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Nessun sospetto

Di

Editore: Longanesi

3.6
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830419532 | Isbn-13: 9788830419537 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gioia Guerzoni

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Descrizione del libro
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  • 3

    "Forse, se non l'avessi amata troppo, non ci sarebbe stato nessun assassinio"

    Non male questo Klavan, sa prendere il Thriller e mescolartelo nello stomaco. Leggerò sicuramente altri libri di quello che è - secondo me - il nuovo Stephen King.

    ha scritto il 

  • 4

    Positiva sorpresa

    Non conoscevo questo Klavan, l'ho scoperto qui su Anobii. Thriller psicologico intenso, ben scritto, credibile, si legge in un baleno. Perfetto per una rilassante lettura estiva. Un po' leggerino e un po' americano ma pollice in alto, ne leggerò un altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è quel che sembra

    Tutto scorrerebbe via se qualcosa non arrivasse a turbare la remota tranquillità di un paesino come Oak Ridge, nel profondo della provincia americana. Peter Blue è un ragazzo strano, di famiglia difficile, che dà in escandescenze, brucia una chiesa e impugna una pistola. Prima che un sergente fas ...continua

    Tutto scorrerebbe via se qualcosa non arrivasse a turbare la remota tranquillità di un paesino come Oak Ridge, nel profondo della provincia americana. Peter Blue è un ragazzo strano, di famiglia difficile, che dà in escandescenze, brucia una chiesa e impugna una pistola. Prima che un sergente fascistoide lo sbatta in carcere intercede in sua vece padre Fairfax perché venga ricoverato nella clinica psichiatrica di Cal Bradley. Peter emana una fascino inquietante e nelle storie che racconta Cal ritrova echi della sorella scomparsa suicida. Tra coincidenze sospette e incontri pericolosi gli avvenimenti incalzano minacciando il lavoro di Cal, la famiglia, gli affetti più cari, fino a dover mettere in dubbio il suo stesso passato. Klavan torna alla buona scrittura dopo alcune prove deludenti riconquistando il suo passo migliore. Un diario in forma di confessionale per il personaggio che dà vita al racconto, “un viso come tanti” che ripercorre gli eventi alla ricerca del momento in cui tutto ha cominciato a precipitare e l’errore è diventato irreversibile. Una sorta di concitato e febbrile dialogo con il lettore, una richiesta di perdono perché i fatti rimarranno incontrastabili, “condannato com’è alla verità”. Riflessioni frenetiche, sbandamenti logici, analisi compulsive che assieme contribuiscono a tenere la tensione elevata, e……qualche colpo basso per accelerare le pulsazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro anche se, forse, la storia del coniuge che nasconde un passato oscuro che ritorna prepotentemente alla ribalta sconvolgendo la vita della famiglia felice è un pò abusata....comunque secondo me rimaniamo sempre lontani da libri del calibro di L'ora delle bestie, Non dire una parola o Spe ...continua

    Bel libro anche se, forse, la storia del coniuge che nasconde un passato oscuro che ritorna prepotentemente alla ribalta sconvolgendo la vita della famiglia felice è un pò abusata....comunque secondo me rimaniamo sempre lontani da libri del calibro di L'ora delle bestie, Non dire una parola o Spettri...altra cosa...

    ha scritto il 

  • 4

    Klavan è tornato!

    Il primo libro che lessi di Klavan, "Non dire una parola", mi lasciò tremante in sala, con il cuore in gola e la paura di attraversare il corridoio buio che porta in camera, dove mio marito ronfava incurante. Altri due o tre, "Inseguendo Amanda" e "Prima di mezzanotte" almeno, mi avevano conferma ...continua

    Il primo libro che lessi di Klavan, "Non dire una parola", mi lasciò tremante in sala, con il cuore in gola e la paura di attraversare il corridoio buio che porta in camera, dove mio marito ronfava incurante. Altri due o tre, "Inseguendo Amanda" e "Prima di mezzanotte" almeno, mi avevano confermato nell'idea che l'autore dava del tu alla narrativa. Poi, una serie di lavori mediocri mi aveva allontanato da lui (e dal genere letterario che padroneggia). Con "Nessun sospetto", Klavan è tornato! Continua ad avere il dono di scatenare in un solo rigo una ridda di supposizioni, sospetti, fantasie di bibliche ritorsioni. Se anche poi il libro è un memento alla quotidiana banalità del male, lo si chiude con la consapevolezza di aver appreso molto sui labirinti della psiche, in cui i protagonisti vagolano, scoprendo molto di sè (e di noi)

    ha scritto il