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Nessun testimone

Di

Editore: TEA (Teadue; 1540)

3.9
(508)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 694 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8850215223 | Isbn-13: 9788850215225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Cristina Pietri , Enzo Verrengia

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Thomas Lynley torna a indagare affiancato dalla sua collega Barbara Havers e da Winston Nkata, da poco promosso detective, e il caso che devono affrontare richiederà tutte le loro abilità deduttive. Per le strade di Londra si muove un sinistro assassino. Sulla sua strada ha lasciato il corpo nudo e mutilato di un giovane adolescente e una serie di macabri indizi lasciano pensare all'opera di un serial killer. Lynley scopre presto che l'assassino ha già colpito altre tre volte, senza che la polizia sia arrivata a collegare i casi o a dare loro importanza. La ragione purtroppo è molto semplice: le prime vittime erano ragazzi neri.
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  • 5

    E' lungo e pesante, ma vale la pena leggerlo.

    5 stelle per la scrittrice ed il valore letterario.
    5 stelle per la caratterizzazione dei personaggi.
    5 stelle per l'indagine della polizia.
    4 stelle come giallo.
    Senza meno leggerò altri libri di que ...continua

    5 stelle per la scrittrice ed il valore letterario.
    5 stelle per la caratterizzazione dei personaggi.
    5 stelle per l'indagine della polizia.
    4 stelle come giallo.
    Senza meno leggerò altri libri di questa autrice.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Per fortuna avevo preso questo libro in biblioteca. Dico per fortuna non tanto perché ho risparmiato $$$ che altrimenti avrei buttato, ma perché mi ha fornito una deadline entro la quale avrei dovuto ...continua

    Per fortuna avevo preso questo libro in biblioteca. Dico per fortuna non tanto perché ho risparmiato $$$ che altrimenti avrei buttato, ma perché mi ha fornito una deadline entro la quale avrei dovuto per forza terminarlo, altrimenti sarebbe rimasto a prendere polvere nella mia libreria, letto a metà - e trattandosi di un thriller è parecchio grave. Solitamente con questo genere di trama, anche se l'intreccio non è eccelso, c'è comunque la curiosità di scoprire dove conducono tutti i fili, almeno da parte mia che sono la curiosità fatta persona.
    Il problema principale per me è stato lo zero coinvolgimento dato dai protagonisti. Avevo letto soltanto un altro romanzo di George prima (Scuola Omicidi, non eccezionale, ma mille volte migliore secondo me; lì ero curiosa di arrivare al finale), ma non penso fosse la mancanza di pregresso il problema. Della serie Waterhouse & Zailer (Hannah) ho letto per primo il quinto libro. Della serie Bodenstein & Kirkoff (Neuhaus), il quarto. Eppure i protagonisti mi hanno coinvolto da subito, anche se mi mancava tutto il background dato dai romanzi precedenti. Di Linley non me ne fregava niente. Di Havers, soltanto la questione con i suoi vicini. Sono stata felice quando hanno sparato a Helen perché finalmente succedeva qualcosa, questo per capire anche quanto fossi coinvolta emotivamente dai personaggi. Sarebbero potuti morire tutti quanti a metà libro e non avrei fatto una piega. Anzi, sarebbe stato perlomeno più interessante.
    Secondo punto, e qui è mea culpa, è un romanzo su un serial killer. A me i serial killer annoiano (a meno che non siano particolarmente creativi, ma questo è un altro discorso). Quello che mi fa apprezzare questo tipo di letteratura è il movente. Una o più persone sono state uccise: da chi e perché? Il movente è sempre la chiave. Il problema con i serial killer è che il movente è spesso irrazionale, dovuto al loro essere fuori come un balcone, e uccidono gente a caso solo perché hanno una determinata caratteristica - nel caso specifico, prendeva di mira ragazzi giovani, di colore, reietti. Perché? Non si è capito molto bene. Tutto il finale è abbastanza confuso in effetti. Non si capisce nemmeno se chi ha sparato a Helen sia il serial killer, un complice, un emulatore... BOH. Ma a quel punto avevo le scatole talmente piene che non mi sono nemmeno preoccupata di capire.
    Un movente così è NOIOSO. Io leggo un thriller o un giallo per trovare un intreccio il più contorto possibile. Tradotto: leggo i gialli perché sono impicciona di natura. A me piace quando il movente è di natura personale, e arrivarci comporta scoprire molti scheletri nascosti e segreti che si dipanano come ragnatele nascoste nelle vite dei personaggi. Mi piace quando da un solo avvenimento si innesca un effetto valanga che porta alla luce avvenimenti e situazioni di cui non si sospettava nemmeno l'esistenza. Questo è l'amo che tiene ancorato il lettore, mantenere viva la curiosità. E come si fa? Semplice (si fa per dire): attraverso i personaggi. Tradotto, i personaggi coinvolti devono essere interessanti.
    Perché "Dieci Piccoli Indiani" è considerato l'esempio perfetto del genere? Perché ogni singolo personaggio coinvolto è interessante. Perché ognuno di loro ha qualcosa da nascondere. E perché Christie è stata tanto brava a dosare le informazioni un po' alla volta, non troppo né troppo poco, quel tanto che bastava per costringere il lettore a girare una pagina dopo l'altra.
    "Nessun Testimone" non appartiene esattamente allo stesso genere - più un thriller che un giallo, e con una struttura diversa - ma il concetto è lo stesso. I personaggi coinvolti non dicono niente. La maggior parte di loro sono abbandonati dopo una scena o due. Non si capisce chi siano i principali indagati - si ruota attorno a Colossus, ma è sempre un vago, sempre un forse, sempre un boh, e l'autrice sembra si diverta a girare intorno senza arrivare da nessuna parte. Come si risolve il caso? Perché i detective sono bravi? No, perché il serial killer si comporta da cretino, e si scopre apertamente. Wow. Gran colpo di scena. Sono senza parole. Wow.
    C'è anche il tentativo di depistarci, facendo sì che uno degli omicidi non fosse collegato agli altri, ma, cioè, era OVVIO fin dall'inizio, e se l'ho capito IO secoli prima della polizia qualche domanda me la farei. Ma anche quello, trattato tutto in maniera sbrigativa, puff!, cinque minuti e abbiamo finito.
    La stessa faccenda dell'omicidio di Helen - che, ripeto, ho accolto come una manna dal cielo dopo pagine e pagine di vuoto siderale - è nebulosa, poco chiara, non si capisce bene chi sia stato, boh, chissà, forse. Chissenefrega. Sempre sotto il capitolo del coinvolgimento emotivo.
    Leggendo recensioni sul web questo sembra essere uno dei libri migliori di George. Quelli successivi hanno raccolto una marea di recensioni negative.
    Immagino di non perdermi niente fermandomi qui. Peccato. Avendo lei scritto settordici mila libri, se mi fosse piaciuta sarei stata a posto per tutto l'anno. Toccherà cercare altrove.

    ha scritto il 

  • 5

    Nessun testimone

    Un magistrale thriller-noir che si legge molto volentieri; la trama è subito coinvolgente e la descrizione è minuziosa sia per i personaggi, sia per i vari contesti ambientali. Nella cornice del giall ...continua

    Un magistrale thriller-noir che si legge molto volentieri; la trama è subito coinvolgente e la descrizione è minuziosa sia per i personaggi, sia per i vari contesti ambientali. Nella cornice del giallo investigativo ben si inserisce un dramma familiare che colpisce uno dei protagonisti. Molto consigliato.

    ha scritto il