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Nessuno accendeva le lampade

Di

Editore: laNuovafrontiera

3.9
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8883732006 | Isbn-13: 9788883732003 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesca Lazzarato

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Di Felisberto Hernàndez, Italo Calvino scrisse: " Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un " irregolare " che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile. "
E in effetti Hernàndez sorprende il lettore con immagini sconcertanti e surreali, in cui non di rado gli oggetti o le singole parti dell'essere umano acquistano vita propria. Coniugando in maniera magistrale il ricordo e l'invenzione, il senso dell'humour e l'inquietudine. Hernàndez guida il lettore in un geniale gioco di analogie e associazioni di idee e seduce chi ha la fortuna di leggerlo .
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  • 4

    Lo confesso. Felisberto Hernández è uno dei miei scrittori sudamericani preferiti. Eppure chi è costui? Perché non ha la fama di un Borges, di un Cortázar, di un Márquez, di un Neruda, di un Paz, di un Mutis, di chi più ne ha più ne metta?
    http://www.piegodilibri.it/libri-dispersi/nessuno-a ...continua

    Lo confesso. Felisberto Hernández è uno dei miei scrittori sudamericani preferiti. Eppure chi è costui? Perché non ha la fama di un Borges, di un Cortázar, di un Márquez, di un Neruda, di un Paz, di un Mutis, di chi più ne ha più ne metta?
    http://www.piegodilibri.it/libri-dispersi/nessuno-accendeva-lampade-felisberto-hernandez/

    ha scritto il 

  • 5

    Strana stagione l’estate, ambita e volgare. Ci si vergogna di meno senza che sia necessariamente un bene perché il pudore non dovrebbe esistere soltanto in amore, non certo nelle spiagge.
    Si alleggeriscono i vestiti e l’educazione con loro come se esporre la pelle fosse una merce di scambio ...continua

    Strana stagione l’estate, ambita e volgare. Ci si vergogna di meno senza che sia necessariamente un bene perché il pudore non dovrebbe esistere soltanto in amore, non certo nelle spiagge.
    Si alleggeriscono i vestiti e l’educazione con loro come se esporre la pelle fosse una merce di scambio buona anche al di fuori delle ville brianzole.
    Ci si crede migliori e più uguali ma non è sudare che ci rende simili. Non possono farlo canottiere e infradito.
    'Devi sapere che quando giravo per la proprietà e sentivo strillare una radio perdevo il senso degli alberi e della mia vita. Questa prepotenza mi cambiava l’idea di ogni cosa: la casa non mi sembrava più mia e ho pensato spesso di essere venuto al mondo nel secolo sbagliato'.
    Sdraiati su lettini paralleli come bare dopo la strage del buon gusto ascoltiamo inesorabilmente e senza speranza parole inutili e non sentiamo più il mare. E 'ogni cosa si spoglia di illusioni come certi fondali di teatro la mattina dopo'.

    http://compitifacoltativi.wordpress.com/2013/07/21/stessa-spiaggia-stesso-male/

    ha scritto il 

  • 5

    Premessa: credo che quando si decide di avvicinarsi alla letteratura sudamericana, sia necessario farlo con una predisposizione d'animo particolare. Spesso non è sufficiente cercare di capire la storia che stiamo leggendo, ma ci si deve lasciar portare dal potere della parola, lasciar andare le c ...continua

    Premessa: credo che quando si decide di avvicinarsi alla letteratura sudamericana, sia necessario farlo con una predisposizione d'animo particolare. Spesso non è sufficiente cercare di capire la storia che stiamo leggendo, ma ci si deve lasciar portare dal potere della parola, lasciar andare le cose e seguire la musica, godere delle suggestioni che ogni pagina suscita. Capire, comprendere ogni cosa, mi sembrano a volte forzature, come cercare di comprimere oggetti enormi in una scatoletta. Non ci staranno mai, ci sarà sempre una parte che esce fuori.
    Logicamente quanto detto non può applicarsi a tutta la letteratura sudamericana, sicuramente vale per il libro di Felisberto Hernandez.
    “Nessuno accendeva le lampade” è uno straordinario esempio di questa capacità di liberare le parole, di toglier loro lo strato di polvere che le ricopriva e farle finalmente vivere. E così succede che gli oggetti vivano e un balcone che crolla è un balcone che ha deciso di gettarsi nel vuoto perché si sentiva tradito, perché è un oggetto in grado di amare e di essere amato e può capitare di incontrare una maschera di teatro che scopre di proiettare una luce dagli occhi che le permette di vedere al buio (una luce che “permette di entrare in un mondo chiuso agli altri”). È un mondo fantastico, quello nel quale Hernandez ci invita ad entrare, un mondo fatto di silenzio e di buio, quel buio che permette di immaginare le cose, creando una zona franca nella quale il tatto si sostituisce alla vista restituendoci sensazioni diverse ma non per questo meno reali, suscitando una capacità di recuperare ricordi o sensazioni che sembrava sopita. Una teoria di racconti carica di suggestioni, dal venditore di calze in grado di piangere a comando alla donna che vive circondata dall'acqua perché le attribuisce “la capacità di elaborare ciò che vi si rispecchia e di ricevere il pensiero”, fino al collezionista di bambole che finisce per non distinguerle più dalle persone in carne ed ossa. È un mondo al quale non siamo abituati, dove l'immaginazione colora la realtà fino a trasfigurarla. La vita non è solo quella che viviamo - sembra dirci Hernandez - ma anche quella che immaginiamo e scegliere fra uno dei due mondi è limitativo perché ci costringerebbe a rinunciare a qualcosa.
    “Nessuno accendeva le lampade” è un libro bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Come ben sa chi mi segue (ahahahahaha!!) non amo il racconto come stile, tuttavia ci sono rare eccezioni, ed è questo il caso.
    Più che onirico e surreale, ho trovato questo autore capace di porsi innanzi alle cose da differenti angolazioni, decisamente inconsuete, aprendo la mente a nuove p ...continua

    Come ben sa chi mi segue (ahahahahaha!!) non amo il racconto come stile, tuttavia ci sono rare eccezioni, ed è questo il caso.
    Più che onirico e surreale, ho trovato questo autore capace di porsi innanzi alle cose da differenti angolazioni, decisamente inconsuete, aprendo la mente a nuove possibilità.
    Già solo per questo andrebbe letto, se non addirittura per trarne spunto.

    ha scritto il 

  • 5

    In realtà non so spiegare perché questi racconti mi siano piaciuti così tanto.


    Sono piccole storie stravaganti, avvolte da un alone di mistero; non il mistero dei giallisti ma quello vicino e lontanissimo dell’onirico e del subconscio. Come nei sogni, infatti, eventi privi di qualsiasi lo ...continua

    In realtà non so spiegare perché questi racconti mi siano piaciuti così tanto.

    Sono piccole storie stravaganti, avvolte da un alone di mistero; non il mistero dei giallisti ma quello vicino e lontanissimo dell’onirico e del subconscio. Come nei sogni, infatti, eventi privi di qualsiasi logica sembrano assolutamente normali, tanto che persino un balcone che si getta nel vuoto per gelosia risulta plausibile. La letteratura di Hernández è evidentemente surrealista, ma siamo più dalle parti di Magritte o Buñuel che da quelle di Breton.

    Ricordi che non si sa da dove vengano, sensazioni che evaporano un attimo prima di arrivare alla coscienza, cose e volti che evocano associazioni mentali bizzarre e imprevedibili; lo sguardo ed il tatto (che ossessione per gli occhi e le mani!) accarezzano gli oggetti del quotidiano, enigmatiche presenze di cui nulla è dato sapere, angoscianti enigmi ed oscure minacce latenti che raccontano di mondi paralleli incastrati fra il soggiorno e la sala da pranzo.

    "Allora pensai che stava seminando le proprie dita nel buio; poi le avrebbe raccolte di nuovo e tutte si sarebbero riunite sul viso della ragazza."

    ha scritto il 

  • 2

    No

    Il primo impatto è stato negativo: il marketing richiama Marquez sulla prima di copertina e sul retro sono richiesti 13 euro per una manciata di pagine.
    Che dire del contenuto? Suggestivo a sprazzi, pedante altrove. Le immagini ardite sembrano essere un esercizio di stile per stupire il let ...continua

    Il primo impatto è stato negativo: il marketing richiama Marquez sulla prima di copertina e sul retro sono richiesti 13 euro per una manciata di pagine.
    Che dire del contenuto? Suggestivo a sprazzi, pedante altrove. Le immagini ardite sembrano essere un esercizio di stile per stupire il lettore ad ogni costo. Ogni tanto funziona, più spesso appaiono innaturali, artefatte e forzate.
    Il contenuto mi è sembrato metafisico piuttosto che (avversativo) surreale.
    Dalle recensioni lette mi aspettavo qualcosa che richiamasse le atmosfere di "El Marinero" di Pessoa e non questa barba mortale.

    Tredici euro che avrei potuto risparmiare.

    ha scritto il 

  • 0

    finalmente, dopo anni, ho trovato questo libro (prima c'era solo un'edizione einaudi degli anni 70, praticamente introvabile).
    ho cercato hernandez perchè ne aveva parlato cortazar nel suo "il giro del giorno in 80 mondi". alla fine la nuova edizione ha trovato me, forse sapeva che la stavo ...continua

    finalmente, dopo anni, ho trovato questo libro (prima c'era solo un'edizione einaudi degli anni 70, praticamente introvabile).
    ho cercato hernandez perchè ne aveva parlato cortazar nel suo "il giro del giorno in 80 mondi". alla fine la nuova edizione ha trovato me, forse sapeva che la stavo cercando...

    ha scritto il 

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