Nessuno si salva da solo

Di

Editore: Mondolibri

2.9
(3816)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 1

    Non mi ha detto proprio nulla

    Non so se sono io, ma la trama me la sono persa completamente. I personaggi, di per sè, dicono poco e quindi la storia non sarebbe mai potuta essere avvincente.
    E niente, forse avrei visto Delia e Gae ...continua

    Non so se sono io, ma la trama me la sono persa completamente. I personaggi, di per sè, dicono poco e quindi la storia non sarebbe mai potuta essere avvincente.
    E niente, forse avrei visto Delia e Gaetano come due personaggi secondari in una storia di tutt'altro spessore

    ha scritto il 

  • 1

    Non voglio spenderci troppe parole. Dico solo brutto, davvero, davvero brutto. Per quanto ami storie di coppie fallite qui non c'è nulla che si salvi. Uno stile artefatto e caricato, una volgarità gra ...continua

    Non voglio spenderci troppe parole. Dico solo brutto, davvero, davvero brutto. Per quanto ami storie di coppie fallite qui non c'è nulla che si salvi. Uno stile artefatto e caricato, una volgarità gratuita, un rimestare nel sudiciume e nel sordido in modo esasperato e insopportabile. Bocciatissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    DECISAMENTE DELUDENTE

    decisamente deludente

    la Mazzantini questa volta ha toppato.......un libro buttato lì, tanto per scrivere qualcosa.......se mi leggi Margaret, ti prego , ritorna in te e ai tempi di Non ti muovere :-) ...continua

    decisamente deludente

    la Mazzantini questa volta ha toppato.......un libro buttato lì, tanto per scrivere qualcosa.......se mi leggi Margaret, ti prego , ritorna in te e ai tempi di Non ti muovere :-))))

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura è affascinante, anche se non sempre efficace. Quello che non mi è piaciuto è che fa credere (cosa di cui non c'è alcun bisogno, a mio avviso) che le divergenze non si possano superare. I ...continua

    La scrittura è affascinante, anche se non sempre efficace. Quello che non mi è piaciuto è che fa credere (cosa di cui non c'è alcun bisogno, a mio avviso) che le divergenze non si possano superare. I sentimenti non ritornano o non si creano, se non esistono spontaneamente, però l'accanimento che caratterizza certe relazioni (finite e non) credo sia un problema che interessa molto anche il modo in cui comunichiamo.

    ha scritto il 

  • 4

    La lettura di questo romanzo equivale a un morso ferino il cui dolore diviene sempre più acuto e profondo mentre l'animale che lo inligge affonda i denti e scuote le fauci per strappare le carni dilan ...continua

    La lettura di questo romanzo equivale a un morso ferino il cui dolore diviene sempre più acuto e profondo mentre l'animale che lo inligge affonda i denti e scuote le fauci per strappare le carni dilaniate della preda. E la preda siete voi e la vostra coppia. Nessuno si salva, punto.

    ha scritto il 

  • 2

    Il primo libro che leggo dell'autrice e mi ha abbastanza delusa. Non ho apprezzato particolarmente lo stile di scrittura, pensieri e flashback non molto ordinati, ma la storia è comunque molto dirett ...continua

    Il primo libro che leggo dell'autrice e mi ha abbastanza delusa. Non ho apprezzato particolarmente lo stile di scrittura, pensieri e flashback non molto ordinati, ma la storia è comunque molto diretta e realistica.

    ha scritto il 

  • 2

    romanzo mediocre...

    Questo romanzo è incentrato sull'analisi retrospettiva di una relazione finita ormai da tempo, la cui spinta vitale si è ormai esaurita nell'inesorabile trascorrere dei giorni, crollata sotto gli inev ...continua

    Questo romanzo è incentrato sull'analisi retrospettiva di una relazione finita ormai da tempo, la cui spinta vitale si è ormai esaurita nell'inesorabile trascorrere dei giorni, crollata sotto gli inevitabili colpi delle problematicità irrisolte di lui e di lei. Cruda e feroce, questa disamina appare eccessivamente esibita in tutta la sua spietatezza e squallore.

    Lo stile della Mazzantini non convince per nulla: a una sintassi scarna e a un periodare breve ed essenziale, si contrappone una narrazione frammentata e uno stile alquanto pretenzioso e goffamente ricercato, che ha la velleità di scavare e affondare nel marcio di una relazione andata ormai in frantumi, cercando di scuotere e stupire il lettore medio attraverso il ricorso a un linguaggio volutamente greve e volgare che – nell'intento dell'autrice – vorrebbe restituire a chi legge un senso di cruda verità, ma che personalmente ho trovato solamente compiaciuto di se stesso e del fatto di osare di aver attinto a modi di esprimersi “non borghesi”. Però quest'uso del linguaggio possiede un che di artificioso e di eccessivo, non assurge a vera poesia, non diviene mimesi del reale, né sa farsi strumento attraverso il quale scavare nel dolore dei personaggi.

    Altro punto a sfavore è che la narrazione onnisciente viene messa da parte per dare spazio a una narrazione intra-diegetica, per cui l'autrice parla e scrive come se a scrivere e a parlare fossero i suoi stessi personaggi. Fino a qui non ci sarebbe nulla di male, se solo la Mazzantini non avesse intrapreso l'infelice scelta di guardare e rappresentare il mondo esclusivamente attraverso un'ottica maschile, ottica questa che sembra sfiorare i labili confini che la separano da un modo di pensare prettamente maschilista, con la sua rudezza e un linguaggio che dà corpo a una visione orientata sulla sessualità, vista come strumento privilegiato per conoscere e dominare la realtà circostante oppure come mezzo di rivalsa e autoaffermazione personale.

    Insomma, il romanzo è lontano dalle mie corde e dalla mia sensibilità. L'alternarsi intricato dei diversi piani temporali dona all'opera una certa confusione e disorganicità e mi sembra che, pur mettendo a posto i pezzi, manchi comunque qualcosa al quadro generale, come se mancassero dei tasselli fondamentali della storia e l'eccesso di analisi del particolare non conducesse a una chiara visione d'insieme.

    Mi è piaciuta però la scena finale, quella che dà senso al titolo scelto per l'opera. Un anziano malato, conosciuto per caso al ristorante dai due giovani, farà loro capire che “nessuno si salva da solo”, nel senso che si può essere sgangherati, manchevoli, ci si può non comprendere fino in fondo ma, alla fine di tutto, è all'altro che comunque dobbiamo appellarci quando la vita sembra più forte di noi, col rischio che ci sommerga nel bianco della sua sferzante mareggiata. Alla fine, essere bastevoli a se stessi è soltanto un'illusione, in quanto prima o poi ci si scontra con la propria fragilità di esseri umani, per cui diventerà inevitabile aggrapparci all'altro, in un caldo abbraccio che, anche solo per un attimo, è in grado di offrirci quel conforto che nessun'altra cosa al mondo saprà mai donarci.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di un amore distrutto, smembrato e fatto a pezzi dagli stessi protagonisti.
    Una storia molto commovente e molto attuale, con un finale di speranza.

    ha scritto il 

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