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Neuromante

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici Moderni, 191)

4.0
(3347)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Francese , Giapponese , Svedese , Lettone , Ceco , Catalano , Polacco , Chi tradizionale , Olandese , Ungherese

Isbn-10: 8804516445 | Isbn-13: 9788804516446 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sandro Sandrelli , Giampaolo Cossato ; Contributi: Bruce Sterling ; Illustrazione di copertina: Giacomo Callo

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un mondo in cui le mafie della finanza e dell'elettronica possono tutto, un mondo attraversato da autostrade informatiche e hacker dai poteri neuromantici, si svolge l'avventura violenta e disperata di Case, l'uomo che ha avuto il torto di mettersi contro l'organizzazione sbagliata. Per vendetta lo hanno privato della capacità di connettersi al cyberspazio, isolandolo nella prigione di carne del suo corpo materiale. Ora qualcuno è disposto a offrirgli un'alternativa, a ricostruirgli le sinapsi bruciate. A patto che Case porti a termine un'ultima missione, oltre i limiti del conosciuto...
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  • 5

    Questo libro mi è piaciuto molto. Ero un po' spaventato da quello che si diceva in giro circa la poca leggibilità invece devo dire che la lettura mi ha propio soddisfatto anche nelle parti più visiona ...continua

    Questo libro mi è piaciuto molto. Ero un po' spaventato da quello che si diceva in giro circa la poca leggibilità invece devo dire che la lettura mi ha propio soddisfatto anche nelle parti più visionarie.
    Anzi riletto dopo 35 anni dalla prima pubblicazione si aggiunge quel sapore un po vintage/nostalgico e il ritorno alle atmosfere dei vari capolavori sf cinematografici di quei primi anni '80. Avevo sempre considerato quel periodo più propizio per la fantascienza cinematografica ma finalmente ho trovato il libro che risponde alla grande.

    ha scritto il 

  • 1

    Mai fatto tanta fatica per finire di leggere un libro. Non so se sia colpa della traduzione o se è proprio lo stile di Gibson ma la lettura proprio non scorre. La narrazione è un pò caotica. Capitava ...continua

    Mai fatto tanta fatica per finire di leggere un libro. Non so se sia colpa della traduzione o se è proprio lo stile di Gibson ma la lettura proprio non scorre. La narrazione è un pò caotica. Capitava spesso di arrivare alla fine di una pagina e doverla iniziare da capo perchè perdevo il filo.

    ha scritto il 

  • 3

    PsychedelicPostmodernism?

    libro difficile, voto altrettanto difficile. Tre perchè è la giusta via di mezzzo tra l'uno che avrei dato alla parte centrale quando avrei preferito un tritapalle piuttosto che andare avanti e il cin ...continua

    libro difficile, voto altrettanto difficile. Tre perchè è la giusta via di mezzzo tra l'uno che avrei dato alla parte centrale quando avrei preferito un tritapalle piuttosto che andare avanti e il cinque che si merita quando capisci i lampi di lucidità esistenziale e precognitiva in mezzo ad un casino immenso. E' come una canzone di Syd Barrett che ti piace ma non sai perchè, poi non la sopporti, poi la rivuoi senitire. Mi ha ricordato Pynchon strafatto, ma anche Dick strafatto ugualmente...

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto

    Concordo totalmente con chi prima di me ha scritto:
    "(..) la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del l ...continua

    Concordo totalmente con chi prima di me ha scritto:
    "(..) la grande spaccatura tra chi ama e chi odia Neuromante è proprio questa. Se cerchi di capire cosa succede, quindi forzi l'intero tessuto del libro per riportarlo alla realtà, ne esci sfinito e sconfitto. (...) Se, invece, lo accetti come un viaggio allucinante in una realtà alternativa, ti lasci trascinare, allora comunque ne esci frullato (…) ma ti renderai anche conto di avere davvero compiuto un viaggio irripetibile.
    (CIT.: @Jafnhar, complimenti, mi associo e sottoscrivo…)

    Personalmente ritengo che non basti essere "abbastanza cyber e molto scientifici" per apprezzare la cosiddetta letteratura cyberpunk.

    Viviamo in un mondo in cui la scientificità e la rispondenza del quotidiano a rassicuranti logiche precostituite si sono sgretolate da tempo, assieme a tutti i linguaggi e alle forme della narrativa che le sostenevano.

    E per chi non se ne fosse ancora accorto, i filoni più innovativi della fantascienza contemporanea, al di là di qualunque etichetta, non sono affatto interessati a rassicurarci con "strane ipotesi fantascientifiche corroborate dalla logica e funzionali alla storia e al senso complessivo della narrazione". Chiedono invece di accostarci al mondo, della realtà o della scrittura che sia, senza mappe preconfezionate e soprattutto disinnescando il pilota automatico della lettura, quello che uccide qualunque innovazione e frustra inevitabilmente chi cerca nelle nuove letture gli stessi percorsi e le stesse logiche interne di quanto già letto in passato.

    Il mondo – della scrittura e non – si è da tempo spostato altrove, in luoghi in cui realtà oggettiva e realtà virtuale, uomo e tecnologia sono ormai percorsi dalle stesse vibrazioni e si aggrovigliano e si sovrappongono in maniera inestricabile.
    E' in questo altrove che Gibson ci trascina ed è in questo altrove che ci chiede di muoverci, abbandonando improbabili approcci da viaggio organizzato, dove tutto è conforme alle immagini patinate dei depliant d’agenzia.
    Perché è indiscutibilmente in questo nuovo frastornante habitat che si muovono ormai da tempo l’uomo e la scrittura.

    Le 5 stelline cmq sono per il fatto che, aggrovigliate elucubrazioni critiche a parte, io questo romanzo non ho avuto nessuna difficoltà a leggerlo e anzi l’ho trovato irresistibilmente trascinante e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 0

    Assurda narrazione, tenta di complicare il tutto con neologismi tanto per far capire quanto è bravo a interpretare il futuro tecnologico che ci aspetta. Ma al di sotto della complicazione non c'è sost ...continua

    Assurda narrazione, tenta di complicare il tutto con neologismi tanto per far capire quanto è bravo a interpretare il futuro tecnologico che ci aspetta. Ma al di sotto della complicazione non c'è sostanza. Credo di essere abbastanza cyber e sicuramente molto scientifico e aggiungo disposto a sospendere lo scetticismo che nasce talvolta nel leggere strane ipotesi fantascientifiche poco corroborate dalla logiche se queste sono funzionali alla storia e al senso complessivo della narrazione.Ma nonostante il credito dato all'autore viste le premesse e la fama elo stesso, ritengo il libro una cioè a di dimensioni stratosferiche. Secondo me non ci ha capito niente neanche lui. Non capisco la immeritata fama di questo libro e poi soprattutto alla fine Neuromante che ha fatto? Qual è la morale del libro, e la storia? Tutto ai mio avviso inconsistente, tutto complicato in modo tale da far pensare al lettore che ci sia sotto un genio a scrivere un testo denso e superiore. In realtà è tutt'altro. Che delusione

    ha scritto il 

  • 2

    Catapultata in una tempesta vorticosa di neologismi, frasi ad effetto ed acrobazie informatiche ad un certo punto non c'ho capito più una mazza.... e pensare che credevo di essere abbastanza punk!!! . ...continua

    Catapultata in una tempesta vorticosa di neologismi, frasi ad effetto ed acrobazie informatiche ad un certo punto non c'ho capito più una mazza.... e pensare che credevo di essere abbastanza punk!!! ...forse mi manca il lato Cyber...

    ha scritto il 

  • 4

    Impressioni contrastanti.
    Da un lato, la complessità: l'autore usa un lessico pseudo-tecnico che non viene mai spiegato e in mezzo a decine di neologismi è spesso difficile rendersi bene conto di cosa ...continua

    Impressioni contrastanti.
    Da un lato, la complessità: l'autore usa un lessico pseudo-tecnico che non viene mai spiegato e in mezzo a decine di neologismi è spesso difficile rendersi bene conto di cosa stia davvero accadendo (soprattutto se si fa l'ottima scelta di leggerselo in inglese). Andando avanti (un bel po' avanti), ci si abitua ai termini tecno-futuristicheggianti e la lettura diventa più scorrevole, ma non è comunque facile capirlo a pieno. Molte cose mi sono sfuggite, non riuscivo ad afferrare a pieno il significato di certi termini e l'ambientazione ne era di conseguenza menomata, visto che non riuscivo a rappresentarmela graficamente. La Matrice, in particolare, è così vagamente descritta che per immaginarla dovevo ricorrere a confuse rimembranze di rappresentazioni del cyberspazio che sono venute dopo Gibson. Per non parlare poi di Villa Straylight e della struttura del satellite, per cui non avevo nemmeno quello.
    Dall'altro lato... sempre la complessità. Perché, se all'inizio certe scene e dialoghi mi ricordavano un film d'azione hollywoodiano (caratteristica per me negativa), andando avanti ci si accorge che c'è sotto molto di più di una missione dall'aspetto spionistico al livello di un video-game sparatutto. E non mi riferisco alla trama, ma alle implicazioni semi-filosofiche che emergono in alcuni tratti, ai vaghi accenni a strati più complessi di lettura che affiorano da alcuni dialoghi, ai vari livelli di non detto che si fanno scorgere spesse volte. Ed io vado assolutamente pazza per questo genere di cose. Problema è che non li ho capiti. La difficoltà del decifrare un lessico oscuro mi ha fatto perdere di vista quello che c'era dietro, temo. Ho cercato di recuperare dalla seconda metà in poi, ma rimane forte l'impressione che mi sia sfuggito molto di quello che avrei dovuto cogliere.
    Nel complesso mi è piaciuto, ma sono convinta che sia un libro che vada letto almeno due volte, per poter tornare con più calma sulle parti davvero importanti, una volta che la nebbia dell'ambientazione estranea si è diradata.
    Voto: 8

    ha scritto il 

  • 4

    Non una lettura semplice e immediata: più che un romanzo è un esercizio di stile, il manifesto di una nuova corrente letteraria.
    Va letto in questo senso, solo così sarà possibile apprezzarne tutti i ...continua

    Non una lettura semplice e immediata: più che un romanzo è un esercizio di stile, il manifesto di una nuova corrente letteraria.
    Va letto in questo senso, solo così sarà possibile apprezzarne tutti i meriti, descrizioni in primis, altrimenti non sarà altro che una storia che si trascina pigramente.

    ha scritto il 

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