, forse, Mr. Gaiman è sempre bene non svelarli, mai a nessuno.

    Voto: 6.50/10

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questa versione rivista e ampliata da Gaiman dopo il mio primo viaggio a Londra (città che amo), 3 anni dopo aver letto un'altra vecchia copia di questo romanzo: mi ha fatto rivivere un po' le emozioni del viaggio; l'ho compreso molto meglio e mi ha fatto decisamente tutto un altro effet ...continua

    Ho letto questa versione rivista e ampliata da Gaiman dopo il mio primo viaggio a Londra (città che amo), 3 anni dopo aver letto un'altra vecchia copia di questo romanzo: mi ha fatto rivivere un po' le emozioni del viaggio; l'ho compreso molto meglio e mi ha fatto decisamente tutto un altro effetto. Geniali i personaggi di Croup e Vandemar. Inoltre, durante questo periodo di lettura, ho scoperto in rete che proprio in città verrà installata una panchina dedicata a quest'opera. Di sicuro tornerò là a vederla, un giorno...

    ha scritto il 

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