Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Neuromante

By William Gibson

(217)

| Hardcover | 9788445070840

Like Neuromante ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Premios Hugo y Philip K. Dick 1985
Premio Nébula 1984

Un futuro invadido por microprocesadores, en el que la información es la materia prima. Vaqueros como Henry Dorrett Case se ganan la vida hurtando información, traspasando defensas elec Continue

Premios Hugo y Philip K. Dick 1985
Premio Nébula 1984

Un futuro invadido por microprocesadores, en el que la información es la materia prima. Vaqueros como Henry Dorrett Case se ganan la vida hurtando información, traspasando defensas electrónicas, bloques tangibles y luminosos, como rascacielos geométricos. En este espeluznante y sombrío futuro la mayor parte del este de Norteamérica es una única y gigantesca ciudad, casi toda Europa un basural atómico y Japón una jungla de neón, corruptora y brillante, donde una persona es la suma de sus vicios.

"Neuromante es una novela tersa y barroca... Gibson tiene el encanto de Samuel Delany y el vértigo de Philip K. Dick, y una organización textual superior a ambos; y ésta es sólo su primera novela." -- Colin Greenland, Times Literary Supplement

"Gibson no inventa lo que escribe...los temas están justo ahí fuera, como nubes de lluvia, y Gibson es el meteorólogo." -- Timothy Leary

417 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Neuromante è un capolavoro. Lo è per l'alchimia biotecnologica cui ha dato corpo Gibson in 'sto libro, e per come l'ha fatto. Non ho dubbi. Allora perché 'solo' quattro stelline? vediamo....

    cos'ha fatto
    ============
    Neuromante è Cyberpunk nella sua ...(continue)

    Neuromante è un capolavoro. Lo è per l'alchimia biotecnologica cui ha dato corpo Gibson in 'sto libro, e per come l'ha fatto. Non ho dubbi. Allora perché 'solo' quattro stelline? vediamo....

    cos'ha fatto
    ============
    Neuromante è Cyberpunk nella sua forma più pura. Il CybPk ha strappato e fatto a brani la coperta lineare della fantascienza classica (tra l'altro) per il suo intendere il futuro uomo-tecnologia, e l'ha ricostruita suturandone grossolanamente i pezzi come una ferita mal curata, infetta, che lascia esposti gli strati inferiori. L'unico parallelo che mi venga in mente è la rottura che ha rappresentato il Rap nella musica. La penetrazione della tecnologia nell'uomo, in un rapporto fisico e mentale osceno, percepibile appena oltre il campo visivo, nel quale non puoi (e perché poi dovresti? per ricercare sicurezza?) distinguere completamente i due (bio e tech) perché sono già diventati altro, in Neuromante è reso stupendamente. Non c'è più la distanza percepibile del futuro della fantascienza classica in termini di persone normali con accesso a tecnologie futuribili, ma nell'immagine sfocata della realtà attuale, che mantiene integri tutti i pilastri portanti tranne uno, ma che si risolve in una mescolanza di tutto il resto in modo contorto, come pezzi di carta e plastica uniti da una colla siliconica bianca ed una nera.

    Come lo ha fatto
    ================
    Gibson ha reso questa sfocatura su tutti i livelli. Il primo e più importante (e facilmente percepibile fin dall'inizio) è il linguaggio. Immaginate, oggi, di parlare con un ragazzo degli anni '80. Ho taggato tizio su FB. C'è il tweet di qua, l'hashtag di là, i link, le app, la condivisione, il wireless... Insomma, ascolterà un linguaggio noto e chiaro, del quale, però, non comprenderà il significato di alcune parole chiave, altre sembreranno usate in modo scorretto, finendo per non capirci niente, ma senza sapere davvero perché. Leggendo Neuromante si ha la stessa sensazione. Ti sta scrivendo qualcuno da un presente alternativo, nel quale si è sviluppato non il WWW, ma la realtà virtuale, e per questo ogni termine, ogni tecnologia, ogni comportamento è curvato dalla gravità di questo paradigma. Ed è il comportamento dei personaggi l'altro grande livello di sfocatura. Inizialmente sembrano agire in modo lineare, inevitabilmente sterzano in un'altra direzione, perfettamente inserita nel mondo descritto, ma che lascia il lettore con la sensazione che rimane quando ti accorgi di avere parlato al telefono per chissà quanto con la comunicazione caduta.

    Ecco, secondo me la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del libro per riportarlo alla realtà, ne esci sfinito e sconfitto. E il libro farà schifo. Se, invece, lo accetti come un viaggio allucinante in una realtà alternativa, ti lasci trascinare, allora comunque ne esci frullato e con la sensazione di esserti davvero fatto un trip come il protagonista, ma ti renderai anche conto di avere davvero compiuto un viaggio irripetibile.

    E allora? perché non cinque stelle? perché comunque ho fatto fatica, e la perfezione pulita di cinque stelle non mi sembra rendere lo spirito del libro. Consideriamolo un force-feedback ;-)

    La chicca del rimando a Jonny mnemonic è superlativa.

    Is this helpful?

    Jafnhar said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il cyberpunck non fa per me BIS

    Provai a leggerlo nel 1996, mollato dopo qualche pagina perché Gibson "non vuole far vedere la storia".

    Oggi ci riprovo e lo finisco, perché lo leggo nell'ambito di un GDL. E mantengo invariata la definizione: Nuromante è un romanzo che si fa fatica ...(continue)

    Provai a leggerlo nel 1996, mollato dopo qualche pagina perché Gibson "non vuole far vedere la storia".

    Oggi ci riprovo e lo finisco, perché lo leggo nell'ambito di un GDL. E mantengo invariata la definizione: Nuromante è un romanzo che si fa fatica a "vedere". O almeno nella gran parte, perché a volte l'autore descrive per filo e per segno. Altre volte non sa (o sembra) neanche lui come trattare determinati aspetti della vicenda. E io vedo tutto questo come una serie di cadute di stile, una prosa scritta in modo discontinuo, una narrazione poco fluida.

    Sul romanzo in sé invece nulla da ridire. La trama sta in piedi, l'ambientazione è ferrea, opprimente, disperata (perché vista coi nostri occhi). La storia è piena di stimoli alla riflessione, e certo nessuno può negare che la potenza del romanzo risieda in questo. Non ha di buono solo che Gibson abbia previsto i tempi presenti (e senza alcun dubbio quelli futuri), ma che abbia infuso in ciò le domande più profonde del genere umano e che di certo ci ritroveremo quando nuove prospettive si apriranno alla nostra mente. Il ciberspazio come nuovo paradiso in cui essere liberi e immortali, le IA come nuove divinità pronte a collegarci con l'immenso... e forse la realtà concreta come una menzogna, a giudicare da quel finale. Indubbiamente la realtà concreta come un inferno della carne.

    Romanzo potente, quindi, ma scritto veramente male.

    Is this helpful?

    Gargaros said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Dei romanzi di William Gibson, Neuromante rimane forse quello tuttora più noto a più letto, almeno a giudicare dal fatto che nelle librerie, in reparti di fantascienza molto meno doviziosi d'un tempo (lo spazio va piuttosto ai gialli e ai cosi ...(continue)

    Dei romanzi di William Gibson, Neuromante rimane forse quello tuttora più noto a più letto, almeno a giudicare dal fatto che nelle librerie, in reparti di fantascienza molto meno doviziosi d'un tempo (lo spazio va piuttosto ai gialli e ai cosiddetti fantasy), qualche copia se ne trova sempre, benché ormai si tratti d'un'opera che ha compiuto trent'anni.
    Non ricordo quando lo lessi per la prima volta: penso intorno al 1995; me lo prestò un amico, ed era pubblicato dall'editrice Nord; adesso, avendo deciso di rileggerlo, mi sono procurato l'edizione ora corrente, quella degli Oscar Mondadori, che poi nel testo è uguale all'altra, visto che rimane la medesima traduzione: in effetti, vorrei ben vedere quale editore al giorno d'oggi, con la notoria taccagneria che li contraddistingue tutti, piccoli e grandi, quando si tratta di pagare i traduttori, andrebbe a commissionare una nuova versione del libro di Gibson, la quale, per via della prosa complessa con cui si dovrebbe cimentare, risultarebbe tutt'altro che una passeggiata.
    Una caratteristica tipica di William Gibson, soprattutto nei primi romanzi e racconti, era infatti la scrittura immaginosa, spezzata e cangiante, che non permette una lettura distratta come avviene altre volte nella "letteratura di genere": ciò tanto più che nei suoi lavori narrativi si entra sempre in medias res, e molti particolari del mondo raffigurato sono dati per noti, mentre chi legge ne deve decifrare il significato con pazienza e attenzione, man mano che procede la storia.
    Qui, a dire il vero, il lettore scaltrito dal naturale scorrere del tempo rinverrà facilmente materia di riso, e potrà magari considerare Neuromante un libro invecchiato maluccio: dopotutto, in un mondo pieno d'innesti bionici, dove ci si fa un trapianto come nel nostro mondo si cambiano le mutande, non si riescono a immaginare conquiste della tecnica come i telefonini, e si rappresenta uno scenario geopolitico il quale resta una mera riedizione della guerra fredda; in realtà, figurarsi i telefonini e il collasso del sistema sovietico nel 1984 non era certo alla portata di tutti, e questo è, d'altro canto lo scotto che pagano senza eccezioni tutti gli scrittori quando si pongono ad almanaccare universi futuri: la validità della fantascienza non risiede in ciò che precorre con esattezza, ma nella capacità di dipingere un avvenire capace di affascinare il lettore, dove si colgano anche tracce di reali tendenze culturali e politiche. Tracce che qui ci sono: basti pensare allo strapotere delle oligarchie finanziarie, ormai divenute anonime e capaci di autoriprodursi, alla pervasività del ricorso alla rete nella vita quotidiana, all’ossessivo ricorrere a sostanze stimolanti o psicodislettiche, ad una progressiva regressione ed atrofizzazione dei poteri politici a vantaggio di quelli economici, ad un appiattimento del senso estetico, rimpiazzato dal culto per manufatti dove l’aura è assicurata soltanto dalla vistosità o dalla bizzarria; e poco importa davvero che poi le oligarchie siano giapponesi e non americane (all’epoca in cui fu scritto Neuromante serpeggiava un malcelato terrore per la crescita delle economie asiatiche e per i fasti delle tecnologie nipponiche: anche Pat Bateman, in American Psycho, detesta i giapponesi per questo motivo, e a un certo punto, ne ammazza uno, salvo poi accorgersi che non è neppure un giapponese); e poco importa che la connessione alla rete non avvenga con tutto l’armamentario di fili, guanti e caschetti che ancora faranno mostra di sé in pellicole come Strange Days o, per scivolare verso un esempio d’involontaria comicità de noantri, nel goffo finale del film del 1994 I pavoni, più o meno ispirato alla vicenda, allora molto in auge nelle cronache italiane, di Pietro Maso.
    Gibson è sovente accostato a Dick, ma secondo me la loro rassomiglianza è di mera superficie: Dick è un autore che vive tutto del cumulo sovrabbondante e disordinato delle sue creazioni fantastiche, mentre Gibson lavora molto sulla scrittura, a costo di farne a volte uno strumento fin troppo virtuosistico e compiaciuto; alla fine, tuttavia, il suo mondo visionario e la sua scrittura frastagliata e iridescente mantengono intatto almeno in parte il proprio fascino ancor oggi.

    Is this helpful?

    Asclepiade said on Sep 13, 2014 | 5 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Una palla all'ennesima potenza.

    Is this helpful?

    giò said on Sep 13, 2014 | 5 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book

Groups with this in collection