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Ni d'Eve ni d'Adam

By

3.8
(2266)

Language:Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Spanish , Catalan , Chi traditional , Polish , German , Czech

Isbn-10: 2840118165 | Isbn-13: 9782840118169 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback , Hardcover , Boxset

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Description du livre
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  • 3

    Niente di eccezionale

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che ...continuer

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che distingue la Nothomb. Strappa qualche sorriso, ma nulla di esaltante. Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi e delle usanze giapponesi, anzi credo che sia l'unica cosa interessante che mi ha strappato le 3 stelline. Darò una seconda possibilità alla Nothomb leggendo Stupori e tremori; chissà che non la rivaluti.

    dit le 

  • 4

    Amare in giappone(se)

    http://www.roarmagazine.it/libri/recensione-ne-di-eva-ne-di-adamo-nothomb.html

    È una storia d'amore quella tra Amélie e Rinri, coetanei che apprendono l'uno dall'altro, senza mielismi, eppure ricopert ...continuer

    http://www.roarmagazine.it/libri/recensione-ne-di-eva-ne-di-adamo-nothomb.html

    È una storia d'amore quella tra Amélie e Rinri, coetanei che apprendono l'uno dall'altro, senza mielismi, eppure ricoperta di un candore che la fa sembrare quasi irreale.
    Senza alcun tipo di smancerie, vediamo la bellezza del sentimento sorgere in modo spontaneo e limpido.

    dit le 

  • 3

    Come una vecchia amica...

    E' quello che provo ogni volta che approccio un libro di Amélie, la sensazione di riprendere un discorso iniziato e mai del tutto interrotto.
    Questa volta, però, le do 4-- per alcune crudeltà nei conf ...continuer

    E' quello che provo ogni volta che approccio un libro di Amélie, la sensazione di riprendere un discorso iniziato e mai del tutto interrotto.
    Questa volta, però, le do 4-- per alcune crudeltà nei confronti degli animali che poteva davvero risparmiare ai suoi lettori.

    dit le 

  • 2

    Uno zig zag tra la Dacia (Maraini) e la Duras

    Ci sono capitata per caso. Né di Eva né di Adamo, il titolo non l'ho capito. La storia un po' banale, una storia d'amore ambientata in Giappone negli anni 90, in realtà in vero protagonista della stor ...continuer

    Ci sono capitata per caso. Né di Eva né di Adamo, il titolo non l'ho capito. La storia un po' banale, una storia d'amore ambientata in Giappone negli anni 90, in realtà in vero protagonista della storia. Il libro è stato scritto però molti anni anni dopo, nel 2007 è stata pubblicata la versione originale e si nota lo scarto temporale dei ricordi, il lettore attento può percepire una specie di "discrasia" in certi momenti piuttosto accentuata.
    Il Giappone degli anni novanta il vero oggetto dello sguardo della scrittrice belga, "con le sue contraddizioni e il fascino inestinguibile, con la difficoltà di integrazione degli stranieri e l’incomprensione inevitabile che nasce dalla lingua (tanto distante da qualsiasi idioma occidentale) e interessa ogni ambito della vita." si legge su una recensione di Mangialibri, dove si suggerisce anche che per apprezzare totalmente questo raccontino autobiografico bisognerebbe leggere Metafisica dei tubi (Voland 2002, Guanda 2006), secondo la recensione "bellissimo racconto dei primi anni di vita di Amélie Nothomb, in cui la passione per il Giappone nasce e cresce furibonda, carnale, assoluta." che francamente a me non ha particolarmente colpito.
    Devo dire che anche questo racconto non mi ha preso più di tanto, un po' troppo ego, un po' tanto Nothomb al centro della storia. Un po' una brutta copia della Duras, infatti la cita ad un certo punto anche perché la storia (autobiografica) è ambientata in Giappone, come Hiroshima Mon Amour, ma più che altro per il paragone con l'Amante (e poi l'Amante cinese) della Duras. Ma il confronto non regge, questo "amante giapponese" è distante anni luce dagli "amanti" della Duras. Il modo di scrivere autobiografico mi ha ricordato anche la Maraini, nella prima parte di Bagheria, non tanto per i riferimenti al Giappone, ma per il modo di porsi in termini di narrazione autobiografica. Mi incuriosisce vedere come è stato costruito il film - in uscita in questi giorni in Belgio - dal titolo Tokyo Fiancée di Stefan Liberski.

    dit le 

  • 2

    Nulla di particolare. Leggero, con qualche ambizione d'esser grandioso e in certi passaggi riesce ad attirare l'attenzione e il lettore. Perfetto per un viaggio in metro da capolinea a capolinea. ...continuer

    Nulla di particolare. Leggero, con qualche ambizione d'esser grandioso e in certi passaggi riesce ad attirare l'attenzione e il lettore. Perfetto per un viaggio in metro da capolinea a capolinea.

    dit le 

  • 3

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2008/11/26/ne-di-eva-ne-di-adamo-amelie-nothomb/

    Mesi fa la socia mi parlava molto bene di questa scrittrice belga che da un po’ di anni pare aver convinto orde di ...continuer

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2008/11/26/ne-di-eva-ne-di-adamo-amelie-nothomb/

    Mesi fa la socia mi parlava molto bene di questa scrittrice belga che da un po’ di anni pare aver convinto orde di lettori in tutto il mondo. Dopo aver raccolto qualche informazione sul web mi decisi a dare una sfogliata ai suoi libri, ed è stato un bel viaggetto in cinque tappe (ho perimetrato solo la sfera dei suoi romanzi autobiografici). A parte qualche prova non del tutto convincente (Sabotaggio d’amore, il primo approdo, rivelava già il suo stile squisito, ma l’intreccio era un po’ ripetitivo, e Biografia della fame che dava la sgradita sensazione di essere un po’ un bignami degli altri romanzi, che insomma la Nothomb ci marciasse un po’ troppo sulla sua biografia).
    Né di Eva né di Adamo, però, è delizioso. Non dico che sia un capolavoro, ma esprime al meglio, con uno stile ormai maturo, tutti i picchi dello stile della scrittrice belga: ironia, piacevole scorrevolezza che deriva anche da una certa padronanza della sintesi, oggi molto gradita (i suoi romanzi son sempre brevi, ma non inspidi come certe opere della Yoshimoto), una capacità di indagare le altre culture nazionali davvero eccellente, che le deriva indubbiamente dalla sua biografia di figlia di diplomatico. Al centro del romanzo una storia d’amore interculturale (appunto) tra Amélie e il suo giovane fidanzato Rinri, con effetti tragicomici derivanti dai fraintendimenti culturali.
    A elevare il piatto alcune indovinati paragrafi che inquadrano il Giappone con la forza e l’immediatezza di uno scatto fotografico sapientemente scelto e una lingua che predilige la citazione colta senza però farsi affossare da una boria intellettuale, avendo cura di costruirgli intorno un controcanto assai piacevole, dagli indubbi risultati ironici.

    dit le 

  • 3

    L'unico motivo per cui l'ho (in parte) gradito è il fatto che parla del Giappone, mia passione del momento. E poi scorre, e si aspetta di sapere la fine. Per il resto non mi ha dato granchè. E' anche ...continuer

    L'unico motivo per cui l'ho (in parte) gradito è il fatto che parla del Giappone, mia passione del momento. E poi scorre, e si aspetta di sapere la fine. Per il resto non mi ha dato granchè. E' anche autobiografico, forse, perchè la scrittrice sembra essere anche la protagonista. Protagonista assoluto è in realtà il suo ego, il suo enorme sè. Il fatto che si mostri saccente, presuntuosa, antipatica pare proprio reale, non la costruzione di un personaggio.

    dit le 

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