Tra i pericoli di oscure trame integraliste e la speranza di un nuovo amore, un poeta-giornalista cerca di condurre un'indagine nella profonda Turchia.
Ha scritto il 26/07/17
Ancora adesso
Ancora adesso, pur avendolo letto alcuni anni fa, ripenso a questo libro. Mi commuove la leggerezza con cui affronta dei temi così importanti e attuali. La dimostrazione di come un romanzo può spiegare una cultura, meglio di cento saggi.
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Ha scritto il 16/04/17
SPOILER ALERT
"...anche nei nostri sogni nevica, ma una sola volta nella vita."
Un romanzo lento, come lenta è la vita che scorre a Kars, sommersa dalla neve, immersa in una pace di suoni e in un abbaglio di luce. In questo clima di apparente tranquillità e rassegnata attesa si svolge la narrazione sui fatti del golpe contro ..." Continua...
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Ha scritto il 22/02/17
Un debutto con Pamuk troppo noioso
Primo libro che leggo di Pamuk e la scelta si è rivelata infelice. Troppo complicato lo sforzo che viene richiesto al lettore per immedesimarsi sui problermi e le difficoltà della realtà turca che l'autore vuole descrivere in questo laboratorio ..." Continua...
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Ha scritto il 15/02/17
La peggior scelta per riabituarmi alla lettura
Ultimamente mi son reso conto di non leggere più romanzi ed ho fatto l'errore madornale di provare a rimediare con Neve. Sarà che il mio palato è diventato grossolano però davvero non ricordo di aver letto nulla di più stentato, superficiale, ..." Continua...
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Ha scritto il 15/02/17
Ancora una volta Pamuk analizza la Turchia come intersezione fra due entità ben distinte: l'Oriente e l'Occidente.Così come "Il mio nome è rosso" si soffermava sul diverso modo di concepire le arti figurative, la stessa operazione viene tentata ..." Continua...
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Ha scritto il Feb 19, 2017, 15:27
< ...immaginò che Ipek pensasse qualcosa di crudele su loro due: "Ciò che ci unisce è il crollo delle nostre speranze "> < "Ma entrambi non avrebbero mai potuto confessarsi questa loro felicità, e non avrebbero mai potuto parlarsi dell'argomento principale, cioè del loro risentimento nei confronti della vita. Era accaduto ciò che di peggio poteva loro succedere: avevano accettato la sconfitta con la vita e sì erano abituati alla spietata ingiustizia del mondo.""Ma io non avevo più un posto dove andare. Era come se fossi esiliato fuori dalla storia, espulso dalla civiltà. La civiltà era così lontana: non ero neanche riuscito a imitarla. E poi Allah non mi dava un figlio a cui potessi far fare ciò che ... Continua...
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Ha scritto il Jun 28, 2015, 06:33
Athèos significa"solo, abbandonato dagli dei" e non si riferisce alla persona che crede in Dio.E quella parola indica non la persona che non crede in Dio ma la persona sola, abbandonata dagli dei. E questo significa che l'uomo, qui, non può mai ... Continua...
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Ha scritto il Jan 12, 2011, 11:55
Perchè l'errore più grande dell'uomo, continuò il giovane appassionato, l'inganno più grande che mai sia stato fatto è proprio questo: si è sempre confuso l'essere poveri con l'essere stupidi. A dire il vero, ci sono sempre stati nella ... Continua...
Pag. 296
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Ha scritto il Jan 12, 2011, 11:12
Quanto è possibile capire il dolore, l'amore di un altro? Fino a che punto possiamo capire coloro che vivono tra dolori, frustrazioni e angosce più profonde delle nostre? Se capire significa mettersi al posto di colui che è diverso da noi, i ... Continua...
Pag. 278
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Ha scritto il Aug 15, 2010, 21:21
La struttura esagonale, infantile dei fiocchi di neve che aveva visto illustrata sull'enciclopedia gli parve simile all'armonia delle poesie che gli arrivavano una dopo l'altra, proprio come fiocchi di neve. In quel momento aveva pensato che tutte ... Continua...
Pag. 282
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