Neuromante

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Publisher: Minotauro

4.0
(3419)

Language: Español | Number of Pages: 317 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , German , Portuguese , Chi simplified , French , Italian , Japanese , Swedish , Latvian , Czech , Catalan , Polish , Chi traditional , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 8445070843 | Isbn-13: 9788445070840 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Premios Hugo y Philip K. Dick 1985Premio Nébula 1984

Un futuro invadido por microprocesadores, en el que la información es la materia prima. Vaqueros como Henry Dorrett Case se ganan la vida hurtando información, traspasando defensas electrónicas, bloques tangibles y luminosos, como rascacielos geométricos. En este espeluznante y sombrío futuro la mayor parte del este de Norteamérica es una única y gigantesca ciudad, casi toda Europa un basural atómico y Japón una jungla de neón, corruptora y brillante, donde una persona es la suma de sus vicios.

"Neuromante es una novela tersa y barroca... Gibson tiene el encanto de Samuel Delany y el vértigo de Philip K. Dick, y una organización textual superior a ambos; y ésta es sólo su primera novela." -- Colin Greenland, Times Literary Supplement

"Gibson no inventa lo que escribe...los temas están justo ahí fuera, como nubes de lluvia, y Gibson es el meteorólogo." -- Timothy Leary

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  • 2

    Faticoso

    Odio dover ammettere di non essere riuscito a finire il libro.
    Probabilmente sarà colpa mia , ma davvero non sono riuscito a capire granché della storia e, ad un terzo del libro , mi sono arreso.
    Bell ...continue

    Odio dover ammettere di non essere riuscito a finire il libro.
    Probabilmente sarà colpa mia , ma davvero non sono riuscito a capire granché della storia e, ad un terzo del libro , mi sono arreso.
    Bella l'ambientazione, ma davvero troppo poco scorrevole la lettura, e spesso mi sono trovato in difficoltà nel seguire lo sviluppo della trama.
    Per me è NO.

    said on 

  • 4

    L'uomo nell'era della sua riproducibilità tecnica

    Neuromante di William Gibson è il libro di fantascienza che ha reso celebre il sottogenere chiamato cyberpunk. E' un genere per lo più distopico in cui si narra dell'incrocio mostruoso, in un futuro ...continue

    Neuromante di William Gibson è il libro di fantascienza che ha reso celebre il sottogenere chiamato cyberpunk. E' un genere per lo più distopico in cui si narra dell'incrocio mostruoso, in un futuro più o meno prossimo, fra la macchina e l'uomo. Non è il mio preferito, della fantascienza mi piace la Space Opera, soprattutto quando descrive mondi e popoli alieni. Ma tant'è, in questo romanzo l'alieno è l'uomo: innestato, chirurgicamente e geneticamente modificato, proiettato nel cyberspazio, congelato nella criogenesi, clonato, uplodato in serie e così via. Insomma, che ne sarà dell'uomo nell'era della sua riproducibilità tecnica? Neuromante ci racconta tutto questo adottando per lo più il registro, un po' impassibile e un po' spaccone, del Western. La commistione tra i due generi ha il suo perché, come dimostra la saga di Star Wars, ma è la cosa che ho apprezzato meno nel romanzo. Ho amato invece il ripiegamento sui toni intimistici di alcuni momenti, la malinconia di certe immagini, la solitudine di certi personaggi, la catastrofe decadente di certi destini. Più che le virtuosistiche cavalcate nel cyberspazio mi rimarranno nel cuore una spiaggia dalla sabbia color argento, un ragazzino dalle gengive rosee, una donna con la tuta da lavoro francese e un cowboy che non sa restare.

    said on 

  • 3

    "-Ti droghi anche tu, Case? -M'è toccato rinunciarci."

    (English review below)

    Partiamo da due fatti fondamentali su questo libro:
    1. è scritto meravigliosamente;
    2. non ci ho capito un tubo.

    La narrazione di Gibson è caotica, caleidoscopica. La definirei ...continue

    (English review below)

    Partiamo da due fatti fondamentali su questo libro:
    1. è scritto meravigliosamente;
    2. non ci ho capito un tubo.

    La narrazione di Gibson è caotica, caleidoscopica. La definirei come altalenante tra momenti di allucinante plasticità e altri di volatilità estrema. È come se non si riuscisse mai ad afferrare il nucleo della trama, il filo rosso che lega un evento al precedente e al successivo. Non si tratta di mancanza di sequenza temporale, quanto di una vera e propria organicità del racconto. È un peccato che abbia riscontrato un tale limite -in tutta sincerità non saprei se collocarlo dalla mia parte o da quella del libro- perché concettualmente Neuromante è tra quanto di più affascinante e visionario mi sia mai capitato di leggere. Ma, se mi chiedeste di riassumervi questa storia, non ne sarei più capace di qualcuno che ne avesse letto un abbozzo di sfuggita mentre era al bagno. Normalmente una cosa simile mi darebbe un fastidio immenso, perché sono una di quelle lettrici che vanno sempre in cerca della storia, ma le parole di Gibson sono ipnotiche; le ho adorate.

    Peccato che non sia abbastanza per fare un buon romanzo.

    ---

    Let's start with two basic things about this book:
    1. it's divinely written;
    2. I didn't understand a single thing of it.

    Gibson's narration is chaotic, kaleidoscopic. I'd describe it as fluctuating between moments of extraordinary plasticity and others of extreme inconsistency. It was as if I could never grasp the core of the plot, the red thread joining an event to its previous and its next. It's not about the lack of a timeline, but rather about the lack of a proper cohesion in the narration itself. It is a pity that I found this limit -I don't truly know if I should place it on my side or on the book's- because, conceptually speaking, Neuromancer is among the most fascinating and visionary novels I have ever read. But, if you asked me to sum up this story, I couldn't tell you more than someone who browsed the plot while seating on the toilet. Normally I would be really annoyed by such a thing, because, as a reader, I always look for the story, but Gibson's words turned out to be mesmerizing; I adored them.

    Too bad it's not enough to make a good novel.

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  • 4

    Ci sono libri, come questo, che al di la della loro specifica qualità narrativa, riescono a cogliere l'attimo in cui si modifica qualcosa nella coscienza collettiva della società, e diventano simbolo ...continue

    Ci sono libri, come questo, che al di la della loro specifica qualità narrativa, riescono a cogliere l'attimo in cui si modifica qualcosa nella coscienza collettiva della società, e diventano simbolo e riferimento stesso di tale cambiamento. Neuromante è simbolo e riferimento di tutto ciò che oggi si definisce riduttivamente "cyberpunk" e come tale merita di essere letto.

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  • 4

    ipnotico

    Romanzo visionario e di non facile lettura, Neuromante (1984) è considerato il capolavoro cyberpunk. Inutile soffermarsi sulla trama, poiché sono le atmosfere che ipnotizzano il lettore e lo spingono ...continue

    Romanzo visionario e di non facile lettura, Neuromante (1984) è considerato il capolavoro cyberpunk. Inutile soffermarsi sulla trama, poiché sono le atmosfere che ipnotizzano il lettore e lo spingono (a volte con fatica) verso la fine. Case, personaggio che sembra uscito dalla penna di Dashiel Hammett, si ritrova in mezzo ai guai e cerca un modo per farla franca insieme a Molly (probabilmente quest'ultima rappresenta il pg costruito meglio di tutto il romanzo). Nonostante le difficoltà per entrare e comprendere il mondo di Gibson, il romanzo dà al lettore non poche soddisfazioni e arrivati alla fine si sente ancora il bisogno di un'altra dose di cyberpunk!

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  • 1

    no good

    avevo grandi aspettative ma purtroppo l'ho trovato deludente... si, proprio così, perchè manca qualcosa e qualcosa è di troppo. Inoltre non è per nulla scorrevole, difficile da seguire, e la trama non ...continue

    avevo grandi aspettative ma purtroppo l'ho trovato deludente... si, proprio così, perchè manca qualcosa e qualcosa è di troppo. Inoltre non è per nulla scorrevole, difficile da seguire, e la trama non mi è parsa neanche così originale, e tantomeno brillante.

    said on 

  • 4

    Il passato del futuro

    Era il 1985 quando fu pubblicata la prima edizione italiana di Neuromante, romanzo fantascientifico di William Gibson, che l’anno prima aveva vinto il premio Hugo; il più importante premio letterario ...continue

    Era il 1985 quando fu pubblicata la prima edizione italiana di Neuromante, romanzo fantascientifico di William Gibson, che l’anno prima aveva vinto il premio Hugo; il più importante premio letterario per la fantascienza. Quel volume uscito da noi nella serie oro dell’editore Nord, ha per sempre cambiato il rapporto della fantascienza con il futuro. Nel 1985 la rete, internet, era poco più di un esperimento, la globalizzazione non si sapeva cosa fosse in un mondo incardinato sul bipolarismo USA URSS e il potere dell’economia transnazionale non aveva dispiegato la sua forza. Eppure Gibson riuscì a disegnare un futuro in cui la connessione alle reti dati diventa fondamentale per la società, le multinazionali dominano la vita degli individui e l’urbanizzazione crea ammassi di città senza soluzione di continuità: lo sprawl o BAMA (asse metropolitano Boston Altanta). Certo la rappresentazione grafica del cyberspazio gibsoniano è totalmente diversa dalla normalità del nostro internet, le arcologie delle multinazionali non sono diventate la regola urbanistica (anche se certe tendenze di molte archistar hanno qualche debito con questa teoria) e soprattutto nessuna Las Vegas spaziale orbita intorno alla terra. Eppure il futuro di Gibson conteneva tante tracce del nostro presente, esasperate in un’allegoria come solo la migliore fantascienza sa fare. Per esempio l’individualismo estremizzato (Gibson scrive negli anni dell’edonismo reaganiano) e la totale assenza di ogni struttura politica o statuale ad esclusione del potere repressivo o la successione di guerre e conflitti. Gibson elabora ed esaspera, attualizza, il pessimismo di Philip K. Dick e ne riprende uno dei temi centrali di “Do Androids Dream of Electric Sheep?” (da cui Ridley Scott trarrà le varie versioni di Blade Runner) ovvero il rapporto tra uomo e macchina. Anzi tra uomo e intelligenza artificiale. Quelle che per Turing (omaggiato non a caso da entrambi gli autori) e la comunità scientifica sono in grado non tanto di apprendere ma di rappresentare la propria conoscenza. In parole povere di pensare, seppure in modo diverso da un essere umano (col paradosso che nessun essere umano potrà mai descrivere un modo diverso di pensare da quello con cui pensa). Ecco quel nodo e quel tema, l’interazione con Neuromante e Invernomuto o i replicanti di Dick, ci appare ancora oggi fantascientifico, irreale. Eppure anche quel futuro è molto più vicino di quello che speriamo. Software in grado di apprendere, potenze di calcolo inimmaginabili sono già oggi realtà e tutti i giorni ci sottoponiamo a test di Turing ogni qualvolta immettiamo un codice CAPTCHA (quelle combinazioni di numeri e lettere scritti strani) per accedere a servizi online e dimostrare così di non essere macchine. Insomma il futuro di Gibson rimane maledettamente attuale e la cultura pop americana continua ad interrogarsi sul rapporto tra uomo e intelligenza artificiale in un percorso che arriva fino agli Avengers che combattono Ultron in questi giorni nelle nostre sale cinematografiche, come nota Raffaele Alberto Ventura su internazionale.it (http://www.internazionale.it/opinione/raffaele-alberto-ventura/2015/04/23/avengers-2-vendicatori-recensione), colpevole soltanto di non citare Gibson tra i riferimenti dell’ultimo blockbuster Marvel. A partire da Gibson abbiamo preso coscienza marxianamente che androidi, multinazionali e supercomputer continueranno a popolare i nostri sogni e incubi di cittadini occidentali e costituire un immaginario collettivo fondamentale in società modellate sempre più da comunità di informatici e scienziati, che prima di diventare tali, sono stati NERD divoratori di fantascienza.

    Articolo apparso su www.culturacommestibile.com n.121 del 2 maggio 2015

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  • 5

    Questo libro mi è piaciuto molto. Ero un po' spaventato da quello che si diceva in giro circa la poca leggibilità invece devo dire che la lettura mi ha propio soddisfatto anche nelle parti più visiona ...continue

    Questo libro mi è piaciuto molto. Ero un po' spaventato da quello che si diceva in giro circa la poca leggibilità invece devo dire che la lettura mi ha propio soddisfatto anche nelle parti più visionarie.
    Anzi riletto dopo 35 anni dalla prima pubblicazione si aggiunge quel sapore un po vintage/nostalgico e il ritorno alle atmosfere dei vari capolavori sf cinematografici di quei primi anni '80. Avevo sempre considerato quel periodo più propizio per la fantascienza cinematografica ma finalmente ho trovato il libro che risponde alla grande.

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