New York Trilogy

(Old Edition) (New American Fiction Series, No 4-6)

By

Publisher: Sun and Moon Press

3.8
(5837)

Language: English | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , French , Catalan , Italian , German , Chi simplified , Dutch , Swedish , Portuguese , Farsi , Czech

Isbn-10: 155713166X | Isbn-13: 9781557131669 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Book Description
Paul Auster's signature work, The New York Trilogy, consists of three interlocking novels: City of Glass, Ghosts, and The Locked Room—haunting and mysterious tales that move at the breathless pace of a thriller.
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    Tre storie accomunate dal filo conduttore della ricerca, all'inseguimento di qualcuno che in fondo non si troverà mai.
    Registri simili nelle tre storie, con protagonisti che vivono una solitudine inte ...continue

    Tre storie accomunate dal filo conduttore della ricerca, all'inseguimento di qualcuno che in fondo non si troverà mai.
    Registri simili nelle tre storie, con protagonisti che vivono una solitudine interiore estrema, finendo fino a confondersi con la persona seguita o a diventare un simulacro dell'altro.
    Una lettura piacevole, che ti fa perdere il senno cercando di distinguere chi segue da chi è inseguito.

    said on 

  • 3

    Avvalendosi di una ambientazione allucinata e spettrale, da noir lynchiano, dove i personaggi si muovono privi di certezze e di identitá, "Trilogia di New York" affronta temi interessanti e complessi ...continue

    Avvalendosi di una ambientazione allucinata e spettrale, da noir lynchiano, dove i personaggi si muovono privi di certezze e di identitá, "Trilogia di New York" affronta temi interessanti e complessi come la meta scrittura, il rapporto lettore-autore, la consapevolezza del sè, rispolverando anche il sempre affascinante tema psicanalitico del doppio.
    La scrittura di Auster è elegante e piacevole, ma purtroppo spesso nella lettura si ha la sensazione che la forma, pressoché perfetta, prevalga sui contenuti. È inevitabile che giunti all'ultima pagina, assieme al desiderio di cercare di ricomporre i pezzi del puzzle disseminati dall'autore nei tre racconti, si faccia vivo un vago e spiacevole senso di incompiuto.

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  • 3

    Ammetto di non sentire un particolare feeling con la letteratura americana contemporanea e postmodernista e che mi ci vuole sempre un po’ di tempo per entrare in sintonia. Questo è il mio primo Aust ...continue

    Ammetto di non sentire un particolare feeling con la letteratura americana contemporanea e postmodernista e che mi ci vuole sempre un po’ di tempo per entrare in sintonia. Questo è il mio primo Austen e devo dire che di lui ho apprezzato in particolare la scrittura precisa, attenta al lessico , il viaggio di introspezione all’interno dei personaggi, la capacità funambolesca di clonare un personaggio, o di creare un clima surreale dove chi pedina viene pedinato e ne ha la netta percezione. Nell’impianto dei tre romanzi ho sentito comunque un che di costruito che mi ha dato un po’ fastidio, da una parte un po’ cerebrale, dall’altra nato con lo scopo di giocare al gatto e al topo con il lettore. Quando arrivo però in fondo alla lettura di romanzi di questo genere la domanda che mi viene spontanea è sempre la stessa : < < cosa ha voluto comunicarci l’autore>>. So che secondo Nabokov, non dovrei mai farmi una domanda simile ; un libro lo si legge per la gioia che dà la scrittura, per la storia narrata, i personaggi rappresentati, la realtà dipinta. Va bene! Ma lo scrittore non è l’aedo che ci canta il mondo in cui viviamo? E , ahimè, se quanto detto è vero, la realtà in cui viviamo ha ben poco di solido e definito, dei valori chiari su cui fondare l’esistenza , ma soprattutto siamo noi impossibilitati a comprendere e definire in modo univoco la complessità del reale.

    said on 

  • 2

    Spunti interessanti, storie ambiziose, ma che fatica (e in alcuni passi che noia). Spesso si ha l'impressione di leggere a vuoto come se l'autore scrivesse per se stesso e il lettore fosse solo un fas ...continue

    Spunti interessanti, storie ambiziose, ma che fatica (e in alcuni passi che noia). Spesso si ha l'impressione di leggere a vuoto come se l'autore scrivesse per se stesso e il lettore fosse solo un fastidioso guardone. Ammesso e non concesso che l'intento di questo romanzo sia quello di scandagliare la psiche umana (il gorgo della follia, l'angoscia, lo straniamento o chissà cos'altro ancora) mi tengo stretto il mio caro Simenon (che scava, scandaglia e setaccia molto meglio...).
    Ad ogni modo penso che mi prenderò una lunga pausa dai romanzi di Auster...

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  • 3

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pens ...continue

    Me gustó alguna opinión que lei por ahí antes de empezar este libro y que refuto ahora después de leerlo; parece una novela negra policiaca escrita por Kafka. Las tres historias tienen momento de pensar que es una fumada muy gorda y páginas esperpénticas. Bueno, bien sin más, para entretenerte y pasar un rato leyendo.

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  • 0

    senza infamia e senza lode. Forse non l'ho capito o forse non mi piacciono i libri strutturati con vari racconti, ma non mi ha lasciato traccia

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  • 3

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongo ...continue

    Si lascia leggere, questo è da dire. Ma purtroppo non credo che Paul Auster sia uno scrittore adatto a me. Le tre storie sembrano intrecciarsi continuamente, in realtà sono solo nomi che si ripropongono forse per dare l'idea del familiare ma che non hanno nessun collegamento reale. Alla fine di ognuna puntualmente ci sono rimasta malissimo, perchè è come se mancassero un paio di pagine finali per spiegare. Evidentemente non ho la sensibilità adatta per cogliere la profondità del suo stile. "La Stanza chiusa" è quella che mi è piaciuta di più, sarà che la narrazione in prima persona aiuta parecchio. Noto in Auster una curiosa fissazione per i taccuini (meglio se rossi). Inoltre c'è da dire che conosce decisamente bene la planimetria di New York, io quasi quasi mi perdo anche a casa mia. Giudizio finale: un pò delusa da qualcosa di cui mi aspettavo molto di più. E, giusto per farmi del male, sto leggendo anche la graphic novel di "Città di vetro", che però devo dire consiglio per i disegni e perchè si coglie qualche dettaglio in più della storia.

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  • 2

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tut ...continue

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più da questa Trilogia. Abbastanza interessante il primo racconto (Città di vetro), evanescente il secondo (Fantasmi), bello il terzo (La stanza chiusa). Ma il tutto sembra solo un esercizio di stile, privo di anima e di valore.

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  • 4

    Trilogia di New York

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il t ...continue

    Questa trilogia è composta da tre racconti lunghi – “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”: tre vicende allucinate, raffinate ed ammalianti in cui le strade della Grande Mela diventano il teatro in cui si svolgono drammi intrisi di una profonda ed ineluttabile inquietudine.
    Le tre storie narrate sono davvero originali: il loro carattere è "giallo" solo in apparenza. Anche se ognuno dei protagonisti conduce un'inchiesta misteriosa, i cui esiti saranno imprevedibili, la detective story non è altro che uno “specchietto per le allodole” attraverso cui l’ignaro lettore si inoltra in un profondo viaggio di introspezione all’interno dell’animo dei vari personaggi.
    Nel cuore di una metropoli enigmatica e surreale, dove tutto può accadere, assistiamo ad un’elegante commistione tra la letteratura poliziesca definita “hard-boiled” e l’approccio post-modernista, di cui Auster è a tutti gli effetti rappresentante.
    A legare tra loro le varie vicende di cui è composto il libro, si scorgono qua e là dei filamenti appena percettibili, che si intrecciano e dipanano lungo lo scorrere delle pagine, seguendo l’evolvere delle situazioni.
    Paul Auster è un signor narratore. A prescindere dalle storie che racconta e dai personaggi enigmatici che ritrae, facendo leva su un ineccepibile talento narrativo, riesce a raccontare storie di qualità assoluta, che lasciano nel lettore un “non so che” di irrisolto insieme alla soddisfazione di aver assaporato un salutare assaggio di letteratura con la L maiuscola.
    Giudizio: da leggere, per fare la conoscenza di un grande scrittore contemporaneo.

    said on 

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