Neuland

Di

Editore: Neri Pozza (Bloom)

4.1
(143)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 637 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854505919 | Isbn-13: 9788854505919 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Raffaella Scardi , Ofra Bannet

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Viaggi

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Descrizione del libro
Dai giorni del corso come osservatore nell'esercito di Israele, gli occhi di Dori sono sempre in cerca di minacce potenziali: cecchini sui tetti, movimenti sospetti fra i vicoli, una tenda spostata, uno scintillio che rivela che qualcuno ti sta osservando col binocolo. Un'attività inutile, ma così radicata che il timore di pericoli alberga ormai stabilmente nella sua mente. Roni, ad esempio, è la prima donna alla quale Dori ha permesso di toccare il suo amaro nocciolo di solitudine, la prima donna di cui si è fidato, sino al punto da appoggiarsi e assuefarsi totalmente a lei. Tuttavia Dori è convinto che, camminando col suo passo svelto, un giorno lei non si fermerà più e lo lascerà. E allora per evitarlo, Dori ha deciso di andarsene lui. Suo padre, Meni Peleg, eroe della guerra del Kippur, dopo la morte dell'amata moglie è scomparso da qualche parte in Sudamerica. Per scacciare i suoi spettri privati, Dori parte alla sua ricerca. Inbar ha la stessa età di Dori, non più giovane come le giovani, né avanti negli anni come quelle avanti negli anni. Una via di mezzo. Esattamente come Dori. Anche Inbar è in fuga dai suoi fantasmi privati e dalle persone in carne e ossa cui è attaccata la sua vita in Israele. Dori e Inbar si incontrano e si amano in Sudamerica. E in Argentina, là dove alla fine dell'Ottocento il Barone Hirsch comprò molte terre, convinto che fosse il posto migliore dove creare un focolare nazionale gli ebrei, si imbattono insieme in Meni Peleg.
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  • 4

    Il viaggio di Dori alla ricerca di suo padre scomparso e l incontro con Inbar ragazza anch essa israeliana con le sue storie la nonna lilli, la mamma andata a Berlino e
    Eludina. Un amore che nasce pia ...continua

    Il viaggio di Dori alla ricerca di suo padre scomparso e l incontro con Inbar ragazza anch essa israeliana con le sue storie la nonna lilli, la mamma andata a Berlino e
    Eludina. Un amore che nasce piano in quanto entrambi impegnati, il racconto della ricerca aiutati da Alfredo con la suo carattere sudamericano. Un romanzo, più romanzi ,in queste appassionanti 640 pagine. Una scrittura che scorre come il viaggio, la ricerca di se stessi, del proprio padre e del proprio paese. Di come dovremmo essere, di come il paese avrebbe dovuto essere ma di come siamo. Il viaggio aiuta a capire per cambiare noi e perché no in questo caso Israele il paese in cui viviamo. Appassionante romanzo fiume con forse qualche pagina di troppo.

    ha scritto il 

  • 4

    La simmetria degli incontri

    Forse il titolo potrebbe essere : Alla ricerca di un rapporto...perduto., cercato o mai avuto. Un lungo viaggio con vari personaggi. Secondo me poteva ricavarne due di romanzi. I ricordi della nonna e ...continua

    Forse il titolo potrebbe essere : Alla ricerca di un rapporto...perduto., cercato o mai avuto. Un lungo viaggio con vari personaggi. Secondo me poteva ricavarne due di romanzi. I ricordi della nonna e il viaggio della nipote. Ho fatto un po fatica, perché prima cosa è lungo e poi non scorre sempre bene. Ma come ammiratrice di Nevo non posso far altro che perdonare le 637 pagine di intrecci e il finale quasi aperto...che detesto...

    ha scritto il 

  • 5

    Sazia

    Questo è un libro che, appena terminato, ti lascia così "piena" che hai bisogno di tempo per lasciarlo andar via. Quasi che il ricordo di questa storia e di queste persone si debba affievolire un po' ...continua

    Questo è un libro che, appena terminato, ti lascia così "piena" che hai bisogno di tempo per lasciarlo andar via. Quasi che il ricordo di questa storia e di queste persone si debba affievolire un po' prima di lasciar spazio ad altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto questo il prossimo deve essere per forza uno brutto..

    Un libro così imponente e che racchiude anche cose di non facile lettura per chi non è dentro la cultura israeliana ha bisogno di un elemento su tutti per essere portato a termine, e cioè deve racchi ...continua

    Un libro così imponente e che racchiude anche cose di non facile lettura per chi non è dentro la cultura israeliana ha bisogno di un elemento su tutti per essere portato a termine, e cioè deve racchiudere in ogni singola pagina la voglia di arrivare alla successiva, non può permettersi nemmeno di saltarne una, e molto probabilmente dirò una bugia dicendo che così è in questo libro, ma una volta girata l'ultima pagina è talmente tanto il dispiacere che quella bugia ti nasce dal cuore. La grande capacità di questo scrittore, e che racchiude in maniera eccellente in queste pagine, più che in altre sue, è quella di farti legare ai personaggi, e quella voglia di girare le seicento e più pagine viene proprio da questo, da quella necessità di seguirli quei personaggi, di camminare con loro per le strade, di spiarli un po' distante, di origliare le loro conversioni, a un certo punto non puoi proprio farne a meno, tanto che le ultime duecento pagine non puoi non leggerle tutte insieme.
    Un libro che per quanto ti entra dentro speri che il prossimo che leggerai sia brutto perché sarebbe come tradire le pagine che hai appena letto e che ti hanno dato così tanto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Non proprio blu, non proprio verde" - violetto o turchese?

    Che strana coincidenza:
    Due autori: Oz e Neshkol;
    Due libri: 'Altrove, forse' e Neuland;
    Due kibbutz, due famiglie, due storie, ma in fondo un'unica voce, un'unica ricerca.

    Due interpretazioni cromati ...continua

    Che strana coincidenza:
    Due autori: Oz e Neshkol;
    Due libri: 'Altrove, forse' e Neuland;
    Due kibbutz, due famiglie, due storie, ma in fondo un'unica voce, un'unica ricerca.

    Due interpretazioni cromatiche della stessa base: violetto o turchese?
    Oz opta per il Turchese (con la 't' maiuscola), e intorno ci ricama pensieri ambivalenti di un maturo camionista per una donna/bambina; Eshkol per il violetto, il violetto riflesso negli occhi di Dori che rimira un lago alla ricerca del padre forse risucchiato dai suoi sogni o dai suoi incubi, che lui sentiva di aver sempre deluso.
    Tanto può essere naturale, per un figlio, aspirare a soddisfare le aspettative di un padre, quanto può risultare frustrante e distruttivo.

    Eshkol nomina Oz e i suoi maglioni e i parallelismi si moltiplicano, le immagini si sovrappongono e i contenuti si compensano e si completano.

    "Anche i sogni di tanto in tanto vanno nutriti con elementi di realtà, altrimenti sbiadiscono."

    Un bel libro anche questo, anche se troppo lungo nella parte centrale, anzi, due bei libri.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro denso e complesso, in cui il tempo della narrazione è frammentato tra presente, ricordo e sogno. Tanti i punti di vista, tanti i personaggi. Centrale il tema del viaggio. Viaggio verso la salvez ...continua

    Libro denso e complesso, in cui il tempo della narrazione è frammentato tra presente, ricordo e sogno. Tanti i punti di vista, tanti i personaggi. Centrale il tema del viaggio. Viaggio verso la salvezza, dalla Polonia minacciata dai tedeschi a Israele; viaggio in cerca del padre scomparso, che è al tempo stesso distacco dalla sicurezza della consuetudine e ricerca interiore, scoperta di sé in cui le certezze già traballanti vengono definitivamente messe in discussione.
    “Chi non ha un posto, scoprirà che il viaggio è il suo posto".
    È una storia di amore, o di amori, per la propria terra, per i genitori, per il figlio, tra un uomo e una donna che nel viaggio si incontrano. È storia di incomprensioni e silenzi, in un intreccio continuo di vicende.
    Il linguaggio è generalmente fluido, colloquiale, per farsi improvvisamente più complesso. Il ritmo cambia e rallenta, per poi tornare quasi convulso fino al finale, solo apparentemente chiaro e scontato, perché "ogni storia d'amore ha almeno due conclusioni".

    “Un vento serale inizia a soffiare nel mondo, onde di esilio e onde di ritorno, onde di estraneità e onde di vicinanza –
    Le onde si fanno man mano piú alte sotto i suoi occhi, come fossero onde d'urto di un'esplosione gigante, che nascono una dopo l'altra, dalla profondità del deserto di Giuda, raggiungono l'altezza massima sulle colline che circondano la città, s'infrangono ogni volta davanti alle scarpe sue e di Inbar, lasciando una sottile schiuma di possibilità.
    Poi si ritirano in se stesse. Per ricominciare"

    ha scritto il 

  • 4

    Alcune parti un po' lente, ma l'autore è molto bravo a tenere il lettore incollato alla storia. Mostra alcuni aspetti della società israeliana che non conoscevo e che ho apprezzato.

    ha scritto il 

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