Never Let Me Go

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Publisher: Faber and Faber

3.9
(5957)

Language: English | Number of Pages: 282 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Japanese , German , French , Italian , Catalan , Latvian , Portuguese , Russian , Chi simplified , Swedish

Isbn-10: 0571224148 | Isbn-13: 9780571224142 | Publish date:  | Edition Export Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Kathy, Ruth and Tommy were pupils at Hailsham - an idyllic establishment situated deep in the English countryside. The children there were tenderly sheltered from the outside world, brought up to believe they were special, and that their personal welfare was crucial. But for what reason were they really there? It is only years later that Kathy, now aged 31, finally allows herself to yield to the pull of memory and try to make sense of the past. What unfolds is an extraordinarily powerful story in which Kathy, Ruth and Tommy slowly come to realise that it is their seemingly happy childhood that has haunted them ever since, even tainting their adult lives. Part love story, part mystery, "Never Let Me Go" is a uniquely beautiful and troubling novel, charged throughout with a profound emotional depth.
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  • 2

    Non so come commentare questo libro.... Non riuscivo a seguire a storia.... E' un accavallarsi di ricordi, ma non lasca capire molto!

    said on 

  • 5

    “Non lasciarmi” canta Judy Bridgewater e Kath, la protagonista del romanzo, danza alle note di questa strofa, abbracciando un cuscino.
    Non importa a Kath di cosa parli veramente la canzone, lei immagi ...continue

    “Non lasciarmi” canta Judy Bridgewater e Kath, la protagonista del romanzo, danza alle note di questa strofa, abbracciando un cuscino.
    Non importa a Kath di cosa parli veramente la canzone, lei immagina che l’invocazione non lasciarmi sia pronunciata da una madre che culla il figlio, una madre che non pensava più di poterne avere, di figli, e che ora invece, tenendone uno in braccio lo implora di non andarsene mai. Kath immagina di essere lei quella madre, e balla cullando un cuscino, perché Kath, sebbene sia solo una ragazzina, sa bene di essere sterile.
    Mentre lei danza sognando il bambino che non cullerà mai, una donna la osserva e piange. E’ madame Marie-Claude, una figura misteriosa per i ragazzi della scuola in cui Kath vive. Appare periodicamente per selezionare i loro lavori artistici, disegni, sculture, poesie, e porta via sempre i migliori, ma sembra avere paura, quando non orrore, dei ragazzi stessi.
    Quel giorno Kath la vede piangere e pensa che pianga per il bambino che lei non avrà mai, invece, ma Kath lo scoprirà solo molti anni dopo, Madame piange per il mondo tranquillo in cui i ragazzi che lei teme vivono, che sta per essere strappato loro.
    Perché Hailsham, la scuola di Kath, è diversa da ogni altra scuola, il lettore lo scoprirà poco a poco, così come diversi sono i suoi studenti, ragazzi che non potranno fare scelte, perché le loro vite sono già state programmate, ma che hanno ancora diritto a un’infanzia serena, e alla vita dignitosa che da l’istruzione, per lo meno per il tempo che avranno da vivere.
    Non sono privilegi concessi a tutti: molti altri studenti come loro in tutta l’Inghilterra e, verosimilmente in tutto il mondo, anche se l’autore non ne accenna, sono allevati in condizioni deplorevoli, condizioni che il lettore, pagina dopo pagina, inizia a poter immaginare, così come scopre, con il procedere della narrazione, il destino per cui gli studenti sono venuti al mondo.
    Destino triste, di cui loro sono vagamente consapevoli fin dall’infanzia, ma a cui non pensano di ribellarsi, tanto è naturale per tutti, anche per loro, che vi soggiacciano.
    Kath crederà a un certo punto di potervisi sottrarre per un breve periodo, di poter vivere una parentesi fuori dalle regole, perché è innamorata.
    Non sono però possibili rinvii, l’amore in questo caso non basta, a Kath e Tommy, il ragazzo che la ama fin dall’infanzia, rimane solo un breve tratto di strada da percorrere prima di separarsi per sempre, senza neanche la consolazione di ritrovarsi un giorno, perché il mondo che li usa non attribuisce loro un’anima.
    E’ un romanzo visionario questo, visionario e crudele. Capace di rimescolare sopite inquietudini; e non aiuta, leggendolo, ripetersi che il mondo di Kath non è il nostro mondo, perché questa non è la verità. Ishiguro scrivendo ci mette brutalmente sotto gli occhi quello che noi tentiamo giornalmente di ignorare e cioè che sottilmente, nella nostra testa, si è già insinuata l’idea che alcune vite valgano meno di altre e che sia giusto che alcuni soffrano per il bene di altri.

    said on 

  • 5

    Qualche settimana fa ascoltavo una intervista ad Ennio Morricone sulla sua collaborazione con Tarantino: questo splendido 87enne mi ha ricordato – ancora una volta – la profonda invidia che provo vers ...continue

    Qualche settimana fa ascoltavo una intervista ad Ennio Morricone sulla sua collaborazione con Tarantino: questo splendido 87enne mi ha ricordato – ancora una volta – la profonda invidia che provo verso i compositori, gente in grado di trasformare situazioni e sensazioni in emozioni, ritornelli, note, vita.

    Ecco. Conclusa l’ultima pagina di “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, avrei desiderato con tutto il cuore mettermi al piano e provare a tracciare con do diesis e si bemolli una sinfonia in grado di raccontarne la grandezza. Non ne ho la possibilità, e per una volta avverto il timore che semplici parole non siano sufficienti a evidenziare la dolcezza e la malinconia di un romanzo perfetto, avvolgente, stimolante e commuovente.

    (non so se l’abito faccia il monaco ma so che un libro non si giudica dalla copertina; ciò nonostante, quando un grande romanzo è accompagnato da una splendida copertina i passeri cinguettano, l’arcobaleno si svolge nel suo splendore, l’acqua scorre limpida sotto i caldi raggi del Sole. Questo libro ha una copertina meravigliosa).

    “Non lasciarmi” è un magnifico dramma distopico, agghiacciante nella sua caratteristica di unicità all’interno del genere letterario, generalmente caratterizzato dalla ribellione verso il Sistema o il tiranno di turno: in queste pagine tutto – o quasi tutto – è accettato con una rassegnazione che ferisce e che, nello stesso tempo, finisce per accendere degli spot luminosi sulla vera tematica del romanzo: le relazioni umane. Kathy, Ruth e Tommy sono fra i più intriganti personaggi letterari che mi siano capitati sotto le pupille nell’ultimo decennio, la loro storia irretisce e sconvolge come solo un romanzo di portata enorme è in grado di fare e l’ambientazione – un collegio inglese isolato dal resto del globo in un tempo non meglio precisato – contribuisce a mantenere incollati alla narrazione come una robusta Millechiodi.

    Una sinfonia, un insieme perfettamente calibrato di note, accordi, voci delicate e profonde. Che cosa ci fai ancora qui davanti al monitor?

    http://capitolo23.com/2016/01/10/non-lasciarmi-ishiguro/

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  • 4

    Sono stata molto indecisa sul voto da dare a questo libro. L'ho iniziato perché costretta visto che è in programma per un esame di letteratura, eppure l'ho letto tutto d'un fiato. Cercavo di capire co ...continue

    Sono stata molto indecisa sul voto da dare a questo libro. L'ho iniziato perché costretta visto che è in programma per un esame di letteratura, eppure l'ho letto tutto d'un fiato. Cercavo di capire cosa in questi ragazzi, nella protagonista in particolare, mi trasmettesse tanto.
    Alla fine posso dire che il giudizio è assolutamente positivo, ma consiglio di leggerlo in un periodo della propria vita in cui si è contenti della propria esistenza.

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  • 4

    Cinque stelle mancato

    L'idea di fondo del romanzo è assolutamente favolosa: ragazzi clonati che hanno sentimenti e un cuore come noi, ma in realtà cresciuti per un unico tristissimo fine. La scrittura,invece, risulta asso ...continue

    L'idea di fondo del romanzo è assolutamente favolosa: ragazzi clonati che hanno sentimenti e un cuore come noi, ma in realtà cresciuti per un unico tristissimo fine. La scrittura,invece, risulta assolutamente monocorde, a tratti ripetiva e noiosa. Un cinque stelle mancato...ma da leggere.

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  • 4

    un pugno allo stomaco

    ho iniziato a leggerlo senza sapere di cosa parlasse, la trama si dipana lentamente quindi passa un po' prima che si riesca a capire veramente il contesto, e una volta capito tutto diventa più forte e ...continue

    ho iniziato a leggerlo senza sapere di cosa parlasse, la trama si dipana lentamente quindi passa un po' prima che si riesca a capire veramente il contesto, e una volta capito tutto diventa più forte e terribile, scelta geniale dello scrittore. ti lascia spiazzato, seppur scorrevole non è un libro leggero, anzi, molto forte, a tratti poco sopportabile. Bello, ma dopo hai bisogno di un fumetto per riprenderti.

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  • 4

    Non avrei mai immaginato che le nostre vite, fino ad allora così intrecciate, potessero distanziarsi tanto rapidamente. Se l'avessi saputo prima, le avrei tenute più strette, senza permettere a forze invisibili di separarci

    E pensare che l'ho comprato pensando ad un melenso libro d'amore (non ho visto il film e non leggo la seconda di copertina) e invece no. Ma forse si. Anzi si, sicuramente o no. E' vero, sono confusa. ...continue

    E pensare che l'ho comprato pensando ad un melenso libro d'amore (non ho visto il film e non leggo la seconda di copertina) e invece no. Ma forse si. Anzi si, sicuramente o no. E' vero, sono confusa..... La prima volta che ho letto la parola "donatore" ho storto la bocca ma sono andata avanti e ho immaginato un certo romanzo fantascientifico surreale e visionario. Ma non è così. O almeno non solo. C'è tutto qui. Amore magari non profondo o forse troppo. Amicizia vera ma forse non troppo o forse troppo, quella che lega a doppia corda e che poi si perde o si spezza e non si capisce e non si riesce a sistemare ma fa male o fa bene a secondo dei casi, se ne esce o non se ne esce. Come si può capire è un romanzo particolare, con una storia particolare che tocca più di un tasto creando in una trama e dei personaggi difficili da dimenticare.

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  • 2

    Quando il romanzo inizia, ritroviamo una protagonista adulta che parte a raccontare della sua infanzia ad Hailsham, una struttura che noi definiremmo collegio.
    Kathy racconta quindi dei suoi anni di e ...continue

    Quando il romanzo inizia, ritroviamo una protagonista adulta che parte a raccontare della sua infanzia ad Hailsham, una struttura che noi definiremmo collegio.
    Kathy racconta quindi dei suoi anni di educazione, dei suoi amici, in particolare della migliore amica Ruth e di Tommy, un ragazzino con un caratteraccio che però diventerà presto suo amico.
    Lo stile narrativo è un po' piatto, inoltre una cosa che Kathy tende a fare, attraverso l'autore, è saltare da un punto all'altro della storia in varie fasce temporali.
    Per esempio: "Bla bla bla, cosa che risuccesse nell'occasione bla bla bla, ma per spiegarvi perché reagii così devo prima spiegarvi di quando bla bla bla, che è il motivo per cui nell'occasione X bla bla bla".
    Dove, va specificato, il "bla bla bla" corrisponde qualche volta a poche righe e altre volte a pagine intere. Insomma, sembrano le parentesi che apre mio nonno ogni volta che ha da raccontare qualche breve aneddoto che finisce per durare un'ora, tra una digressione e l'altra.
    Ogni volta che pensavo di esagerare io, Kathy neanche a farlo apposta riprendeva a saltellare avanti e indietro nel tempo e nei ricordi in una maniera fastidiosissima.
    Il titolo può far pensare ad uno struggente romanzo rosa, e con questo spirito l'avevo iniziato, poi ho scoperto che si trattava di un distopico. Poco male, mi sono detta: adoro i distopici!
    Sebbene lo spunto sia interessante (ma non vi dirò niente per non guastarvi quel poco che di bello ha la storia!), ne è uscito un romanzo noioso, che non racconta quasi niente della distopia della storia ma si limita quasi unicamente all'adolescenza di Kathy e Ruth, con qualche apparizione di Tommy di tanto in tanto.
    Solo nel finale arriviamo a scoprire qualcosa di più e si giunge, finalmente, a far contare qualcosa il mondo distopico creato da Ishiguro, che finalmente non è più uno sfondo ma conta più di un qualcosa di vago ai fini della vicenda.
    Anche così, ad ogni modo, non vengono comunque spiegate bene le condizioni e le regole del mondo attuale e di questo gruppo di ragazzi, lasciando che lo sfondo rimanga per certi versi un po' fosco.
    Peccato che io abbia trovato il libro noioso e sviluppato male, perché verso il finale ci sono degli spunti di riflessione interessanti!
    Su 300 pagine, però, cinquanta di interesse sono un po' poche. Non ne è valsa la pena.

    said on 

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