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Nessuno si salva da solo

Di

Editore: A. Mondadori (numeri Primi)

3.0
(3265)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866210242 | Isbn-13: 9788866210245 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno. Tre anni dopo "Venuto al mondo", Margaret Mazzantini torna con un romanzo che è l'autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.
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  • 4

    Con una scrittura lucida, onesta, essenziale eppure capace di mettere a nudo stati d'animo, pensieri, tormenti, fragilità, e di farlo senza mezzi termini, quasi con spietatezza, la Mazzantini punta ...continua

    Con una scrittura lucida, onesta, essenziale eppure capace di mettere a nudo stati d'animo, pensieri, tormenti, fragilità, e di farlo senza mezzi termini, quasi con spietatezza, la Mazzantini punta i riflettori sul microcosmo che è la coppia, con i suoi conflitti interni (uniti, spesso, a quelli personali, legati al proprio passato, che ci si porta dietro inevitabilmente), le difficoltà a risolverli, da una parte la voglia di provarci e non buttare all'aria quello che c'è stato e, dall'altra, la paura che non sia più possibile incollare i cocci rotti. Che non ci sia più niente e nessuno da salvare.

    Il romanzo si legge davvero con molta scorrevolezza, sia per la storia in sè (le vicende famigliari, bene o male, ci toccano tutti da vicino, seppure in modi diversi; è difficile che lascino indifferenti), sia per i personaggi (pochi, ma delineati in modo netto, con i quali ci si può immedesimare, perchè sufficientemente realistici), che per il ritmo molto veloce, dato dai tanti e vividi frammenti di ricordi e flashback presenti. Forse il finale non mi ha del tutto soddisfatta, nel senso che mi ha lasciata... un po' "così", con la sensazione che qualcosa sia rimasto ..."sospeso", quasi irrisolto, però nel complesso - e a parte questo - mi è piaciuto.

    http://chicchidipensieri.blogspot.it/2014/10/recensione-nessuno-si-salva-da-solo-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Delia e Gaetano si erano cercati. Neanche loro sanno quanto tempo hanno passato a cercarsi, tra la gente, a cercare quello sguardo, quel trascinarsi sui propri problemi e le proprie malinconie. Ma ...continua

    Delia e Gaetano si erano cercati. Neanche loro sanno quanto tempo hanno passato a cercarsi, tra la gente, a cercare quello sguardo, quel trascinarsi sui propri problemi e le proprie malinconie. Ma poi si erano trovati, 'due puledri bagnati che si erano tirati su' e avevano iniziato a vivere insieme. A crescere, maturare. Si aggrappavano l'uno all'altro, Delia alle braccia di Gaetano, Gaetano alla mente di Delia. Un amore che poteva anche guarire dall'odio per se stessi, da quell'anoressia che ti mangia dentro fino a lasciarti solo le ossa. Perché Delia di problemi ne ha avuti tanti. Ha rifiutato il suo corpo e il cibo, credendo di poter dominare se stessa. E Gaetano, con quello sguardo da cane bastonato, con le notti passate a cercare di cavare qualcosa da quei suoi scritti, con il suo camion su e giù per l'Italia, per il mondo, a ricoprire distanze. 'Ritrovarsi, una questione di un attimo', come direbbe Baricco, e la loro vita aveva preso a funzionare nel modo giusto. Sensazioni, emozioni paradisiache. L'amore fatto nei posti più impensabili. E poi il matrimonio, i figli.

    CONTINUA: http://unlibroeunacioccolata.blogspot.it/2014/10/nessuno-si-salva-da-solo-recensione.html

    ha scritto il 

  • 4

    La Mazzantini non delude mai...

    Questa storia la definirei una vera "autopsia dei sentimenti" oppure una "cronaca dettagliata della fine" perchè riesce a catapultarci nelle pieghe più turpi e meno edificanti di un matrimonio ...continua

    Questa storia la definirei una vera "autopsia dei sentimenti" oppure una "cronaca dettagliata della fine" perchè riesce a catapultarci nelle pieghe più turpi e meno edificanti di un matrimonio ormai al capolinea. All'inizio ho provato una sensazione di disgusto a causa del linguaggio a tratti scurrile usato dall'autrice ma poi ho capito che il suo stile è assolutamente funzionale perchè al servizio della storia e dello stato d'animo dei protagonisti. A mio parere, infatti, è proprio quella la sensazione che intende trasmettere al lettore: un senso di "schifo" e insieme di distacco, freddezza, solitudine, disperazione e di amaro disincanto per un progetto di vita e di famiglia che naufraga segnando un doloroso fallimento sia per la coppia che per i singoli individui che la compongono. I vari rimandi e flashback ad un tempo passato felice e pieno di aspettative evidenziano ancora di più la miseria del tempo presente rendendo il tutto ancora più drammatico. La Mazzantini colpisce sempre nel segno, le sue parole colpiscono come schiaffi e ti restano dentro come profonde carezze. La sua scrittura è "viva" ed energica, grida rabbia, paura, disprezzo, rancore così come amore, passione e pura felicità.

    ha scritto il 

  • 1

    Non si salva per niente

    Nessuno si salva da solo e neanche la MAzzantini ci riesce. Stavolta il suo nome non basta. Autrice che per me vale solo per "Venuto al mondo" e neanche quello lo definirei un capolavoro. Tornando a ...continua

    Nessuno si salva da solo e neanche la MAzzantini ci riesce. Stavolta il suo nome non basta. Autrice che per me vale solo per "Venuto al mondo" e neanche quello lo definirei un capolavoro. Tornando a "Nessuno si salva da solo".. scorre in maniera lenta, pesante, monotono. Stile per niente incisivo, privo di altre emozioni all'infuori della tristezza, angoscia. Stazionario, privo di qualsiasi cosa, dove la scena è una e una sola. Dialoghi deprimenti, rabbiosi che finiscono col diventare squallidi. Uso di parolacce gratuite, inutili, fuori luogo, privo di contenuto. A me non sembra neanche un libro, ma una confessione o per meglio dire uno sfogo inserito in unincontro, dove si parte dal principio e si ripercorre la vita.

    ha scritto il 

  • 2

    Non avevo mai letto nulla della Mazzantini, ma sono rimasta delusa. Tutti ne parlavano, sembrava il caso editoriale del secolo, invece ho trovato il nulla. Storia senza un vero senso, il finale non ...continua

    Non avevo mai letto nulla della Mazzantini, ma sono rimasta delusa. Tutti ne parlavano, sembrava il caso editoriale del secolo, invece ho trovato il nulla. Storia senza un vero senso, il finale non dice niente di che, mi ha fatto titubare sul futuro e sul potere dell'amore.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando un amore finisce...

    "La disperazione rende più umani. Però non insegna a vivere. Quello che ti unisce e ti porta in alto, di colpo ti separa, ti porta via". Una storia "reale", intrisa di tutte quelle quotidiane ...continua

    "La disperazione rende più umani. Però non insegna a vivere. Quello che ti unisce e ti porta in alto, di colpo ti separa, ti porta via". Una storia "reale", intrisa di tutte quelle quotidiane emozioni e sentimenti che si provano quando si chiude una storia d'amore molto importante. Rabbioso e violento, ben scritto (come sempre), lettura scorrevole e si rischia di immedesimarsi molto nella rabbia e nel rancore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore della Mazzantini

    Tre stelle per la Mazzantini che aveva lasciato il segno con 'Venuto al mondo' ma che sta volta non mi ha convinto al 100%. Allora la storia l'ho trovata interessante perché non racconta la solita ...continua

    Tre stelle per la Mazzantini che aveva lasciato il segno con 'Venuto al mondo' ma che sta volta non mi ha convinto al 100%. Allora la storia l'ho trovata interessante perché non racconta la solita fase dell'innamoramento e non è detto che ogni libro che si legga debba finire bene (in questo caso sarebbe piú appropriato dire 'iniziato bene'). È un romanzo triste, malinconico. La cosa strana è che la storia di per se diciamo che mi è piaciuta, mentre i personaggi di Gaetano e Delia li ho trovati insopportabili. Sono irritanti, stupidi ed egoisti. Due persone che pensano unicamente a loro stesse e che l'unica cosa che fanno è chiedersi se loro figlio diventerà gay. Non è certo un inno all'amore questo romanzo, e forse è questa la cosa che mi ha lasciato un po' di tristezza a fine lettura. Non so se consigliarlo o meno. Mi ha colpita e mi ha lasciato tante cose su cui pensare, non so se è un bene o un male, ma se volete provare a leggerlo, trovate un libro stile 'una serie di sfortunati eventi' per farvi passare la malinconia. Del resto, nessuno si salva da solo.

    ha scritto il 

  • 3

    niente di che

    Niente di che, non lascia il segno.. o forse non era il momento giusto di leggerlo, chissà.. comunque dopo "Venuto al mondo" la Mazzantini non ha più saputo scrivere niente di minimamente ...continua

    Niente di che, non lascia il segno.. o forse non era il momento giusto di leggerlo, chissà.. comunque dopo "Venuto al mondo" la Mazzantini non ha più saputo scrivere niente di minimamente paragonabile.

    ha scritto il 

  • 1

    Eccomi qui, per l'ennesima volta insoddisfatta davanti ad un libro esaltato un po' da tutti. Delusa dalla storia, delusa dai personaggi, delusa dallo stile. L'ho trovato davvero troppo ...continua

    Eccomi qui, per l'ennesima volta insoddisfatta davanti ad un libro esaltato un po' da tutti. Delusa dalla storia, delusa dai personaggi, delusa dallo stile. L'ho trovato davvero troppo sopravvalutato, e mi duole ammetterlo, ma come primo impatto la Mazzantini finisce diretta nella classifica degli scrittori non graditi. Il suo stile troppo caustico ed asciutto, quasi cinico nei confronti dei sentimenti, rende la lettura snervante. La narrazione, sviluppata per associazione di idee, rende confusa l'intera trama. Non arriva dritta al cuore, non si perde ad analizzare i dettagli, quasi come se tutti conoscessero Gaetano e Delia. E forse è così, ma io non li conosco. Non so cosa voglia dire affrontare un divorzio, né l'ho capito grazie a questo libro. Il finale, in linea con il resto del romanzo, risulta assolutamente insoddisfacente e quasi tirato via. Consigliarlo? Si, ma solo a chi è divorziato e incazzato con il mondo.

    E' uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla. Quando cominci a indurirti non hai più nulla, l'istinto muore giovane. Si trasforma in sospetto. E tu resti un semplice ignorante in balia delle tue menomazioni.

    La disperazione rende più umani. Però non insegna a vivere. Quello che ti unisce e ti porta in alto, di colpo ti separa, ti porta via.

    Non sono più disposto a soffrire. Mi sono svegliato una mattina e ho detto basta.

    E' un bambino senza troppe aspettative. Preferisce rinunciare piuttosto che esporsi a un rifiuto.

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo questo libro, ho capito Dorfless che diceva "mi stupisco che si possa ancora leggere la Mazzantini" Avrei fatto un falò di lui, lei, e forse anche i due bambini

    ha scritto il 

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