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Nessuno accendeva le lampade

By Felisberto Hernández

(122)

| Mass Market Paperback | 9788883732003

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Book Description

Di Felisberto Hernàndez, Italo Calvino scrisse: " Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un " irregolare " che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconf Continue

Di Felisberto Hernàndez, Italo Calvino scrisse: " Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un " irregolare " che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile. "
E in effetti Hernàndez sorprende il lettore con immagini sconcertanti e surreali, in cui non di rado gli oggetti o le singole parti dell'essere umano acquistano vita propria. Coniugando in maniera magistrale il ricordo e l'invenzione, il senso dell'humour e l'inquietudine. Hernàndez guida il lettore in un geniale gioco di analogie e associazioni di idee e seduce chi ha la fortuna di leggerlo .

27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non l'ho capito moltissimo.L'ho letto più che altro perchè è uno scrittore uruguayano.Come me.

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    ValentinaS said on Oct 22, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Strana stagione l’estate, ambita e volgare. Ci si vergogna di meno senza che sia necessariamente un bene perché il pudore non dovrebbe esistere soltanto in amore, non certo nelle spiagge.
    Si alleggeriscono i vestiti e l’educazione con loro come se es ...(continue)

    Strana stagione l’estate, ambita e volgare. Ci si vergogna di meno senza che sia necessariamente un bene perché il pudore non dovrebbe esistere soltanto in amore, non certo nelle spiagge.
    Si alleggeriscono i vestiti e l’educazione con loro come se esporre la pelle fosse una merce di scambio buona anche al di fuori delle ville brianzole.
    Ci si crede migliori e più uguali ma non è sudare che ci rende simili. Non possono farlo canottiere e infradito.
    'Devi sapere che quando giravo per la proprietà e sentivo strillare una radio perdevo il senso degli alberi e della mia vita. Questa prepotenza mi cambiava l’idea di ogni cosa: la casa non mi sembrava più mia e ho pensato spesso di essere venuto al mondo nel secolo sbagliato'.
    Sdraiati su lettini paralleli come bare dopo la strage del buon gusto ascoltiamo inesorabilmente e senza speranza parole inutili e non sentiamo più il mare. E 'ogni cosa si spoglia di illusioni come certi fondali di teatro la mattina dopo'.

    http://compitifacoltativi.wordpress.com/2013/07/21/stes…

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    fb said on Jul 21, 2013 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Premessa: credo che quando si decide di avvicinarsi alla letteratura sudamericana, sia necessario farlo con una predisposizione d'animo particolare. Spesso non è sufficiente cercare di capire la storia che stiamo leggendo, ma ci si deve lasciar porta ...(continue)

    Premessa: credo che quando si decide di avvicinarsi alla letteratura sudamericana, sia necessario farlo con una predisposizione d'animo particolare. Spesso non è sufficiente cercare di capire la storia che stiamo leggendo, ma ci si deve lasciar portare dal potere della parola, lasciar andare le cose e seguire la musica, godere delle suggestioni che ogni pagina suscita. Capire, comprendere ogni cosa, mi sembrano a volte forzature, come cercare di comprimere oggetti enormi in una scatoletta. Non ci staranno mai, ci sarà sempre una parte che esce fuori.
    Logicamente quanto detto non può applicarsi a tutta la letteratura sudamericana, sicuramente vale per il libro di Felisberto Hernandez.
    “Nessuno accendeva le lampade” è uno straordinario esempio di questa capacità di liberare le parole, di toglier loro lo strato di polvere che le ricopriva e farle finalmente vivere. E così succede che gli oggetti vivano e un balcone che crolla è un balcone che ha deciso di gettarsi nel vuoto perché si sentiva tradito, perché è un oggetto in grado di amare e di essere amato e può capitare di incontrare una maschera di teatro che scopre di proiettare una luce dagli occhi che le permette di vedere al buio (una luce che “permette di entrare in un mondo chiuso agli altri”). È un mondo fantastico, quello nel quale Hernandez ci invita ad entrare, un mondo fatto di silenzio e di buio, quel buio che permette di immaginare le cose, creando una zona franca nella quale il tatto si sostituisce alla vista restituendoci sensazioni diverse ma non per questo meno reali, suscitando una capacità di recuperare ricordi o sensazioni che sembrava sopita. Una teoria di racconti carica di suggestioni, dal venditore di calze in grado di piangere a comando alla donna che vive circondata dall'acqua perché le attribuisce “la capacità di elaborare ciò che vi si rispecchia e di ricevere il pensiero”, fino al collezionista di bambole che finisce per non distinguerle più dalle persone in carne ed ossa. È un mondo al quale non siamo abituati, dove l'immaginazione colora la realtà fino a trasfigurarla. La vita non è solo quella che viviamo - sembra dirci Hernandez - ma anche quella che immaginiamo e scegliere fra uno dei due mondi è limitativo perché ci costringerebbe a rinunciare a qualcosa.
    “Nessuno accendeva le lampade” è un libro bellissimo.

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    Héctor Genta said on Jun 15, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Come ben sa chi mi segue (ahahahahaha!!) non amo il racconto come stile, tuttavia ci sono rare eccezioni, ed è questo il caso.
    Più che onirico e surreale, ho trovato questo autore capace di porsi innanzi alle cose da differenti angolazioni, decisamen ...(continue)

    Come ben sa chi mi segue (ahahahahaha!!) non amo il racconto come stile, tuttavia ci sono rare eccezioni, ed è questo il caso.
    Più che onirico e surreale, ho trovato questo autore capace di porsi innanzi alle cose da differenti angolazioni, decisamente inconsuete, aprendo la mente a nuove possibilità.
    Già solo per questo andrebbe letto, se non addirittura per trarne spunto.

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    Ananda said on May 8, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In realtà non so spiegare perché questi racconti mi siano piaciuti così tanto.

    Sono piccole storie stravaganti, avvolte da un alone di mistero; non il mistero dei giallisti ma quello vicino e lontanissimo dell’onirico e del subconscio. Come nei s ...(continue)

    In realtà non so spiegare perché questi racconti mi siano piaciuti così tanto.

    Sono piccole storie stravaganti, avvolte da un alone di mistero; non il mistero dei giallisti ma quello vicino e lontanissimo dell’onirico e del subconscio. Come nei sogni, infatti, eventi privi di qualsiasi logica sembrano assolutamente normali, tanto che persino un balcone che si getta nel vuoto per gelosia risulta plausibile. La letteratura di Hernández è evidentemente surrealista, ma siamo più dalle parti di Magritte o Buñuel che da quelle di Breton.

    Ricordi che non si sa da dove vengano, sensazioni che evaporano un attimo prima di arrivare alla coscienza, cose e volti che evocano associazioni mentali bizzarre e imprevedibili; lo sguardo ed il tatto (che ossessione per gli occhi e le mani!) accarezzano gli oggetti del quotidiano, enigmatiche presenze di cui nulla è dato sapere, angoscianti enigmi ed oscure minacce latenti che raccontano di mondi paralleli incastrati fra il soggiorno e la sala da pranzo.

    "Allora pensai che stava seminando le proprie dita nel buio; poi le avrebbe raccolte di nuovo e tutte si sarebbero riunite sul viso della ragazza."

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    Calibano said on Mar 13, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (122)
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    • 1 star
  • Mass Market Paperback 136 Pages
  • ISBN-10: 8883732006
  • ISBN-13: 9788883732003
  • Publisher: laNuovafrontiera
  • Publish date: 2012-01-01
  • Also available as: Others
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