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Nessuno

L'Odissea raccontata ai lettori d'oggi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.8
(618)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804425326 | Isbn-13: 9788804425328 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
Dopo aver divulgato la filosofia greca, i miti greci, la fisica,l'informatica, l'Iliade, Luciano De Crescenzo ora affronta l'Odissea. Odisseo(o Ulisse che dir si voglia) è sempre stato l'eroe prediletto dallo scrittorenapoletano, per quelle qualità e quelle umane debolezze che l'hanno reso ilpersonaggio più suggestivo della letteratura di tutti i tempi. Odisseo èinfatti una perfetta metafora delle condizioni umane, alle prese con undestino spesso avverso, ma mai rassegnato, grazie alle mille risorseoffertegli dal proprio "multiforme ingegno".
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  • 5

    Odissea per tutti

    Di fatto si tratta di una traduzione dell'Odissea di Omero con un linguaggio molto semplice e chiaro e l'aggiunta di qualche commento arguto, ma chiaramente "delimitato" da parte di De Crescenzo.
    Mi sembra un buon modo per il lettore moderno che, purtroppo, di tempo ne ha poco per gustarsi un int ...continua

    Di fatto si tratta di una traduzione dell'Odissea di Omero con un linguaggio molto semplice e chiaro e l'aggiunta di qualche commento arguto, ma chiaramente "delimitato" da parte di De Crescenzo. Mi sembra un buon modo per il lettore moderno che, purtroppo, di tempo ne ha poco per gustarsi un intramontabile classico della letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    fase due: l'odissea

    Come nel precedente "elena Elena, amore mio", troviamo un'interessante opera di divulgazione per lettori di tutte le età, con molti passi divertenti. de crescenzo spiega un pubblico vasto e molto variegato un'opera classica. un po' come anni a
    dopo Benigni nei suoi spettacoli su "tutto dante", pe ...continua

    Come nel precedente "elena Elena, amore mio", troviamo un'interessante opera di divulgazione per lettori di tutte le età, con molti passi divertenti. de crescenzo spiega un pubblico vasto e molto variegato un'opera classica. un po' come anni a dopo Benigni nei suoi spettacoli su "tutto dante", persegue lo stesso intento di unire chiarezza e simpatia.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quanti sono stati costretti a studiare l'Odissea a scuola e spesso annoiandosi ai racconti spesso noiosi contenuti in essa si ricrederanno se a raccontare le gesta di Ulisse è un cantastorie di eccezione: Luciano De Crescenzo. La lettura della celebre opera di Omero in chiave comica rende la let ...continua

    "Quanti sono stati costretti a studiare l'Odissea a scuola e spesso annoiandosi ai racconti spesso noiosi contenuti in essa si ricrederanno se a raccontare le gesta di Ulisse è un cantastorie di eccezione: Luciano De Crescenzo. La lettura della celebre opera di Omero in chiave comica rende la lettura divertente e allo stesso tempo permette al lettore di conoscere i fatti realmente narrati nell'Odissea". VERISSIMO !

    ha scritto il 

  • 4

    Una versione leggera dell'Odissea, che racconta con linguaggio più semplice le avventure di Ulisse e con alcuni commenti dell'autore, che fanno scappare non pochi sorrisi. Ovviamente non può sostituire l'originale :)

    ha scritto il 

  • 4

    Come ricredersi su Odisseo

    http://leggichetipassa.blogspot.com/2011_12_01_archive.html


    Era dai tempi del liceo che non leggevo l’Odissea. È sempre stato il mio poema epico preferito, ma a furia di tradurlo dal greco mi ero stancata. Odisseo, l’uomo dall’ingegno multiforme, l’uomo capace di vagare 20 anni per, come d ...continua

    http://leggichetipassa.blogspot.com/2011_12_01_archive.html

    Era dai tempi del liceo che non leggevo l’Odissea. È sempre stato il mio poema epico preferito, ma a furia di tradurlo dal greco mi ero stancata. Odisseo, l’uomo dall’ingegno multiforme, l’uomo capace di vagare 20 anni per, come direbbe Foscolo, baciare la sua petrosa Itaca. Mi ha sempre colpito la sua tenacia, la sua capacità di non arrendersi e di superare gli ostacoli che Poseidone e Zeus disseminavano sul suo cammino; certo grande merito va alla dea Atena che l’ha sempre protetto e guidato, ma non si può negare che il prode Odisseo ci abbia messo del suo. Mentre i più spasimano per il bell’e forte Achille, tutto muscoli coraggio e sprezzo del pericolo, a me ha sempre interessato Odisseo, tutto cervello, sangue freddo e calma. Tuttavia questo libro di De Crescenzo, davvero ben scritto, mi ha un po’ fatto ricredere sulla figura che per anni ha campeggiato nella mia mente di liceale. Non si può certo dire che Odisseo fosse uno stinco di santo, razzie e cattiverie ne ha fatte tante, ma che fosse un pusillanime, bè, questo invece non lo avevo mai pensato. Più che la storia, l’Odissea vera e propria, infatti, mi ha colpito l’ultimo capitoletto dove l’autore racconta un lato dell’eroe itacese che ignoravo: l’uomo che descrive, oltre ad essere un codardo pauroso, è anche un arrivista senza limiti, come lo chiameremmo noi oggi. Riguardando a distanza di anni questo poema e ripensando oggi alla figura di Odisseo non è che mi piaccia poi molto questo suo fare, pur non potendo negarne l’assoluta intelligenza e l’assoluto senso pratico. Sarà che l’Odissea è sempre stata il simbolo del povero tapino (mi perdoni il divino Odisseo) che osteggiato da tutto e tutti cerca di ritornare alla sua casa ed alla sua amata famiglia, alla tenera sposa Penelope infastidita da invadenti pretendenti, e al figlioletto Telemaco, che ha lasciato ancora in fasce. È un po’il romanticismo di questi sentimenti a farti parteggiare per il povero Odisseo, a condividere le sue sofferenze e a sperare con lui di tornare alla petrosa Itaca. Tuttavia, come dicevo, questo libro mi ha aiutato anche a mettere a fuoco l’Odisseo uomo, più che l’eroe. E se volessimo togliere anche gli interventi divini della divina Atena (non me ne voglia nemmeno lei), dell’Odisseo dal multiforme ingegno non so quanto resti. Omero ce lo descrive, già fin dall’inizio, in lacrime, prigioniero della bella Calipso sull’isola di Ogigia; l’esperide figlia di Atlante lo tiene con sé da 7 anni e non lo lascia partire.. e lui piange pensando al figlioletto ed alla perenne tenera (Penelope è sempre tenera) sposa. Chiunque si sarebbe impietosito davanti al prode in lacrime che sogna solo il rientro a casa. Ma forse strada facendo ci si rende conto che Odisseo non è così valoroso come ce lo descrive Omero. De Crescenzo fa numerose riflessioni sulla figura dell’eroe nella varie parti cruciali e significative del suo viaggio, come ad esempio l’episodio di Polifemo. Senza togliervi il giusto di leggere questo libro, vi dico solo che è adatto a ridimensionare chi some me ha sempre avuto una incondizionata stima ed una cieca predilezione per Odisseo. Spogliandolo un po’ dell’aura sacra che lo riveste e un po’ anche della divina Atena che lo protegge, Odisseo ci apparirà come realmente è .. e non so se vi piacerà così tanto l’uomo che vedrete! Anche se senza volerlo ha distrutto un mio idolo di sempre, ringrazio De Crescenzo che mi ha aperto gli occhi… c’è sempre da imparare!

    ha scritto il