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Neuromancer

By

Verleger: Der Audio Verlag

4.0
(3337)

Language:Deutsch | Number of Seiten: | Format: Audio CD | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Portuguese , Chi simplified , French , Italian , Japanese , Swedish , Latvian , Czech , Catalan , Polish , Chi traditional , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 3898132595 | Isbn-13: 9783898132596 | Publish date:  | Edition 1

Jarreth Merz , Matthias Scherwenikas

Auch verfügbar als: Mass Market Paperback , Paperback , Others

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
"Neuromancer" - das Cyber-Kult-Hörspiel William Gibson erfand den Begriff "Cyberspace". Mit seinem 1984 erschienenen visionären Roman "Neuromancer" gelang ihm nicht nur der internationale Durchbruch, er begründete auch eine der wichtigsten Strömungen der 80er Jahre, den Cyberpunk. "Neuromancer" erzählt die Geschichte des Daten-Cowboys Case. Um die Fähigkeit gebracht, in den Cyberspace zu gehen, hält er sich mit Drogen, Alkohol und Hehlereien über Wasser. Da bekommt er ein verlockendes Angebot: Heilung gegen Datenbeschaffung. Süchtig taucht er ein in das Netz der Matrix, immer auf der Suche nach zu knackenden Codes und dem neuen Kick. Meisterhaft entwirft Regisseur Alfred Behrens eine düstere akustische Welt voller skurriler, greller Gestalten, in der sich Jarreth Merz als Case gegen finstere Mächte behaupten muß.
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  • 1

    Mai fatto tanta fatica per finire di leggere un libro. Non so se sia colpa della traduzione o se è proprio lo stile di Gibson ma la lettura proprio non scorre. La narrazione è un pò caotica. Capitava ...weiter

    Mai fatto tanta fatica per finire di leggere un libro. Non so se sia colpa della traduzione o se è proprio lo stile di Gibson ma la lettura proprio non scorre. La narrazione è un pò caotica. Capitava spesso di arrivare alla fine di una pagina e doverla iniziare da capo perchè perdevo il filo.

    gesagt am 

  • 3

    PsychedelicPostmodernism?

    libro difficile, voto altrettanto difficile. Tre perchè è la giusta via di mezzzo tra l'uno che avrei dato alla parte centrale quando avrei preferito un tritapalle piuttosto che andare avanti e il cin ...weiter

    libro difficile, voto altrettanto difficile. Tre perchè è la giusta via di mezzzo tra l'uno che avrei dato alla parte centrale quando avrei preferito un tritapalle piuttosto che andare avanti e il cinque che si merita quando capisci i lampi di lucidità esistenziale e precognitiva in mezzo ad un casino immenso. E' come una canzone di Syd Barrett che ti piace ma non sai perchè, poi non la sopporti, poi la rivuoi senitire. Mi ha ricordato Pynchon strafatto, ma anche Dick strafatto ugualmente...

    gesagt am 

  • 5

    Capolavoro assoluto

    Concordo totalmente con chi prima di me ha scritto:
    "(..) la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del l ...weiter

    Concordo totalmente con chi prima di me ha scritto:
    "(..) la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del libro per riportarlo alla realtà, ne esci sfinito e sconfitto. (...) Se, invece, lo accetti come un viaggio allucinante in una realtà alternativa, ti lasci trascinare, allora comunque ne esci frullato (…) ma ti renderai anche conto di avere davvero compiuto un viaggio irripetibile.
    (CIT.: @Jafnhar, complimenti, mi associo e sottoscrivo…)

    Personalmente ritengo che non basti essere "abbastanza cyber e molto scientifici" per apprezzare la cosiddetta letteratura cyberpunk.

    Viviamo in un mondo in cui la scientificità e la rispondenza del quotidiano a rassicuranti logiche precostituite si sono sgretolate da tempo, assieme a tutti i linguaggi e alle forme della narrativa che le sostenevano.

    E per chi non se ne fosse ancora accorto, i filoni più innovativi della fantascienza contemporanea, al di là di qualunque etichetta, non sono affatto interessati a rassicurarci con "strane ipotesi fantascientifiche corroborate dalla logica e funzionali alla storia e al senso complessivo della narrazione". Chiedono invece di accostarci al mondo, della realtà o della scrittura che sia, senza mappe preconfezionate e soprattutto disinnescando il pilota automatico della lettura, quello che uccide qualunque innovazione e frustra inevitabilmente chi cerca nelle nuove letture gli stessi percorsi e le stesse logiche interne di quanto già letto in passato.

    Il mondo – della scrittura e non – si è da tempo spostato altrove, in luoghi in cui realtà oggettiva e realtà virtuale, uomo e tecnologia sono ormai percorsi dalle stesse vibrazioni e si aggrovigliano e si sovrappongono in maniera inestricabile.
    E' in questo altrove che Gibson ci trascina ed è in questo altrove che ci chiede di muoverci, abbandonando improbabili approcci da viaggio organizzato, dove tutto è conforme alle immagini patinate dei depliant d’agenzia.
    Perché è indiscutibilmente in questo nuovo frastornante habitat che si muovono ormai da tempo l’uomo e la scrittura.

    Le 5 stelline cmq sono per il fatto che, aggrovigliate elucubrazioni critiche a parte, io questo romanzo non ho avuto nessuna difficoltà a leggerlo e anzi l’ho trovato irresistibilmente trascinante e coinvolgente.

    gesagt am 

  • 0

    Assurda narrazione, tenta di complicare il tutto con neologismi tanto per far capire quanto è bravo a interpretare il futuro tecnologico che ci aspetta. Ma al di sotto della complicazione non c'è sost ...weiter

    Assurda narrazione, tenta di complicare il tutto con neologismi tanto per far capire quanto è bravo a interpretare il futuro tecnologico che ci aspetta. Ma al di sotto della complicazione non c'è sostanza. Credo di essere abbastanza cyber e sicuramente molto scientifico e aggiungo disposto a sospendere lo scetticismo che nasce talvolta nel leggere strane ipotesi fantascientifiche poco corroborate dalla logiche se queste sono funzionali alla storia e al senso complessivo della narrazione.Ma nonostante il credito dato all'autore viste le premesse e la fama elo stesso, ritengo il libro una cioè a di dimensioni stratosferiche. Secondo me non ci ha capito niente neanche lui. Non capisco la immeritata fama di questo libro e poi soprattutto alla fine Neuromante che ha fatto? Qual è la morale del libro, e la storia? Tutto ai mio avviso inconsistente, tutto complicato in modo tale da far pensare al lettore che ci sia sotto un genio a scrivere un testo denso e superiore. In realtà è tutt'altro. Che delusione

    gesagt am 

  • 2

    Catapultata in una tempesta vorticosa di neologismi, frasi ad effetto ed acrobazie informatiche ad un certo punto non c'ho capito più una mazza.... e pensare che credevo di essere abbastanza punk!!! . ...weiter

    Catapultata in una tempesta vorticosa di neologismi, frasi ad effetto ed acrobazie informatiche ad un certo punto non c'ho capito più una mazza.... e pensare che credevo di essere abbastanza punk!!! ...forse mi manca il lato Cyber...

    gesagt am 

  • 4

    Impressioni contrastanti.
    Da un lato, la complessità: l'autore usa un lessico pseudo-tecnico che non viene mai spiegato e in mezzo a decine di neologismi è spesso difficile rendersi bene conto di cosa ...weiter

    Impressioni contrastanti.
    Da un lato, la complessità: l'autore usa un lessico pseudo-tecnico che non viene mai spiegato e in mezzo a decine di neologismi è spesso difficile rendersi bene conto di cosa stia davvero accadendo (soprattutto se si fa l'ottima scelta di leggerselo in inglese). Andando avanti (un bel po' avanti), ci si abitua ai termini tecno-futuristicheggianti e la lettura diventa più scorrevole, ma non è comunque facile capirlo a pieno. Molte cose mi sono sfuggite, non riuscivo ad afferrare a pieno il significato di certi termini e l'ambientazione ne era di conseguenza menomata, visto che non riuscivo a rappresentarmela graficamente. La Matrice, in particolare, è così vagamente descritta che per immaginarla dovevo ricorrere a confuse rimembranze di rappresentazioni del cyberspazio che sono venute dopo Gibson. Per non parlare poi di Villa Straylight e della struttura del satellite, per cui non avevo nemmeno quello.
    Dall'altro lato... sempre la complessità. Perché, se all'inizio certe scene e dialoghi mi ricordavano un film d'azione hollywoodiano (caratteristica per me negativa), andando avanti ci si accorge che c'è sotto molto di più di una missione dall'aspetto spionistico al livello di un video-game sparatutto. E non mi riferisco alla trama, ma alle implicazioni semi-filosofiche che emergono in alcuni tratti, ai vaghi accenni a strati più complessi di lettura che affiorano da alcuni dialoghi, ai vari livelli di non detto che si fanno scorgere spesse volte. Ed io vado assolutamente pazza per questo genere di cose. Problema è che non li ho capiti. La difficoltà del decifrare un lessico oscuro mi ha fatto perdere di vista quello che c'era dietro, temo. Ho cercato di recuperare dalla seconda metà in poi, ma rimane forte l'impressione che mi sia sfuggito molto di quello che avrei dovuto cogliere.
    Nel complesso mi è piaciuto, ma sono convinta che sia un libro che vada letto almeno due volte, per poter tornare con più calma sulle parti davvero importanti, una volta che la nebbia dell'ambientazione estranea si è diradata.
    Voto: 8

    gesagt am 

  • 4

    Non una lettura semplice e immediata: più che un romanzo è un esercizio di stile, il manifesto di una nuova corrente letteraria.
    Va letto in questo senso, solo così sarà possibile apprezzarne tutti i ...weiter

    Non una lettura semplice e immediata: più che un romanzo è un esercizio di stile, il manifesto di una nuova corrente letteraria.
    Va letto in questo senso, solo così sarà possibile apprezzarne tutti i meriti, descrizioni in primis, altrimenti non sarà altro che una storia che si trascina pigramente.

    gesagt am 

  • 4

    Neuromante è un capolavoro. Lo è per l'alchimia biotecnologica cui ha dato corpo Gibson in 'sto libro, e per come l'ha fatto. Non ho dubbi. Allora perché 'solo' quattro stelline? vediamo....

    cos'ha fa ...weiter

    Neuromante è un capolavoro. Lo è per l'alchimia biotecnologica cui ha dato corpo Gibson in 'sto libro, e per come l'ha fatto. Non ho dubbi. Allora perché 'solo' quattro stelline? vediamo....

    cos'ha fatto
    ============
    Neuromante è Cyberpunk nella sua forma più pura. Il CybPk ha strappato e fatto a brani la coperta lineare della fantascienza classica (tra l'altro) per il suo intendere il futuro uomo-tecnologia, e l'ha ricostruita suturandone grossolanamente i pezzi come una ferita mal curata, infetta, che lascia esposti gli strati inferiori. L'unico parallelo che mi venga in mente è la rottura che ha rappresentato il Rap nella musica. La penetrazione della tecnologia nell'uomo, in un rapporto fisico e mentale osceno, percepibile appena oltre il campo visivo, nel quale non puoi (e perché poi dovresti? per ricercare sicurezza?) distinguere completamente i due (bio e tech) perché sono già diventati altro, in Neuromante è reso stupendamente. Non c'è più la distanza percepibile del futuro della fantascienza classica in termini di persone normali con accesso a tecnologie futuribili, ma nell'immagine sfocata della realtà attuale, che mantiene integri tutti i pilastri portanti tranne uno, ma che si risolve in una mescolanza di tutto il resto in modo contorto, come pezzi di carta e plastica uniti da una colla siliconica bianca ed una nera.

    Come lo ha fatto
    ================
    Gibson ha reso questa sfocatura su tutti i livelli. Il primo e più importante (e facilmente percepibile fin dall'inizio) è il linguaggio. Immaginate, oggi, di parlare con un ragazzo degli anni '80. Ho taggato tizio su FB. C'è il tweet di qua, l'hashtag di là, i link, le app, la condivisione, il wireless... Insomma, ascolterà un linguaggio noto e chiaro, del quale, però, non comprenderà il significato di alcune parole chiave, altre sembreranno usate in modo scorretto, finendo per non capirci niente, ma senza sapere davvero perché. Leggendo Neuromante si ha la stessa sensazione. Ti sta scrivendo qualcuno da un presente alternativo, nel quale si è sviluppato non il WWW, ma la realtà virtuale, e per questo ogni termine, ogni tecnologia, ogni comportamento è curvato dalla gravità di questo paradigma. Ed è il comportamento dei personaggi l'altro grande livello di sfocatura. Inizialmente sembrano agire in modo lineare, inevitabilmente sterzano in un'altra direzione, perfettamente inserita nel mondo descritto, ma che lascia il lettore con la sensazione che rimane quando ti accorgi di avere parlato al telefono per chissà quanto con la comunicazione caduta.

    Ecco, secondo me la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del libro per riportarlo alla realtà, ne esci sfinito e sconfitto. E il libro farà schifo. Se, invece, lo accetti come un viaggio allucinante in una realtà alternativa, ti lasci trascinare, allora comunque ne esci frullato e con la sensazione di esserti davvero fatto un trip come il protagonista, ma ti renderai anche conto di avere davvero compiuto un viaggio irripetibile.

    E allora? perché non cinque stelle? perché comunque ho fatto fatica, e la perfezione pulita di cinque stelle non mi sembra rendere lo spirito del libro. Consideriamolo un force-feedback ;-)

    La chicca del rimando a Jonny mnemonic è superlativa.

    gesagt am 

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