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Ni de Eva ni de Adán

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Publisher: Anagrama

3.8
(2277)

Language:Español | Number of Pages: 176 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) French , Italian , English , Catalan , Chi traditional , Polish , German , Czech

Isbn-10: 8433975013 | Isbn-13: 9788433975010 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Amélie Nothomb se sube en Tokio a la montaña rusa de una hilarante educación sentimental en brazos del muy delgado y muy oriental Rinri, un ávido lector que sueña con entrar en la orden del Temple. Amélie, decidida a aprender japonés enseñando francés a los autóctonos, conoce a Rinri en un bar. Pero, pocos días después, la relación entre maestra y alumno dará paso a una hermosa historia de amor. Distintos episodios nos sitúan, una vez más, ante una rica y peculiar visión de Japón, la de alguien nacido allí pero cuyos orígenes son occidentales, y donde la percepción de la alteridad cobra los más variopintos matices. Nothomb analiza sus experiencias desde una perspectiva casi antropológica, nunca exenta de ironía. La diversión está asegurada, pero también la ternura e incluso la melancolía…, porque cuando Nothomb escribe en primera persona fascina, divierte, hace pensar y hace reír. «Los lectores de Amélie no se quejarán ante tan espléndida cosecha Nothomb» (Marianne Payot, L’Express).
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  • 4

    E’ la prima volta che leggo un romanzo di Amélie Nothomb, l’ho sempre scansata temendo che scrivesse libri stravaganti e surreali.
    Invece almeno in questo caso mi sono dovuta ricredere. “né di Eva né ...continue

    E’ la prima volta che leggo un romanzo di Amélie Nothomb, l’ho sempre scansata temendo che scrivesse libri stravaganti e surreali.
    Invece almeno in questo caso mi sono dovuta ricredere. “né di Eva né di Adamo”, nonostante il titolo quantomeno incomprensibile, mi è molto piaciuto.

    L’autrice narra la sua relazione, quando era appena ventenne, con un bellissimo ragazzo di nome Rinri.

    A Tokyo, Amélie si trova nella necessità di impartire delle lezioni di lingua francese per guadagnare qualcosa. In questo modo incontra Rinri, un giovane giapponese benestante, che a sua volta la aiuta ad esercitare la lingua giapponese. Presto i due giovani iniziano una relazione amorosa. I sentimenti dei due ragazzi non sono però gli stessi: per l’autrice, il giovane è una piacevole compagnia, talvolta anche bizzarra, considerato che la cultura giapponese è profondamente diversa da quella Occidentale. Le intenzioni di Rinri, al contrario, sono molto serie e improntate ad un possibile matrimonio.

    La protagonista può apparire a tratti seccante, una specie di super donna quando, ad esempio, si vanta di scalare da sola il Fujiyama e quasi ci lascia le penne. a tratti pare invece una sradicata canzonata dai genitori di Rinri, nata a Kobe ma originaria del Belgio, un Paese che i giapponesi non riescono a individuare sulle mappe. A parte questo, il libro è ricco di aneddoti e informazioni sul Giappone ( sono andata a cercarmi cosa fosse un kotatsu e ho scoperto un sacco di cose interessanti) ed è molto scorrevole.

    Penso che proseguirò con “Stupore e tremori” di Amélie Nothomb, questa autrice non mi mette più soggezione :-)

    Consiglio di Lorena del gruppo Bookaholic per marzo 2015

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  • 3

    Niente di eccezionale

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che ...continue

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che distingue la Nothomb. Strappa qualche sorriso, ma nulla di esaltante. Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi e delle usanze giapponesi, anzi credo che sia l'unica cosa interessante che mi ha strappato le 3 stelline. Darò una seconda possibilità alla Nothomb leggendo Stupori e tremori; chissà che non la rivaluti.

    said on 

  • 4

    Amare in giappone(se)

    http://www.roarmagazine.it/libri/recensione-ne-di-eva-ne-di-adamo-nothomb.html

    È una storia d'amore quella tra Amélie e Rinri, coetanei che apprendono l'uno dall'altro, senza mielismi, eppure ricopert ...continue

    http://www.roarmagazine.it/libri/recensione-ne-di-eva-ne-di-adamo-nothomb.html

    È una storia d'amore quella tra Amélie e Rinri, coetanei che apprendono l'uno dall'altro, senza mielismi, eppure ricoperta di un candore che la fa sembrare quasi irreale.
    Senza alcun tipo di smancerie, vediamo la bellezza del sentimento sorgere in modo spontaneo e limpido.

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  • 3

    Come una vecchia amica...

    E' quello che provo ogni volta che approccio un libro di Amélie, la sensazione di riprendere un discorso iniziato e mai del tutto interrotto.
    Questa volta, però, le do 4-- per alcune crudeltà nei conf ...continue

    E' quello che provo ogni volta che approccio un libro di Amélie, la sensazione di riprendere un discorso iniziato e mai del tutto interrotto.
    Questa volta, però, le do 4-- per alcune crudeltà nei confronti degli animali che poteva davvero risparmiare ai suoi lettori.

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  • 2

    Uno zig zag tra la Dacia (Maraini) e la Duras

    Ci sono capitata per caso. Né di Eva né di Adamo, il titolo non l'ho capito. La storia un po' banale, una storia d'amore ambientata in Giappone negli anni 90, in realtà in vero protagonista della stor ...continue

    Ci sono capitata per caso. Né di Eva né di Adamo, il titolo non l'ho capito. La storia un po' banale, una storia d'amore ambientata in Giappone negli anni 90, in realtà in vero protagonista della storia. Il libro è stato scritto però molti anni anni dopo, nel 2007 è stata pubblicata la versione originale e si nota lo scarto temporale dei ricordi, il lettore attento può percepire una specie di "discrasia" in certi momenti piuttosto accentuata.
    Il Giappone degli anni novanta il vero oggetto dello sguardo della scrittrice belga, "con le sue contraddizioni e il fascino inestinguibile, con la difficoltà di integrazione degli stranieri e l’incomprensione inevitabile che nasce dalla lingua (tanto distante da qualsiasi idioma occidentale) e interessa ogni ambito della vita." si legge su una recensione di Mangialibri, dove si suggerisce anche che per apprezzare totalmente questo raccontino autobiografico bisognerebbe leggere Metafisica dei tubi (Voland 2002, Guanda 2006), secondo la recensione "bellissimo racconto dei primi anni di vita di Amélie Nothomb, in cui la passione per il Giappone nasce e cresce furibonda, carnale, assoluta." che francamente a me non ha particolarmente colpito.
    Devo dire che anche questo racconto non mi ha preso più di tanto, un po' troppo ego, un po' tanto Nothomb al centro della storia. Un po' una brutta copia della Duras, infatti la cita ad un certo punto anche perché la storia (autobiografica) è ambientata in Giappone, come Hiroshima Mon Amour, ma più che altro per il paragone con l'Amante (e poi l'Amante cinese) della Duras. Ma il confronto non regge, questo "amante giapponese" è distante anni luce dagli "amanti" della Duras. Il modo di scrivere autobiografico mi ha ricordato anche la Maraini, nella prima parte di Bagheria, non tanto per i riferimenti al Giappone, ma per il modo di porsi in termini di narrazione autobiografica. Mi incuriosisce vedere come è stato costruito il film - in uscita in questi giorni in Belgio - dal titolo Tokyo Fiancée di Stefan Liberski.

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  • 2

    Nulla di particolare. Leggero, con qualche ambizione d'esser grandioso e in certi passaggi riesce ad attirare l'attenzione e il lettore. Perfetto per un viaggio in metro da capolinea a capolinea. ...continue

    Nulla di particolare. Leggero, con qualche ambizione d'esser grandioso e in certi passaggi riesce ad attirare l'attenzione e il lettore. Perfetto per un viaggio in metro da capolinea a capolinea.

    said on 

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