Nessuno scrive al colonnello

e otto racconti

Di

Editore: Mondadori (Oscar)

3.8
(2455)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese

Isbn-10: A000024256 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enrico Cicogna ; Prefazione: Dario Puccini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

Ti piace Nessuno scrive al colonnello?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Nessuno scrive al colonnello è ben lontano dalla grandezza dei maggiori romanzi di Gabriel García Márquez: mancano personaggi memorabili come quelli di Cent'anni di solitudine (sebbene venga nominato ...continua

    Nessuno scrive al colonnello è ben lontano dalla grandezza dei maggiori romanzi di Gabriel García Márquez: mancano personaggi memorabili come quelli di Cent'anni di solitudine (sebbene venga nominato Aureliano Buendía), passioni totalizzanti come quelle che trionfano ne L'amore ai tempi del colera e non si riscoprono le tensioni e il ritmo del giallo Cronaca di una morte annunciata, che, pur breve, ha una ricchezza narrativa e descrittiva che lo rende un gioiello. Se non altro, in questo breve racconto ho trovato delle inaspettate consonanze con il romanzo di un autore nostrano...
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2017/03/nessuno-scrive-al-colonnello.html

    ha scritto il 

  • 3

    la mano di uno scrittore premio nobel della letteratura si riconosce subito dalle prime righe del libro.
    sono passati 20 anni da quando è stato scritto ma si adatta sempre ad ogni epoca: la miseria um ...continua

    la mano di uno scrittore premio nobel della letteratura si riconosce subito dalle prime righe del libro.
    sono passati 20 anni da quando è stato scritto ma si adatta sempre ad ogni epoca: la miseria umana non cambia con gli anni ed è sempre viva in fronte a noi.
    oggi lo regalerei ad ogni giocatore incallito che spreca i suoi soldi davanti ad una slot machine o continua a spendere soldi davanti ad una lotteria lasciando solo fame ed agonia nella sua famiglia.
    una malattia forse ma anche lo stato si impegna bene a togliere i pochi soldi rimasti ai cittadini

    ha scritto il 

  • 3

    Per anni sono stata convinta di aver letto questo libro; leggendolo ora, di nuovo, la convinzione si è radicata ma non riesco a ricostruire cosa avessi pensato durante la prima lettura.
    La storia del ...continua

    Per anni sono stata convinta di aver letto questo libro; leggendolo ora, di nuovo, la convinzione si è radicata ma non riesco a ricostruire cosa avessi pensato durante la prima lettura.
    La storia del colonnello è una storia di grandi attese in cui nulla si concretizza se non la crescente frustrazione per un mondo che non riconosce i meriti di nessuno. La lettura corre ma la storia mi ha lasciato addosso un senso di disagio e ingiustizia che non mi permette di dire che il libro mi sia piaciuto: mi ha angosciato, questo sì, forse fatto arrabbiare, ma non posso dire mi abbia dato quel piacere che, per esempio, cent'anni di solitudine mi aveva dato.

    ha scritto il 

  • 4

    Come negli altri libri di Marquez che ho letto, anche in questo egli si dimostra incredibilmente capace di creare mondi, storie, personaggi che restano indelebili nella memoria a fine lettura. A me ca ...continua

    Come negli altri libri di Marquez che ho letto, anche in questo egli si dimostra incredibilmente capace di creare mondi, storie, personaggi che restano indelebili nella memoria a fine lettura. A me capita con pochissimi scrittori di avere questa sensazione a fine libro. In questo caso si tratta di un racconto lungo, piu' che di un romanzo, ma il risultato non cambia.
    Straordinaria anche la bellezza del linguaggio, spesso apparentemente semplice ma in realta' incredibilmente cesellato.

    ha scritto il 

  • 2

    Si spargono elogi a destra e a manca sulla sobrietà dello stile usato da Marquez in questo breve romanzo, di un'asciuttezza e concisione che ricordano molto da vicino Hemingway.
    Sarà, ma a forza di as ...continua

    Si spargono elogi a destra e a manca sulla sobrietà dello stile usato da Marquez in questo breve romanzo, di un'asciuttezza e concisione che ricordano molto da vicino Hemingway.
    Sarà, ma a forza di asciugare la prosa ormai secca non lascia nulla al tatto, nemmeno una gemma di umore prezioso da succhiare dalla punta dell'indice ad occhi socchiusi.

    L'ho appena finito, o forse no...? Potrei non averlo mai letto. Una storia che si è persuasi di aver conosciuto e non si sa il perché, da dove sia venuta per inciampare nella memoria, se da un'ora trasognata di lettura, o da un'antologia di brani spulciata un pomeriggio noioso, o forse il racconto inverosimile ascoltato un'estate dell'infanzia da un vecchio suonato al bar a dieci passi dal mare. Chissà...

    ha scritto il 

  • 4

    Letto d'un fiato a Barcellona su suggerimento di Amelia, racconto (più che romanzo) lirico e tragico, un'attesa infinita che diventa protagonista di ogni pagina e di ogni goccia di sudore. La speranza ...continua

    Letto d'un fiato a Barcellona su suggerimento di Amelia, racconto (più che romanzo) lirico e tragico, un'attesa infinita che diventa protagonista di ogni pagina e di ogni goccia di sudore. La speranza diventa l'unica soluzione possibile in un mondo ostile e ingrato.

    ha scritto il 

  • 4

    «Ottobre era una delle poche cose che arrivavano.»

    Dopo il mio primo difficoltoso approccio con uno dei massimi capolavori dello scrittore colombiano "El amor en los tiempos del cólera", con questo pi ...continua

    «Ottobre era una delle poche cose che arrivavano.»

    Dopo il mio primo difficoltoso approccio con uno dei massimi capolavori dello scrittore colombiano "El amor en los tiempos del cólera", con questo piccolo romanzo mi sono totalmente ricreduta e riavvicinata alla sua splendida prosa.
    "El coronel no tiene quien lo escriba" è un romanzo breve di Gabriel García Márquez pubblicato originariamente a puntate tra maggio e giugno del 1958, poi in un volume unico nel 1961.
    Considerato dallo stesso autore il suo miglior libro (tanto da dichiarare che aveva dovuto scrivere Cent'anni di solitudine affinché poi si leggesse anche Nessuno scrive al colonnello), fu incluso nella lista dei "100 migliori racconti in lingua spagnola del XX secolo" stilata dal periodo iberico «El Mundo».
    Tra il 1956 e il 1957, Márquez era stato inviato a Parigi come corrispondente della rivista colombiana «El Espectador» - poi censurata e chiusa dal regime dittatoriale di Rojas Pinilla - e fu qui che l'autore, che viveva in uno stato di povertà in un hotel del Quartiere Latino, nell'attesa inutile di un salario, che iniziò la stesura del romanzo.
    L'esperienza diretta del disagio economico sicuramente influenzò la trama del libro.
    Siamo nell'anno del poi, nel mese del mai e nel luogo del chissàdove, come spesso accade nelle opere di Márquez, e l'anziano ex colonnello della Guerra Civile aspetta con angosciosa inquietudine da quindici lunghi anni, ogni singolo venerdì, la pensione da reduce, che non arriverà mai.
    Per sopperire alla miseria vende tutto quello che possiede, tranne un gallo lasciato dal figlio morto dopo aver distribuiti stampa clandestina.
    Arriverà perfino a togliersi il pane dalla bocca per sfamare lo sparuto animale, nella speranza che quest'ultimo vinca qualche combattimento in primavera.
    Le speranze si spegneranno lentamente, eppure il testardo colonnello, ormai ridotto agli stenti, non rinuncerà nella sua fede incrollabile della venuta della pensione.
    La narrazione malinconica e uggiosa del romanzo rispecchia in maniera brutalmente realistica lo stile di vita nel dopoguerra della Colombia ferita dalla repressione e dalla censura del governo dittatoriale.
    Eppure il realistico e il magico si fondono in maniera estatica: la Guerra e le sue tribolazioni si, ma anche i numerosi cambi meteorologici - terribili acquazzoni piombano sulla città per poi concludersi in un caldo infernale - e i tanti emblemi nascosti nella trama.
    Uno fra tutti quello del gallo, simbolo dell'America Latina che attende una rivincita che non avverrà mai.
    Un Márquez forse più mesto e scoraggiato, ma probabilmente più vero, carico di una semplicità e di un'essenzialità disarmante, come il ritratto del personaggio del colonnello, forse uno dei più riusciti nelle opere del grande scrittore colombiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottobre era una delle poche cose che arrivavano......

    Marzo 2011
    Una coppia di vecchi malandati, senza un soldo, ma con tanta dignità attendono con rassegnazione una pensione che non arriverà mai. Privandosi anche del cibo per loro stessi, allevano con p ...continua

    Marzo 2011
    Una coppia di vecchi malandati, senza un soldo, ma con tanta dignità attendono con rassegnazione una pensione che non arriverà mai. Privandosi anche del cibo per loro stessi, allevano con premura e attenzione, un gallo da combattimento, lasciatogli in eredità dal figlio ucciso dalle guardie , perché quel gallo potrebbe essere la loro fortuna. Un meraviglioso racconto di Marquez, che anticipa i cent'anni di solitudine.

    ha scritto il 

Ordina per