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Nessuno si salva da solo

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.0
(3395)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880460865X | Isbn-13: 9788804608653 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. Delia e Gaetano sono ancora giovani – più di trenta, meno di quaranta, un’età in cui si può ricominciare. La loro carne è ancora calda e inquieta. Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove. Ma dove hanno sbagliato? Il fatto è che non lo sanno. La passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Cresciuti in un’epoca in cui tutto sembra già essere stato detto, si scambiano parole che non riescono a dare voce alle loro solitudini, alle loro urgenze, perché nate nelle acque confuse di un analfabetismo affettivo. Eppure parole capaci di bagliori improvvisi, che sanno toccare il nucleo ustionante dei ricordi, mettere in scena sul palcoscenico quieto di una sera d’estate il dramma senza tempo dell’amore e del disamore. Margaret Mazzantini ci consegna un romanzo che è l’autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.
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  • 3

    “In qualcosa credo. […] Nella catena umana…se stiamo qui insieme ci sarà un senso…tu e io piuttosto che altri due…”.
    “La psiche, come un mare chiuso, fa i suoi viaggi interni. Propone sempre nuove sol ...continua

    “In qualcosa credo. […] Nella catena umana…se stiamo qui insieme ci sarà un senso…tu e io piuttosto che altri due…”.
    “La psiche, come un mare chiuso, fa i suoi viaggi interni. Propone sempre nuove soluzioni, per salvaguardare i tuoi inganni”.
    Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo.
    “Delia era esattamente così. Una creatura all’avanguardia, intrisa di dolori contemporanei, ma con un cuore calmo da qualche parte sotto i suoi pullover larghi. Un cuore remoto, fermo eppure sempre scosso dai movimenti del mare, come un’ancora”. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia.
    “Non si condisce il disamore con del buon vino, sono gesti e soldi sprecati”.
    Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. Delia e Gaetano sono ancora giovani – più di trenta, meno di quaranta, un’età in cui si può ricominciare. La loro carne è ancora calda e inquieta. “ Il dolore è transitorio, mentre l’oblio è permanente”. Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove. “Si erano annusati ben bene nell’arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quella esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea”. Ma dove hanno sbagliato? Il fatto è che non lo sanno. “Come si fa a vivere con una persona con così pochi slanci verso di te? E’ come fare il bagno nell’acqua tiepida. Non fa caldo, e non fa ancora freddo”. La passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine.
    “Non bisognerebbe mai conoscere così bene le persone, sapere la loro provenienza emotiva. Perché tutto si impasta in un uragano di delusione, di senso di morte che si ripete…[…] l’intimità, quella porta che si apre tra due persone, prima o poi spurga rancore”.

    ha scritto il 

  • 0

    Avrebbe dovuto mollarlo quel giorno.
    Rivestirsi e andarsene.
    Invece gli aveva riaperto le gambe e il resto.
    Era innamorata.
    Tutto quello che voleva fare era illudersi.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca e di certo non mi è piaciuto quanto "Non ti muovere": la narrazione è frammentaria e sconnessa e la storia è una storia come ce ne sono molte. Da leggere ma sicu ...continua

    Mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca e di certo non mi è piaciuto quanto "Non ti muovere": la narrazione è frammentaria e sconnessa e la storia è una storia come ce ne sono molte. Da leggere ma sicuramente non da inserire nella lista dei "Preferiti".

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto di una storia d'amore che non è riuscita a superare le difficoltà della vita, trama povera di avvenimenti ma molto realistica e coinvolgente. Sicuramente non il miglior libro della mazzantini ...continua

    Racconto di una storia d'amore che non è riuscita a superare le difficoltà della vita, trama povera di avvenimenti ma molto realistica e coinvolgente. Sicuramente non il miglior libro della mazzantini, ma comunque un bel libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Passate direttamente al film!

    Avevo letto il libro perché ho visto il film al cinema di Sergio Castellitto che devo ammettere mi era piaciuto, quindi speravo di trovare nel libro qualcosa in più che nel film non c'era. Invece non ...continua

    Avevo letto il libro perché ho visto il film al cinema di Sergio Castellitto che devo ammettere mi era piaciuto, quindi speravo di trovare nel libro qualcosa in più che nel film non c'era. Invece non c'è proprio un bel niente nel libro che nel film non c'è già. Comunque questo libro della Mazzantini è scritto con i piedi, per essere una scrittrice di successo mi aspettavo uno sforzo maggiore nello scrivere questo libro, la storia c'è, il titolo va bene, i personaggi piacciono ma la forma fa cacare, uso il verbo "cacare" perché in questo libro non so quante volte viene menzionato! Dico di passare direttamente al film che stranamente è migliore del libro!

    ha scritto il 

  • 5

    "Nessuno si salva da solo" appartiene a quei libri che ti inchiodano al muro, ti fanno male, ti costringono a riflettere. E una volta finiti ti mancano. Maledettamente.

    Dopo "Non ti muovere" finalment ...continua

    "Nessuno si salva da solo" appartiene a quei libri che ti inchiodano al muro, ti fanno male, ti costringono a riflettere. E una volta finiti ti mancano. Maledettamente.

    Dopo "Non ti muovere" finalmente un libro che ha lo stesso spessore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Badilate di malinconia

    La trama più vecchia del mondo: ci sono due che si sono amati e poi si lasciano (non era meglio "ci sono un italiano, un francese, un tedesco..."?).

    A parte quella vocetta petulante che, ogni volta ch ...continua

    La trama più vecchia del mondo: ci sono due che si sono amati e poi si lasciano (non era meglio "ci sono un italiano, un francese, un tedesco..."?).

    A parte quella vocetta petulante che, ogni volta che leggi certi libri, ti dice che la tua vita è originale come la trama più vecchia del mondo, questo libro è abbastanza carino per come, in un'unica scena al ristorante, nei pensieri più che nei dialoghi dei due protagonisti si rivela la loro storia e come entrambi l'abbiano vissuta e sofferta.

    La disillusione che segue al distacco fisico ed emotivo:
    "Ma chi è quella? .... Quante volte gli è venuto di pensarlo, chi ti conosce? Chi sei? Perché devo sciropparmi tutto di te? I tuoi odori più intimi e il resto. La tua faccia delusa seduta davanti a me."

    "Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male. Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta, che rigurgita dai tombini, quella dell’intero palazzo, dell'intera città, di tutte le coppie che si sono lasciate prima di voi, contemporaneamente a voi. "

    Il dolore e il timore di far soffrire i bambini, il loro silenzio che fa più male di un coltello.
    "Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Per loro. Ma non ce la fai mai per i bambini. E loro lo sanno che non contano, s’industriano. Mettono le tazze per la colazione, spiano gli sguardi, i silenzi. Danno il bacio di qua e di là, con il terrore di sbagliare momento, di sbagliare guancia. Aspettano anche loro. Che l’amore torni."

    Il malinconico rivivere gli esordi del loro amore, esaltante, folle, incosciente (noi ce la faremo, a noi non succederà).
    "Ma aveva fretta di dimenticarsene. Voleva sposarlo, fare dei figli. Tutto quel o che voleva era illudersi."

    "Sono caduti dalla roccia più alta lui e Delia, e sotto l’acqua era poca. Si guardano e non sanno se resteranno immobilizzati a vita, in sedia a rotelle spinti da qualche buon cuore, o soltanto claudicanti. Certo è stato un bel salto. Cazzo come ci credevano, di trovarsi sotto un oceano sterminato, tutto per loro."

    Il desiderio di conservare il buono di ciò che è stato, per offrirlo a se stessi e ai figli, per non arrivare a pensare che è stato tutto uno spreco di tempo, di vita, di amore.
    "Deve metterle in ordine quel e fotografie. Quelle del matrimonio con il riso, i petali, e tutte le altre dopo, al mare, al parco. Deve conservarle per i figli, per quando saranno grandi abbastanza da non strapparle. Dovrà fargliele vedere e dirgli vedete, ci siamo amati, davvero un casino, vi abbiamo voluti, davvero un casino. E non pensate mai che sia stata colpa vostra. "

    "Siete stati i figli di un amore grande. Lei è qui per tenere in vita la memoria. Come quei vecchi della Shoah con le pietre. Una per ogni amore morto. Perché anche l’amore merita un santuario, una memoria."

    Il tradimento, grande compagno delle relazioni.
    "Aveva superato quella soglia. Avrebbe dovuto essere una tragedia. Lui e Delia si erano giurati che non si sarebbero traditi mai. Invece gli pareva che nulla di importante fosse accaduto. E quello era il dolore, la soglia abbattuta, superata senza rimpianto. Eppure si sentiva liberato. "

    Il valzer degli "e se..", il continuo domandarsi se insistendo ancora il momentaccio sarebbe passato e l'amore avrebbe retto allo scossone
    "Sarebbe bastato resistere ancora qualche anno. Con una manciata di timori in più addosso forse non si sarebbero lasciati. Avrebbero potuto accettare serenamente la disfatta, come buona parte delle coppie sposate, diluirla nel tempo come il mutuo per la casa. Fino ad abituarsi alle pareti crepate, alle fessure dove fuggire di tanto in tanto. "

    La consapevolezza che un nuovo incontro avrebbe occupato un'area nuova del cuore ma non colmato quel vuoto, quello spazio contaminato per sempre dall'amore di prima. E la malinconia del pensarsi un avanzo della vita.
    "Magari un giorno un nuovo uomo si sarebbe affiancato a lei, a loro. Ma non sarebbe stato lo stesso."

    "È una donna sola e non è neanche un’artista. È uno scampolo. Una delle tante donne avanzate. Andrà a ingrassare quella schiera lì. Delle ultratrentenni spaiate, quelle che si vedono per l’aperitivo, quelle che entrano in gruppo nei sexy shop, ridacchiando. Ne ha di amiche così, Carlotta, Alberta, vecchie compagne del liceo che hanno perso il treno e adesso aspettano che qualche matrimonio deragli per raccogliere tra le cosce un viaggiatore confuso. "

    Provare a ritrovare un collegamento con un passato morto, che non si riesce a lasciar andare, come quando guardi scendere la bara in quella fossa e pensi mio dio ma quanto hanno scavato
    "– Ci piaceva un casino litigare... – No, a me non è mai piaciuto. – Ti piaceva un casino fare pace... ... fare l’amore, non lo dice. Ha paura di dirlo. Si vergogna... di ricordare qualcosa che tira dentro un odore, un’immagine così loro, così morta. Così dura da lasciar morire. "

    Leggere un libro come questo equivale a mettersi, in un giorno in cui non ti senti al massimo della forma fisica e sei pieno di brufoli e rughe, davanti a uno specchio deformante, così, tanto per vedere se c'è di peggio. Operazione utile? Anche no.

    Premio Amarezza del mese, mi dissocio dai commenti entusiastici!
    Ma per il film, 5 stelle al meraviglioso pezzo di sottofondo al trailer:
    https://youtu.be/P8U22S5BwSA
    "you're so fuckin' special...I wish I was special..."

    ha scritto il 

  • 1

    E a noi chi ci salva dalla Mazzantini? Avevo già letto un po’ di tempo fa “Non ti muovere” e l’ho trovato patetico, irritante nella sua sciacallaggine…questo romanzo lo è ancora di più, pagine e pagin ...continua

    E a noi chi ci salva dalla Mazzantini? Avevo già letto un po’ di tempo fa “Non ti muovere” e l’ho trovato patetico, irritante nella sua sciacallaggine…questo romanzo lo è ancora di più, pagine e pagine di nulla assoluto, di irritanti velleità.
    Delia e Gaetano. Una coppia moderna. Una come tante. Si sono amati, hanno messo al mondo due bei bambini, hanno messo su casa insieme e ora, dopo anni di idillio, non si amano più. Anzi, si detestano proprio. Quell’amore che li univa sembra svanito nel nulla, lasciando spazio solo al rancore, alla rabbia, al disprezzo.
    Triste ridurre un rapporto d’amore così(se veramente si può parlare d’amore e non di attrazione…no so, a me qualche dubbio viene…), davvero molto triste…
    La location di tutta la narrazione è un ristorante…si, avete capito bene, centoottanta pagine di questi due seduti a un tavolo che, tra una portata e l’altra, si sputano in faccia tutta la loro vita trascorsa insieme. Che divertimento, vero?
    Anche i personaggi hanno contribuito ad abbassare il livello della lettura, Delia, la protagonista femminile è la classica donna moderna perennemente insoddisfatta, perennemente insofferente, perennemente depressa, perennemente che uno quando la vede dice :”ma questa qua cos’ha da lamentarsi così tanto? Pensasse a chi sta peggio di lei e sono in tanti a starci…”, con un immancabile passato di bulimia, anoressia e di autolesionismo, Gaetano, il protagonista maschile, è il classico uomo moderno, quello irresponsabile, quello eterno Peter Pan, quello che vive il rapporto con una donna come se fosse un optional.
    Ciò che si domanda il lettore(perlomeno io me lo sono chiesto) è come abbiano fatto questi due a stare insieme per così tanto tempo dato che non hanno praticamente nulla in comune, a parte il sesso…finita la passione, finito tutto…e cosa ce ne importa se di mezzo ci sono due figli che soffrono, due figli abbandonati al loro destino, usati come pedina di scambio o di ricatto tra i due genitori…
    Un romanzo che mi ha messo addosso molta tristezza e molta rabbia(non che ne avessi particolarmente bisogno in questo periodo, le ho già di mio), che ti fa capire ancora una volta come sia difficile comunicare al giorno d’oggi, ma soprattutto come sia difficile amare…
    E poi c’è sempre quella vena di pessimismo che ho già notato nel precedente romanzo, come se vivessimo tutti quanti con la consapevolezza che tanto, qualsiasi cosa facciamo, per quanti sforzi facciamo, tanto in quel posto ce la prenderemo sempre…
    Autrice per me sopravvalutata la Mazzantini(forse il fatto di essere la compagna del grandissimo Sergio Castellitto l’ha aiutata molto nella sua carriera), che al di là delle paturnie dei ricconi della Roma bene(di cui, sinceramente, poco me ne frega), non sa raccontare altro…per me rappresenta insieme a Federico Moccia la quintessenza dell’inutilità letteraria…ma c’è a chi piace, quindi continuerà sempre a scrivere e a vendere…
    p.s. è in uscita nelle sale il film con protagonisti Riccardo Scamarcio e Justine Trinca…spero che almeno il film sia un po’ “vivace” e un po’ meno pessimista, altrimenti si rischia o di addormentarsi dopo mezz’ora o, peggio ancora, di togliersi la vita dopo mezz’ora…

    ha scritto il 

  • 0

    Ieri ho visto il film, prima di leggere il libro, che forse dovrei mettere nella lista dei desideri.Ultimamente mi capita di vedere prima il film...di solito faccio al contrario. Beh, dovrei scrivere ...continua

    Ieri ho visto il film, prima di leggere il libro, che forse dovrei mettere nella lista dei desideri.Ultimamente mi capita di vedere prima il film...di solito faccio al contrario. Beh, dovrei scrivere qualcosa sul libro, ma se non l'ho letto non posso ancora scrivere niente. Il mio commento sarebbe dunque fuori posto, come se mettessi un libro sullo scaffale sbagliato...ma non sarebbe una novità. Il titolo è già potente di suo..Già "nessuno si salva da solo".E' interessante il percorso personale e di coppia dei protagonisti..e mentre mi vengono in mente sequenze del film, rifletto sull'amore e sulla capacità che ognuno ha di viverlo e di manifestarlo. A volte è una forza che non si sa gestire o contenere, altre volte si perde nei rivoli della quotidianità,il più delle volte arriva quando non sei preparato e devi fare i conti con un passato dove l'amore non ti è stato dato, nè insegnato o hai sofferto così tanto da dimenticarne la bellezza. E' un percorso che si fa in due, altrimenti diventa un grido, un'eco nella quale rimbomba solo la tua voce.Delia e Gaetano, i protagonisti, nel racconto intraprendono un viaggio a ritroso, anche se indietro non si può più tornare...Nessuno dei due ha fallito, anche se entrambi pensano di sì.Quando si ama, si fanno certo degli errori,ma chi ha la fortuna di vivere l'amore, non è mai un perdente,a prescindere dalla storia in sè.. e forse perchè se "da soli si va in giro, in due si va da qualche parte"., forse perchè "amare ed essere amati è l'unica giustificazione dell'esistenza"(sono citazini di altri film non del libro), forse perchè "nessuno si salva da solo"...

    ha scritto il 

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