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Neuromarketing. Attività cerebrale e comportamenti d'acquisto

Di

Editore: Apogeo

3.9
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885032734X | Isbn-13: 9788850327348 | Data di pubblicazione: 

Genere: Business & Economics , Science & Nature , Social Science

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Descrizione del libro
Perché compriamo una cosa invece di un'altra? Che cosa influenza veramente le nostre decisioni, in mezzo alla valanga di messaggi che ci raggiungono ogni giorno? Una pubblicità che cattura l'occhio, uno slogan curioso, un jingle che non possiamo fare a meno di canticchiare? Oppure le decisioni di acquisto avvengono sotto la superficie, così in profondità nel nostro subconscio che non ne siamo coscienti se non in qualche raro caso?
Martin Lindstrom presenta in questo libro i risultati di una ricerca originale, durata tre anni e costata sette milioni di dollari, un esperimento d'avanguardia che ha frugato nei cervelli di duemila volontari di tutto il mondo, di cui sono state analizzate le reazioni davanti a pubblicità, marchi, spot commerciali, prodotti. I risultati sconvolgono molto di quel che si credeva su ciò che ci seduce e ci spinge a un acquisto.
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  • 3

    "Attività cerebrale e comportamento d'acquisto", recita il sottotitolo, perfettamente riassuntivo.
    Ovvero, la gente consuma per motivi diversi da quello che dichiara (anche nelle ricerche di mercato).
    Ma le risonanze magnetiche al cervello non mentono, e i pubblicitari tradizionali si ...continua

    "Attività cerebrale e comportamento d'acquisto", recita il sottotitolo, perfettamente riassuntivo.
    Ovvero, la gente consuma per motivi diversi da quello che dichiara (anche nelle ricerche di mercato).
    Ma le risonanze magnetiche al cervello non mentono, e i pubblicitari tradizionali si sbagliano spesso. Non è il logo, sono le emozioni.
    Da questo assunto parte il libro, divulgativo, scorrevole, interessante, un po' sensazionalista, pieno di aneddoti divertenti su marche molto conosciute.
    Chi già ha letto un po' riguardo al marketing probabilmente non sarà sorpreso dalle conclusioni quanto l'autore sostiene si dovrebbe, ma gli spunti sono notevoli e anche la bibliografia è ricca e moderna.
    Scarsamente editato per quanto riguarda i refusi in lingua italiana (anche la citazione del titolo di questa recensione ha avuto bisogno di essere corretta da me).

    ha scritto il 

  • 4

    Illuminante e molto piacevole da leggere. L'unica pecca è a livello editoriale perché qualche frase è stata tradotta proprio male e ci sono numerosi refusi.

    ha scritto il 

  • 4

    Inquietante? Forse scontato, ma il neuromarketing sarà la prossima piattaforma di aggressività del marketing. Da leggere per "conoscerli per combatterli" o per capire che alcune cose sono davvero controproducenti

    ha scritto il 

  • 5

    Facile da capire e utile nello studio del marketing

    La scrittura di di M.Lindstrom è comprensibile.
    arriva al punto senza tanti giri di parole.
    credo che sia davvero utile capire i meccanismi che porta un cliente a scegliere un brand piuttosto che un'altro.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro interessante che ci svela i meccanismi della mente nelle scelte che il più delle volte sono le più inaspettate.
    non bisogna aspettarsdi un libro che insegna a vendere o a proteggersi dalla pubblicità , ma un analisi di come c comportiamo e di come ci facciamo influenzare, non sempr ...continua

    un libro interessante che ci svela i meccanismi della mente nelle scelte che il più delle volte sono le più inaspettate.
    non bisogna aspettarsdi un libro che insegna a vendere o a proteggersi dalla pubblicità , ma un analisi di come c comportiamo e di come ci facciamo influenzare, non sempre positivamente, da tutti gli stimoli che ci vengono continuamente proposti

    ha scritto il 

  • 4

    OK

    non è il solito libro-fuffa, tranquilli. Ci sono ricerche utili fatte con metodo ed emerge qualche risultato interessante. Molto carina l'analisi sulla forza relativa del "logo" rispetto a colori e stimoli multisensoriali.
    La pecca è la traduzione, alcune frasi sono semplicemente senza sens ...continua

    non è il solito libro-fuffa, tranquilli. Ci sono ricerche utili fatte con metodo ed emerge qualche risultato interessante. Molto carina l'analisi sulla forza relativa del "logo" rispetto a colori e stimoli multisensoriali.
    La pecca è la traduzione, alcune frasi sono semplicemente senza senso.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è molto confortante conoscere i meccanismi messi in atto dalle grandi compagnie per ingannare il nostro cervello e farci acquistare qualsiasi cosa possa soddisfare i neuroni. Così come appare desolante leggere che tutte le campagne antifumo, anzichè stimolare la voglia di smettere, siano sta ...continua

    Non è molto confortante conoscere i meccanismi messi in atto dalle grandi compagnie per ingannare il nostro cervello e farci acquistare qualsiasi cosa possa soddisfare i neuroni. Così come appare desolante leggere che tutte le campagne antifumo, anzichè stimolare la voglia di smettere, siano state delle valide alleate della Marloboro & C.. Comunque è innegabile che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sperimentato che parte dei nostri acquisti o interessi culturali (es. programmi TV), siano stati dettati più da spinte emotive provenienti dalle parti più ataviche del cervello che da esclusive motivazioni razionali provenienti dalla corteccia prefrontale. Lindstrom sta dimostrando questo attraverso studi e ricerche all'avanguardia, in collaborazione con neuroscienzati e psicologi cognitivi; sicuramente una materia affascinante e di particolare importanza per la nostra esistenza perchè, ricordiamocelo soprattutto noi italiani, anche la politica,oggi più che mai, fa molto marketing!

    ha scritto il 

  • 4

    Tante notizie, forse troppe

    Martin Linstrom scrive bene, sa come attirare l'attenzione del lettore e lo fa con maestria: si fa molte domande a cui da le risposte nelle pagine seguenti. Il libro lo si divora, apprendendo, per esempio, che le scritte sui pacchetti di sigarette ("il fumo uccide" e similari, presenti in tutto i ...continua

    Martin Linstrom scrive bene, sa come attirare l'attenzione del lettore e lo fa con maestria: si fa molte domande a cui da le risposte nelle pagine seguenti. Il libro lo si divora, apprendendo, per esempio, che le scritte sui pacchetti di sigarette ("il fumo uccide" e similari, presenti in tutto il mondo) non solo non servono a niente ma, anzi, inducono a fumare (secondo le analisi del nostro cervello). Tante notizie interessanti e curiose, da utilizzare in molteplici occasioni, ma forse, alla fine, rimane un senso di poco appagamento. Un libro bello ma "leggerino", insomma.

    ha scritto il 

  • 4

    Neuromarketing

    Siete proprio sicuri di essere liberi nelle vostre scelte quotidiane? Perchè quando comprate un prodotto scegliete proprio quello? Solo pubblicità o c’è qualcos’altro? Queste sono le domande che si pone Martin Lindstrom nel libro Neuromarketing Attività cerebrale e comportamenti d’acquisto (Apoge ...continua

    Siete proprio sicuri di essere liberi nelle vostre scelte quotidiane? Perchè quando comprate un prodotto scegliete proprio quello? Solo pubblicità o c’è qualcos’altro? Queste sono le domande che si pone Martin Lindstrom nel libro Neuromarketing Attività cerebrale e comportamenti d’acquisto (Apogeo, 2009) e affronta la questione esponendoci i risultati di una ricerca durata tre anni e costata sette milioni di dollari affiancando al marketing tecniche mediche come la scansione cerebrale.
    Ne risultano molti spunti interessanti. Vediamone alcuni.

    Per esempio le costosissime campagne antifumo e, soprattutto, le etichette dissuasive poste sui pacchetti, anche quelle terribili in cui ci sono foto di polmoni distrutti o denti che cadono, invece che dissuadere i fumatori accendono un’area del cervello che si chiama nucleus accumbens, deputata alla dipendenza, al desiderio, al senso di appagamento cioé fanno il contrario di quello per cui sono state pensate.
    Da questa ricerca è risultato anche che i focus group svolti prima dell’esperimento sono completamente smentiti dai risultati della scansione cerebrale perché le risposte razionali durante le interviste sono quelle che in quel contesto il soggetto pensa siano giuste, corrette, meno imbarazzante dire. Smentite dal nostro “inconscio” invece che decide diversamente.

    Per esempio viene preso in esame un famoso esperimento fatto dalla Pepsico in molti centri commerciali americani. Due bicchieri, in uno Pepsi e nell’altro la rivale. Senza informare su quale delle due stessero bevendo veniva chiesto di scegliere quella che preferivano. Inaspettatamente la Pepsi aveva collezionato una vittoria schiacciante. Ma se l’esperimento veniva svolto informando, prima del sorso, cosa stessero bevendo la Cocacola stravince sulla Pepsi. Questa volta le teste dei consumatori sono state lette dalla scansione cerebrale e ci si accorge che la Cocacola accende un’area del cervello deputata alle emozioni. Non è solo un prodotto ma è anche cocacolosità, non è solo acqua e sciroppo ma un’emozione che la rende imbattibile.

    Per esempio l’identificazione con il protagonista dello spot che guarda caso, nel 90% dei casi è un bello/a, sensuale, vincente è causata dai cosidetti neuroni specchio (scoperta fondamentale di un ricercatore italiano) che “imitano” o vorrebbero imitare quello che vedono. Questa è la moda: “Tutti ce l’hanno lo voglio anch’io”. Non potete farci niente; è un meccanismo cerebrale preziosissimo. È quello che permette ad un bambino d’imparare, non solo il linguaggio ma atteggiamenti, comportamenti, risposte a circostanze guardando gli adulti e il mondo circostante. Ma funziona talmente bene che dopo aver visto in una giornata cinque persone con l’iPod lentamente cresce la voglia di averlo anche noi.

    Nel libro ci sono moltissimi altri esempi di scelte irrazionali nascoste sotto giustificazioni, ragionamenti e percorsi ferrei smentiti da un procedimento non consapevole della nostra parte più antica. La lezione che ne risulta è che i metodi tradizionali, come chiedere ai consumatori perchè acquistano un prodotto, non è un metodo affidabile. Il neuromarketing è ancora nella sua infanzia ma nei prossimi anni potrà solo ampliare il suo campo d’azione. D’altra parte ha anche un risvolto positivo per i consumatori rendendoli più consapevoli dei meccanismi che li indirizzano nelle scelte quotidiane. Fermo restando che esiste sempre la possibilità di scelta ma solo se sei consapevole dei meccanismi messi in gioco.

    ha scritto il 

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