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Never Mind

By

Publisher: Pan Macmillan

3.7
(9)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback

Isbn-10: 1447202937 | Isbn-13: 9781447202936 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

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Book Description
THE FIRST PATRICK MELROSE NOVEL At his mother's family house in the south of France, Patrick Melrose has the run of a magical garden. Bravely imaginative and self-sufficient, five-year-old Patrick encounters the volatile lives of adults with care. His father, David, rules with considered cruelty, and Eleanor, his mother, has retreated into drink. They are expecting guests for dinner. But this afternoon is unlike the chain of summer days before, and the shocking events that precede the guests' arrival tear Patrick's world in two. 'St Aubyn puts an entire family under a microscope, laying bare all its painful, unavoidable complexities. At once epic and intimate, appalling and comic, the novels are masterpieces, each and every one' Maggie O'Farrell 'Nothing about the plots can prepare you for the rich, acerbic comedy of St Aubyn's world -- or more surprising -- its philosophical density' Zadie Smith, Harpers 'St Aubyn's prose has an easy charm that masks a ferocious, searching intellect. One of the finest writers of his generation' The Times
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  • 3

    Dopo aver letto il primo libro della saga della famiglia Melrose, il mio giudizio a riguardo rimane, purtroppo, un po' freddo (purtroppo, perché la avevo avvicinata con molte buone aspettative). Il ...continue

    Dopo aver letto il primo libro della saga della famiglia Melrose, il mio giudizio a riguardo rimane, purtroppo, un po' freddo (purtroppo, perché la avevo avvicinata con molte buone aspettative). Il romanzo è sicuramente un'ottima (seppur a tratti un po' pretenziosa) prova di stile. Il mio grosso problema in merito, però, è il fatto che non sono stata in nessun modo in grado di forzarmi a provare interesse per i personaggi. Non ho trovato particolare stimolo nelle velleità filosofiche di Victor. Non mi hanno coinvolto Anne e... qualunque cosa facesse (seriamente, qual era il ruolo di Anne?) Ho simpatizzato con la noia di Nicholas e della sua amante nei reciproci riguardi. Ho provato compassione per le vittime della crudeltà di David, ma ho vissuto nel costante rimpianto per Eleanor, che credo sarebbe risultata molto più interessante nelle mani di uno scrittore più bravo (e più invogliato) a tratteggiare una psicologia femminile. Devo dire che ho trovato la figura di Patrick ben delineata, invece - forse l'unica voce che ho avuto voglia di continuare a leggere (dal poco che ho letto del secondo romanzo prima di abbandonare, però, ho come l'impressione che nei seguiti finirà per venirmi a noia anche lui). Per quanto riguarda David... ah, David. Non avevo particolare interesse a essere nella sua testa. Un'accetta ci si sarebbe trovata molto meglio, a mio parere. Così decorativa. Ora, non che ambissi a farmi piacere i personaggi - non è sicuramente questo l'intento di un romanzo che guarda al passato della classe sociale di cui tratta senza il minimo accenno di benevolenza. Però, so per esperienza di lettrice che si può disprezzare, addirittura odiare un personaggio, e comunque fremere dalla curiosità di leggere di più di lui e di quelli che lo circondano, mentre in questo caso, per me, quel genere di alchimia non è sicuramente scattata. Sarà che questi rampolli dell'aristocrazia inglese sono, in fondo, personaggi - archetipi di personaggio - di cui si è letto e visto talmente tanto, in chiave nostalgica o critica che sia, che è davvero difficile approcciarli in chiave originale, senza cadere nel già sentito. In conclusione, se inizialmente avevo intenzione di leggere in fila i primi quattro romanzi della saga, credo che per ora mi fermerò a questo, in attesa di sentirmi motivata a dare a St. Aubyn una seconda chance.

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  • 4

    Il mio magico kindle contiene sia il volume collettivo sia i singoli romanzi che compongono il ciclo dei Melrose, perciò preferisco commentarli uno per uno - non per far lievitare le mie statistiche ...continue

    Il mio magico kindle contiene sia il volume collettivo sia i singoli romanzi che compongono il ciclo dei Melrose, perciò preferisco commentarli uno per uno - non per far lievitare le mie statistiche di lettura, ma perché non penso di leggerli tutti di seguito. Comunque al termine del primo volume l'impressione è più che positiva. Non certo perché siano simpatici i protagonisti, che sono davvero terrificanti - soprattutto quella specie di orco che è il capofamiglia - ma per lo stile divino di St. Aubyn. E per stile non intendo solo la costruzione di ogni singola frase (anche, anche) ma la concezione e la struttura del romanzo. Di un'ironia cattivissima e distaccata, gelido come sa essere gelido l'umorismo britannico. Ho letto di recente un romanzo francese, les prétendants, analogo non solo per l'ambientazione (una famiglia aristocratica e i suoi ospiti, nella sontuosa villa in Costa Azzurra in cui trascorrono le vacanze estive) ma anche per l'intento di mostrarci un mondo ormai obsoleto, fatto di cerimonie e di regole che ricordano più il mondo di Downtown Abbey che quello in cui viviamo. Ma dove Les Prétendants era affettuoso e nostalgico, Never Mind è feroce e caustico: nessuna nostalgia, nessuna simpatia e nessuna assoluzione per il cinismo e la crudeltà di David, ma nemmeno per la passiva rassegnazione alcolica della moglie. E nemmeno gli ospiti se la cavano meglio: una galleria di mostri più o meno orridi, o noiosi, o ridicoli o indifferenti. Insomma, è un libro in cui la scrittura è tutto - ma la scrittura è sublime. Alcuni commenti anobiani alla Famiglia Melrose (versione italiana) criticano invece soprattutto lo stile. Ohibò, la faccenda è curiosa, perché St.Aubyn è unanimemente riconosciuto come uno degli esempi più luminosi di bello scrivere in inglisc. Sarà colpa di chi l'ha tradotto, o semplicemente non era nelle corde di chi lo ha così commentato?

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  • 3

    Che famiglia di .....

    I personaggi sono uno più antipatico dell'altro, una banda di degenerati che vorresti prendere a schiaffoni o rinchiudere in manicomio. Interessante e ben scritto e sono curiosa di sapere come va ...continue

    I personaggi sono uno più antipatico dell'altro, una banda di degenerati che vorresti prendere a schiaffoni o rinchiudere in manicomio. Interessante e ben scritto e sono curiosa di sapere come va avanti per il piccolo Patrick, ma veramente certi passaggi di cattiveria del padre li ho trovati più che tremendi...

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  • 4

    And you thought your childhood was tough?

    At least you are not Patrick Melrose! From the outside growing up in a small castle in the south of France in the 50s with his aristocratic English parents looks pretty good. But the reality for 5 ...continue

    At least you are not Patrick Melrose! From the outside growing up in a small castle in the south of France in the 50s with his aristocratic English parents looks pretty good. But the reality for 5 year old Patrick is anything but good. The first of the five Melrose novels, St Aubyn takes us on a ride to see how the other half really live and it is not a pretty picture. With loads of hilarious comments on life, class and bringing up children, St Aubyn is a real master of words in this dark dark world.

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